Dalle mani agli occhi, il feedback aptico del visore VR di PS5 promette novità quasi da film di fantascienza. Il controller di movimento si evolve su PS5, Sony lo aveva già mostrato ufficialmente mesi fa.

Ma l’evoluzione non può fermarsi al solo controller. “Immersività” è la parola chiave, e il visore VR di PS5 vuole farla propria qualunque mezzo il feedback aptico metta a disposizione. Il dispositivo potenziato sarà dotato di telecamere proprie per tracciare i controller e non solo: entra in gioco il tracciamento della retina. Tradotto: guardare alla propria sinistra semplicemente, appunto, guardando.

Una modifica che ha implicazioni gigantesche. Miglioramenti molto quality-of-life, dettagli talmente scontati per un essere umano che potrebbe anche non farci caso.

Puntare... Fuoco!

A livello di gaming il tracciamento dello sguardo è una tecnologia che può cambiare sostanzialmente l’esperienza di gioco. Puntare un nemico, interagire con un PNG semplicemente guardando. Ma anche mettere più a fuoco tutto ciò che è nella direzione dello sguardo, filtrando via i dintorni con una risoluzione più sfocata.

Insomma un miglioramento a tutto tondo, che promette di rendere il mondo di gioco ulteriormente più simile a quello reale. Da non dimenticare poi che la tecnologia può aiutare anche il sistema – perché, appunto, verrebbe meno il limite attuale di dover per forza dare spazio a un’area di gioco più ampia. Ci si concentrerebbe invece su un’area prestabilita nella direzione dello sguardo, che varia ovviamente al muoversi dello stesso.

Può dar fastidio? Presumibilmente no. Già allo stato attuale il rendering degli ambienti circostanti è istantaneo, e una tecnologia come questa sarebbe in grado di tracciare lo sguardo con una latenza talmente impercettibile da essere quasi inesistente. Nemmeno a dirlo anche il gioco ne risulterebbe più alleggerito, essendosi ridotta l’area di cui mostrare i dettagli.

Il progresso necessita di tempo per arrivare

Il tracciamento oculare è in cantiere già da un bel po’, e alcune compagnie (come HTC) hanno riservato degli headset al testing di questa funzionalità. Chi ha potuto toccarlo con mano ha decisamente avuto un’impressione positiva, oltre che dubbi (da riconfermare o eventualmente smentire anni dopo).

Sony sta investendo molto nel VR di PS5, il cui feedback aptico tra l’altro raggiunge anche il visore stesso. Sembra infatti che integrerà anche un motore di vibrazione, oltre alle varie feature software che includono un rendering e una risoluzione nettamente migliori del suo predecessore. L’esperienza PSVR insomma si fa sempre più da battaglia.

La preoccupazione principale di un giocatore resta quella del prezzo e della libreria titoli. A fronte di un prezzo non sempre accessibile (che promette solo di aumentare ulteriormente) la libreria titoli non è esattamente variegata, e si compone principalmente di alcuni giochi di guida/horror o titoli indie o genericamente più di nicchia. Cose, insomma, non proprio appetibili a tutti e che scoraggiano non poco l’acquisto.

D’altronde la realtà virtuale non sta bene su tutto come la cioccolata.

L’interessante notizia arriva da UploadVR, sempre sul pezzo per quanto riguarda le evoluzioni della realtà virtuale.

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