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Se proprio non riesci ad essere un eroe, insegna come diventarne uno

Chi non ha mai sognato di diventare un eroe? Cosa che accade spesso nell’infanzia di un bambino, così come alcuni protagonisti dei videogiochi…peccato solo che questo non sia il caso di Valthirian Arc: Hero School Story dove il protagonista non diventerà un eroe, bensì il preside di un accademia che forma eroi di tutti i tipi. Di recente PQube ha rilasciato questo interessante indie su PS4, Switch e PC e questa è la nostra recensione.

 

Versione testata: PS4

A scuola di eroi

La trama di Valthirian Arc è piuttosto semplice: il Regno di Valthiria è diviso in cinque regioni ed è alla ricerca di un preside per la nuova accademia che ha come scopo quello di formare degli eroi. Incontrati i Re del luogo, questi chiederanno al giocatore di gestire le attività della scuola e soprattutto, di dare vita a nuovi eroi che possano aiutare il regno. A complicare le cose c’è un misterioso culto che ha depredato la tomba di una regina recentemente scomparsa, ed è qui che dovremo fare una scelta: aiutare i 5 regni e unire Valthiria, favorire un singolo regno o ambire al trono noi stessi? 

Nonostante l'incipit della trama, Valthirian Arc non approfondisce nulla di quello che offre inizialmente, col il gioco che si focalizza principalmente sulla gestione dell'accademia 

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Viste le premesse, aspettarsi qualcosa di più dalla storia sarebbe stato lecito, ma questa non è solo che un mero pretesto per fare da sfondo al gioco, tant’è che il giocatore smetterà di badare agli eventi piuttosto in fretta.

Se dal lato narrativo Valthirian Arc risulta scandente, discorso diverso è il gameplay, diviso tra ottime fasi gestionali e battaglie in tempo reale nella media

Gestire accademia e strutture è solo una minima parte del compito che dovremo svolgere durante il gioco. In qualitò di preside dell’istituto, dovremo sempre cercare di migliorare il grado della scuola e costruire nuovi edifici che garantiscono tutti i comfort possibili agli studenti, ma anche per aumentare l’appeal e reclutare nuove matricole. All’inizio i nuovi studenti arriveranno molto lentamente e lo spazio a disposizione per creare strutture sarà limitato, ma completando le tante quest a disposizione potremo salire di grado e ottenere nuovi benefici. Più dormitori permettono di ospitare più studenti, più aule vogliono dire classi numerose e via dicendo. Importante sarà anche mandare i propri studenti ad affrontare le quest, in modo che questi ottengano l’esperienza necessaria per poter sbloccare le classi tipiche di ogni RPG. Lo scopo ultimo in qualità di preside è far diplomare gli studenti, tenendo però a mente che un diplomando non sarà più disponibile per essere utilizzato. Il gioco quindi è un ciclo continuo di personaggi da potenziare da zero e farlo passare alla classe che più ci aggrada fino al diploma.

Le quest si dividono in due tipi, le prime che sono a tempo e vengono svolte in modo automatico, ma richiedono alcune settimane nelle quali il gruppo di studenti scelti non potrà essere utilizzato in alcun modo. Il secondo tipo è quello in cui controlleremo un party di quattro personaggi, chiamati a svolgere un compito che varia dall’eliminazione di un determinato bersaglio, trovare certi oggetti o materiali o scortare un NPC. In questa fase,Valthirian Arc non è altro che un normalissimo action RPG, dove ad ogni tasto corrisponde un attacco o una skill, con queste che variano in base alla classe del personaggio.

A livello tecnico, Valthirian Arc non fa gridare al miracolo, ma rende bene ugualmente

Ovviamente si tratta di una produzione indipendente di basso profilo, per cui era impossibile aspettarsi di più ma nonostante questo, il gioco non sfigura poi così tanto su PS4, la versioni da noi giocata. Bisogna dire che lo stile grafico adottato è più indicato per una console portatile (il gioco è disponibile anche su Switch) ma questo non è certo un difetto, anzi, nelle fasi RPG aiuta molto a tenere sotto controllo la situazione tra nemici e personaggi nella mischia. Lo stesso non si può dire della colonna sonora, assolutamente di basso livello. Per finire, il gioco presenta un minimo di doppiaggio in inglese e un ottima traduzione, sempre in inglese, facilmente comprensibile sia da chi è pratico della lingua che chi lo è di meno.

In conclusione...
6
“My Hero Academia low budget”
Valthirian Arc: Hero School Story si rivela essere un buon titolo indie, dove la parte gestionale la fa da padrone tra studenti a cui insegnare e strutture da controllare. La possibilità di personalizzare l'accademia come preferisce il giocatore tra moltissimi edifici diversi e svariate classi dei personaggi offre combinazioni sempre differenti che portano la longevità del gioco ad aumentare. Ma sul lungo arriva la noia, complici una serie di situazioni ripetitive e una trama approssimata che non invoglia chi gioca ad andare avanti. Questa sua natura fa si che il gioco sia più adatto ad un pubblico di casual gamer e su console portatili, al contrario dell'utenza e del mercato di console fisse.
Tante classi diverse a disposizione
Fasi gestionali ben curate
Parte RPG nella norma
x A lungo ripetitivo
x Trama inconsistente

due parole sull'autore
Grande appassionato di JRPG, ma non dice di no se si tratta di altri generi. Ha iniziato a giocare all'età di 5 anni con la sua prima console portatile, il GameBoy e poi passato al mondo PlayStation, ma il primo amore non si scorda mai e dura tutt'oggi. Stufo di aspettare in eterno localizzazioni di giochi che non si vedranno mai in occidente ha intrapreso la via dell'import, causa di grandi sofferenze al suo portafogli
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