Live #0: Di che colore sono i soldi su iCrewPlay?

A leggere la premessa dietro Intermundia Genesis – che vuole essere una storia ambientata in una simulazione virtuale estremamente sofisticata – è veramente pensare qualcosa tipo “ma Ready Player One lo hanno già scritto!“. In realtà il romanzo firmato Giorgio Catania non ha poi così tanto in comune con il verbo di Cline.

Siamo nel 2031 e Intermundia, a ridosso del lancio della sua versione 2.0 è quella che Roberto Carlino definirebbe una Solida Realtà, per quanto virtuale. Non l’ultima speranza di evasione da un mondo ormai al collasso o una psicosi collettiva da caccia al tesoro estremamente pop, ma un semplice MMO – di quelli nudi e crudi, dove concetti ben noti alla popolazione videogiocante come party, aggro e loot sono ben presenti e sbattuti in faccia al lettore – a sfondo fantasy che proprio grazie alla Realtà Virtuale sta raccogliendo consensi.

 

Fine.

 

Intermundia Genesis: più Hyperversum che Ready Player One

O meglio, fine delle cose che più o meno Intermundia Genesis e Ready Player One possono avere in comune; l’opera di Giorgio Catania ha a dirla tutta più punti di contatto con il mondo di Hyperversum, ma per chi non conoscesse il ciclo di storie di Cecilia Randall – e non fosse nemmeno propriamente un giocatore accanito – basta dire che in buona sostanza siamo di fronte ad un romanzo fantasy tutto sommato tradizionale, dove occasionalmente fanno capolino concetti “da giocatore” che contestualizzano le azioni dei personaggi coinvolti, sfruttando le meccaniche di Intermundia (inteso come videogioco) come delle vere e proprie Leggi che regolano quel mondo virtuale.

Intermundia Genesis è una Storia di Vita Giocata che ci ha creduto al punto da farsi stampare su carta.

Un gioco di ruolo online da leggere, anche se non si bazzicano gli MMO

Poco ci importa alla fine di quanto succede nel mondo che sta dalla parte giusta dello schermo, delle vicende di vita vissuta del protagonista – che occupano un paio di capitoli di tutta l’esperienza, e diventano davvero importanti solo sul finire dell’opera (lasciandoci però intendere che nel seguito saranno più centrali). E poco ci importa di chi sono, nel quotidiano, gli altri membri che andranno a formare il party che affronterà la Main Quest oggetto della narrazione: sono importanti i loro Avatar, veri protagonisti indiscussi della vicenda. Tutto quello che ci viene raccontato di loro – si tratta di dettagli, come nazionalità e sesso, e nemmeno per tutto il cast a dirla tutta – serve semplicemente a calare Intermundia nella sua cornice di Gioco di Ruolo Online, a rendere più familiare i server di gioco romanzati al ludolettore e a spiegare invece al lettore tradizionale di cosa si sta parlando. Sono coordinate ludiche, diverse da quelle che abitualmente diamo noi nella nostra rubrica (e da quelle che troverete qui sotto, tra qualche rigo) ma che permettono anche a chi non bazzica il medium videoludico di riuscire a capire cosa sta succedendo su carta, rendendo il racconto accessibile a chiunque. Il requisito minimo è essere appassionati di Fantasy, poi che si giochi o meno è un dettaglio, e dove il vocabolario ogni tanto va più sul “tecnico” intervengono le note a fondo pagina a contestualizzare il tutto.

 

Detto questo, vale la pena affrontare quest’esperienza?

 

La nostra risposta è “perché no?“. Bisogna riconoscere all’autore il merito di una scrittura scorrevole, ma soprattutto di riuscire a tenere vivo l’interesse del lettore attraverso le varie fasi della storia. All’inizio facendo perno sulla mitologia – su carta si parla di Lore, ma come noto chi scrive è un po’ allergico al termine –  di Intermundia e, per chi è più dentro le logiche tipiche di un MMO, su come Intermundia è organizzato dal punto di vista dei server. Poi, a party riunito, giocando con i personaggi, con i loro ruoli all’interno della squadra e con qualche stereotipo legato alla loro caratterizzazione. E chiudendo, nelle battute finali, con il mistero dietro questa missione affidata dai personaggi in gioco dagli amministratori di Intermundia, legata a doppio filo con l’altra vita del protagonista – quella fatta di carne – e che colpirà di prepotenza, quando meno ce lo si aspettava.

 

Intermundia Genesis copertina

Coordinate Ludiche

A che tipo di giocatore consigliare Intermundia Genesis?

 

Questa volta è abbastanza facile.

 

Se vi piacciono gli MMO ad ambientazione fantasy, andate abbastanza sul sicuro. Intermundia Genesis è per lunghi tratti una delle nostre Storie di Vita Giocata messa su carta stampata, anche se come detto poi nel finale c’è qualche risvolto più personale e a lungo termine. Per cui ecco, se avete accumulato un buon numero di ore sui vari World of Warcraft, Lineage e Final Fantasy XIV, Giorgio Catania sta parlando la vostra lingua.

Ma al netto della questione Multigiocatore di massa in rete, se nel vostro tempo passato davanti alla tv di casa pad alla mano (o tastiera sotto le dita, dipende dalle vostre abitudini) vi piace ammazzare draghi, combattere orchi o infierire su qualche creatura presa direttamente dalla tradizione figlia dei vari Tolkien, Sanderson e (massì, mettiamo in mezzo anche lei) J.K. Rowling siete davanti al romanzo giusto. Per cui ecco, l’indiziato numero due per le nostre coordinate ludiche potrebbe proprio essere The Witcher, visto che anche Geralt di Rivia si muove in un mondo ripreso da quella matrice e si cimenta in missioni ed incarichi molto simili.


Per approfondire:
The Witcher 3: Wild Hunt

 

Coordinate bibliografiche

Abbiamo già nominato l’autore del libro – Giorgio Catania – un paio di volte, all’interno dell’articolo. E magari a qualcuno di voi il nome sarà anche familiare, visto che si tratta di uno dei nomi dietro AESVI, l’associazione italiana di editori e sviluppatori di videogiochi che spesso e volentieri citiamo e ringraziamo per tutte le iniziative a favore della nostra forma di intrattenimento preferita. Alla penna di Catania si alternano i pennini di Stefano Manieri, che di Intermundia Genesis è l’illustratore.

 

Ok, e se voleste offrire una pizza a questi due baldi giovinotti e acquistare il frutto delle loro fatiche?

Facile, Amazon.

 

 

Per quanto non sia a disposizione una versione digitale a misura di Kindle (ma tanto chi vi scrive sa benissimo di essere una mosca bianca circondata da feticisti della carta stampata… Ma ci torneremo questo sabato), per poco più di 13€ è possibile acquistare tranquillamente la propria copia e farsela recapitare a casa, in ufficio o un po’ dove vi pare. Al di là di tutte le prese di posizione futuristico-fondamentaliste che l’autore di questo articolo può covare, bisogna riconoscere che la scelta è mirabile: in un mondo dove ormai si tende al self-publishing e magari a pensare la storia “a puntate” distribuendo gratuitamente la prima (è un modello che hanno sperimentato già altri autori fantasy italiani, pensiamo a Walt Popester e al suo Dagger o a Fabio Scalini e a Mordraud – su cui dobbiamo decisamente scrivere un altro Ludolettori), distribuire il tutto in modo così traduzionale (anzi, analogico) è coraggioso. Di più, è distintivo. E ormai lo sapete, siamo degli inguaribili romantici e tutto ciò che è coraggioso e distintivo di piace. Personalmente parlando, chi vi scrive molto probabilmente continuerà a leggere le vicende di Mar mano che si affacceranno il libreria.