Andrea Sorichetti

News+ Steam ha finalmente rimosso The Sinking City

Il 2 marzo, su YouTube, Frogwares ha pubblicato un video di denuncia nei confronti di Nacon. L’accusa è gravissima: il publisher francese avrebbe messo in vendita su Steam una copia hackerata di The Sinking City senza ovviamente avere un accordo con Frogwares. La notizia di oggi è che Steam ha agito di conseguenza e ha finalmente rimosso The Sinking City dallo store dopo le accuse dei dev ai danni di Nacon. Nacon stessa ha provato a difendersi attribuendo la colpa dell’accaduto a Frogwares, ma con scarsi risultati.

Frogwares vs. Nacon: i retroscena

Frogwares studio aveva già fatto parlare di sé quando nel 2019 annunciò di essere diventata finalmente indipendente. Già all’epoca lo studio si scontrò duramente contro Focus Home Interactive, publisher della serie Sherlock Holmes, che rimosse da tutti gli store online le pagine dei prodotti di Frogwares. , la stessa Focus Home Interactive accusata di aver spalleggiato Limestone quando sottrasse illegalmente Aeon Mus Die al team di sviluppo. Questo avrebbe obbligato lo studio a dover ricreare le pagine dei singoli giochi dovendo quindi ottenere nuovamente tutte le certificazioni del caso da parte dei singoli store, trafila che costa tempo e, soprattutto, denaro.

Nel 2020, invece, Frogwares annunciò sul proprio blog ufficiale di aver rimosso The Sinking City da Steam a causa di una diatriba legale con Nacon (ex BigBen Interactive). Il problema era legato ad una serie di mancati pagamenti da parte del publisher. Non solo: dopo aver acquisito uno studio che stava lavorando ad un videogioco ispirato anch’esso alle opere di Lovecraft, il publisher impose a Frogwares di fornirgli il codice sorgente di The Sinking City. In seguito al rifiuto da parte di Frogwares, Nacon ha smesso di fornire supporto economico al team per oltre quattro mesi.

A questo si aggiunge che l’allora BigBen distribuì il gioco senza il logo di Frogwares sulla copertina e, non contenta, mise in vendita il gioco da tavolo di The Sinking City senza che Frogwares ne fosse a conoscenza e senza che il materiale pubblicitario e legale citasse in alcun modo Frogwares, che era ed è tutt’ora proprietaria dell’IP.

La prima rimozione di The Sinking City dagli store

In seguito a questa lunga lista di inadempienze da parte del publisher, a cui si è aggiunto il tentativo da parte di Nacon di mettere in vendita una copia pirata del gioco all’interno di un servizio in abbonamento di terze parti, Frogwares ha terminato il proprio contratto. Questo ha portato alla rimozione di The Sinking City dagli store online. Se da un lato la legge ha confermato le inadempienze di Nacon, dall’altra ha però stabilito che Frogwares non aveva diritto di rimuovere le proprie opere dagli store fino a che il processo non fosse giunto al termine.

Da allora (era Gennaio 2021) The Sinking City è tornato disponibile su tutti gli store, e il 26 Febbraio è comparso pure su Steam. È a questo punto che Frogwares ha mosso nuove accuse a Nacon, chiedendo ufficialmente al pubblico di non comprare la versione Steam di The Sinking City in quanto non sviluppata da loro.

Perché Steam ha rimosso The Sinking City?

Dopo lo scoppio della battaglia legale, il CEO di Nacon, Alain Falc, ha intimato a Frogwares di presentare una nuova versione del gioco per la vendita su Steam. Gli sviluppatori hanno ovviamente rifiutato, in attesa della sentenza definitiva. Il video pubblicato da Frogwares è piuttosto esplicativo. La versione Steam di The Sinking City pubblicata su Steam da Nacon nasce da una versione pirata del gioco, che è stata manomessa e modificata per essere venduta al pubblico. Il codice sorgente della versione Steam, infatti, fa riferimento al fatto che il gioco sia stato comprato dallo store di Gamesplanet e poi rimaneggiato per nascondere le tracce rimuovendo i loghi di Gamesplanet e la firma digitale di Frogwares dall’eseguibile.

C’è di più, purtroppo. La versione comprata su Gamesplanet, rimaneggiata e caricata su Steam da Nacon è la Complete Edition. In questa edizione sono presenti contenuti aggiuntivi prodotti e sviluppati da Frogwares fuori dal contratto con Nacon. L’azienda si è quindi impossessata di contenuti appartenenti alla sola Frogwares e li ha rivenduti a proprio nome su Steam. Come se non bastasse, la versione Steam caricata da Nacon non contiene gli achievement né le misure antipirateria adottate dagli sviluppatori.

Steam ha rimosso il gioco nonostante la difesa di Nacon

Steam è andata in protezione e ha rimosso The Sinking City dallo store tentando quindi di tamponare la situazione come meglio possibile. Prima della rimozione, però, Nacon si è espressa con un post sulla pagina ufficiale del gioco, negando che il gioco fosse stato piratato e modificato ad hoc e accusando di riflesso Frogwares per le mancanze del titolo, attribuite alla mancata collaborazione degli sviluppatori. In ogni caso, la difesa di Nacon è molto debole e non rispone in alcun modo alle prove presentate al pubblico da Frogwares a sostegno della propria tesi. Il team è riuscito a risalire addirittura alla persona sospettata di aver manualmente messo mano al codice della versione di Gamesplanet, che a quanto pare è la stessa ad aver eseguito l’upload sui server di Steam.

Il CEO di Nacon, se le accuse si rivelassero fondate, rischia fino a 7 anni di carcere secondo la legge francese sul diritto d’autore, a cui andrebbero aggiunti fino a 750000€ di multa e gli eventuali danni.

Le prove presentate da Frogwares sono quasi inequivocabili. Viene difficile pensare che Nacon sia realmente estranea ai fatti. L’atteggiamento del publisher è stato semplicemente vergognoso, oltre che vile e predatorio, ma questa non è certo una novità dell’industria. In ogni caso, Frogwares ha passato anni di inferno tra Focus Home prima e Nacon ora, e mi auguro sinceramente che alla fine dei processi possano trovare un po’ di pace e concentrarsi sui loro progetti futuri senza che nessuno tenti nuovamente di raggirarli o metterli in crisi.

Hai altre domande, bisogno di aiuto o semplicemente ti va di parlare di videogiochi? Ci trovi anche al Baretto Videoludico, a cercare di portare il nostro medium preferito oltre le regole.

#LiveTheRebellion