Draw Distance, la Software House polacca già dietro diversi ottimi titoli indie come Serial Cleaner, è finalmente tornata a sviluppare una Visual Novel ambientata nel Mondo di Tenebra, dopo una prima prova con Vampire: The Masquerade – Coteries of New York, con il nuovo Shadows of New York.

Quello che ci era stato promesso era un DLC standalone del gioco originale, ma non potevamo sbagliarci di più. Noi tutti. Perché ormai, un DLC è diventato un contentino, e Shadows of New York è l’eccezione che riesce ad emergere a galla in quel mare di cianfrusaglie e pattume che chiamiamo “contenuto scaricabile”.

E quello che rimane, come una zattera che si sposta verso l’orizzonte, è una figura segnata dalle ombre di uomini e vampiri, che racconta una storia carismatica, dura e piena di carattere.

Benvenuti nel Mondo di Tenebra

Per chi non fosse familiare con Vampire: the Masquerade (o Vampiri: la Masquerade in italiano), si tratta di un gioco di ruolo da tavolo non molto lontano da cugini più famosi come Dungeons and Dragons e le sue numerose rivisitazioni.

Ambientato nel Mondo di Tenebra creato da White Wolf, che ha poi ispirato il sistema GURPS (che a sua volta ha ispirato la serie di Fallout), Vampire: The Masquerade racconta la storia di una società nascosta di vampiri che continuano a vivere nascosti nelle piaghe della società moderna.

Questa particolare ambientazione permette di esplorare sia la fitta lore dei vari clan presenti nel mondo di gioco che la nostra società moderna, e tanti altri concetti molto pesanti e moderni, come il razzismo, il classismo e la giustizia sociale.

Seguendo la stessa idea, sia Coteries che Shadows of New York cercano di prendere alla sprovvista il giocatore con critiche aspre, dure e realistiche dirette a noi come persone e alla nostra società. Questo permette alle loro trame di non essere solo sconclusionati viaggi mentali, ma anche profonde introspezioni in quello che viviamo giornalmente.

Osare dire la propria con un videogioco

Come sostenuto dal nostro gemello Gameromancer, i giochi sono sempre politica e sempre lo saranno. Se c’è un gioco che è riuscito a sbattermelo in faccia fin dal primo secondo, quello è Shadows of New York. Fin da subito, infatti, non si sprecherà in chiacchiere, il mondo di gioco sarà invece descritto perfettamente nella prima mezz’ora di dialoghi.

E fidatevi, i colori con cui coprirà la tela non saranno dei migliori. Guardando quello che la nostra protagonista, Julia Sowinski, ci saprà dipingere del mondo attorno a sé, vedremo qualcosa di diverso dal solito, qualcosa che potrebbe stupirvi.

Perché quello che sarà dipinto col suo sangue, sarà un nostro riflesso. E sarà pieno di colori bui, spenti. Colori di un cadavere che cerca disperatamente la vita che ha perso.

Senza farsi riserve, e brandendo come arma una protagonista tra le migliori che abbia mai avuto il piacere di conoscere, il gioco riesce a criticare la normalità e assurdità delle nostre vite, per rilanciare subito dopo con un attacco verso il giornalismo e l’informazione che tanto hanno definito la nostra epoca. E sapete tutti quanto ce l’ho col giornalismo.

La Grande Mela che vive Julia è ormai marcia, appassita, e il suo naturale talento come giornalista investigativa viene solo schiacciato dal corpo morto del frutto.

L’incredibile scrittura dei ragazzi di Draw Distance, già dimostrata in Coteries, non fa che alimentare questa incredibile narrativa grazie all’incredibile inglese (sì, manca l’italiano, ma sapete cosa ne pensiamo) usato dal narratore e dei personaggi.

Unlife come riflesso della vita vera

Come avrete già capito, la storia inizia in modo abbastanza rapido. La nostra protagonista perde il suo lavoro per un caso su cui non avrebbe dovuto lavorare, e che nessun altro avrebbe mai toccato neanche con un palo.

A seguito di altri eventi, scagliati addosso sia a noi che alla protagonista in modo forse troppo veloce e senza riserve, la sua vita viene completamente distrutta. L’unica cosa che le rimane è quella di guardare disperata un’ombra che le si avvicina e che poco dopo le morde il collo.

Ora è una vampira, figlia e rappresentante del clan Lasombra a New York. Un clan di persone che comandano gli altri dall’oscurità, nascosti; vicini alla luce ma impossibili da intravedere appieno. Neanche loro stessi possono vedersi nello specchio, in quanto la loro immagine appare in modo completamente flebile.

Il carattere di Julia stessa si interseca con questa nuova vita, che si rivelerà non così lontana da quella che aveva avuto in precedenza. Verrà sfruttata dai propri superiori, ma non per questo non continuerà a lottare fino alla fine.

Un investigatore perde il pelo ma non il vizio.

Gialli letti al contrario

Una degli strumenti più potenti che una storia investigativa ha in mano, come avevo già citato nel mio speciale sulla mia esperienza con Persona, è quella di poter essere letta al contrario.

E, poco dopo la pubblicazione di quel pezzo, fortuna vuole che proprio i ragazzi di Draw Distance hanno voluto usare questa tecnica nella loro storia. Sin dai menu, fino a diversi sfondi e personaggi, lo studio polacco ha infatti deciso di mantenere tutto il salvabile dal loro scorso gioco, pur colmandone diversi difetti.

Come avevo già detto, la protagonista di questa nuova storia non è più anonima come era il protagonista che potevamo scegliere in Coteries of New York, e rappresenta, nel suo gioco, il perno di gameplay e trama.

Sembra infatti che abbiano capito appieno gli errori fatti, senza però volersi distanziare di quello che c’è di buono: primo tra tutte le incredibili missioni secondarie, che aggiungono diverse dimensioni sia in campo di trama che di rigiocabilità a Shadows of New York nonostante la loro autoconclusività.

Ma se c’era un vero problema all’interno di Coteries, quello era il suo finale, troppo rapido, anonimo e che annullava l’intera durata del titolo, pur rimanendo sensato all’interno della sua storia. Con questo DLC, gli sviluppatori sono riusciti a rendere quel contro del primo gioco un pro.

Perché proprio grazie a quello, sappiamo già come finisce questo giallo; cos'altro è se non ironia tragica?

La protagonista verrà infatti messa alla ricerca dell’assassino di un importante vampiro, ma sapremo già bene cosa si aggira dietro le quinte della Camarilla di New York dopo aver terminato Coteries, cosa che aumenta però l’aspettativa per il grande momento finale.

Un’introduzione incredibile nel mondo di VtM

Tramite gli occhi del nostro protagonista prima e di Julia dopo, i due titoli di Draw Distance sono degli incredibili modi per entrare nel mondo di Vampire: The Masquerade.

La loro durata abbastanza corta, il prezzo contenuto e la continua spiegazione delle varie particolarità di questo mondo permettono di avere i piedi ben piantati per tutto quello che c’entra con il GDR del Mondo di Tenebra.

Anche in attesa di Bloodlines 2, infatti, sarebbe un’ottima idea recuperare questi giochi per farvi un’idea precisa di come è strutturata una società dei vampiri e delle regole create e sviluppate da White Wolf moltissimi anni fa.

Tra gli incredibili personaggi secondari, la trama eccelsa e la coerenza stilistica alle opere originali, vi sentirete immersi nell’oscurità che è parte integrante di questo incredibile setting.

Per quanto cadaveri, sono pur sempre umani

Dagli occhi della ragazza dalla lingua tagliente, Julia Sowinski, riguardiamo quindi il mondo dei vampiri che ci si era aperto dinnanzi nel primo capitolo. Se il primo era un’avventura di scoperta, in questo caso l’inutile è stato minimizzato, con solo brevi riassunti del necessario.

Julia sa già come ambientarsi tra i vampiri, non è più una fledgling, e così non lo siamo neanche noi. Proprio per questo i suoi sforzi non sono invani. Il suo occhio critico ci permette inoltre di vedere fin da subito il marcio presente nei vampiri, molti dei quali personaggi completamente nuovi all’interno della NYC che conoscevamo già.

A un certo punto delle fasi iniziali dice, infatti, che si sente come un Dio tra gli umani. Ma, se in parte è vero, dall’altra è una descrizione fallace.

I vampiri di Vampire: The Masquerade sono come Déi greci. Rappresentano le nostre mancanze, i nostri vizi e le nostre virtù, moltiplicate all'ennesima potenza.

Quello che vediamo negli incredibili personaggi secondari di quest’opera non è nient’altro che uno specchio della nostra anima. Anche in questo caso il minuto lavoro di creazione e caratterizzazione dei personaggi è incredibile, rendendo giustizia a ogni attore di questo teatro degli orrori.

Un tributo ai propri errori

Tra gli altri errori commessi nel primo capitolo, c’era la completa inutilità di un comparto ruolistico forzato sui giocatori. Per quanto il focus non fosse quello, eravamo continuamente portati verso scelte che non impattavano minimamente sul gioco in sé, già a partire dalla scelta del clan iniziale.

Draw Distance ha però deciso di colmare anche questo buco della loro precedente opera. Il gioco infatti, ogni tanto, ci presenterà con scelte che modificheranno il carattere di Julia per tutta la durata del titolo, e influirà anche sul finale del gioco.

È un sistema abbastanza semplice, di certo, un po’ alla buona; ma hanno finalmente capito che non è quello il punto di forza dei loro titoli. Questo cambio ha migliorato l’intera esperienza del gioco ripulendo l’esperienza di appigli inutili.

Per tutta la sua durata, poco meno lunga del suo predecessore, una trama e una scrittura mozzafiato, insieme ad ambienti incredibilmente molto curati, mi sono goduto questo titolo e ho apprezzato il mondo che lo studio è riuscito ad offrire.

Una storia personale – Evoluzioni e relazioni

Il successo dell’intero mix non è però garantito solo dalla sua struttura ludica. L’intelligentissimo equilibrio tra la vita personale della protagonista, che non solo convive con un’umana, ma questa è anche la sua ragazza (ci riordiamo cos’è successo per The Last of Us II, vero?), e gli eventi che girano attorno alla sua investigazione permettono alla storia di svilupparsi su due binari differenti che però molto spesso collidono.

Questo fino al climax del titolo che, dopo che Julia è riuscita a vedere e a decidere il suo approccio verso il mondo corrotto e disturbato di umani e vampiri, fa una scelta, che porta a due finali profondamente differenti, ma altrettanto ben scritti.

Ed è proprio a loro che tutto ciò che abbiamo fatto fino ad allora riesce ad esplodere in enormi fuochi d’artificio color sangue.

Un ritorno al Mondo di Tenebra coi fiocchi

Tutti gli elementi del titolo sono coerenti con se stessi, e per quanto spesso si rimane con l’acquolina in bocca dalla durata risicata del gioco, i ragazzi di Draw Distance hanno dimostrato di aver ascoltato le critiche rivolte al loro titolo precedente.

Questo ha portato a un DLC che non solo migliora tutti i difetti che aveva il primo e riparandone gli errori, ma che arriva fino al rivoltare completamente il suo predecessore, dandogli una prospettiva diversa. Sconsiglio vivamente di giocare questo gioco da solo e senza il predecessore, nonostante i molteplici difetti di quest’ultimo, perché sono due prodotti fortemente legati e che beneficiano l’uno dell’altro. E stavolta non si tratta di semplici e blande auto-citazioni.

Vampire: The Masquerade – Shadows of New York riesce a raccontare una storia incredibile per un prezzo abbordabile, introducendo all’incredibile Mondo di Tenebra senza lasciare indietro chi vuole anche solo godersi una Visual Novel ben scritta.

E credete ancora che i DLC siano solo un contentino?

Verdetto
8 / 10
I DLC possono essere molto più di semplici skin per un picchiaduro
Commento
Shadows of New York riesce a essere un DLC incredibile in un'epoca in cui questi non sono altro che semplici aggiunte spilla-soldi, rivoltando completamente il suo predecessore pur rimanendo una storia incredibile. La maggior parte dei difetti presenti in Coteries sono ora stati riparati, e, per quanto la struttura da Visual Novel sia semplice, è completamente efficace per godersi il titolo appieno. Il mondo dei vampiri, come nel gioco originale, è presentato bene, anche sono tagliate alcune presentazioni lasciate principalmente al primo titolo. Permette quindi di immergersi in questo nuovo mondo senza deludere chi cerca solo di leggere una bella storia.
Pro e Contro
Una storia dura e ben scritta
Coraggio nel tirare schiaffi al giocatore
Struttura migliorata
Ottimo comparto grafico

x Sbrigativo alle volte
x Dipendente dall'originale

#LiveTheRebellion