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il 11 giugno 2017, 10:44
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Ormai è qui, dietro l’angolo. La fiera delle fiere in ambito videoludico, l’E3, portatrice sana di hype, annunci roboanti, flop clamorosi e tanto divertimento, tutti tasselli che compongono il mosaico di uno dei mondi più belli e variegati: quello dei videogiochi!

L’E3, quante emozioni, cari lettori. Dapprima inconsapevoli, vedevamo arrivare nei negozi le nostre prime console, quelle che ci avrebbero svezzato e indottrinato con questa passione, senza sapere che magari pochi mesi prima avevano suscitato clamore e visibilio proprio sul palco del Los Angeles Convention Center. Poi arrivarono le prime riviste, la stampa specializzata e i nostri redattori preferiti, che sognavamo un giorno di seguire sotto il sole di L.A., per entrare in quel fantastico paese dei balocchi e faticando a credere che certa gente venisse anche pagata per fare la cosa più bella del mondo, provare con mano nuovi titoli, nuove pietre miliari, per poi raccontarle. Ricordate i corposi numeri di luglio e l’hype che saliva mentre pagavate l’edicolante? Prima o poi troverete anche su queste pagine un bel reportage direttamente dal suolo californiano, d’altronde siamo già stati alla Gamescom, dateci tempo! Oggi però siamo ancora qui per sognare ad occhi aperti, ripercorrendo alcune delle tappe più esaltanti (o i più clamorosi fail) degli scorsi 21 anni della fiera, in modo un po’ random ma assolutamente gustoso, giusto per ingannare l’attesa che ci separa dal 13 giugno. Partiamo, allora: mostrate il biglietto e salite su questa locomotiva, un po’ hype-train e un po’ macchina del tempo!

1995 – PlayStation Bang

Impossibile prescindere un articolo del genere da quello che è stato il vero Big Bang. La genesi della fiera, l’inizio della quinta generazione di console, l’avvento del videogioco come fenomeno di massa. Dall’11 al 13 maggio 1995, atomi e molecole confluirono a velocità siderale nell’avveniristico edificio dell’LACC per esplodere e fondersi in una piccola scatoletta grigia targata Sony: PlayStation. Nulla sarebbe stato più lo stesso, come ben sappiamo, con la nuova arrivata che si impose sul mercato e che dalla vetta mai più si mosse, nonostante qualche scossone, fino ad oggi. E pensare che quell’E3 era cominciato sotto il graffiante segno di SEGA, che proprio in quell’occasione annunciò che la sua nuova creatura a 32-bit, Saturn, sarebbe stata “available now“, in anticipo di qualche mese rispetto a quanto annunciato in precedenza, al modico prezzo di $399. Proprio da questi 3 numeri in fila uno dietro l’altro iniziò la conquista di Sony, che con una delle mosse che l’avrebbero resa celebre, tra marketing, provocazione e furbizia (e tanta qualità videoludica ovviamente): “two ninety-nine“. Due parole (letteralmente) bastarono al presidente di SCEA, Steve Race, per decidere le sorti di SEGA (l’inizio della sventurata fine) e le fortune del marchio PlayStation. 10 milioni contro 100, a fine generazione, parlano da soli.

1996 – It’s-a-me, Mario!

Dopo essere stata a guardare le schermaglie tra Sony e SEGA l’anno precedente e aver giusto fatto sentire il profumo di quello che sarebbe stato l’Ultra 64, Nintendo tornò prepotentemente alla carica nel ’96, anno delle Olimpiadi di Atlanta, lanciando nel frattempo il fallimentare Virtual Boy, pionieristico tentativo di portare la realtà virtuale nelle case dei giocatori. Quello che era già stato presentato in patria, si destò davanti agli increduli occhi degli appassionati occidentali proprio durante l’E3: due ragazzi del Nintendo Treehouse, tali Ken e Isaac, salirono sul parco, afferrarono il pad tricornuto, avviarono la demo di Super Mario 64 e cominciarono a fare acrobazie, girare in tondo e sfoderare tutto il repertorio acrobatico dell’idraulico (quasi acrobatico quando gli artisti del Cirque du Soleil, ingaggiati dalla grande N per il party pre-E3), con una fluidità e un controllo mai visto prima, grazie alle meraviglie dello stick analogico. Gli spettatori avevano già capito che da quel momento il medium non sarebbe più potuto tornare indietro; a Kyoto avevano settato un nuovo standard, con quello che è considerato tutt’oggi uno dei migliori videogiochi di sempre. Sony poi riuscì a rovinare la festa annunciando un taglio di prezzo di ben $100, ma questa è un’altra storia. E quest’anno, occhio a Super Mario Odyssey.

2001 – Microsoft… Ubriaca?

Questa è una curiosità a metà tra la leggenda e la realtà, che ho trovato cercando aneddoti interessanti per questo speciale. Era il 2001, l’anno dell’abdicazione di SEGA al mercato hardware e conseguente spartizione delle sue IP tra le altre major (un po’ come successe alla Juve dopo Calciopoli). Fu anche l’anno della ribalta di Kamiya con Devil May Cry ma soprattutto della nascita di una nuova console, progettata a Redmond e firmata da Microsoft: Xbox. Il reveal avvenne al CES di quello stesso anno, con Bill Gates e The Rock sullo stesso palco (sembravano un duo comico), ma fu all’E3 che venne mostrata la line-up di lancio, ricca, corposa e tecnicamente impressionante, con Dead or Alive 3 e soprattutto Halo a contendersi il palco. La conferenza venne tenuta nel primo mattino del giorno prima dell’inizio della fiera, giusto qualche ora dopo il party notturno organizzato da Sony. Coincidenza o no, alcuni presenti notarono che gli uomini Microsoft presenti la sera prima alla festa erano un po’, come dire, sonnolenti (o meglio, in hang-over!). Come se non bastasse, i postumi sembrarono colpire un po’ tutta la conferenza, non proprio brillante e condita da alcuni problemi tecnici. Halo era comunque impressionante, però i drink di Sony non li batte nessuno.

2003 – Half-Life 2 e la laurea in fisica

L’evento targato 2003 fu davvero esplosivo. Ken Kutaragi di Sony prese in contropiede Nintendo, detentrice del monopolio portatile, annunciando la piccola e potentissima PlayStation Portable, lasciando a bocca aperta i presenti e gli appassionati di tutto il mondo, i quali ebbero un nuovo oggetto del desiderio da sognarsi di notte. Non di meno fu l’anno dell’attesissimo Gran Turismo 4 e del seguito della killer application per eccellenza in casa Microsoft, Halo 2. Ma coloro che monopolizzarono l’attenzione di tutto il mondo videoludico furono Valve e il suo Half-Life 2, sbalorditivo seguito del seminale FPS datato 1998. La demo mostrata aveva del prodigioso e fece sembrare i titoli per console indietro di almeno una generazione, cosa in effetti vera, dato che la creatura di Valve approdò nel mondo console solo nel 2007, con l’avvento della settima generazione. Il video gameplay mostrava una fisica e un’intelligenza artificiale incredibili, con una Gravity Gun che sostituì le spade laser Jedi in cima alla lista wishlist dei nerd di tutto il mondo. La cosa più impressionante è che Half-Life 2 fa la sua porca figura tutt’oggi, insuperato nella fisica dalla maggior parte delle produzioni moderne.

2004 – La miglior conferenza Nintendo di sempre?

Dopo anni di alti e bassi, sul palco della fiera losangelina, Nintendo nel 2004 decise di fare più botti del capodanno cinese. Se l’anno prima Sony lanciò il guanto di sfida alla sua egemonia portatile, la reazione di mamma N non si fece attendere molto. Un Reggie Fils-Aime più carico e “cattivo” che mai presentò alla folla Nintendo DS, la console che avrebbe frantumato ogni record di vendite, tra tradizione e travolgenti innovazioni. Touch-screen, microfono, doppio schermo, connessione wi-fi e un design accattivante furono l’inizio della rivoluzione che avrebbe poi coinvolto anche l’ambito home console con Wii. Come se non bastasse, pur avendo un hardware decisamente inferiore all’elegante (e fantastica) PSP, Reggie mostrò il nuovo episodio della serie Metroid Prime, Hunters, girare fluido, dettagliato e completamente in 3D sui piccoli schermi della nuova console; pubblico in visibilio e successo annunciato.

Ma le emozioni, per i nintendari, non finirono qui: nella parte della conferenza dedicata a GameCube venne mostrato il nuovo capitolo di Zelda, Twilight Princess (dopo l’illusione delle tech demo super-realistiche utilizzate durante la presentazione del cubo, seguite poi da Wind Waker), suscitando un boato che riecheggia ancora oggi nelle sale del Convention Center. Se a questo si aggiunge un Miyamoto vestito da Link che mena fendenti a destra e a manca con la Master Sword, si raggiungono le vette dell’indimenticabile. Non è che sono nintendaro, è stato davvero uno dei momenti più alti degli ultimi 21 anni di E3!

2006 – Anche Sony può floppare

Di momenti imbarazzanti all’E3 ne abbiamo visti parecchi. Le figure di “m” possono colpire chiunque in ogni momento, soprattutto sotto pressione. Nel 2006, dopo anni di marketing esplosivo, annunci roboanti e ubriacature provocate, ecco un velo di imbarazzo coprire il reveal di PlayStation 3, proprio quando Xbox 360 è sul mercato da un anno e Wii è l’attrazione principale della fiera, col suo motion control e inerente “rivoluzione”. Quello che si palesa davanti agli occhi attoniti degli spettatori è una catena di errori, gaffe e goffaggini che potevano seriamente pregiudicare la settima generazione Sony. Dalle corde vocali di Kaz Hirai, allora braccio destro del pingue Ken Kutaragi, giunsero alle orecchie della platea tre cifre che poco avevano a che vedere con quelle annunciate 11 anni prima da Steve Race. PS3, al lancio, avrebbe avuto un prezzo di $599 per la versione con hard disk da 60Gb ($499 per quella da 20Gb), ben $200 dollari in più rispetto alla rivale Microsoft, giustificando il tutto con i grandi investimenti fatti dall’azienda per lo sviluppo del famigerato processore CELL, che prometteva miracoli. Peccato che durante quella conferenza il costo di tale potenza non venne assolutamente giustificato, con la presentazione di titoli modesti quali Warhawk e Genji. Presentazione e gameplay di quest’ultimo titolo furono esilaranti; annunciato come un titolo in cui rivivere alcune delle più famose ed epiche battaglie dell’epoca medievale giapponese, pochi istanti dopo si palesò a schermo un gigantesco granchio demoniaco. Un brutto inizio seguito da una serie di successi, fino al pareggio finale con Xbox. Ecco un video un po’ cattivello ma sicuramente divertente, all’insegna dello sfottò!

2008-2009 – E3 music festival

Questo biennio non è stato assolutamente avido di grandi annunci a livello software: da God Of War III passando per il capolavoro di Kamiya-San, Bayonetta, da Super Mario Galaxy 2 a Final Fantasy XIII, passando per il misterioso e promettentissimo Project Natal di Microsoft, trasformato poi nella colossale palla al piede di One, noto come Kinect. Niente però poté rivaleggiare con l’annuncio e relativa esibizione live di Wii Music, titolo musicale che sfruttava ogni periferica e controller esistente per la bianca console Nintendo e che venne testato sul palco da nient’altro che Shigeru Miyamoto e altri 4 personaggi di spicco della casa di Kyoto: stonati, fuori tempo, assolutamente poco convincenti. Solo le orecchie possono darvi un’idea di quanto sia stata pessima quella performance, che storpiò irrimediabilmente lo storico main theme di Super Mario Bros.

Per fortuna l’anno dopo Microsoft fece le cose in grande e riportò il mondo della musica videoludica ad alti livelli, con l’annuncio di The Beatles: Rock Band e successiva comparsa sul palco dei grandissimi Ringo Starr e Paul McCartney, due dei fab four ancora in vita, nonché di Yoko Ono e Olivia Harrison, vedove illustri di John Lennon e George Harrison. Non suonarono, ma anche solo vederli sul palco fu più suggestivo rispetto al “motion concerto” dell’anno prima!

2013 – The witch is back!

Quell’anno Sony strapazzò Microsoft per l’ennesima volta, con la prima apparizione all’E3 della sua quarta ammiraglia, trollandola davanti alla platea e agli appassionati di tutto il mondo e ridicolizzando le idee alla base di Xbox One (come dimenticare la crociata sui giochi usati?), su cui poi la casa di Redmond fece marcia indietro (ormai la frittata era già servita).

Nintendo e PlatinumGames se ne fregarono alla grande di queste schermaglie però, mandando in visibilio la loro nicchia estremista, oltre che tutta la redazione di I Love Videogames. Come sapete, tutti noi, a parte Antonino Lupo (che nella recensione della versione PC di Bayonetta gli assegnò un ridicolo 9!), siamo pazzi della strega ideata da Hideki Kamiya e quella fiera fu la prima apparizione pubblica del clamoroso secondo capitolo in esclusiva per Wii U, che i fortunati poterono toccare con mano (wow) mentre nell’aria aleggiava un inebriante profumo misto all’odore del latex. La donna più bella, carismatica e politicamente scorretta del mondo videoludico era tornata, ed era pronta a farvi un culo così, cari masochisti! Peccato che quello fu il primo anno del cambio di rotta di Nintendo, che virò verso i Direct abbandonando le live conference (lasciando il bel ricordo del disastroso annuncio di Wii U, così si fa), se no avreste visto centinaia di nerd andare a leccare il maxischermo… E Reggie Fils-Aime!

2015 – Sony gioca coi nostri sentimenti

Tutti ricorderete quella epica conferenza, ancora fresca nella mente di tutti noi. Quell’anno Sony si mise in testa di dispensare attacchi di cuore e di nostalgia, annunciando un trittico che resterà nella storia, anche in senso letterale, perché due di quei tre titoli non sappiamo neanche quando li vedremo, a distanza di due anni. In ordine cronologico ecco bucare i cuori degli spettatori prima The Last Guardian, che ha attraversato una decina di E3, tra annunci, date di rilascio e il passaggio di un paio di console (era un po’ il mostro di Loch Ness videoludico, alcuni dicevano di averlo visto ma erano presi per degli ubriaconi) per poi approdare finalmente sulle nostre console a fine 2016. Ma il piatto forte doveva ancora arrivare; parte il filmato e qualcosa comincia a balenare per la testa. Non è possibile, sarà qualcos’altro. Sembra Midgar ma non può essere. Dio mio è proprio Midgar! E Cloud! Il remake tanto voluto dai fan di Final Fantasy VII era finalmente realtà, e il settimo capitolo sarebbe approdato in esclusiva temporale su PS4. Fa nulla che poi si scoprì che sarebbe stato un gioco a episodi come un qualsiasi titolo TellTale e che ancora oggi non abbiamo una data d’uscita, neanche vaga (si dice 2019 addirittura). E poi, eccolo lì, pronto a far piangere gli orfani della SEGA di una volta, coloro che dicono che il Dreamcast è la miglior console di sempre: Shenmue III, finanziato su Kickstarter (dai Sony, metticeli sti soldi) dal genio Yu Suzuki e dal suo team, in arrivo nella seconda metà del 2018, su PS4 e PC (ma per i “sonari” i PC non esistono). A parte gli sfottò, anche giustificati, vivere quella conferenza fu incredibile. Quest’anno però vogliamo Half-Life 3.

2016 – Canti del cigno e terre selvagge

Mentre Sony, Oculus e HTC si contendevano l’attenzione di chi fin dagli anni ’80 sognava di vivere i videogiochi in realtà virtuale, Nintendo regalò a Wii U l’ultimo sussulto (condiviso con la nascita di “NX”, ancora oggetto misterioso allo scorso E3), un sussulto che resterà nella storia come uno dei migliori videogiochi di sempre ed ennesimo punto di non ritorno per questo settore: The Legend of Zelda: Breath of the Wild. Un E3 monotematico (non mancarono le polemiche per questa scelta) che mostrò al mondo un titolo che appariva già straordinario, emozionante, pieno. Compimento e chiusura di un cerchio trentennale da parte di Nintendo, pronta ad aprirne un altro col passaggio di testimone ad un’altra filosofia, quella inaugurata da Switch lo scorso maggio, e di cui l’ultimo capitolo di Zelda è l’anello di congiunzione. La vittoria di tutto il mondo videoludico, non solo di Nintendo, medium capace di straripare da ogni logica e pregiudizio per prendere forme sempre diverse, magiche, infinite, di cui questa magica fiera è il più magico dei calderoni.

2017 – Un nuovo inizio

Mancano ormai poche ore ad un nuovo ed esaltante E3, colmi di hype, aspettative e speranze, sempre un po’ tifosi per l’una o per l’altra casa, nonostante magari sotto il nostro televisore convivano serenamente console Sony, Microsoft e Nintendo, capaci solo di donare emozioni ai loro proprietari. Sarà l’E3 di Scorpio, di una Sony sempre in palla e pronta a sganciare bombe inaspettate; sarà l’E3 della prima volta per Switch, protagonista del solito Direct che speriamo sia uno spettacolo pirotecnico di 30 minuti; sarà l’E3 di Super Mario Odyssey, di God of War, di qualcosa di speciale per Xbox, che speriamo essere pronta a sorprendere il mondo rimettendosi prepotentemente in gioco. Sarà quel che sarà, ma siamo sicuri che vivremo una grande e bellissima festa, dove fantasia, genio e sogni sono gli ospiti fissi.



due parole sull'autore
Un milanese col cuore sui colli piacentini, "romantico" del videogioco con una spiccata predilezione per tutto ciò che viene da Kyoto e dal passato. Se non lo beccate nel Regno dei Funghi, lo potete trovare su qualche pista virtuale a bordo di qualche bolide che non potrà mai permettersi, a causa della sua sindrome da shopping videoludico compulsivo. Appassionato tifoso dell'F.C. Internazionale, segue anche le imprese dei grandi del ciclismo. Nel tempo libero cerca qualcuno con cui confrontarsi sui film di David Lynch senza che egli muoia di noia.
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