Recensione Transistor

“Hey Red, ti ricordi questo locale ?” disse la voce dal Transistor, mentre ad ogni parola la lama s’accendeva brevemente di un brillante colore, illuminando in modo irregolare il volto di Red mentre contemplava il fatiscente ingresso di un locale. “Studiavi ancora all’Accademia, a quei tempi, e venivi qui per esercitanti a cantare davanti ad un pubblico, mentre io… beh, vorrei non ricordarmi di essere stato un semplice buttafuori di questo NightClub!” a quelle parole Red spostò l’arma di fronte a sé, quasi abbracciandola, e tenendo l’elsa vicino alla bocca come un microfono iniziò a borbottare una canzone. Anche senza voce, la cantante più famosa di Cloudbank riusciva ad incantare chiunque la ascoltasse, e persino lo spadone rimase muto, lasciandosi cullare da quella dolce melodia che avvolgeva la città, quasi dimenticandosi che il mondo stava cadendo a pezzi.

La “sorella maggiore” di Bastion
Bastion e Transistor sono due opposti: uno è più “fanciullesco”, l’altro invece dipinge il mondo in modo più crudo

SuperGiant Games non è uno di quei team di sviluppo sempre sulla bocca di tutti, ma da quando nel 2011 hanno creato Bastion sono rimasti sempre sotto l’occhio dei giocatori e, con Transistor, a 3 anni di distanza hanno dimostrato nuovamente la loro abilità nel narrare una storia.
Ma partiamo dall’inizio: Red, la protagonista, è una famosa e talentuosa cantante di Cloudbank, la città in cui si svolgono le vicende narrate. Appena incontrata tuttavia la troviamo priva di voce e accanto ad un cadavere, trafitto da un peculiare spadone parlante chiamato Transistor, che la mette in guardia sui pericoli della serata e le chiede di essere estratto dal corpo, in modo da poterla accompagnare nella sua avventura alla scoperta di quanto sta avvenendo in città. Sarà proprio questa voce nella spada ad accompagnarci, facendo le veci del narratore, durante l’esperienza, funzionando sia da compagno che da tramite attraverso il quale si svilupperà la trama. Questo aspetto è solo uno dei tanti piccoli richiami a Bastion, che non sono tali da trasmettere un senso di deja vù ma semplicemente regalano una sensazione di continuità e parallelismo tra le due opere: Bastion guardava con tono fanciullesco al mondo, che in Transistor viene visto invece nella sua crudele realtà.

 

Una spada per programmarli tutti
Il sistema di sviluppo è molto diverso rispetto a Bastion: il Transistor può essere personalizzato seguendo combinazioni molto diverse

Una delle principali differenze tra Transistor e l’opera precedente di SuperGiant Games è il sistema di sviluppo del personaggio: mentre in Bastion si possedeva un gran numero di armi ed accessori tra cui scegliere qui ogni singolo aspetto è incentrato sulle funzioni inserite nel Transistor. La spada possiede 4 slot di attacco iniziali, e sconfiggendo i nemici la si può far evolvere sbloccando “castoni” accesori per le abilità offensive (fino a due per ognuna di queste), oltre a sbloccare skill passive o accedere a nuove funzioni per aumentare la memoria della spada, in modo da equipaggiare un numero maggiore di funzioni contemporaneamente. Per fare un esempio pratico le prime due funzioni sono Crash() e Breach(). La prima è un colpo di spada a corto raggio che può essere caricato e che stordisce il nemico, mentre il secondo è un penetrante raggio di energia a lungo raggio. Equipaggiandoli negli slot di attacco si otterrà la funzionalità standard, ma equipaggiando la funzionalità Crash() sul raggio di energia esso acquisirà un effetto stordente, ed al contrario sfruttando Breach() sulla spadata si otterrà un aumento di velocità nell’esecuzione della mossa (comprensivo di una riduzione del cooldown per poter essere eseguita). Posizionandoli invece negli slot passivi si otterranno altri effetti, con Crash() ad esempio che fornisce una riduzione dei danni subiti e l’immunità dagli effetti di rallentamento.
Considerando che nel gioco sono presenti 16 funzioni, che ogni slot di attacco ha 2 slot accessori e che terminando il gioco si può ricominciarlo mantenendo tutti i potenziamenti e le funzioni già acquisiti (in modo da ottenere duplicati delle funzioni già in inventario) si può facilmente intendere quante siano le possibilità offerte dal gioco nella personalizzazione delle abilità di attacco.

 

Quando Red canta, Cloudbank si ferma
Il sistema Turn introduce una componente strategica

Altra importante introduzione è il sistema “Turn”: con la semplice pressione di un pulsante il tempo si ferma e compare in alto sullo schermo una barra, che indica la quantità di azioni che potremmo programmare (e poi eseguire) prima di tornare al normale scorrere del tempo. Pianificate le azioni, che otterranno un enorme incremento nella velocità di esecuzione ed un annullamento del tempo di cooldown, potremmo liberamente annullarle per tentare nuove strategie oppure confermarle, dando possibilità alla protagonista di eseguire in rapida successione i comandi che le abbiamo assegnato. Questa modalità dona un senso di tatticità in più ad un gioco dall’anima fortemente action, ed è uno degli elementi più caratteristici del prodotto.

 

La vista è magnifica da quassù
Transistor è lineare, ma non per questo poco affascinante

Pur offrendo un’esperienza sostanzialmente lineare i programmatori hanno cercato di mascherare questo piccolo difetto concentrandosi nell’aspetto unico della città, fornendole una vasta e colorata serie di ambientazioni tale che è impossibile trovare due vicoli che diano anche solo l’idea di essere uguali. Per incentivare l’esplorazione sono state inserite un discreto numero di interazioni, a volte nascoste, che portano regolarmente a degli scontri extra. Un modo per premiare il giocatore con dell’esperienza aggiuntiva.
La colonna sonora, così come in Bastion, è estremamente curata e cala perfettamente il giocatore nei vari ambienti e situazioni in cui ci si ritrova durante il viaggio attraverso la città, ed i periodi tra uno scontro e l’altro permettono di fermarsi a gustarne le melodie. Fortunatamente la stessa cura è stata riservata anche ai nemici, che oltre a vantare degli interessanti effetti sonori e visivi possiedono un’intelligenza artificiale che raramente dà motivo di lamentarsi della sua efficacia, boss compresi

Verdetto
9 / 10
Le rosse sanno come vendicarsi
Commento
Transistor è un Action RPG sorprendente, il cui complesso amalgamarsi di una superba narrazione, un ottimo e vario gameplay ed un’ambientazione estremamente affascinante riesce a creare un’esperienza unica in grado di soddisfare non solo gli amanti del genere. Il buon bilanciamento del gioco rende il gioco molto fluido e raramente frustrante, spingendo in caso di fallimento a provare nuove combinazioni di poteri piuttosto che a dare la colpa al gioco, mentre se invece dovesse sembrare troppo facile è riproposto un sistema di personalizzazione della difficoltà in cambio di un bonus all’esperienza acquisita. Ripensando alle contenute dimensioni del team di sviluppo si può certamente perdonare una simile attesa in vista del risultato, che senza dubbio si propone come uno dei giochi di rilievo del 2014.
Pro e Contro
Sistema di personalizzazione delle abilità vario ed appagante
Approccio al combattimento vario
Ottima colonna sonora

x Globalmente corto
x Un po' troppo lineare

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