Speciale
di Guido Avitabile
il 15 maggio 2018, 09:01
in Speciali

Potrei liquidarvi facilmente dicendovi che, se avete apprezzato il primo capitolo, Deadpool 2 non vi deluderà.

È anche vero che ad alcuni non è piaciuto Avengers: Infinity War, per motivi a me incomprensibili, quindi  prendete come al solito questo articolo come un’onesta opinione personale.
Nelle sale italiane da questa sera, Deadpool 2  è orfano del regista Tim Miller, sostituito da David Leitch (Atomica Bionda). Il mattatore assoluto resta in ogni caso Ryan Reynolds, con il suo Wade Wilson pronto a divertirvi con rotture della quarta parete e battute  piene di riferimenti pop.

È faticoso giudicare un cinecomic a poche settimane di distanza dal già citato Infinity War, ma Deadpool 2 è l’eccezione. Il nuovo film dedicato al mercenario chiacchierone è più oltraggioso e violento del predecessore, forte anche di un budget superiore. Non per questo unirà tutti gli animi, principalmente perchè, come già accaduto due anni fa, Deadpool 2 è rivolto a chi ama il personaggio e l’action comedy.

Deadpool 2 è un ottimo sequel: più violento, a tratti anche più volgare del predecessore.

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Anche per questo motivo ne esce lievemente inferiore al lavoro di Miller, che portava per la prima volta  come si deve il personaggio al cinema. Una volta introdotto al grande pubblico il vero Wade Wilson però,  il resto del film era molto più debole, proprio per dare spazio al protagonista. 
Deadpool 2 corregge il tiro, dando ancora un grande spazio a Ryan per interpretare un ruolo che sembra essergli stato cucito addosso. Ma dedicandosi anche ai comprimari, con un occhio di riguardo per i due nuovi arrivati, Cable (Josh Brolin) e Domino (Zazie Beetz).

Pur non bucando lo schermo come con Thanos, Brolin è un egregio Cable, per certi versi lontano da quello del fumetto (come lo stesso Deadpool ci farà notare) ma credibile e tosto al punto giusto. Il rapporto con Wade è un crescendo, tra battute sui precedenti ruoli dell’attore, fino a furiose scazzottate nel buio di una prigione. 

La Domino di Zazie Beetz è invece il personaggio più riuscito dei comprimari di Wade, pronta a mettere a tacere tutti quelli che criticano le differenze fisiche con la controparte cartacea. La messa in scena delle sue abilità basate sulla fortuna vi strapperà più di un sorriso.

Domino ruba la scena e il suo potere, basato sulla fortuna, regala alcuni dei momenti action più riusciti dell’intero Deadpool 2.

Rimango volutamente silenzioso su X-Force, per non rubarvi neanche un attimo oltre quanto avete già potuto assaporare nel trailer. C’è da fare un plauso alla produzione però, tutta la campagna marketing, oltre a giocare oltremisura con volgarità e cammei, non ha rivelato nessuno dei momenti chiave del film. Deadpool 2 potrebbe sorprendervi in più di un occasione,  anche nel caso Wade si lasciasse sfuggire qualche parola di troppo (!!!).

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Deadpool 2 scimmiotta ancora una volta l’uso della musica dei Guardiani della Galassia,  con  il walkman di Wade che fa capolino nell’inquadratura. È un utilizzo diverso da quello di James Gunn, meno autoriale, ma che riesce a dare la giusta spinta ad alcune delle scene  clou del film di Leitch. Avendo visto il tutto in inglese, non posso esprimermi sul doppiaggio italiano e sull’adattamento, limitandomi a lodare la verve dei dialoghi originali. 

 

Ancora una volta Deadpool si mostra per quel che  è stato, e per quel che è, al grande  pubblico.

 

Certo, se da un lato potete andare sul sicuro se vi è piaciuto il primo, dall’altro è valido anche il contrario. A differenza di Infinity War che può essere apprezzato anche da chi non si è intrattenuto coi precedenti, Deadpool 2 farà breccia principalmente in chi sa cosa cercare. Un sequel che compie il suo lavoro, focalizzandosi su Wade e  iniziando a dedicarsi ai suoi comprimari, regalandovi due ore di risate all’ultima citazione pop.

 



due parole sull'autore
Assuefatto giocatore fin da quando non aveva neanche un pelo sul mento, ha coltivato la propria passione con lo stesso amore con cui cura la propria barba. Molti lo definiscono un Nintendaro senza speranza, senza contare gli oltre quattromila trofei presenti sull'account PSN e gli oltre 370 giochi su Steam (quanti di questi effettivamente giocati non lo sa neanche lui).
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