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Giunto al suo ottavo capitolo, World of Warcraft (WoW per gli amici) si rinnova con la nuova espansione a tema marinaresco, Battle for Azeroth, e sembra non volersi fermare. Ad un mese dall’uscita, l’ultima fatica dei ragazzi della Blizzard Entertainment ci ha regalato un sacco di contenuti.
Riuscirà a mantenere il ritmo per i prossimi due anni?

Versione testata: PC Windows 10

To the 120 and beyond!

A differenza di Legion, che partiva con toni epici e drammatici, Battle for Azeroth (abbreviata in BfA) ha un inizio più contenuto ma arriva immediatamente al punto della questione, dando praticamente subito al giocatore il tanto chiacchierato Cuore di Azeroth (di cui parlerò dopo) e spedendolo nelle nuove 6 zone senza troppi giri di parole. Questo darà inizio a una nuova avventura che porterà a 120 il nuovo level cap del giocatore per una trama dalla durata di circa una decina di ore.

 

Il level scaling introdotto con la precedente espansione rende ogni nemico potenzialmente letale a prescindere dal livello del personaggio. Nei dungeon questa meccanica da il massimo di sé, adattando i nemici al livello del singolo giocatore, quindi un personaggio di livello 115 vedrà i nemici più consoni alla sua difficoltà, mentre chi è a livello 110 vedrà gli stessi avversari di livello adattato al suo, rendendo il grinding intrigante e mai noioso.
Ovviamente, una volta raggiunto il livello 120 col nostro personaggio, verranno sbloccati i numerosi contenuti come raid, dungeon mitici, i nuovi Fronti di Guerra e molto altro.

Peccato solo per il bilanciamento delle classi, ancora acerbo.

Orda e Alleanza questa volta si divideranno, giungendo in terre distanti tra loro e avendo una loro campagna di fazione.
Parallela a questa si svolgerà una Campagna di Guerra, che ci vedrà svolgere missioni ai danni della fazione avversaria esplorando le sue terre. Completare la prima parte di questa campagna è il primo passo per sbloccare una nuova razza giocabile (Nani Ferroscuro per l’Alleanza e gli Orchi Mag’Har per l’Orda), ma gli sviluppatori hanno garantito che nuove missioni verranno rilasciate in futuro con il proseguire dell’espansione.

 

Per agevolare la salita al livello 120 è stata introdotta la Modalità Guerra (War Mode) che, se attiva, aumenta l’esperienza e i bottini delle missioni del 10%, facendo però entrare il giocatore in modalità pvp perenne. Durante i primi giorni di vita dell’espansione questa War Mode ha creato qualche disagio, in virtù del fatto che, una volta raggiunto il livello massimo, è possibile accedere alle zone della fazione opposta. Non sono stati pochi i casi in cui un giocatore di livello basso venisse attaccato a sorpresa da gruppi di giocatori avversari che passano in zona. Si è addirittura letto di gruppi veri e propri che camperavano (scusateci il termine poco aulico) i giocatori più piccoli con lo scopo di rovinar loro l’esperienza di gioco. Fortunatamente questi problemi sono stati in parte risolti con l’aumentare di giocatori di livello massimo, ma chi vorrà crescere con un altro personaggio dovrà prestare lo stesso molta attenzione.

Chi ha detto che la guerra è per soli uomini?
Jaina, Sylvanas e Azshara…  “chi dice donna dice danno”?

Durante lo sorso E3 si è notata una forte presenza femminile tra i personaggi principali delle prossime uscite, e Blizzard di certo non si è certo tenuta in disparte.
Rompere barriere legate alla parità dei sessi e/o diritti è ormai una missione importante per i ragazzi Blizzard che, come ha dimostrato con Overwatch, tratta gli argomenti in maniera molto pacata e non insistente.
Su Battle for Azeroth a tendere i fili della trama (finora) sono state le donne. Dalla parte dell’Alleanza ritroviamo Jaina intenta a ricucire i rapporti con sua madre, l’ammiraglio Katherine, mentre nell’Orda la Regina delle Banshee Sylvanas cerca una nuova alleata nella coraggiosa principessa troll Talanji.
Il tutto mentre un vecchio nemico della saga, la Regina Azshara, complotta per il dominio le terre emerse da parte dei suoi signori, gli Dei Antichi.

 

Oltre a queste figure (già viste nella serie di video Araldi di Guerra), conosciamo molte altre figure femminili che, nel bene o nel male, parteciperanno allo sviluppo della storia.

L’uomo domina adesso dove essi dominarono un tempo…”

Mentre la campagna Orda tocca tematiche come il senso dell’onore, fiducia e tradimento, la campagna Alleanza affronta temi quali la famiglia, il senso di colpa e la redenzione.

L’Orda approderà nel remoto impero di Zandalar in cerca di alleati, una terra dove un culto legato al sangue sta cercando di risvegliare i poteri degli Dei Antichi.
Poco distante l’Alleanza cercherà di risanare i rapporti con il regno marittimo di Kul Tiras, riscoprendo un regno martoriato da culti legati alla regina Azshara, e di conseguenza al Dio Antico N’Zoth, ultimo Dio Antico non ancora affrontato.

Le citazioni al Ciclo di Cthulhu si sprecano, donando a questa espansione tinte cupe e spaventose, dove il divario tra sanità e pazzia si assottiglia.

Una volta raggiunta la capitale delle rispettive zone, ritroveremo la possibilità di scegliere da che zona iniziare a giocare, proprio come fu con Legion. Ogni fazione ha a disposizione 3 zone ciascuna, per un totale di 6 nuove terre da esplorare. L’ambientazione marittima è ottima per fare forti richiami alle opere di Lovecraft, non solo per l’aspetto dei lacché degli Dei Antichi, ma soprattutto per il senso di orrore e corruzione che essi suscitano con la loro presenza.

…e presto essi domineranno dove una volta dominava l’uomo.”

Oltre ai contenuti che World of Warcraft ci ha ormai abituato a vedere, con Battle for Azeroth ne vengono aggiunti di nuovi, come i già citati Fronti di Guerra e le Scorrerie per le Isole.

 

Non mancano di certo quest mondiali e reputazioni da farmare.

Con i Fronti di Guerra una fazione occuperà una roccaforte (una, per ora, ma se ne aggiungeranno altre in futuro) avendo accesso a nemici rari e World Boss che si aggirano per la zona, oltre che ad alcune quest. L’altra fazione, d’altro canto, dovrà raccogliere risorse di varia natura (oro, risorse, pozioni, cibo…) per poi accedere, una volta che ne avremo raccolte abbastanza, a uno scenario di 20 giocatori, dove lo scopo è conquistare la fortezza di cui sopra.
Il suddetto scenario, come meccaniche e modelli, richiama fortemente Warcraft III. Anche qui, infatti, i giocatori dovranno raccogliere pietre e legna per costruire edifici e reclutare truppe.
Il controllo della fortezza cambierà automaticamente dopo poco più di una settimana, dando così la possibilità a tutti i giocatori di usufruire dei bonus che essa comporta. E’ un buon metodo per racimolare risorse di guerra ed equipaggiamento di buona qualità.

 

Le Scorrerie per le Isole sono scenari dove un team di 3 giocatori raggiunge un’isola inesplorata e farà a gara con un altro team (composto da npc o altri giocatori) a chi raccoglie più Azerite, uccidendo i vari nemici nell’isola o estraendola dal terreno. Vince chi raggiunge la quota prevista per primo. Le Scorrerie presentano quattro livelli di difficoltà: normale, eroica, mitica e pvp, e per ora sono il mezzo più rapido e divertente per potenziare il nostro Cuore di Azeroth.
E’ possibile unirsi a gruppi con gente random anche se la via più divertente rimane quella di partire con un paio di amici.

 

Tornano anche le Mitiche+, con qualche novità. Come su Legion, un dungeon in modalità Mitica può essere potenziato con una speciale chiave che ne aumenta la difficoltà e ne imposta un tempo limite, ma che darà bottini più potenti. Su Legion, in base al livello della chiave inserita, i giocatori avrebbero dovuto fare i conti con alcuni malus più o meno rognosi.
La grande differenza è che se prima avevamo un massimo di tre malus attivi, ora possiamo trovarne quattro, aumentando notevolmente il grado di sfida.

 

Immancabili i nuovi raid, dungeon da 10 a 40 giocatori che compongono forse l’attività più ambita del gioco. Per ora è accessibile solo un raid, collegato direttamente alla campagna Orda e che ci porta all’interno di Uldir, laboratorio dei Titani dove è custodita una grande minaccia. L’ambiente è notevole anche se poco vario, ma i boss presenti sono tutti interessanti, sia dal punto di vista estetico sia per le meccaniche dinamiche, aggiungendone un paio di inedite.
Non si sa ancora quando uscirà il secondo raid dell’espansione ma si vocifera che affronteremo finalmente la regina Azshara. Probabilmente avremo nuove informazioni al prossimo BlizzCon.

Sono due etti e venti di Azerite. Che faccio, lascio?
Diciamo addio al nostro caro artefatto (più o meno) e diamo il benvenuto al Cuore di Azeroth!

Questo particolare pendaglio che prende il nome di Cuore di Azeroth ci viene dato nei primi minuti di gioco e ci servirà per sbloccare alcuni potenziamenti legati all’equipaggiamento. Viene introdotta infatti l’Armatura di Azerite, composta da elmo, spalle e torso. Ogni pezzo possiede dei talenti al suo interno, sbloccabili man mano che il Cuore di Azeroth si potenzia.
Il potenziamento del nostro Cuore sarà una delle attività principali di questa espansione, e avverrà raccogliendo Azerite, uno strano minerale che è comparso dal sottosuolo dopo la fine di Legion, e che pare sia la linfa vitale del pianeta stesso. E’ possibile raccogliere Azerite in diversi modi, come ad esempio con le missioni mondiali (introdotte con Legion), completando dungeon e facendo le nuove Scorrerie per le Isole.
A differenza dell’artefatto, il Cuore di Azeroth non soffre del cambio di specializzazione, mantenendo lo stesso livello di potere a prescindere dl ruolo che il nostro personaggio assume.
La stessa cosa non si può dire degli Equipaggiamenti di Azerite: alcuni talenti sono specifici per la specializzazione attiva e, nel caso dovessimo cambiarla, diventerebbero inutili. Per risolvere questo piccolo ostacolo è possibile cambiare talenti spendendo una quota di denaro via via sempre più alta, oppure tenersi in borsa un altro pezzo di Armatura con i talenti desiderati in caso di cambio di specializzazione.

 

Questo sistema di equipaggiamento ha permesso a Blizzard di rimuovere i bonus dei set dei raid, evitando così di dover cambiare stile di gioco ad ogni nuovo set ottenuto. Tuttavia non è chiaro se verranno aggiunte in futuro skin di classe.

Stormwind e Orgrimmar sono belle, ma non ci vivrei…

Visivamente, le nuove zone introdotte in Battle for Azeroth sono semplicemente spettacolari da vedere, con colori e luci che donano un’ottima immersione nel mondo di gioco. Sono state inoltre implementate nuove texture e nuovi modelli, tutti molto interessanti e curati.

A livello tecnico Battle for Azeroth risulta totalmente appagante

Blizzard inoltre dimostra di aver imparato (finalmente) come costruire città! Nulla da togliere alle storiche capitali come Stormwind e Orgrimmar, ma si è sempre notata una misera attività da parte degli npc, che si limitavano ad essere mercanti e istruttori e nulla più. Con Legion è stata inserita l’immensa Suramar che, con i suoi abitanti intenti a compiere le più varie attività, ha introdotto una nuova concezione di centri urbani da parte di mamma Blizzard. Le nuove città hub di Battle for Azeroth non hanno nulla da invidiare a Suramar. Boralus, capitale di Kul Tiras, è un’enorme città portuale piena di npc (alcuni ostili) e di movimento. Stesso discorso per Zuldazar, capitale dell’impero zandalari, rappresentata come una mastodontica El Dorado così ricca di colori e abitanti da togliere il fiato. Entrambe le città offrono diverse missioni e punti d’interesse, risultando così vaste da obbligare gli sviluppatori a inserire diversi punti di volo al loro interno per poterle visitare più agilmente.

Proprio in queste capitali si nota maggiormente una cura dei dettagli ambientali quasi maniacale.
E’ possibile girovagare per Boralus e Zuldazar per ore, scoprendo ogni volta qualcosa di nuovo.

Le nuove zone al di fuori delle città non sono da meno.

Nonostante l’azione si svolga principalmente su due isole, il titolo spazia tra deserti, paludi, foreste oscure e terreni soleggianti, dando un’ottima immersione nell’ambiente di gioco anche con l’aiuto della buona colonna sonora.
Nonostante il bel panorama creato con cura, si riscontra un lavoro un po’ grossolano riguardo la posizione dei punti di volo, alcuni infatti sono troppo vicini tra loro, cosa che lascia conseguentemente alcune zone totalmente scoperte. Nell’isola della fazione avversaria il problema può essere sorpassato con alcune missioni che ne possono sbloccarne altri, ma a “casa propria” la situazione è spesso tragicomica. Che sia una mossa di mamma Blizzard per invogliare i giocatori a raggiungere il famoso pathfinder, la serie di requisiti da soddisfare per poter volare nelle nuove zone con le proprie cavalcature?

 

Ovviamente non mancano i tanto amati richiami alla cultura pop, da Rambo al Signore degli Anelli, fino addirittura a Winnie the Pooh, anche se il più presente rimane il già citato Lovecraft.
Ormai siamo abituati alla mania di Blizzard di disseminare il suo mondo di citazioni, alcuni meno palesi di altri, talmente tanti che scovarli tutti è quasi impossibile!

 

Tuttavia è proprio nel comparto audio che si registrano alcuni problemi

Parlando un attimo della colonna sonora, nonostante l’abbandono (forse momentaneo) dello storico compositore Russel Brower, Neal Acree e i suoi soci del reparto sound sono riusciti a confezionare una ost degna di nota! A tratti rilassante e ad altri inquietante, non sembra aver perso l’impronta che ormai la contraddistingue, arrivando a raggiungere climax anche epici.
Tuttavia è proprio nel comparto audio che si registrano alcuni problemi: i dialoghi tra gli npc spesso si accavallano tra loro, rendendo la discussione confusa, e in alcune zone le tracce musicali si interrompono per poi ricominciare da capo o far iniziare un’altra traccia, il tutto nel giro di pochi secondi dando non poco fastidio a chi vuole godersi un po’ la musica di gioco.

Alberi infami!

Purtroppo quella del comparto audio non è l’unica osservazione critica da fare, altri bug si possono riscontrare in giro, come alcuni npc importanti (come quelli che fanno partire alcune missioni) che vengono uccisi dalla fauna locale per poi non spawnare per svariati minuti.
Altri disagi riguardano alcune professioni di crafting, poco bilanciate rispetto ad altre e che necessitano di alcuni reagenti rari già molto difficile da trovare, ma che spesso una volta trovati scompaiono o si incastrano nell’ambiente circostante rendendo impossibile raccoglierli.

 

Forse il problema più grosso però riguarda la camera: l’ambiente, come già detto, è ricco di dettagli ma alcuni di essi (tipo alberi o vele di navi) non hanno collisioni perciò la camera, con uno zoom da lontano, ci passa attraverso oscurando completamente la visuale. Questo problema si riscontra spesso durante i dungeon, causando grossi disagi durante gli scontri.

 

Battle for Azeroth gira quasi sempre a 60 fps, aumentabili in base alla scheda grafica utilizzata (chi vi scrive utilizza una Nvidia GeForce GTX 760, oscillando tra i 50-60 fps nelle zone ad alta concentrazione di giocatori e tra gli 80 e i 120 fuori dai centri cittadini). Tuttavia si riscontrano talvolta cali di frame e una leggera latenza, soprattutto quando si affrontano sfide con più di 10 giocatori sullo schermo. In ogni caso Blizzard si è già mobilitata per risolvere i numerosi bug.

In conclusione...
8
“Sulla fiducia. Vedi di non deluderci, Blizzard.”
Con alle spalle ben 14 anni di onorata carriera World of Warcraft ritorna in pompa magna nel mercato degli MMORPG come uno dei più conosciuti e più longevi. Blizzard sembra da qualche anno voler modernizzare la sua opera, rendendo il mondo più grande e vivo, aggiungendo personaggi e dettagli in ogni angolo delle nuove zone. Battle for Azeroth si presenta come un'espansione dal grande potenziale, nonostante si trovi in un limbo tra passato e futuro, con evidenti problemi dovuti proprio alla gestione ancora acerba di tutti i nuovi elementi scenici introdotti. Nondimeno si stratta di un buon prodotto, con nuove meccaniche interessanti una storia intrigante pronta ad evolversi con i prossimi aggiornamenti. La curiosità è molta, rimane solo da sperare che i ragazzi di Blizzard riescano a soddisfare tutte le aspettative.
Nuove meccaniche divertenti da fare in gruppo
Storia interessante
Ambientazione immersiva e ben curata
Cura nei dettagli al limite del maniacale
x Classi e professioni poco bilanciate
x Qualche bug di troppo
x Sporadici cali di frame

due parole sull'autore
Ragazzo affascinante ma pignolo, diviso tra mondo reale e virtuale. Nel primo è l'ambizioso Lead Game Design di un team indipendente impegnato nello sviluppo di videogame. Nel secondo un mago arcano umano lv110 su World of Warcraft, con 5700 ore all'attivo (senza contare il tempo speso dietro agli altri 10 personaggi secondari) La dura vita della doppia identità...
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