Redazione ILVG

Speciale #Amemipare: che la grafica sia importante

Quante volte avete sentito la frase “Eh, ma la grafica non è importante nei videogiochi!”? E quante volte avete silenziosamente annuito per paura di essere tacciati come quelli che guardano solo l’aspetto estetico? Non nascondetevi, perché so che siete lì fuori e per venirvi incontro sarò il primo a fare outing: per me la grafica in un videogame è importante come qualsiasi altro aspetto della produzione, e non va distante dall’essere paragonata al gameplay e alla trama. Aspettate, aspettate! Non scagliate lontano il computer e fatemi finire questo discorso. Peccato che per finire, il suddetto discorso, debba partire dall’inizio.

L’immedesimazione dell’infanzia
Avendo vissuto tutta l’evoluzione grafica dei videogames i titoli mi sono sempre sembrati attuali e mai “brutti”
Magari sono sempre stato un bambino un po’ strano e anormale, ma quando giocavo ad un videogame mi piaceva immedesimarmi nei personaggi che andavo ad impersonare nelle mie numerose avventure digitali. Forte di questo bisogno innato non potevo fare a meno di apprezzare maggiormente i titoli graficamente più importanti. Titoli che, ovviamente, al giorno d’oggi probabilmente molti troverebbero indecenti da un punto di vista tecnico, ma che per il me bambino erano la cosa più bella che avessi mai visto. Poi sono cresciuto e, con me, sono cresciuti anche i videogames (devo ammettere di essere nato nel periodo d’oro dell’industria videoludica). I vari titoli si facevano sempre graficamente più dettagliati e l’immedesimazione ha accompagnato tutti questi passaggi generazionali regalandomi momenti appaganti e sempre capaci di farmi sognare. E con questo cosa voglio dire? Voglio dire che quando parlo della grafica in un videogioco, parlo come qualcuno che ha “avuto la fortuna” di vederla sempre attuale e sempre al top fino a quando, guardandomi alle spalle nella mia carriera videoludica, non posso far altro che vedere ricordi legati a determinati periodi della mia vita da giocatore. Per un ragazzo di oggi (o anche di 10 anni più giovane) credo che questo ragionamento sia semplicemente diverso perché, guardando al passato, non vedrà dei ricordi, ma solamente dei videogames “più brutti”. Posso persino capire la difficoltà di di questo tipo di giocatore nel mettere la mani sopra a titoli meravigliosi come Spyro, The Legend of Zelda: Ocarina of Time e i primi Tekken. Titoli che io vedo ancora come “perfetti” perché congelati nel tempo, ma che per qualcuno abituato alla produzioni più recenti potrebbero essere solamente “brutti” (e se lo avete pensato di The Legend of Zelda: Ocarina of Time sappiate che mi state facendo del male fisico).

 

E le produzioni attuali?
è innegabile che un titolo con la grafica pompata riesca a colpire l’occhio più di uno “normale”
Nello scorso paragrafo abbiamo parlato di come un giocatore di ieri e di oggi veda in modo completamente diverso i grandi titoli del passato. Ma come si comportano i due giocatori quando si trovano di fronte ad un medesimo titolo del presente? Quanto è importante la qualità grafica nei giochi delle nuove generazioni? La mia personalissima risposta è ancora una volta: tanto quanto gli altri elementi della produzione. Permettetemi di fare un esempio: The Elder Scrolls V: Skyrim avrebbe avuto lo stesso impatto sul giocatore se fosse stato graficamente brutto? E non dico “diverso” come può esserlo un titolo in Cel sheading, dico proprio brutto. Lasciatevelo dire: la risposta è no. Il motivo è in verità molto semplice e può essere ripescato proprio dal discorso che abbiamo fatto prima. Un giocatore necessita della possibilità di immedesimarsi all’interno del videogame che sta giocando e questa immedesimazione è sempre più alta in base anche alla qualità della grafica. Badate bene che non ho detto “solo”, ma “anche”. Altro esempio stupido: tutti amiamo i giochi dei Pokémon, ma quanti di noi hanno come proprio sogno bagnato quello di avere un titolo realizzato con una grafica cartoon estremamente curata e tutto il vasto mondo da esplorare senza la “solita” inquadratura dall’alto. E questo discorso può essere fatto per qualsiasi titolo dalla grafica non eccelsa per un semplice motivo: la grafica migliora la qualità dei titoli. Ovviamente con questo non voglio dire che un videogioco senza il graficone sia un titolo di m****a, ma come quando si vede una CGI scandalosa all’interno di un film di fantascienza è inevitabile pensare che, con gli effetti speciali migliori, il film ne avrebbe guadagnato.

Modellazione 3D + Concept Art = Grafica
La direzione artistica di un titolo è qualcosa di fondamentale
Ma di cosa parliamo quando parliamo di grafica? Non intendo certo il mero numero di fotogrammi al secondo o la risoluzione con la quale un titolo viene “proiettato” sulle nostre tv. Per me si tratta di una semplice formula matematica: modellazione 3D + Concept Art = Grafica. Quello che voglio dire è che non basta avere dei personaggi dotati di ottime texture e con animazioni estremamente fluide, ma c’è il bisogno di una direzione artistica alle spalle che sappia supportare l’intera produzione. Chi sembra aver capito alla perfezione questa formula, ad esempio, sembrano essere i ragazzi di Guerrila Games che, con il loro Horizon: Zero Dawn in uscita il prossimo anno, sembrano aver “fatto i compiti” portando a casa quello che, al momento, si prospetta come uno dei titoli più interessanti del 2017. Ad ogni modo l’importanza della Concept Art è ancora più palese pensando al 1996 con l’arrivo dei primi titoli legati ai Pokémon. Da un punto di vista “grafico” visti ora  potrebbero sembrare mediocri (sebbene ai tempi spingevano al massimo Game Boy), ma che uniti al character design semplicemente geniale e capace ancora oggi di far sognare migliaia di ragazzi di tutte le età non possono che essere definiti come dei capolavori dell’universo videoludico.

Tutto questo articolo per dire cosa? Per far notare a tutti come il comparto grafico all’interno di una produzione videoludica non sia assolutamente un aspetto da trascurare e come quelli che dicono “Eh ma la grafica non è importante!” non abbiano capito come funziona il mondo dei videogames. Nell’introduzione di questo speciale ho messo sullo stesso piano “grafica” e “gameplay”, probabilmente inimicandomi molti di voi, ma sappiate che mi rendo perfettamente conto di come un videoGIOCO sia tale soprattutto grazie alle meccaniche che lo differenziano da quello che sarebbe, altrimenti, un film. Se dovessimo paragonare un videogame ad una bella ragazza, potremmo dire che il gameplay ne costituisce lo scheletro, ma che la grafica (intesa come abbiamo visto “poche” righe fa) va a costituire quelle che sono le curve e i muscoli al posto giusto, risultando quindi estremamente importante e per nulla trascurabile. Se poi ha anche una bella trama (il cervello) ecco che avrete trovato il videogioco/ragazza dei vostri sogni. Insomma: si può fare a meno di un gioco con la grafica devastante? Assolutamente si. Si può fare a meno di un gameplay elaborato e variegato? Assolutamente si, come ci hanno dimostrato i recenti titoli Telltale e Quantic Dream incentrati sulla narrazione. Si può fare a meno di una trama articolata e avvincente? Assolutamente si, come ci ha insegnato Super Mario. Alla fine tutto è soggettivo e ognuno la pensa come vuole, ma cercate di non essere quelli che sminuiscono l’importanza di un buon comparto grafico perché, senza ombra di dubbio, è un elemento che non bisogna assolutamente sottovalutare. Dopotutto non è forse la grafica il primo elemento che salta agli occhi una volta inserito il disco nella console?! E #Amemipare che non sia un fattore da trascurare.

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