Dalle parole di Mike Spencer, responsabile per le relazioni con gli investitori di Microsoft, la richiesta di console continuerà fino a giugno a superare la produzione, per la gioia degli scalpers.

Nelle mani degli scalpers

In una dichiarazione rilasciata per email da Mike Spencer a CNET, sito web americano che tratta di tecnologia e di consumo, la produzione di Xbox Series X non raggiugerà i livelli della domanda fino almeno a giugno 2021, lasciando gli acquirenti nelle mani dei bagarini, o scalpers, nel gergo di settore, che dallo sciacallaggio di decine, e a volte centinaia di console, continueranno a trarre un profitto vergognoso.

Continueranno quindi a scarseggiare le console di casa Microsoft, che per essere acquistate, ad oggi in Italia, richiedono almeno un mese di attesa. Un lasso di tempo che non spaventa i nati prima dell’era di Amazon e Netflix, ma che in confronto alla spedizioni nell’arco di un giorno grazie allo sfruttamento del personale del portale del buon Jeff Bezos, ora sembra quasi assurdo.

Servono più frustate

“Microsoft sta lavorando senza sosta con i nostri partner per la produzione e la rivendita, per rifornire l’hardware Xbox” ha dichiarato Mike Spencer, “ma continuiamo a vedere una travolgente richiesta dal mercato globale per la console di nuova generazione”.

Pare quindi che grazie agli sforzi combinati di Microsoft e delle frustate, in alcuni casi, ci saranno rifornimenti settimanali ai rivenditori di console; una notizia rassicurante per gli acquirenti desiderosi di mettere le mani sulla nuova Series X, ma che di certo non rallegra i promotori dei diritti umani di base.

Certo, consumarsi il polso da frustate nello sforzo di stare dietro ad un mercato globale affamato e veloce è un approccio abbastanza diretto al problema, che non risolve però la questione degli accaparratori di console. Non è stato ancora introdotto, difatti, un limite di ordine per i singoli individui, dato che Microsoft non trova per nulla strano che Pino “The Businessman” Pinuzzi compri per se e per la sua famiglia 300 Xbox Series X. Che gran giocatore, il vecchio Pinuzzi…

Ah, ma certo…

La fonte della dichiarazione, in realtà, dovrebbe già rispondere a molte domande e perplessità dieto all’approccio di Microsoft. Mike Spencer è difatti Responsabile per le relazioni con gli investitori, non con i consumatori.

Una mossa quindi che serve a tranquillizzare gli stakeholders, cioè coloro i quali hanno del denaro investito in Microsoft, o semplicemente degli interessi in ballo, che la produzione continuerà ad aumentare fino a raggiungere la domanda.

Per un bene a prezzo fisso, come un Xbox che costa 499 euro, difatti, che non subisce le fluttuazioni della domanda e dell’offerta, un rapporto tra domanda e offerta diverso da 1:1 vuol dire, semplicemente, soldi persi.

Economia di base a parte, difatti, nella mente della Zaibatsu (ogni volta che uso questa parola, la gente scatta in piedi), non interessa a chi va la copia venduta, basta che sia venduta.

Perdonate quindi se ho voluto considerarvi un poco più intelligenti di quello che vi valuta Microsoft, e spiegarvi perché sembrano ignorare il problema. Qualcuno si sarà annoiato in questi brevi paragrafi, qualcuno non si sarà stupito per nulla, e qualcuno magari avrà imparato qualcosa. Quello che però davvero non mi va giù, è che siccome si tratta di videogames, le grandi compagnie trattano ancora l’industria, e i consumatori, come dei bambini. Non c’è cascato nessuno, Mike.

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