Un tifone, che si è abbattuto sulle coste del Pacifico, ha distrutto un monumento trasposto anche nel gioco Ghost of Tsushima. I fan avviano un Kickstarter per poterlo restaurare.

Nel mese di settembre, un tifone si è abbattuto sull’isola del Pacifico. In particolare, la tromba d’aria, ha colpito l’isola di Tsushima, luogo dove è ambientato il gioco Ghost of Tsuhima, distruggendo un torii realmente esistente e trasposto nel gioco. Le reazione dei giocatori, dopo aver ricevuto la notizia, non si è fatta attendere. Nella fattispecie, i giocatori hanno avviato una campagna di CampFire, l’equivalente giapponese del nostro Kickstarter, per aiutare i monci shintoisti alla ricostruzione del portale. La somma per poter ricostruire il portale era di ¥5,000,00. Sorprendentemente, l’obbiettivo è stato ampiamente superato, infatti, le donazioni ricevute ammontano a ¥20,000,000. Il quadruplo rispetto alla somma iniziale. Youchi Hiryama, monaco del tempio Watsuni, ha ringraziato i fan per le donazioni, visto anche il periodo non proprio roseo.

La ricostruzione attraverso i videogiochi.

Torii Un torii è un portale tradizionale giapponese che delimita l’accesso ad un tempio shintoista. Esso è formato da da due colonne verticali laterali ed un palo posto sulla cima orizzontalmente.

Pensandoci, il mondo videoludico non è nuovo ad opere del genere. Per esempio, dopo l’incendio della Cattedrale di Notre-Dame, la casa di sviluppo francese Ubisoft, ha donato per la ricostruzione della cattedrale €500,000 ed inoltre ha regalato il titolo Assassin’s Creed: Unity. Per quanto possa essere una cifra irrisoria, rispetto a quella che ha accumulato la campagna Kickaster citata sopra, bisogna fare un encomio a Ubisoft. Il gioco, infatti, grazie alla ricostruzione certosina della cattedrale, ha aiutato a poter ricostruire aree danneggiate dall’incendio. Certamente molte opere storiche saranno state bruciate e non potranno essere ristrutturate, ma grazie al prodotto Ubisoft, la ricostruzione delle aree della cattedrale sono state velocizzate.

Ovviamente, azioni del genere non possono che essere ben accette da parte di tutti noi. Da parte di scrive, infatti, la preservazione della memoria storica , attraverso monumenti e opere, è di fondamentale importanza. Cosa ancor più bella, è vedere di come anche il mondo videoludico, sia da parte delle aziende, sia da parte dei consumatori, sia uniti in queste sciagure. Mentre la maggior parte della gente, anche se in maniera meno lampante ultimamente, pensa che i videogiochi portino ad una sorta di violenza, manifestazioni del genere fanno capire di come, in verità, i giocatori sono tutt’altro che violenti.

La carità che colpisce come un tifone.

Come il tifone ha travolto l'isola di Tsushima, a suo modo l'amore dei fan ha travolto, attraverso le donazioni, l'isola stessa.

Come il tifone ha travolto l’isola di Tsushima, a suo modo l’amore dei fan ha travolto, attraverso le donazioni, l’isola stessa. Nel voler preservare un’opera d’arte, i fan hanno voluto mandare un messaggio chiaro. Hanno gridato il loro amore per un’isola che forse non hanno mai visto. Molto probabilmente, in cuor loro, averla vista dietro a quei poligoni, che si palesavano davanti ai loro occhi, la hanno sentita come una sorta di casa da difendere. Stessa cosa che avrà pensato Ubisoft, visto che è stata la sola azienda videoludica ad aver donato per la ricostruzione. E fa anche riflettere di come, in momenti brutti, le persone cercano di aiutare il prossimo e di voler ricostruire. Certo, il più delle volte su Internet, ci ritroviamo bombardati da notizie negative. Infatti queste sono le notizie che dopotutto

Ci fanno capire che nella situazioni più buie non dobbiamo demolarizzarci, ma anzi, che la fuori, in quel mare di byte, ci sarà qualcuno pronto ad aiutare.

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