Recensione
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Un viaggio surreale ai confini della mente umana, tra puzzle di logica e Trial & Error

L’abbiamo detto mille volte, e non ci stancheremo mai di ripeterlo: il mercato Indie è pieno di perle che aspettano solo di essere dissotterrate. È stato questo il caso del recentissimo The Turing Test (da poco approdato anche su console), e potrebbe esserlo di altri piccoli capolavori che certamente non mancheranno di stupirci nel corso dell’annoThe Franz Kafka Videogame si pone su un piano leggermente “diverso”, ma non per questo meno valido: nato dalla delirante mente di Denis Galanin, sviluppatore slavo già responsabile del discusso Hamlet, Or The Last Game Without MMORPG Features, Shaders And Product Placement (il cui titolo già dice parecchio sul creatore), l’ultima avventura grafica pubblicata da Daedalic Entertainment è tutto meno che un punta-e-clicca convenzionale, se non altro per quanto riguarda le modalità di svolgimento della (purtroppo) breve avventura.

The Franz Kafka Videogame sarà disponibile su SteamiOS a partire dal 6 Aprile.

 

speciale
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Back To The ’20s.
The Franz Kafka Videogame fa del Surrealismo il suo cavallo di battaglia

Tentare di descrivere la trama di The Franz Kafka Videogame sarebbe un imperdonabile insulto all’identità dell’opera. Dimenticatevi passaggi narrativi logici e consequenziali: il titolo di Denis Galanin rifiuta tutto ciò, adottando piuttosto una struttura “a-logica” e con passaggi di trama tutt’altro che convenzionali. Lo schema prediletto è quello del Teatro dell’Assurdo di metà Novecento, spostato di peso negli anni ’20: per tutta la durata del gioco, infatti, si ha la sensazione di assistere a una sorta di rappresentazione teatrale che fa del Surrealismo il suo cavallo di battaglia, con situazioni al limite del reale e che metteranno alla prova ben più di una volta la vostra sanità mentale. Il tutto accompagnato da disegni bidimensionali deliziosi, che sembrano trarre ispirazione dallo stile grafico novecentesco (quello che oggi verrebbe definito “vintage”).

 

The Franz Kafka Videogame

La sensazione di assistere a uno spettacolo teatrale è data dall’occasionale apparizione di un vero e proprio palcoscenico a incorniciare lo schermo

 

L’unica cosa che si sa per certa (almeno, all’inizio) è che il giocatore impersona K, uno psicanalista esperto nell’arte dell’ipnosi. K (indubbiamente un riferimento a Kafka) ha lasciato la sua fidanzata dietro di sé quando si è trasferito nella grande città, e sogna di poterla sposare e di garantirle un matrimonio degno nonostante la sua povertà. Con queste premesse, prende il via un viaggio ai limiti dell’assurdo dal gusto piacevolmente avanguardista, che scardina le convenzioni della narrazione tradizionale e cala il protagonista in situazioni al confine tra sogno e realtà.

 

Per tutta la durata di The Franz Kafka Videogame, si ha la sensazione di assistere a una rappresentazione del Teatro dell’Assurdo

 

Le influenze principali dell’autore sono evidentemente il movimento del Surrealismo, sorto in Francia dopo la Prima Guerra Mondiale, e il Teatro dell’Assurdo, che vede Samuel Beckett (“Waiting For Godot”) come uno dei suoi maggiori esponenti: entrambi movimenti artistici, sia il Surrealismo che il Teatro dell’Assurdo puntavano a infrangere i confini convenzionali della realtà, proponendo rappresentazioni completamente fuori da ogni schema logico. È chiaro che The Franz Kafka Videogame trae molti dei suoi elementi chiave da entrambi i movimenti artistici per costruire le proprie rappresentazioni, anche se non disdegna certo citazioni al più che noto autore ceco (primo fra tutti, un investigatore-scarafaggio che porta il nome di Gregor Samsa, il ragazzo de “La Metamorfosi“).

A rafforzare la sensazione che ci si trovi di fronte a un’opera teatrale è senza ombra di dubbio la divisione in atti del gioco intero. Curiosamente, un intermezzo con musica Jazz in sottofondo fuga ogni dubbio sulle intenzioni dell’autore del gioco: The Franz Kafka Videogame va vissuto e goduto con gli occhi, prima che con le mani.

 

The Franz Kafka Videogame

 

Spremere le meningi
Il titolo di Galanin si basa su un gran numero di puzzle tutt’altro che intuitivi

Al di là delle sue influenze artistiche, The Franz Kafka Videogame è anzitutto un videogioco punta-e-clicca che, come la più classica delle avventure grafiche, si basa interamente su un gran numero di puzzle ed enigmi da risolvere. Non lasciatevi ingannare dalle apparenze, però: ogni enigma del titolo di Denis Galanin ha potenzialmente una doppia faccia, e nulla è mai semplice come può sembrare. Cosciente delle critiche rivolte a Hamlet e ai suoi puzzle, lo sviluppatore ha ideato degli enigmi che non siano risolvibili semplicemente cliccando a caso sull’ambiente o facendo interagire tra loro elementi randomici con un po’ di Trial & Error: e sebbene un paio di puzzle del genere (purtroppo) non manchino, molti degli enigmi di The Franz Kafka Videogame sono tutt’altro che intuitivi, e richiederanno grandi doti di osservazione per essere portati a termine.

La soluzione può essere nascosta nelle parole pronunciate dai personaggi, nella struttura degli enigmi stessi o persino sotto il naso del giocatore, senza che egli se ne accorga. Anche coi suoi puzzle, The Franz Kafka Videogame destabilizza il giocatore in ogni istante, costringendolo a rendersi conto che la realtà non esiste e che il “palcoscenico” del gioco non ha spazio per conclusioni logiche. Fortunatamente, i meno pazienti possono cliccare su un comodo quaderno di indizi in alto a destra, che sbloccherà un massimo di due aiuti utilissimi a superare qualunque puzzle senza sforzo.

 

The Franz Kafka Videogame

 

Un’esperienza “unica”

The Franz Kafka Videogame è indubbiamente un titolo valido, con solidi riferimenti culturali e sicuramente modellato (intenzionalmente) in modo da non essere gradevole per tutti i palati. La struttura complessa e (in apparenza) priva di ogni logica potrebbe far storcere il naso a più di qualcuno, ed è assolutamente fuori discussione che alcuni puzzle siano troppo poco intuitivi per essere risolti semplicemente utilizzando il cervello (a volte, come già accennato, sarà necessario fare un po’ di Trial & Error finché non si giunge alla soluzione giusta).

The Franz Kafka Videogame è un’esperienza da vivere e portare a termine in una sola sessione

Così come è fuori discussione che il titolo sia decisamente troppo corto: in un’ora e mezza, infatti, salvo pause prolungate, avrete già completato tutto ciò che l’avventura avrà da offrire, ed è difficile che siate invogliati a riviverla (a meno che non vogliate vederci più chiaro o semplicemente sbloccare tutti gli achievement). Con una longevità così ridotta, è indubbio che possiate rimanere un po’ delusi, una volta giunti alla fine dell’avventura (specie per il modo in cui gli eventi giungono a una conclusione effettiva); eppure, lì, in un remoto angolo della mente, c’è il sospetto che anche la breve durata del gioco faccia parte del testo (nel senso di “oggetto avente significato”) elaborato dallo sviluppatore slavo: è probabile che, nella mente di Galanin, The Franz Kafka Videogame sia un’esperienza da vivere e portare a termine in una sola sessione, proprio come fareste con una vera e propria opera teatrale (e l’intermezzo, in questo senso, potrebbe essere inteso come quel breve momento di pausa in cui è possibile andare in bagno o rimediare qualcosa da mangiare). In questo senso, e agli occhi di chi sa guardarlo, il titolo di Galanin assume tutto un altro significato, un significato che conferisce più di un punto a favore del gioco intero e che indubbiamente si accorda con la sua stessa natura di “medaglia a due facce”.

 

The Franz Kafka Videogame

 

La diretta conseguenza, tuttavia, è che The Franz Kafka Videogame si perde in se stesso ben più volte di quanto non dia a vedere. Nel suo turbinio di situazioni prive di logica e di conseguenze dirette, c’è anche spazio per tutta quella serie di difetti che abbiamo già esaminato, e la tendenza al citazionismo quasi estremo raggiunge uno sgradevole culmine quando, in maniera del tutto gratuita, Gregor Samsa (qui sopra) cita Bohemian Rhapsody dei Queen nelle fasi finali dell’avventura. Una chicca indubbiamente piacevole per chi sa coglierla, ma del tutto fuori contesto; un po’ come il puzzle della scimmia che batte i piatti, dalla soluzione così assurda da apparire quasi fastidiosa.

 

Un’avventura punta-e-clicca da vivere con gli occhi e la mente, prima che con le dita

 

E, tuttavia, The Franz Kafka Videogame è anche questo: una splendida ode all’arte e al Surrealismo, un’esperienza visiva che tende a destabilizzare e in cui tutto può accadere in qualunque momento, e non necessariamente senza un criterio ben preciso. Denis Galanin è senza ombra di dubbio una mente artistica, una mente che, in fondo, sa come creare un’esperienza che sia tutto fuorché convenzionale; un altro aspetto, questo, che rende il titolo tutt’altro che appetibile per un pubblico molto vasto, e che quindi costringe a operare una certa cautela nel momento dell’acquisto.

 

In conclusione...
8
“Ho pagato per un gioco, non per l'Arteh”
The Franz Kafka Videogame è un'avventura grafica punta-e-clicca, e fin lì non ci piove. Il punto è che è molte altre cose insieme, e la diretta conseguenza di ciò è un semplice problema: il titolo di Denis Galanin si ama o si odia, senza mezzi termini. Si ama se si è in grado di cogliere tutti i riferimenti artistici e culturali in esso inseriti; si odia se quel che si cerca è semplicemente un'esperienza di gioco divertente, coinvolgente e con una storia lineare dall'inizio alla fine. Se avete aspettative del genere, non abbiamo alcun dubbio: The Franz Kafka Videogame non vi piacerà affatto. Se invece siete disposti a essere destabilizzati continuamente, ad abbandonare gli schemi narrativi tradizionali, ad abbracciare il concetto di "weird" e a lasciarvi stupire/disturbare dalle situazioni al limite dell'assurdo (che, in fondo, è il bello del Surrealismo), è altrettanto certo che amerete questo gioco così come è successo a noi. Basta che teniate a mente una semplice cosa: la Realtà, in The Franz Kafka Videogame, non esiste affatto.
Stile grafico delizioso
Puzzle studiati e geniali
Surrealismo e Assurdo fusi in una cosa sola
Da vivere in una singola sessione...
x ... Perché decisamente troppo breve
x Alcuni puzzle meno riusciti
x Un'esperienza che può risultare sgradita

due parole sull'autore
Nato e cresciuto nell'epoca d'oro della prima PlayStation, ha visto il susseguirsi di almeno quattro generazioni di console fin da quando era bambino, ed è fermamente convinto che non smetterà mai di viverle sulla propria pelle. Suo unico rimpianto: non essere nato abbastanza presto da vedere la nascita dei primi videogiochi. Coltiva segretamente la passione per la scrittura, che sfoga sulle pagine di I Love Videogames proponendo folli idee (aka: rompendo le scatole) agli altri redattori. Gestisce anche il podcast Gameromancer e la sezione Speciali.
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