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Recensione This War Of Mine: The Little Ones

Esistono giochi che sono più che semplici “giochi”. Esistono vere e proprie esperienze, da vivere più che da giocare; delle sorprese così sorprendenti (si perdoni il gioco di parole) da dare una scossa all’animo di chi le gioca, assistendo ad ogni istante di evoluzione delle vicende coi propri occhi. Questo e tanto altro è This War Of Mine: The Little Ones, versione “estesa” del ben noto e apprezzato This War Of Mine che aggiunge un importante elemento di gameplay all’esperienza complessiva.

This War Of Mine, nella sua “essenza di base”, è un survival-game gestionale in due dimensioni che si concentra sulla crudezza della guerra, liberamente ispirato all’assedio di Sarajevo del 1992 – 1996. Il giocatore sarà chiamato a impersonare un numero svariato di personaggi diversi (ciascuno caratterizzato da diversi elementi) per sopravvivere fino alla fine dell’assedio, trovando provviste e difendendosi dagli attacchi esterni.

Sviluppato dallo studio Indie 11 Bit Studios e pubblicato da Deep Silver in versione retail, This War Of Mine si concentra sull’assedio della città di “Pagoren” da parte di un gruppo di militari alle prese con una guerra civile, i quali sarebbero riusciti ad accerchiare i ribelli all’interno della città e a tagliare tutti i rifornimenti. In questo clima di estrema tensione, con famiglie distrutte e risorse sempre più carenti, un gruppo di persone comuni deve sopravvivere ai pericoli della guerra civile, giungendo vivi e in salute fino all’arrivo delle truppe umanitarie. Il titolo di 11 Bit Studios, in tutta la sua incredibile crudezza, si occupa di dipingere una tale condizione.

 

This War Of Mine: The Little Ones è disponibile in formato retail per PlayStation 4Xbox One per circa €22,00.

 

Versione testata: PlayStation 4

 

 

Vedere gli orrori della guerra

La guerra arriva sempre all’improvviso. Non ha modo di avvertire con qualche giorno di anticipo, non ha modo di comunicare con certezza che la situazione degenererà in un tale modo; forse perché, in fondo, la gente “comune” continuerà a sperare che essa non arrivi mai. Ma, quando arriva – e in genere è già troppo tardi per rimediare nel privato –, non lascia alternative: bisogna adeguarsi o non si sopravvivrà un solo giorno. Gli sviluppatori di The Little Ones, apparentemente, lo sanno bene; e spingono il giocatore all’interno del gioco con un semplice schema dei comandi da portare alla luce tramite touchpad, senza alcun tutorial e senza alcun modo di imparare le basi del gioco se non cozzando direttamente contro le sue meccaniche. Con risultati, è facile intenderlo, spesso più che disastrosi.

I colori vivi sono un lusso che in This War Of Mine non ci si può permettere

Non esistono colori vivi, in This War Of Mine; sono superflui, un lusso che non ci si può permettere. L’intero ambiente è dominato da tonalità fredde e completamente desaturate, tendenti al bianco e nero con pochissime eccezioni. Sullo sfondo, in genere nelle parti più in ombra del “level-design”, diverse serie di righe simili a tracciati di matita si susseguono freneticamente, come a voler ricordare il tratto confuso e rapido di un artista che sta letteralmente dipingendo la scena in quel preciso momento.

Con una colonna sonora delicata e fortemente malinconica, gli unici suoni che è possibile udire sono i bombardamenti in lontananza e i passi dei protagonisti, il cui suono sembra curato quasi a livello maniacale e amplificato in fase di produzione, forse per enfatizzare il senso di desolazione e di solitudine degli ambienti in cui sono immersi i personaggi stessi.

L’utilizzo di un ambiente di gioco bidimensionale ha permesso agli sviluppatori di giocare con la prospettiva e con gli spazi, tagliando gli edifici in maniera trasversale e, di fatto, rendendo ogni singola stanza con una semplice linea retta e un po’ di apparente profondità.

Tutti questi fattori, in This War Of Mine: The Little Ones, si uniscono per creare un quadro grottesco e terribilmente crudo in continuo movimento: pur con l’assenza della benché minima goccia di sangue in tutto il gioco, infatti, le sole immagini sono già sufficienti a veicolare una rappresentazione spietata della guerra, che risulta realistica e terribilmente fatalista come mai prima d’ora.

Purtroppo, in alcuni istanti, il motore grafico di This War Of Mine soffre di alcuni, significativi cali di framerate, specie quando il giocatore ha a che fare con rifugi molto più grandi con più modelli poligonali e sfumature di grigio da elaborare.

 

This War of Mine: The Little Ones

 

Giocare gli orrori della guerra
Il gioco obbliga a stare di continuo in una situazione precaria

This War Of Mine: The Little Ones mette il giocatore in una costante situazione precaria, in un pericoloso equilibrio tra la vita e la morte che può essere spezzato anche dal più insignificante dei fattori. Ogni nuovo tentativo di sopravvivenza inizierà sempre con un gruppo di personaggi scelto dal giocatore (fatta eccezione per la primissima partita), ognuno con le sue caratteristiche peculiari: ci sarà il gruppo con l’esperto di cucina, la giornalista abile nelle contrattazioni e il velocista utile per le incursioni notturne, ci sarà il gruppo con il primo e l’ultimo ma un “abile rovistatore” al posto della giornalista, ci saranno persino gruppi composti da più o meno personaggi con più o meno esigenze a seconda dei casi. Un gruppo di sopravvissuti, per fare un esempio estremo, potrebbe essere composto anche da due persone soltanto, aumentando drasticamente il livello di difficoltà complessivo.

Ciascuno di questi gruppi avrà dei membri singoli con delle particolari abilità ed esigenze: il fumatore assiduo e la bevitrice di caffè sono solo due tra i personaggi tipo che il giocatore potrebbe incontrare, e che obbligheranno chi impugna il pad a rispondere a tutte le esigenze di ogni singolo personaggio. E, per quanto possano sembrare semplici “capricci” di un consumatore assiduo, a gioco inoltrato ci si renderà conto facilmente che tali elementi possono davvero fare la differenza tra un’altra notte tranquilla e una rovinosa sconfitta.

 

This War of Mine: The Little Ones

 

In tutti questi casi, indifferentemente dalle personalità singole dei personaggi, il giocatore sarà chiamato a rispondere ai loro bisogni fondamentali: mangiare con regolarità, avere delle cure mediche, un rifugio caldo, delle bende, cibo sicuro, delle armi per difendersi dal mondo esterno e un gran numero di altre questioni che si riveleranno incredibilmente importanti per la sopravvivenza dei singoli personaggi controllati dal giocatore. Ogni giornata durerà un certo numero di ore, e, allo scadere del tempo prefissato, il giocatore sarà costretto ad affrontare “La Notte”, il momento della giornata in cui dovrà decidere se mandare uno dei personaggi a rovistare in giro per la città in cerca di provviste o se lasciare tutti al riparo, a dormire o difendere il rifugio dalle incursioni dei banditi.

I personaggi, estremamente umani, saranno sempre esposti allo stress

Comunque vadano le cose, This War Of Mine non manca mai di ricordare al giocatore l’estrema umanità dei protagonisti coinvolti di volta in volta nella vicenda: essi saranno tendenzialmente propensi alla tristezza, alla depressione, alla fame, al drastico peggioramento delle ferite, alla paura e persino alla morsa della coscienza. Per fare un esempio: è giusto rubare delle medicine dalla casa di una tranquilla coppia di anziani? È giusto uccidere, anche se per semplice autodifesa? Ed è giusto uccidere a prescindere, nel corso delle numerose incursioni notturne, solo per avere qualche provvista in più di cui potreste fare a meno?

I personaggi saranno continuamente esposti alla tenaglia dello stress in questo senso, e il loro stato d’animo sarà spesso influenzato dagli eventi della notte precedente o di quelle ancora più remote. A complicare il tutto, The Little Ones aggiunge anche la componente dei bambini, che potrebbero essere portati di tanto in tanto alla vostra porta da genitori o parenti in cerca di aiuto, “solo per un paio di giorni”. Com’è facile immaginare, il più delle volte i parenti dei fanciulli non torneranno indietro, e il giocatore si ritroverà con un’ulteriore membro della squadra da sfamare, curare e tenere al sicuro.

I bambini, dal canto loro, sono un fortissimo antidepressivo per i personaggi più sensibili: per quanto non possano rimanere svegli durante la notte per fare la guardia o per rovistare nelle case in giro per il quartiere, (e per quanto il loro livello di salute, di tristezza e di fame debba essere tenuto costantemente sotto controllo), essi saranno anche in grado di far passare la più forte depressione agli altri membri del gruppo semplicemente con una chiacchierata, e potranno portare un po’ di colore in una casa terribilmente grigia anche solo con un’altalena o una scatola di giocattoli.

Gestire gli orrori della guerra
Il rifugio dona sollievo ai personaggi, ristorandoli durante le ore del giorno

Il rifugio, nel corso delle ore diurne, dovrà essere costantemente gestito e migliorato per essere sempre più efficiente per i personaggi stessi. Partendo con un semplice banco da lavoro, i personaggi di The Little Ones saranno in grado di sviluppare oggetti sempre più avanzati (dai banali letti a piccole serre in miniatura per coltivare verdure, passando per stufe, laboratori delle armi e molto altro). Il crafting è una componente fondamentale del processo di sopravvivenza in This War Of Mine, poiché è impossibile sperare di sopravvivere alle incursioni dei banditi semplicemente con un turno di guardia e un coltello ben affilato: il rifugio dovrà essere rinforzato con pannelli e sistemi di sicurezza, e i personaggi dovranno essere dotati – più avanti nel tempo – di vere e proprie armi da fuoco con cui difendersi.

Sfortunatamente, da questo punto di vista, la difesa del rifugio si è rivelata estremamente deludente: che i personaggi siano svegli o stiano dormendo, infatti, le irruzioni dei banditi (che donano un tocco di imprevedibilità al tutto) avranno successo o saranno respinte esclusivamente su una base di calcolo delle risorse. Più si possiedono armi da fuoco di una certa potenza (e più il rifugio è ben fortificato), più è improbabile che i banditi riescano a entrare e rubare delle provviste. I risultati della notte, tuttavia, ci verranno comunicati solo all’inizio della giornata successiva, non dando alcun tipo di controllo diretto al giocatore nella difesa del rifugio se non tramite lo schieramento di forze di difesa adeguate.

 

This War of Mine: The Little Ones

 

Completamente diversa è, invece, la questione delle incursioni notturne, sicuramente la parte più “divertente” di This War Of Mine: The Little Ones: il giocatore potrà infatti scegliere un “rovistatore” tra i membri del suo gruppo e inviarlo in “missione” presso un’area ben precisa, generalmente rappresentata da un edificio di dimensioni e condizioni più o meno grandi e disastrose. Il giocatore dovrà poi infiltrarsi letteralmente all’interno dell’edificio, schivando gli eventuali abitanti del momento o persino tentando di eliminarli uno dopo l’altro per poter cercare risorse in pace; chiaramente, come già accennato, una tale soluzione avrà un impatto decisamente negativo sulle condizioni psicofisiche dei personaggi, che potrebbero risultare sempre più svogliati, depressi e inefficienti col continuo passare dei giorni.

This War Of Mine spinge sull’approccio stealth, ma non lascia molta scelta

Anche in questi casi, tuttavia, This War Of Mine è lontano dall’eccellere. Se è vero che il gioco spinge il giocatore a prediligere un approccio stealth, infatti, è altrettanto vero che a conti fatti il titolo non lascia una grandissima scelta: i personaggi sono semplici civili e non certo combattenti addestrati, ma ciò che si registra è semplicemente un’inefficienza complessiva dei controlli nel cosiddetto “Assetto di Lotta”, quando i personaggi saranno pronti ad affrontare un eventuale avversario. La buona riuscita di un colpo, infatti, è spesso affidata al semplice caso, e anche il solo tornare tra le ombre per aspettare il prossimo avversario si rivela problematico, a causa di un’evidente carenza nella reattività dei controlli.

Ciò nonostante, il gameplay di The Little Ones risulta sempre estremamente vario e in grado di causare un vero e proprio senso di angoscia, una certezza di precarietà in cui una semplice ferita, se non trattata con le giuste cure, può portare persino alla morte di un personaggio con conseguente depressione della squadra intera. A quel punto, sperare di recuperare la partita diventa semplicemente poco più che un’utopia, poiché il team sarà costretto ad affrontare tutte le giornate successive senza uno dei suoi membri, e dunque un potenziale difensore in meno per il rifugio.

 

This War of Mine: The Little Ones

 

Vivere la guerra
This War Of Mine è pura angoscia e un continuo susseguirsi di emozioni forti

E tuttavia, nonostante un paio di difetti per nulla marginali, ciò che contraddistingue maggiormente l’esperienza di gioco di This War Of Mine: The Little Ones sono le costanti e continue emozioni forti, l’affezionarsi ai personaggi e ai loro bisogni, il voler combattere per portare realmente un gruppo di sopravvissuti fino alla fine della guerra fortificando il rifugio e costruendo un piccolo mondo al suo interno.

Nel corso del conflitto (che, in una partita non personalizzata, dura in media circa 50 giorni), il giocatore vedrà alternarsi diversi periodi, caratterizzati da un forte aumento delle irruzioni notturne o da un drastico abbassamento delle temperature che, in mancanza di provvedimenti adeguati, potrebbero portare a seri problemi per tutti i personaggi all’interno del rifugio. Ma, in fondo, anche questa è la guerra; ed è come se il titolo di 11 Bit Studios non volesse far altro che ripeterlo, ribadirlo e imprimerlo nella mente dei giocatori.

 

This War of Mine: The Little Ones

 

Lo dimostra la figura del contrabbandiere del mercato nero, un vero e proprio sciacallo che, a seconda delle tendenze di mercato, potrebbe arrivare a prosciugare il giocatore di tutte le sue risorse migliori per un singolo, insignificante pezzo di carne cruda o un barattolo di cibo in scatola. Perché, in fondo, anche questa è la guerra.

E lo dimostra il fatto che la prossima notte di incursioni potrebbe essere l’ultima per un personaggio, se si ha l’ardire di avventurarsi all’interno di un florido magazzino controllato da un gruppo di banditi. Perché, in fondo, anche questa è la guerra.

La guerra, stando alla visione estremamente verosimile di This War Of Mine: The Little Ones, è sofferenza, distruzione, sacrificio ed egoismo. È il fallimento del proprio senso di solidarietà in favore di un più animalesco istinto di sopravvivenza, il fallimento del senso sociale con tanta fatica costruito attraverso i secoli.

E gli sviluppatori di 11 Bit Studios sembrano saperlo molto bene, quasi come se l’avessero vissuto in qualche modo sulla propria pelle e sulla propria mente: la guerra non è un gioco.

 

Verdetto
8.5 / 10
War never changes
Commento
This War Of Mine: The Little Ones è un crudo tributo alla memoria delle vittime nell'Assedio di Sarajevo, che ha avuto modo di svolgersi dal 1992 al 1996. È risaputo che, nel corso di quell'assedio, le condizioni dei sopravvissuti all'interno della città sono scese al di sotto dell'umano; This War Of Mine tenta, con estrema freddezza e distacco quasi scientifico, di narrare la terribile verità e lo spaventoso svolgersi di quegli eventi che si sono rivelati fatali per più di 12.000 vittime. Tramite colori freddi e meccaniche di gameplay ancora più angoscianti, This War Of Mine: The Little Ones (che introduce anche i bambini tra le variabili dell'equazione) cerca di trasmettere la sofferenza, il sacrificio e il dolore di una guerra civile attraverso immagini forti e situazioni terribilmente crude, in cui il giocatore potrebbe trovarsi costretto a rubare (o far del male) a una coppia di anziani per garantire la propria sopravvivenza. This War Of Mine, in sostanza, è un poderoso pugno allo stomaco e al cervello, un prodotto non eccellente a livello ludico ma sicuramente efficace nel messaggio; e la sua rappresentazione degli orrori della guerra, più che verosimile nella sua freddezza, propone forti spunti di riflessione per tutti quelli che, in questo mondo pieno dei colori spenti di Pagoren, sono riuscito ancora a preservare un minimo di umanità.
Pro e Contro
Grafica fredda, distaccata, quasi asettica
Meccaniche di gameplay angoscianti
Messaggio efficace e forte, ben trasmesso
Elementi di gioco in perfetta armonia tra loro

x Qualche problema tecnico occasionale
x Controlli poco reattivi in alcune fasi
x Alcune scelte ludiche poco convincenti