Loris Lo Masto

Speciale Mentire è un male, ma non sempre

Non nascondiamoci dietro a un dito, lo sappiamo tutti, la pubblicità serve. Il mondo in cui viviamo è interamente sorretto dal capitalismo (e non sono assolutamente qui per parlare di questo) e questo è a sua volta tenuto in piedi dalla pubblicità. Non serve che qualcuno ci venga a spingere per comprare cibo e acqua, poiché ugualmente avremo bisogno di quelle cose. Ma per quanto riguarda ciò che non ci serve esiste la pubblicità. La pubblicità invoglia a comprare un prodotto, a prescindere dalla sua utilità, persuadendo l’animo umano.

E sappiatelo, tutta l’industria dell’intrattenimento è inutile, sì, anche i nostri cari e amati giochini.

Nell’intrattenimento, la pubblicità vive per molto tempo, poiché questa serve a far conoscere il prodotto ai potenziali acquirenti, anche anni prima del reale rilascio. E si sa, in guerra, in amore e nel capitalismo non esistono regole.

Mi state leggendo da ILoveVideogames, un sito che tratta di videogiochi quindi qui parlerò di videogiochi, e di come la pubblicità viene utilizzata in tale industria.

Bugie bianche e bugie n*

Sin da piccoli, ci viene insegnato che mentire è sbagliato, ma questo la pubblicità non lo sa, e lo stesso ci vende bugie a profusione.

Una delle più grandi strategie per vendere un videogioco, è quella di pomparlo, di renderlo, agli occhi di chi guarda un trailer, molto di più di quello che realmente è. E questo, con i tantissimi downgrade grafici succede anche troppo spesso. Ma finché si tratta di grafica, un occhio possiamo anche chiuderlo.

Dark Souls II per quanto possiate essere estremisti e fingere che non esista, è un bel gioco. Anche se nei trailer mostrati a priori della release il comparto tecnico era di gran lunga superiore a quello del prodotto finale, Dark Souls II resta un bel gioco.

Sei perfetto con i tuoi difetti

Le vere bugie, quelle infide, non sono texture meno dettagliate o la mancanza di illuminazione dinamica. Le bugie si chiamano No Man’s Sky e CyberPunk 2077.

Nel cielo non c’è nessun Uomo…

Seppur adesso chiunque abbia scaricato e giocato a No Man’s Sky si stia divertendo (come giusto che sia poiché ora è un bel gioco) ignora che, in principio, le cose erano diverse.

Non si poteva giocare in compagnia con gli amici, e non c’è niente di male, se non fosse che questa doveva essere una feature del gioco.

Le parole del direttore, Sean Murray, affermavano che i miliardi di pianeti potevano essere esplorati in compagnia di tanti altri giocatori. Ma questa era una bugia. Non c’era nessun multiplayer al lancio e tutti siamo stati ingannati. Perché dire questo? Per convincere più gente possibile, magari. Grazie all’infinità di pianeti presenti, quando capiterà che due giocatori s’incontreranno? Presto.

…e anche nessuno con cui giocare

E cosa disse il direttore quando venne fatto notare che due esploratori, pur essendo nello stesso punto dello stesso pianeta, non si vedevano? Che era incredibile che in così poco due videogiocatori ebbero la capacità d’incontrarsi nonostante lo spazio sconfinato disponibile, quasi come se non volesse ammettere che ci aveva fregato.

Per fortuna le persone cambiano, e conoscono i propri sbagli. Il team di sviluppo ha preso quel falso idolo spacciato per rivoluzione e l’ha trasformato in un valido videogioco.

A Night City puoi essere chi vuoi…

Veniamo invece a CyberPunk, un esempio onnipresente nella memoria di tutti noi.

Gli aggiornamenti che escono quasi a cadenza mensile del gioco CDProjekt Red mirano pian piano a rendere giocabile quel disastro che era il ‘’gioco giallo’’alla sua release. Quindi bel lavoro CD, pacca sulla spalla e tutti a casa? Manco morto.

Il lavoro che stanno svolgendo è per rendere il gioco funzionante, ma ricordate cosa era stato promesso?

Un gioco che avrebbe cambiato per sempre l’industria, dove tu puoi essere chi vuoi, instaurare rapporti con personaggi fittizi, vivere una vita vera in un falso mondo distopico e futuristico. Quanto di questo è vero?

…eccetto chiunque

Nel gioco non c’è niente che ti permette di immedesimarti. Il tuo personaggio ha già un nome, e segui una storia prescritta, con giusto qualche bivio ogni tanto per ricordarti che questo obbrobrio che stai giocando doveva essere un gioco di ruolo.

Il team ebbe persino il coraggio di affermare che il gioco funzionasse ‘’sorprendentemente bene®’’ su console di vecchia generazione, e invece non riuscivo a neanche a finire due missioni di fila senza che il gioco esplodesse su sé stesso. Non voglio neanche parlare delle future espansioni che hanno promesso, o dell’online che spero di non vedere mai a questo punto.

Vi invito solamente a non dimenticare mai queste cose, per fare in modo che non ricapitino in un’industria di cui noi stessi, i videogiocatori abbiamo gran potere decisionale. E se bisogna tagliare delle teste, questi sono i casi in cui è giusto farlo.

Le bugie a fin di bene sono I Figli della Libertà…

Ma, se da quanto si è piccolini ci viene insegnato a non dire le bugie, ci viene anche detto che esistono le bugie a fin di bene.

E queste esistono anche nel mondo dei videogiochi.

In un settore dove pur di generare HYPE si è disposti a svelare ogni angolo del prodotto, qualche volta devi pur mentire per nascondere la verità ai videogiocatori.

Dopo Metal Gear Solid tutti amavano Solid Snake, e come dargli torto. Proprio per questo, nella campagna pubblicitaria del sequel, Sons Of Liberty, c’era Solid Snake, ma non era così nel gioco.

Che differenza fa?

Certo, Snake è presente all’inizio del gioco, ma il protagonista non è lui, ma Raiden.

All’epoca tutti si sentirono derubati, ma questa è una bugia buona. Sons Of Liberty è un’opera stupenda, uno dei massimi capolavori videoludici di tutti i tempi, e mentire pur di non farlo fallire era importante. Bisognava trovare uno stratagemma, e in quel caso, fu mostrare Snake invece di Raiden.

Quel gioco, come tutta la saga (si, anche Phantom Pain per ragioni diversi) è incredibile, e vederlo floppare sarebbe stato peggio di avere un protagonista diverso. Ma poi c’importava davvero che non fosse Snake ma Raiden a impugnare quella spada dopo essere arrivati fin lì? A me, sinceramente, no.

…e gli Ultimi di Noi

Un altro esempio di bugia buona, e più recente è The Last of Us Part II.

Nel primissimo trailer di presentazione all’E3, c’era Ellie come soggetto e non più Joel. E cosa dice la ragazza? ‘’Li ucciderò tutti, fino all’ultimo’’. Cosa pensai io in quel momento, essere umano senziente e capace di fare 2+2? Ok, Joel muore sicuramente.

Ci mostrano il gameplay tempo dopo, e c’è solo Ellie. I dubbi non c’erano più, mi dispiace Joel ma avrei comprato TLOU Part II  a scatola chiusa sapendo dal primo momento che in qualche modo saresti schiattato.

Il colpo di scena era evidente, quasi palese a questo punto, e non sarebbe stato degno di essere definito come colpo di scena.

Il frame incriminato

L’astuta idea di Naughty Dog fu quella di mostrare all’interno di un trailer gameplay una scena di gioco, precisamente una cutscene, dove ad affiancare la ragazza protagonista c’era proprio Joel. Bene, la scena in quel trailer era finta, e nella versione finale c’è un altro personaggio al posto del protagonista del primo capitolo.

Definirei sbagliato mentire in questo caso? No. Sapevo ciò che sarebbe accaduto, e quella scena serviva a lanciarci il fumo negli occhi, per rendere tutto meno ovvio e più sorprendente.

Nei due casi di bugie buone che ho spiegato, è evidente come l’idea dietro non fosse quella di spacciare il videogioco come un prodotto al di sopra della realtà, ma di preservare l’identità del titolo nonostante il marketing.

La sorpresa, lo stupore e la sensazione di non essere preparati a qualcosa è bello. È bello giocare un gioco e rimanere sbalorditi invece di dire a ripetizione:

Eh questa parte l’ho vista nel trailer, bella però.

VeroGamer34

Stupire i videogiocatori è una bella mossa, e se non ferisce né l’opera né il videogiocatore, sono più che a favore di altre bugie a fin di bene come queste.

Perdonate se vi sembra il giusto, ma non dimenticate mai, e soprattutto, non smettete mai di giocare.

Hai altre domande, bisogno di aiuto o semplicemente ti va di parlare di videogiochi? Ci trovi anche al Baretto Videoludico, a cercare di portare il nostro medium preferito oltre le regole.

#LiveTheRebellion