Ep. 31: Scoprimi 'sta cippa

Recensione Thomas Was Alone

A distanza di due anni dal lancio della versione PC, e dopo essere approdato anche su PlayStation 3, PlayStation Vita e sistemi IOS/Android, il geniale sviluppatore Mike Bithell ha deciso di portare Thomas Was Alone anche sulle neo console casalinghe targate Sony, Microsoft e Nintendo. Riuscirà questo particolare indie a trovare nuova vita grazie alla current gen oppure finirà rapidamente nel dimenticatoio?

Versione testata: WiiU

Personaggi in cerca d’autore
Saper comunicare emozioni e sensazioni tramite un “misero” gruppo di poligoni colorati

La trama di Thomas Was Alone ha come protagonista, ovviamente, Thomas, un piccolo rettangolo rosso che, d’un tratto, si rende conto che il mondo (di gioco) lo sta mettendo alla prova per testare le sue abilità. Nella sua avventura dovrà superare ostacoli ed insidie, ma, a contrario di quanto indicato dal titolo, non sarà solo. Ad accompagnarlo nell’avventura, infatti, ci saranno dei nuovi amici che, ognuno con le proprie caratteristiche psicologiche e fisiche, risulteranno fondamentali per il superamento di tutti i livelli di gioco. Uno dei pregi più importanti del titolo targato Mike Bithell è, infatti, il saper comunicare emozioni e sensazioni tramite un “misero” gruppo di poligoni colorati. La narrazione in terza persona che accompagna tutta la storia riesce a delineare una caratterizzazione dei personaggi sempre di ottimo livello e a creare, sin da subito, una certa empatia nel videogiocatore per questi particolari protagonisti. Le avventure di Thomas e dei suoi amici hanno una durata relativamente breve e non riescono a portar via più di 3-4 ore di gioco, ma siamo certi che una longevità maggiore avrebbe stonato con la narrazione che, sin da subito, si impone con il suo ritmo particolare e poetico.

Un salto nel vuoto
Thomas Was Alone non è mai realmente difficile

Il gameplay di Thomas Was Alone ruota attorno ai suoi personaggi e, livello dopo livello, il nostro scopo sarà di portare tutti i nostri eroi da un punto A ad un punto B. Per raggiungere l’obiettivo il gruppo di poligoni dovrà collaborare e aiutarsi l’un l’altro ed ecco che le caratteristiche peculiari di ognuno di essi diventano parte fondamentale del gioco. Claire, ad esempio, è un grande quadrato blu che ha la capacità di non morire a contatto con l’acqua, permettendo così agli altri compagni di saltarle in “testa” e di attraversare alcune particolari sezioni. Questo è solo un esempio di come ogni personaggio abbia un suo ruolo nel titolo (e, di conseguenza, nella storia), ma non aggiungiamo altro per non rovinarvi la sorpresa e il divertimento nello scoprire, livello dopo livello, ogni nuovo membro del gruppo e ogni sua nuova caratteristica. Nonostante si tratti di un puzzle game, con un’ovvia derivazione platform, Thomas Was Alone non è mai realmente difficile e raramente vi bloccherete per più di qualche minuto. Questa sua “semplicità” può essere ritenuta come punto negativo per tutta l’opera, ma ancora una volta è bene sottolineare quanto l’elemento principale della produzione sia la narrazione e il ritmo dettato da essa. Ecco che, quindi, bloccarsi e “perdere” molto tempo per risolvere determinati enigmi avrebbe compromesso tale caratteristica, affossando il principale pregio del titolo ideato da Mike Bithell.

Una voce per domarli tutti
Thomas Was Alone ha uno stile unico e poetico in ogni suo aspetto

Nonostante il suo aspetto essenziale, Thomas Was Alone è caratterizzato da un ottimo gusto estetico da parte dello sviluppatore e questo è possibile riscontrarlo nella cura di ogni livello, nella scelta dei colori, nelle splendide musiche di David Housden, e nella meravigliosa voce inglese di Danny Wallace che fa da narratore all’opera (e che gli ha permesso di vincere un premio ai BAFTA Games Awards). L’aspetto sonoro è, infatti, particolarmente curato e siamo certi riuscirà a conquistare qualsiasi videogiocatore sin da subito e, cosa ancor più difficile, a rimanere nel suo cuore anche una volta spenta la console.

Verdetto
8 / 10
Thomas Wasn't Alone
Commento
Thomas Was Alone è una rara perla alla quale tutti gli appassionati della narrazione videoludica dovrebbero giocare. Nonostante i suoi elementi platform, infatti, non si tratta di un titolo particolarmente indicato ad un'utenza che pone il gameplay al di sopra della storia, ma fidatevi che dare comunque una possibilità a questo titolo potrebbe rivelare più di qualche sorpresa. Un comparto narrativo di altissimo livello, mescolato ad una splendida colonna sonora e ad un gameplay appagante, sono le caratteristiche principali di un titolo che, a nostro parere, risulta essere, indipendentemente dalla piattaforma, un piccolo capolavoro.
Pro e Contro
Comparto narrativo sublime
Colonna sonora e voce narrante di altissimo livello
Gameplay intuitivo...

x ...talvolta troppo
x Longevità non esaltante