In un periodo storico in cui l’immediatezza la fa da padrona, Wasteland 3 è riuscito a farmi godere una storia che prosegue ormai da anni.
Vi avverto: non sto per parlare di uno di quei videogiochi attesi con trepidazione dalle masse, ma nemmeno uno di quelli che dopo poche settimane scomparirà nell’oblio di un mercato fin troppo vorace.

La storia alle spalle di Wasteland 3

Facciamo un passo indietro: da dove nasce questa serie videoludica? Wasteland è una costola nata da Fallout (dopo che quest’ultimo ha fatto il grande passaggio da visuale isometrica a prima persona) e prosegue la sua narrazione di una storia post-apocalittica.

LE ORIGINI...

Il mondo è devastato da un conflitto nucleare su scala globale tra Stati Uniti e Unione Sovietica. La narrazione si focalizza sul territorio americano, dove viene ricreata una forma di ordine che vede il gruppo militare dei Ranger intento a riportare un equilibrio quantomeno vivibile.

...LO SVILUPPO...

Nel secondo capitolo della saga, in particolare, si sono viste le vicende relative alla zona desertica del Colorado. Essendo Wasteland 3 il suo naturale proseguimento, presenta una storia che si sposta verso l’Arizzona, senza però richiedere di aver giocato il predecessore per essere compreso.

...IL PRESENTE

In particolare l’inizio vede una squadra di Ranger spostarsi in massa nelle fredde e nevose zone dell’Arizzona, quando viene intercettata da un gruppo di predoni su un lago ghiacciato. Da qui inizia la nostra storia, che ci porterà a conoscere le organizzazioni che si spartiscono il territorio e il personaggio attorno al quale sembra ruotare tutta la narrazione di Wasteland 3: il Patriarca.

Avremo quindi una trama principale che si intreccia con centinaia di missioni secondarie in cui si alternano personaggi memorabili e scene con un certo peso psicologico. Rispetto al predecessore (e a molti altri giochi simili) i dialoghi non sono “troppi” e nemmeno pesanti; una deliziosa ironia tiene sempre alta la curiosità e favorisce l’immersione. La qualità è talmente elevata che si riescono a rendere “semplici” temi scottanti come la politica e la sessualità, con chiari riferimenti alla nostra società. Questo approccio, sebbene non innovativo, è un marchio di fabbrica che, per me, risulta sempre vincente.

I protagonisti: i Ranger

Rispetto ad altri videogiochi dalla storia profonda e articolata, Wasteland 3 non presenta personaggi prefatti obbligatori e carismatici (sebbene ve ne siano alcuni per i più pigri), spostando il focus dal singolo membro all’ordine dei Ranger.

I SINGOLI RANGER...

All’inizio della partita possiamo crearne due personalizzabili in tutto e per tutto, dall’estetica alle capacità specifiche. Si parla quindi di abiti e opzioni fisiche molto diversificate e un ampio sistema di caratteristiche, abilità e perk; per un malato dei giochi di ruolo come me, questo si traduce con almeno un’oretta dedicata a scelte e ripensamenti.

Dal momento in cui si accede al quartier generale, si possono creare con la stessa profondità gli ultimi due Ranger che completano il party (o quasi). Nel caso alcune scelte non ci soddisfino a lungo termine, potremo sempre decidere di congedare un Ranger e crearne uno al posto. A questi quattro protagonisti se ne aggiungono altri due, PNG reclutati in giro per il mondo che li accompagnano e reagiscono dinamicamente alle nostre scelte. Essi saranno ben più di due, ma tutti quelli in eccesso rimarranno al quartier generale.

...E LA LORO ORGANIZZAZIONE

Ed è da un po’ che lo cito, ma ora voglio parlare di uno degli elementi che più mi ha divertito: il quartier generale. La struttura è molto grande e si evolve nel corso della trama. In base alle proprie scelte presenterà funzioni speciali che includeranno anche personalizzazioni uniche per i propri Ranger e per il mezzo utilizzabile per spostarsi! Risulta davvero divertente esplorare il mondo di gioco, instaurare le proprie alleanze con le numerosissime fazioni e arruolare nuovi specialisti per la propria struttura.

Tutti questi aspetti sono ulteriormente valorizzati da uno degli elementi più innovativi di Wasteland 3: la storia può essere vissuta completamente in cooperativa con un amico!

Un gameplay classico che non passa mai di moda

Inquadrare il gameplay di Wasteland 3 non è affatto difficile per chi ha un po’ di conoscenza della storia dei videogames. si tratta di un gioco di ruolo classico (CRPG) con visuale isometrica e telecamera ruotabile e zoomabile. Questa formula è tornata in auge negli ultimi anni grazie a capolavori del calibro di Pillars of Eternity e Divinity Original Sin.

L'ESPLORAZIONE...

La fase esplorativa è molto fluida. Il mondo ha molti elementi interattivi (e comodamente evidenziabili), tanti personaggi pronti a rimanere impressi nella memoria e tante locazioni da esplorare. Lo sviluppo dei personaggi ha un fortissimo impatto sull’avventura, in quanto molte aree e oggetti saranno accessibili solamente con competenze specifiche. Questo apre a molti approcci per affrentare una medesima questione, aumentando anche la rigiocabilità del titolo. Inoltre mi ha fatto piacere ritrovare l’ausilio della radio e delle trasmissioni dal quartier generale nel corso di alcune missioni.

...E GLI SCONTRI

Per quanto riguarda i combattimenti, invece, si ha un approccio molto strategico e suddiviso in turni (alla XCOM, per capirci). In ognuno di essi i personaggi spendono punti azione in una gran quantità di azioni eseguibili; spostarsi, andare in copertura, attaccare, stare in puntamento… La fantasia e l’intelligenza tattica verranno ripagate! Ma non solo: anche la scelta del giusto equipaggiamento può cambiare le sorti di uno scontro. A essere onesto ho trovato alcune combinazioni e alcune scelte poco bilanciate, ma questi aspetti sono facilmente risolvibili con future patch. Rispetto a Wasteland 2 sono poi presenti tutorial più esaustivi e funzioni più intuitive.

Il comparto tecnico fa la sua (piccola) parte

COMPARTO GRAFICO...

Non è certo il genere di gioco che dipende direttamente dal dettaglio grafico, ma anche questo aspetto lo valuto positivamente. Non ho notato una grande evoluzione della grafica di gioco rispetto a quella del capitolo precedente, ma ammetto di non averne nemmeno sentito il bisogno. Forse con un motore grafico differente potrebbe esserci un salto di qualità, ma di questo avremo conferme o smentite in futuro. Al contrario i filmati di gioco risultano di alta qualità e sono stati una piacevole sorpresa.

...E COMPARTO SONORO

Per quanto riguarda il reparto sonoro, nulla da puntualizzare, se non lodi. La colonna sonora di Wasteland 3 accompagna adeguatamente la storia e ne esalta il mood; gli effetti sonori sono azzeccati e la impreziosiscono. Ho apprezzato molto anche il doppiaggio in lingua inglese, che risulta coinvolgente e impeccabile.

Fine della storia: ultime considerazioni su Wasteland 3

La mia opinione generale su questo titolo è molto positiva. Sa divertire gli appassionati del genere e avvicinarvi anche chi non ne è un estimatore di lunga data. Non è un gioco leggero, ma sa prendere e coinvolgere per davvero tante ore di gioco (più di 50). Questo, per quanto mi riguarda, basta a giustificare un prezzo da tripla A.

L’unico aspetto che frena leggermente il mio entusiasmo è l’attuale stato di rifinitura. L’altro lato della medaglia di un prezzo elevato è la presenza di aspettative molto alte. Come ho già anticipato non si tratta di nessun problema in grado di rovinare completamente l’esperienza di gioco, ma ammetto che avrei gradito alcuni piccoli bug e glitch in meno. Un altro aspetto dell’ottimizzazione che mi sento di criticare sono i caricamenti: ancora troppo lunghi per poter apprezzare a pieno un titolo che fa dell’immersione uno dei suoi aspetti più importanti.

Ci tengo anche a specificare che manca la localizzazione italiana, nel caso qualcuno la reputi indispensabile. Io sono riuscito ad apprezzare l’esperienza di gioco senza problemi anche in lingua inglese, ma avendolo giocato su PC (tramite Steam) non mi stupirei se arrivasse una mod con una traduzione amatoriale.

In definitiva mi sento di consigliare Wasteland 3 e di provare a immergersi nei suoi sapori, nella sua ironia e nella sua immensa storia.

Verdetto
8.5 / 10
Make America great again... In a good way.
Commento
Wasteland 3 è un gioco di ruolo classico che permette di proseguire la storia dei Ranger e della loro ricostruzione dell'America dopo un'apocalisse nucleare. In questo capitolo della serie si vivono le vicende relative all'Arizzona, terra fredda e nevosa. Qui si viene gettati nelle lotte politiche e sociali tra le numerose fazioni che ruotano attorno alla particolare figura del Patriarca. Il gameplay è quello tipico di un CRPG: visuale isometrica, combattimenti strategici a turni, esplorazione con interazione ambientale variabile in base alla (appagante) personalizzazione scelta per i propri protagonisti. Le opzioni sono tante, ma mai confuse e i tutorial aiuteranno anche coloro che non sono pratici con questo genere videoludico. La possibilità di vivere l'avventura in cooperativa con un amico impreziosisce ancora di più questo prodotto, avvicinandolo a altri caposaldi dello stesso genere. Tecnicamente non fa gridare al miracolo, ma fa il suo. Grafica simile a quella del predecessore, bei filmati, comparto sonoro sempre sul pezzo, soprattutto con un'ottima localizzazione che esalta dialoghi già di per sè deliziosi (sebbene manchi la lingua italiana). La qualità della narrazione si nota anche dal fatto che si affrontino temi delicati senza mai rinunciare ad una delicata e impeccabile ironia. In conclusione, se escludiamo un'ottimizzazione e una rifinitura ancora da rivedere (anche per quanto riguarda il bilanciamento), mi sento di consigliare caldamente questo titolo.
Pro e Contro
Storia immersiva e articolata
Bei combattimenti strategici
Grande personalizzazione

x Da rifinire e ottimizzare
x Poche novità grafiche

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