Gli investitori della multinazionale vogliono fare causa a CD Projekt RED per “Falsa pubblicità, atta a poter aumentare le quotazioni in borsa

Non c’è pace per CD Projekt RED in questi giorni. La casa di sviluppo, dopo aver visto il proprio gioco essere rimosso dallo store Sony e aver avviato la campagna di rimborso, vede avvicinarsi un’altra questione spinosa. La casa di sviluppo di Varsavia, infatti, dovrà forse affrontare una class action, da parte dei proprio investitori, per Falsa pubblicità, atta a poter aumentare le quotazioni in borsa.

Al momento, quindi, quest’azione sembrerebbe unica nel suo genere. Certo, nella storia videoludica ci sono state altre class action nei confronti di varie aziende, tra queste possiamo ricordare: quella di No Man’s Sky, le varie class action ad EA ed Alien: Colonials Marines, Fortnite ; ma mai così.

Il caso No Man’s Sky

Ciò che rende la notizia più unica che rara, infatti, è che questa volta siano stati gli investitori a voler iniziare una class action. Non come quelle sopracitate, che sono partite da parte degli utenti. Prendiamo ad esempio “No Man’s Sky“. Più o meno ricordiamo tutti lo scalpore che fece all’uscita. La maggior parte delle feature promesse durante lo sviluppo, nella versione finale nel gioco non esistevano. Certo, grazie anche ai vari update, oggi ci troviamo una piccola perla di gioco, ma all’epoca il gioco subì una class action per “Publicità Ingannevole”. La questione legale venne portata avanti dall’ASA, una cooperativa di avvocati inglesi specializzati nelle class action. Ciò che si può constatare però, dopo l’analisi fatta dall’ASA, è che non esisteva nessun presupposto per portare in tribunale Hello Games.

No Man's Sky

Quindi nemmeno Cyberpunk?

A questa domanda si può rispondere con un sempreverde: dipende. Infatti questa volta non parliamo di giocatori, ma di gente che ha investito i suoi soldi nell’azienda e da un giorno all’altro si è vista una parte dei risparmi bruciata. In questo caso, non sono i videogiocatori ad aver subito un torto, ma anche chi ha creduto nel progetto ed ha voluto contribuire. Purtroppo al momento non esistono altre notizie sull’argomento, quindi non ci resta che attendere.

Io penso sempre che allo stato attuale il gioco sia una truffa per il consumatore, visto lo stato pietoso in cui riversa. Per quanto riguarda la class action da parte degli investitori, credo che sia un loro diritto vederci chiaro nella faccenda. Visto che il titolo ha perso oltre il 30% delle azioni, piccoli e medi risparmiatori hanno visto bruciare i loro soldi. Giustissimo che chi ha subito un torto si possa difendere, ma si spera che questa mossa non diventi un leitmotiv per poter punire di più uno sviluppatore. Già la rimozione dal PS Store è stata un duro colpo per l’immagine dell’azienda, vederla anche in tribunale, non gioverebbe di certo.

Spero in un futuro di non vedere più software house in tribunale. Piuttosto auspico che, a maggior ragione, esse possano rilasciare giochi così come li hanno promessi.

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