Anteprima
di
il 9 novembre 2018, 10:33

Abbiamo aspettato a sufficienza. Per tredici anni. Cosa sarà mai una coda di un’ora e mezza?

 

Io e la mia (quando vuole) dolce metà ci chiedevamo questa stessa domanda, mentre cercavamo dei motivi per snobbare una fiera intera e in favore di Kingdom Hearts III. Ma non avevamo realmente bisogno di motivi concreti: dopo più di un decennio di attesa, speso tra vari capitoli secondari e remastered inter-generazionali, una demo giocabile di Kingdom Hearts III poteva facilmente farci restare allo stand Square Enix per tutta la giornata. Per fortuna, l’attesa in coda è durata appena due orette.

Ma, ora, un po’ di contesto: due volte l’anno, il monumentale centro ExCeL di Londra ospita l’MCM Comic Con, una grande fiera del fumetto e del videogioco dedicata ai geek di tutto il mondo. Abbiamo già coperto l’evento in passato, e una delle nostre visite alla fiera ci è valsa anche una splendida intervista con David Hayter, in quell’occasione uno dei tanti, prestigiosi ospiti dell’organizzazione. Questa volta, Square Enix era presente sullo show-floor con una demo di Kingdom Hearts IIIsia su PlayStation 4 che su Xbox One.

L’ultimo capitolo della saga di Sora sarà disponibile a fine gennaio su entrambe le console. Ma cosa sembra essere cambiato rispetto ai vecchi capitoli?

 

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Più grosso, potente, cattivo
20 minuti tra giocattoli e titani

La nostra prova era ristretta in una durata totale di 20 minuti, divisa in base alla nostra rapidità tra Toy Box (Toy Story)Monte Olimpo (Hercules). Ogni sezione di gioco era relativamente breve, dunque era possibile giocare entrambi anche più volte, se si era abbastanza rapidi. Noi abbiamo iniziato col Monte Olimpo.

Ciò che è apparso chiaro fin da subito è che Kingdom Hearts III sembra essere un Kingdom Hearts sotto steroidi: Sora può correre sui muri, fare rapidissime combo aeree, far trasformare il proprio Keyblade similmente a quanto avveniva in DDD (Dream Drop Distance), e in generale l’azione è persino più rapida e dinamica di quanto non fosse già nelle fasi avanzate di Kingdom Hearts II. I cosiddetti “comandi contestuali” cambiano in base alla combo effettuata: una combo di attacchi fisici può attivare una Limit Form con i nostri compagni, ma una combo di magia può far scattare un attacco magico di livello avanzato: utilizzare “Fira”, per esempio, ci permetterà di attaccare con “Firaga”, anche se non lo avremo ancora sbloccato.

 

 

Simile, ma diverso

Tutto è più rapido, insomma, e i comandi limite come “Papero Flare” (grande e atteso ritorno) non sembrano richiedere più l’utilizzo degli MP. È inoltre possibile cambiare Keyblade in combattimento, una possibilità che ci permetterà di concatenare combo sempre più complesse.

Dall’altro lato, il sistema di gestione degli MP è rimasto sostanzialmente uguale al secondo capitolo, e in generale la struttura di gameplay non è stata stravolta – il che, se siete appassionati della saga fin dagli esordi come noi, è assolutamente un bene. Dubito che potremo aspettarci grandi cambiamenti alle mappe “a stanze” dei capitoli precedenti; ma, in contrasto, le aree singole sono indubbiamente molto più vaste, e le meccaniche introdotte sembrano abbastanza da garantire una grande varietà.

Sul Monte Olimpo, ci siamo dilettati nell’affrontare orde di nuovi Heartless e il Titano della Roccia, in una boss-fight scenica come poche che ci ha anche permesso di utilizzare il curioso “treno” visto nei trailer passati. Era il momento di andare a conoscere Woody e gli altri.

 

“Gli adulti sono solo dei bambini cresciuti, comunque”
È ancora Kingdom Hearts, dopotutto

E siamo rimasti piacevolmente sorpresi dalla qualità della scrittura nelle micro-scene mostrate: gli scambi di battute tra Sora, Paperino e Pippo sono ancora freschi ed esilaranti, e i dialoghi in generale sembrano aver mantenuto la voce e i toni della serie principale: Sora è indubbiamente più maturo che in passato, ma il suo spirito giocoso è rimasto inalterato, e le sue interazioni con Woody, Buzz, Rex e gli altri ci hanno strappato più di un sorriso.

Il mondo di Toy Story è stato anche un’occasione per provare nuove combo e abilità, alcune delle quali sembravano provenire direttamente dai mondi passati da Sora. E abbiamo affrontato un’altra boss-battle contro un temibile giocattolo, sconfiggendolo a bordo di un Mecha di plastica; è stato allora che abbiamo capito come, volendo essere ottimisti, le boss-battle di Kingdom Hearts III hanno il potenziale per essere più varie che mai, superando in atmosfera e meccaniche persino le battaglie del secondo capitolo.

L’atmosfera della serie sembra preservata, curata, protetta; e noi, quando ce ne siamo resi conto, siamo istantaneamente tornati di un decennio più giovani.

Nell’immagine, il treno della “Big Magic Mountain”, indubbiamente una citazione alla Big Thunder Mountain dei parchi Disney.

Non c’è rosa senza spine
Non manca qualche difetto tecnico…

Ma non è tutto rose e fiori. La nostra prova, seppur breve, ha sollevato un paio di dubbi di natura tecnica per quanto riguarda la performance dell’esperienza.

In generale, Kingdom Hearts III ha un motore grafico strabiliante, bellissimo da vedere e da ammirare in combattimento, e le animazioni facciali sono più belle che mai, abbandonando finalmente (e ovviamente) quelle piattissime idle-face di alcuni personaggi nei primi capitoli.

Eppure, in più di un paio di situazioni, la nostra prova (su Xbox One) è stata minata da terribili cali di framerate in alcune aree troppo affollate, e un caricamento troppo lungo ci ha costretti a riavviare il gioco dalla dashboard, dopo circa tre minuti di attesa. Durante la boss-battle nella Toy Box, inoltre, ci è capitato che il nostro Mecha si incastrasse irrimediabilmente sopra un altro, costringendoci a uscire per un evidente problema alle collisioni.

 

 

… Ma c’è ancora tempo!

Tutto sommato, però, questi problemi tecnici possono ancora essere facilmente risolti nei prossimi mesi, ed è possibile che la versione mostrata alla fiera sia persino vecchia di diversi mesi, considerate le fasi di testing che potrebbe aver richiesto prima di essere presentata al pubblico.

Per il resto, dunque, il nostro cuore resta colmo di speranza: Kingdom Hearts III sembra divertente proprio come lo avremmo voluto, e l’esperienza – in piccolo – ci ha pienamente soddisfatti a livello ludico. Le nostre uniche preoccupazioni, ora, risiedono sulla longevità e sulla sceneggiatura: con tutta la carne al fuoco, in questo capitolo, la preoccupazione è che la storia possa avere qualche problema, o che i tagli già annunciati non siano poi minimi come si possa sperare.

Non resta che attendere gennaio 2019 per una (speriamo) smentita definitiva di tutti questi dubbi.

In conclusione...
Kingdom Hearts III ci ha colpiti in positivo, esattamente come avremmo sperato. I problemi tecnici riscontrati durante la nostra prova non sono così gravi da non poter essere aggiustati prima dell'uscita, e, in ogni caso, quel che cercavamo era principalmente un rispetto per i toni della serie principale. Per fortuna, siamo stati accontentati; e, considerato quanto più dinamico sia questo capitolo rispetto al passato, gennaio non potrebbe assolutamente essere più lontano di così.
Più rapido, più complesso, più vario
Atmosfera della serie ben resa
Motore grafico strabiliante...
x ... Ma con qualche riserva
x Preoccupanti cali di framerate
x Qualche ansia per la sceneggiatura

due parole sull'autore
Nato e cresciuto nell'epoca d'oro della prima PlayStation, ha visto il susseguirsi di almeno quattro generazioni di console fin da quando era bambino, ed è fermamente convinto che non smetterà mai di viverle sulla propria pelle. Suo unico rimpianto: non essere nato abbastanza presto da vedere la nascita dei primi videogiochi. Coltiva segretamente la passione per la scrittura, che sfoga sulle pagine di I Love Videogames proponendo folli idee (aka: rompendo le scatole) agli altri redattori. Gestisce anche il podcast Gameromancer e la sezione Speciali.
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