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Recensione Zero Escape: Virtue’s Last Reward

Ogni giocatore, com’è giusto che sia, ha il suo genere preferito, che si tratti di un FPS, di un RPG e così via. Tra le varie tipologie di gioco, però, ce n’è una particolarmente di nicchia, persino più degli shoot’em up e degli J-RPG. In molti criticano questo genere a causa delle sue strutture e modalità che a conti fatti hanno ben poco del videogioco. Se non l’aveste ancora capito, stiamo parlando delle visual novel, un genere che mette la narrazione al primo posto e che non lascia troppo spazio all’azione. Quello che stiamo per recensire è Zero Escape: Virtue’s Last Reward, una visual novel rilasciata originariamente su 3DS e, poi, approdata anche su PS Vita.

VERSIONE TESTATA: PS VITA

Quando l’intreccio non è abbastanza complesso…

Trattandosi di una visual novel, Virtue’s Last Reward focalizza tutta la sua essenza sullo svolgimento della trama. Per le tematiche trattate, il titolo si presenta come il fratello di 999: Nine Hours, Nine Persons, Nine Doors. Ci saranno ben nove personaggi, rapiti in circostanze misteriose e portati in un edificio alquanto strano. Zero Sr., artefice di tutto, vuole che questi partecipino al “Nonary Game”. Più nello specifico, ogni personaggio avrà al polso un bracciale che segnerà un punteggio (inizialmente di 3), un colore e una categoria tra “Solo” e “Pair”. I personaggi riprenderanno i sensi in una serie di ascensori, per un totale di sei stanze: in ciascuno di essi, ci saranno una o due persone, a seconda che si tratti di un “Solo” o di due “Pair”. In linea di massima, il gioco prevede una serie di round con cui i personaggi devono raggiungere i 9 punti necessari ad aprire la porta che consente la fuga. Questa porta, potrà essere aperta una sola volta per soli nove secondi e possono passarci solo coloro che hanno raggiunto l’obiettivo minimo. Ma com’è che si ottengono questi punti? Traendo spunto dal famoso “Dilemma del prigioniero”, si svolgeranno una serie di votazioni in quello che nel gioco è chiamato AmBidex Game. Prima di potervi partecipare, in base ai colori e alla tipologia, i vari personaggi, in gruppi di tre dovranno attraversare le Chromatic Doors, alla ricerca di chiavi necessarie per partecipare all’AB Game. In questa particolare modalità di gioco, si affronteranno Solo e Pair di ciascun gruppo. Ma cos’è che accade esattamente? Beh, senza troppi giri di parole, ogni gruppo dovrà scegliere se fidarsi o se tradire il proprio avversario.

Prisoners-Dilemma

Come potete vedere dallo schema, se entrambi scelgono “Ally”, ci sarà un +2 per ciascuno; se entrambi scelgono “Betray”, non ci sarà alcuna variazione; se uno sceglie “Ally” e l’altro “Betray”, il traditore riceverà +3 punti, mentre il tradito ne perderà due. Vista così, è abbastanza evidente che il rapporto tra i singoli personaggi assume un ruolo fondamentale. Il titolo, che non lascia nulla al caso, vi svelerà minuto dopo minuto il background completo di ogni singolo personaggio e l’unico modo per poter “accedere” a queste informazioni sarà ottenere la piena fiducia di ognuno.

Senza anticiparvi troppo, queste che vi abbiamo appena descritto sono soltanto le fondamenta di Virtue’s Last Reward, che vanta un intreccio straordinariamente complesso. Senza considerare quelle conclusive e quelle extra, ci saranno ben 21 timeline, diverse ed imprevedibili. State tranquilli che se l’inizio può sembrare piuttosto lento, l’incredibile storia che ha da raccontare questa visual novel non vi deluderà, portandovi un’esperienza decisamente appagante, amanti del genere e non.

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Dobbiamo fuggire, in un modo o nell’altro

Pur essendo vero che l’elemento principale di Virtue’s Last Reward è lo svolgersi della storia, il gioco è costellato da una serie di parti giocate realmente definibili tali. Più precisamente, il gameplay vero e proprio si avrà quando si attraverseranno le Chromatic Doors. Ciò che abbiamo davanti è il classico “room escape”, che prevede la risoluzione di enigmi non troppo complessi per ottenere la password di fuga dalla stanza. In questi che chiameremo livelli, sarà possibile anche ottenere una seconda password che vi farà ottenere dei file segreti. Al contrario di quello che si pensa, questi extra finiscono col dare importantissime informazioni riguardo al mondo gioco, contribuendo a rendere più completo quel che già di suo sembra essere perfetto. Fondamentali finiranno con l’essere anche i vari round dell’AB Game, poiché le vostre scelte determineranno verso quale timeline proseguirà la storia. Delle 21 timeline disponibili, ben 9 portano a un finale riguardante ciascuno dei protagonisti di quest’avventura. Gli altri, che sono comunque interessanti, porteranno soltanto a dei game over, lasciando il più delle volte stupefatti per ciò che accade. Tuttavia, più e più volte sarà necessario visitare una timeline differente per proseguire con quella corrente, in quanto serviranno informazioni di cui non necessariamente siete già a disposizione. Inoltre, il titolo richiede anche che siano salvate da qualche parte delle password necessarie allo svolgimento della trama. A tal proposito, saranno a disposizione dell’utente due pagine su cui poter scrivere liberamente. Concludendo anche questo paragrafo, e senza rivelarvi nulla, Virtue’s Last Reward è stato in grado di unire sapientemente trama e gameplay, che finisce col diventare un elemento fondamentale della storia stessa. Ma a voi il piacere di scoprire di cosa stiamo parlando.

Anche l’oro è imperfetto

Come si è lasciato intendere fino ad ora, il mondo di Virtue’s Last Reward è perfettamente coerente e non presenta alcun buco per quanto riguarda lo svolgersi della trama. Egli deve molto anche a numerosi concetti fisico/filosofici su cui l’intera trama sembra basarsi. Già in precedenza è stato citato il dilemma del prigioniero, ma non si tratta di un caso isolato. Avremo, infatti, a che fare con il paradosso di Schroedinger, o anche con la teoria della quarta dimensione di Minkowski. E notate bene che questi sono solo altri due esempi, e che saranno presenti molte altre varianti. Prima che saltiate subito alle conclusioni, tali concetti saranno spiegati in maniera esemplare e nel modo più semplice possibile, permettendo a chiunque di comprendere di ciò che si sta parlando.
Da quanto detto finora, sembrerebbe che Virtue’s Last Reward sia il gioco perfetto, purtroppo non è così.
Anche se il gameplay è comunque rilevante, riteniamo che potesse essere implementato in modo migliore. Spesso e volentieri, è finito col diventare frustrante interrompere la narrazione per risolvere gli enigmi. Il problema poteva essere facilmente arginabile lasciando che i personaggi raccontassero qualcosa di sé durante la risoluzione degli enigmi. Va anche aggiunto che questi enigmi non sono particolarmente complessi, risultando semplici anche a difficoltà “Hard”.
In ultimo, ma non per importanza, è da apprezzare anche la scelta da parte degli sviluppatori di inserire elementi strambi nel gioco. Un esempio? Il protagonista, quando si parla di gatti, finisce con l’esprimersi in una sorta di “gattese”. L’impressione avuta è che simili elementi servissero col ridurre il livello di tensione in certi punti della storia.

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Un doppiaggio che fa sognare è sempre gradito

La lista di problemi continua, purtroppo, con la realizzazione tecnica. Veramente bellissimi risultano essere i disegni dei vari personaggi, ed è anche notevole l’intera ambientazione in cui ci ritroveremo. Peccato però, che le animazioni siano veramente poche, costringendoci ad assistere sempre alle stesse espressioni facciali per tutta la durata del gioco che, come detto sopra, non è sicuramente breve. A causa di questa mancanza, il fascino e lo stupore che si provano in un primo momento finiscono col passare in secondo piano senza troppe difficoltà. Il gioco sfrutterà una visuale in prima persona, e non solo con l’intento di contribuire all’immedesimazione. Ancora una volta, lasciamo che siate voi a scoprire di cosa stiamo parlando.

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Seppur molto semplici e facilmente comprensibili, è un vero peccato che un titolo del genere non sia stato interamente localizzato anche per l’Italia.
Straordinariamente appagante è, invece, il doppiaggio in lingua giapponese, che si attesta su un livello decisamente notevole. Le voci, saggiamente scelte, ci accompagneranno per tutto il corso dell’avventura, rendendo l’esperienza di gioco ancora più suggestiva.

Verdetto
9 / 10
Quando i mindfuck non sono abbastanza
Commento
Zero Escape: Virtue’s Last Reward è un capolavoro indiscusso del suo genere. I difetti riscontrati sono minimi e veramente di poco conto rispetto alla grandezza che ci ritroviamo davanti. È un vero peccato che le visual novel finiscano con l’essere snobbate così facilmente, poiché il più delle volte sono capaci di comunicare dei messaggi in un modo unico, al contrario di altri generi di videogiochi. Con Virtue’s Last Reward abbiamo una serie di intrecci straordinari che coinvolgeranno il giocatore dall’inizio alla fine. Insomma, abbiamo un mondo coevo, coerente, perfetto e in grado di sorprendere ad ogni istante con i suoi colpi di scena inaspettati, a dimostrazione che nulla è come sembra. Da avere, a qualunque costo.
Pro e Contro
Trama straordinaria
La longevità
Interessanti riferimenti al mondo reale
Doppiaggio giapponese di grandissimo impatto

x Enigmi semplici
x Animazioni povere
x Manca la lingua italiana