Lasciate ogni speranza voi che lo scaricate.

Perché dubito che ci sia più salvezza, per voi. Avete firmato un patto col diavolo, e ora dovrete convivere con il Re dei Giochi. Il puzzle del millennio è, però, il vostro cellulare; non qualche scadente gadget dal museo egizio di Torino. Ma non temete, anime perdute, perché sarò il vostro Caronte. Al posto dello Stige, vi porterò dall’altra parte del limite necessario a superare la fase di principiante in Yu-Gi-Oh! Duel Links. La mia missione? Farvi prendere la mano con questo gioco delle ombre.

Se credete di non averne bisogno, vi state solo illudendo. Davanti a voi avete burroni, bolge e laghi di fuoco da oltrepassare. Venite con me, e non dovrete morire davvero. Perché il rischio c’è; se non per voi, per il vostro portafogli o la vostra pazienza. Ecco come iniziare a giocare a Yu-Gi-Oh! Duel Links, dall’inferno al paradiso terrestre. O dalle stelle alle stalle, come preferite. The Mask è un bellissimo film.

Benvenuti all'inferno: destinazione, centro della Terra. Preparate i vostri deck.

Il mazzo di Kalin Kessler (in questa immagine), Demoneterno, si chiama “Infernity” in inglese.

Anti-inferno – L’inizio del vostro viaggio è alle origini

Come dico sempre, bisogna sempre cominciare dalla storia. Molto semplicemente, perché è da lì che arrivano la maggior parte delle informazioni utili. Le radici di tutto quello che facciamo o diciamo sono, in parte, attaccate fortemente al nostro passato.

Certo è che quello che avete davanti è una struttura imponente. Il gioco di cui stiamo parlando non è nulla di meno che uno dei più importanti prodotti di quello che, a sua volta, è il gioco di carte più giocato al mondo. Yu-Gi-Oh! Duel Links è infatti nient’altro che il figlio di tutte le ramificazioni di una serie che va avanti da un decennio. Ci ha accompagnato più o meno tutti nella nostra adolescenza e, a partire dall’incredibile manga di Kazuki Takahashi nel 1996, ha creato un’imponente struttura che si è poi espansa in diversi medium.

Come la caduta di Lucifero dal Paradiso, questo ha creato una voragine nella nostra cultura, che è poi stata riempita man mano. Il primo tassello del puzzle (del millennio) è stato probabilmente l’anime, che con la sua storica prima stagione, Yu-Gi-Oh!, ha dato i pilastri a tutto quello che lo ha seguito e ha preso il nome di questo franchise. Per non dover raccontare tutti i vari branch che ha preso la serie, però, mi limiterò a dire che Duel Links non è altro che il frutto di una ripresa delle origini del primo storico anime con protagonista Yugi Muto.

Uno dei trailer del film che riprende le vicende di Yugi e Kaiba a Domino City, “The Dark Side of Dimensions” (2016)

Questo videogioco, inizialmente solo mobile, è, infatti, figlio, a sua volta, del film anime che ha fatto da ponte tra il presente e il passato di Yu-Gi-Oh!, The Dark Side of Dimensions, una delle ultime opere del suo creatore originale. Insieme, questi due prodotti sono parte di un’operazione molto più larga e furba da parte di Konami di creare un soft-reboot del gioco di carte. Adattato, però, anche alla formula dei famosi gacha game, al tempo esplosi in Giappone. Come una specie di collante, a sua volta, tra tutti i medium della serie, ha quindi riunito tutte le componenti migliori di Yu-Gi-Oh! sotto una stessa bandiera, quella di Yu-Gi-Oh! Duel Links.

Soft-reboot – Enea negli Inferi

In che cosa consiste, dunque, questa operazione messa in moto da Konami con il loro gioco mobile? A parte la loro grandissima fame di denaro, ovviamente? La risposta sta proprio nelle sue particolarità e differenze rispetto al vero gioco di carte di Yu-Gi-Oh! e alla versione animata.

Riprendendo in mano i personaggi principali storici dalle serie animate di Yu-Gi-Oh!, questo titolo mobile cerca in primo luogo di glorificare la storia della serie. Questo aiuta in primo luogo persone che sanno poco del gioco vero o che lo hanno abbandonato, spingendo sui loro legami affettivi verso l’anime che hanno guardato da piccoli. Questa operazione di ricordo è molto intelligente, in quanto unisce, de facto, tutti i suoi giocatori con ricordi comuni e la promessa di riportarli agli anni in cui i duelli erano in TV. Allo stesso in cui Dante riprende Enea per glorificare la sua discesa all’inferno, Konami cerca di riesumare tutto quello per cui la serie è diventata famosa.

Dall’altra parte, però, la compagnia non si fa prendere impreparata neanche dalla parte della sua fanbase più affiatata, aggiungendo pian piano tutto quello che noi giocatori veterani abbiamo imparato dal gioco originale. Le carte che otterremo dalle bustine saranno le stesse che troviamo o abbiamo trovato andando in edicola. Questa mossa tira dentro questo grosso progetto di ripresa anche chi era già amante del gioco dal suo inizio.

Questo non vuol dire, però, che Konami ha rifatto gli stessi errori del gioco cartaceo all'interno della sua macchina del tempo.

La “Navenera di Corn” (in questa immagine) è una carta che è stata usata molto in competitivo nel gioco cartaceo.

C’è spazio per tutti i penitenti dentro al loro personale inferno, ed è per questo che hanno rimischiato completamente le carte in tavola, senza però renderlo mai troppo evidente. Quelli che rimangono più fregati sono appunto quelli che conoscevano già il gioco, perché quello che ora possono giocare su Steam e sugli store dei loro cellulari è un’esperienza completamente diversa da quella che si può ottenere nel negozio di carte.

Un’esperienza diversa e unica – Yu-Gi-Oh! Duel Links e la legge del contrappasso

Tra Yu-Gi-Oh! e Duel Links Molti mazzi già nel gioco cartaceo hanno trovato successo solo all’interno di Duel Links, per via del suo diverso formato, facendo pensare che fossero stati creati per quello dall’inizio.

Anche in questo caso, non prendete Konami per degli sprovveduti. Per quanto spesso facciano errori, non saranno lì a rifarle due volte. Almeno loro si sono pentiti. Quello che vige all’interno di Duel Links è la legge del contrappasso. La tua penitenza sarà in analogia o contrasto al motivo per cui ci sei entrato.

Le regole in Duel Link sono estremamente semplificate, almeno a primo acchìto, di modo da permettere a giocatori novizi o principianti (come lo siete voi) di imparare in fretta le regole principali o riprenderle dagli anime. Al posto di 5 zone magia/trappola e mostri, ce ne saranno 3. Al posto di 40 carte minime e 60 massime per mazzo, ce ne saranno rispettivamente 20 e 30. Le mani sono da 4, e tutte le nuove meccaniche vengono aggiunte man mano, con i dovuti tutorial.

Capacità del DeckQuantità di carte nella mano inizialeZone carta magia/trappola
Yu-Gi-Oh! TCG/OCG (Gioco cartaceo)40-6055
Yu-Gi-Oh! Duel Links20-3043

Finché si gioca con gli NPC, non c’è nulla di impossibile. Basta mettere dei mostri con tanto attacco e non avere problemi. Ma vi basterà provare a sfidare altri giocatori per capire che la curva d’apprendimento è molto più ripida di quello che potrebbe sembrare. Se invece conoscete il gioco, vi basterà poco per vedere quanto rare e costose sono le carte migliori di ogni singolo mazzo, e quanta dedizione vi servirà per costruire un mazzo in un formato completamente diverso da qualsiasi mai esistito nel gioco cartaceo. Non c’è anima all’inferno che soffra di meno, dopotutto.

Ed è a quel punto che dovreste rendervi conto che avete davvero bisogno del vostro fidato Virgilio per superare le bestie feroci.

Come iniziare a giocare: Conoscere i propri demoni

In quanto considero i miei lettori normodotati, non starò qui a darvi consigli inutili. Ad esempio, mi esimerò dal dirvi di collegare un Konami ID in modo tale da conservare i salvataggi del gioco tra le diverse piattaforme (ad esempio nel caso vogliate giocare su Steam). Non vi dirò neanche che all’inizio del gioco potrete scegliere tra Yugi e Kaiba, perché alla fine la vostra scelta non cambierà in alcun modo la vostra partita. Alla fase 15 otterrete l’altro duellante, e, a meno che non vogliate subito le loro carte principali, cioè il Mago Nero e il Drago Bianco Occhi Blu, potrete ottenere queste carte in tripla copia più avanti.

L’esperienza del videogioco Ho parlato della mia opinione sull’esperienza nei videogiochi in dei miei pezzi su come ho vissuto Persona e Disaster Report.

Quello che è invece importante sapere è come il gioco funziona, in tutto quello che il suo (per quanto minimale) gameplay offre. Perché alla fine è come vivere il gioco che non si dice mai. Si riversano dati sul giocatore, sperando che capisca cosa è il gioco e che cosa voglia dal giocatore. Eppure, spesso, queste sono percezioni non dette. Conclusioni, alle quali arrivano solo alcune persone, che però si rifiutano di dare una mano agli altri davvero. Per una volta, voglio ricoprire io quel ruolo. Ma per capirlo, vi servirà prima capire il mondo di gioco.

All’interno di alcuni “mondi” del gioco, che sono sostanzialmente hub per le varie funzioni che il gameplay offre e che rappresentano una delle serie animate, come Yu-Gi-Oh! GX o Zexal, avrete delle missioni per salire di “fase” e ottenere dei premi. Queste rappresenteranno, in sostanza, il nucleo del gioco, e sono il vostro principale modo per avanzare nel titolo, insieme all’esperienza dei singoli personaggi che saranno legati a questi mondi. Potrebbe forse sembrare complesso, ma vi ritroverete a fare queste semplici missioni per la maggior parte del tempo, quindi non dovreste avere problemi ad abituarvici.

Avanzando con le fasi, sbloccherete i mondi che non avrete inizialmente, e otterrete la possibilità di accedere anche agli altri mondi e ad altre funzioni del gioco. Questo è importante perché i diversi personaggi vi permetteranno di ottenere dei vantaggi per i vostri mazzi, carte e tante gemme. Seppur ci siano dei modi per ottenere carte facilmente, come lo scambiarle per materiali dal commerciante di carte, oppure usare dei ticket ottenibili dai duelli classificati o dagli eventi, il modo principale per ottenere tutte le carte che vi servono sarà usare la valuta del gioco più importante: le gemme.

Queste permettono di aprire piccoli pacchetti di carte per ottenere, pian piano, tutte le carte di un box. Quasi come in edicola, no? Però ricordiamoci che siamo davanti a un gacha. Perché, dopotutto, siamo in Giappone. Sono tristi se non rendono qualsiasi cosa un gacha, e una compagnia esperta di gioco d’azzardo non poteva farsi sfuggire questa occasione.

Peccato di cupidigia – Pensavi che fosse tutto gratis?

Certo, il gioco sull’App Store recita “Gratis“, ma ricordatevi anche che vi dice che ci sono acquisti in-gioco non appena lo aprite. Yu-Gi-Oh! Duel Links è profondamente radicato dentro al filone dei giochi gacha, e per quanto faccia finta di essere innocuo come la versione cartacea, ricordatevi che Konami è la prima distributrice di pachinko nel Sol Levante.

Come da tradizione dei peggiori elementi di questo genere, il gioco sarà colmo di microtransazioni di ogni tipo. Ci sono un sacco di valute, come le chiavi per il farming di carte o esperienza dai personaggi, e il gioco non smetterà mai di ricordarvi che ci sono vie più semplici per ottenere quello di cui avete bisogno. Dopotutto…

L'ho detto fin dall'inizio: quello che avete firmato è un patto col diavolo. In tutti i sensi. Il vostro peccato è quello di cupidigia.

Il pericolo dei gacha game Non sapete cos’è un gacha? Ho scritto un pezzo sulla loro definizione e li ho criticati nella mia recensione di Genshin Impact.

Ogni volta che aprirete il gioco sarete bombardati da avvisi, notifiche, eventi in corso. Ogni azione richiederà l’uso di materiali e ogni obiettivo vi richiederà un certo grado di pianificazione. È difficile che vi abituiate troppo presto, ma è qualcosa che è parte integrante del titolo nella sua complessità. Il gioco non si farà riserve dal proporre acquisti perennemente in perdita. Dopo un partita la vostra frustrazione vi potrebbe davvero spingere a spendere davvero quei pochi euro che avrebbero molto più valore se spesi su carte vere.

Ma nonostante ciò, non riesco a non perdonarlo per la sua essenza. In verità, il gameplay la fa da padrone per tutta la durata del gioco. Forse, poi, il suo design esagerato non fa altro che ricordare al giocatore che cosa sta giocando. Lungi da me difenderlo; sono stato il primo a criticare ferocemente i gacha, ma in questo caso c’è molto da salvare. Ricordate solo che è un gioco, e non la vostra vita. A volte, dovrei ricordarmelo anch’io. Il mio primo e vero consiglio è quello di stare attenti: non fatevi mangiare dal gioco.

È, come sempre, una questione di attenzione. Di consapevolezza e capacità di capire i propri limiti. Spendete bene e con discrezione: il gioco vi dice esattamente quante carte ci sono in un box, e finché continuate a sbustare otterrete la carta che vi serve. Dovrete però fare i conti larghi. Per ottenere quello che volete vi servirà tanta, ma tanta pazienza. Però, c’è un po’ di salvezza anche per voi.

Giocare un’esperienza – La città di Dite

Il trucco per non cadere completamente intrappolati in questo posto abbandonato da Dio è quello di abituarsi al dolore. Di diventare demoni voi stessi. Datevi degli obiettivi concreti, come ad esempio un mazzo preferito, e seguitelo. Usate bene i soldi che il gioco vi dà ogni volta che esce un nuovo box e cercate di fregarlo con i suoi stessi metodi. Se c’è qualcosa di bello in questo gioco è che potete viverlo come volete, è un’esperienza.

Se volete davvero godervelo giocateci con degli amici, cercate di provare mazzi nuovi che non conoscete o, quantomeno, divertitevi a giocare. Perché è quello che non mi hanno detto quando ho cominciato. Il motivo per cui amo questa serie è perché in primo luogo io ne sono stato folgorato. Colpito e affondato sulle rive di un gioco di carte. Per apprezzarlo davvero, dovete amarlo.

Per questo non credo che dovreste chiedere come si gioca davvero. Non c’è un modo giusto di giocarlo, né un profeta da ascoltare. Non c’è molto di più da dire oltre a quello che Konami ha già detto nel suo tutorial. La bellezza di Yu-Gi-Oh! Duel Links è che è, di per sé, un’esperienza: potete giocarlo come volete, e i miei sono solo consigli per come goderselo appieno. Consigli di una persona che l’ha ripreso e abbandonato più volte. Che ha un amore che passa e viene, ma che non riesce a smettere di giocare perché è, un po’, la sua passione.

Doors open on the right. Siamo arrivati al Paradiso terrestre.

#LiveTheRebellion