È meglio PS5 o Series X? Speciale NextGen

Da diversi mesi a questa parte, le vicende legate alla travagliata storia della versione cinematografica di Ratchet & Clank (di cui potete leggere qui la nostra recensione del remake videoludico), da prima con la distribuzione a-sincrona tra gli Stati Uniti ed il nostro paese, per poi passare al massacro mediatico operato dalla stampa di settore, il flop (in contrasto con i risultati della controparte ludica) nelle sale americane fino ad arrivare alle notizie legate ai soli quattro giorni di permanenza nei cinema nostrani (dal 29 Giugno al 3 Luglio) e, sopratutto, il netto sconvolgimento del cast dei doppiatori, hanno portato allo scatenarsi delle ire dei fan, e non solo, italiani.

 

 

L’ultimo punto, però, è stato avvolto da una spessa coltre di informazioni mancanti e fraintendimenti che hanno portato a varie incomprensioni tra il pubblico ed i responsabili della distribuzione della pellicola.

Ci siamo quindi prefissati l’arduo compito di far chiarezza a tal riguardo, cercando di offrirvi un quadro, per quanto possibile, completo su quello che è stato l’iter affrontato dal film nel nostro paese, sopratutto per quanto concerne il suo discusso doppiaggio.

 

Per far ciò ci siamo avvalsi di due fonti ben distinte: da una parte Lucky Red, società distributrice del film, alla quale abbiamo richiesto una lista completa del cast di doppiatori e quali fossero le decisioni che hanno portato ad alcune precise scelte di marketing legate al film (dall’inserimento di personaggi del mondo del Web come Greta Menchi e Favij fino alla ridotta permanenza in sala dell’opera), dall’altra ci siamo rivolti ad un insider del mondo del doppiaggio, Marco Esposto, con il quale abbiamo parlato di quella che è la situazione del mondo del doppiaggio italiano, focalizzandoci soprattutto nel rapporto che c’è tra le case di distribuzione romane e gli studi milanesi (storicamente legati al mondo dei cartoni animati e dei videogames) e su quelli che potrebbero essere i reali motivi che hanno portato alle scelte operate dalla stessa Lucky Red in questo caso.

 

Favij non è il doppiatore di Ratchet

 

ratchet & ClankIn primo luogo, teniamo a rassicurare tutti coloro che hanno preso in mano i forconi nell’istante in cui hanno sentito nominare Favij e Greta Menchi in qualità di membri del cast. E come dar loro torto in fondo? Il film è stato pubblicizzato esclusivamente con le loro voci, è quindi normale che molti fan potessero fraintendere la questione ed ipotizzare, ad esempio, che il noto gameplayer potesse essere la voce del lombax. Non è proprio così, ed anzi, abbiamo un’ottima notizia per voi da questo punto di vista. Lo youtuber, infatti, vestirà i panni di Zed (l’assistente robotico del malvagio presidente Drek) e di un generico soldato Blarg. Per quanto riguarda il carismatico protagonista, invece, è stata posta su di esso un’attenzione speciale. Farà infatti il suo ritorno, come voce di Ratchet, Simone D’Andrea, doppiatore del personaggio nella storica trilogia per Playstation 2.

 

Una questione di fiducia

 

Lo stesso trattamento non è stato riservato al resto dei personaggi, che si presenteranno sul maxi schermo con delle voci che non sono le proprie, in un certo senso. Va però spezzata una lancia a tal proposito.

Il team di doppiatori scelto per questo progetto è di prim’ordine: da Massimo Lopez nei panni del Capitano Qwark sino a Francesco Pannofino in quelli di Grimroth.

Ma non c’è alcun dubbio sul fatto che, nonostante la bontà dei casting, la scelta non sia stata ben digerita dai fan di lungo corso, e non solo, visto lo sfogo di alcune voci storiche del brand come Aldo Stella (Clank) o Gianni Gaude (Qwark), neanche contattati in alcun modo, a loro dire.

 

A tal proposito abbiamo, quindi, chiesto chiarimenti a Lucky Red che si è limitata ad una semplice spiegazione.

A loro dire, infatti, la scelta sarebbe dipesa dal cambio apportato negli Stati Uniti, dove, anche in quel caso, c’è stato uno stravolgimento completo del cast.

Una motivazione, onestamente parlando, chiara ed inequivocabile che però lascia spazio a molti dubbi, sopratutto pensando al fatto che una delle molteplici cause che hanno portato a muovere le maggiori critiche al film negli States è proprio questa enorme modifica.

Ci siamo quindi rivolti al sopracitato Marco per cercare una risposta plausibile alla questione.

Il quadro che ne è uscito fuori non è però dei più rosei.

Stando alle sue parole infatti, dietro tale decisione ci sarebbe una storica sfiducia da parte dei distributori cinematografici romani nei confronti degli studi di doppiaggio milanesi, considerati come una sorta di professionisti di serie B, in quanto impegnati sopratutto in progetti legati al mondo delle serie animate e dei videogames.

È forse questo l’aspetto che ha scatenato le ire di Stella e soci, in quanto è stata esplicitamente negata loro la possibilità di farsi conoscere su di un “palcoscenico” enorme come potrebbe, potenzialmente, essere quello cinematografico.

 

Perché solo 4 giorni?

 

Un discorso molto simile si può fare sulla questione della permanenza in sala del titolo. Quattro giorni sembrano alquanto pochi pensando a quella che è la nomea del brand ed il budget che c’è alle spalle della produzione. Questa volta, però, Lucky Red non ha risposto alla nostra domanda e ci siamo quindi rivolti nuovamente al nostro insider di fiducia.

Il problema sembra essere in realtà recente e legato al grosso flop  del film in madrepatria. Il risultato non propriamente felice avrebbe pertanto portato il distributore italiano ad optare per un taglio netto dei giorni limitando così i costi e, soprattutto, i rischi.

 

ratchet & Clank

 

La nostra intenzione, ci teniamo a ribadirlo, non è comunque quella di far pendere l’ago della bilancia in un verso o nell’altro, di dare un volto alla ragione e al torto in questa vicenda, ma di fornire quante più informazioni possibili per permettere ai fan ed ai comuni spettatori di avere tra le mani un quadro completo della situazione in modo da cancellare quanti più equivoci possibili sorti dalla non troppo chiara campagna marketing della pellicola nel nostro paese.