Recensione
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C’è un particolare cliché nell’immaginario noir-poliziesco di stampo statunitense che mi ha sempre affascinato.

La classica cittadina di provincia, sperduta tra montagne imponenti e circondata da fitte foreste di abeti; un piccolo mondo nel mondo, una realtà fuori dal tempo.

This is the Police 2, riprendendo il discorso interrotto nel primo capitolo, ambienta le nuove vicende del detective corrotto Jack Boyd nella cittadina innevata di Sharpwood, che è proprio il tipo di luogo citato sopra e ricorda un po’ il comune di Brainerd nel film Fargo dei fratelli Coen (e le somiglianze con la pellicola non si limitano alla sola cittadina).

Uscito quest’anno per PC, PS4, Xbox One e Nintendo Switch, tradotto interamente in italiano, il nuovo gioco di Weappy Studio si presenta al giocatore come una commistione di generi; This is the Police 2 è un gestionale, ma allo stesso tempo uno strategico tipo X-COM che si trasforma in una visual novel quando ci chiederà di seguire la storia.

 

Versione testata: PlayStation 4 Pro

 

Dirigere un distretto di polizia ma senza il caffè e le ciambelle la mattina in ufficio.

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Il gioco si apre con un’operazione di polizia; lo sceriffo di Sherwood, a seguito di una soffiata, è pronto con i suoi uomini per entrare in azione contro una banda criminale. Questa introduzione ha un duplice scopo: da una parte funge da innesco per storia, dall’altra invece aiuta il giocatore a prendere confidenza con le meccaniche della parte strategica del gioco attraverso un pratico tutorial.

 

Come detto in apertura, This is the Police 2 è un’amalgama di vari generi, quindi vale la pena analizzare in modo ordinato le varie anime che lo compongono.

La base del gioco è quella di un gestionale.

Prima di tutto il giocatore dovrà dirigere un intero dipartimento di polizia; deve arruolare e scegliere gli agenti da mandare in servizio, gestire le risorse e le emergenze che si presenteranno quotidianamente. L’elemento più importante è il capitale umano.

Gli agenti però sono persone, hanno caratteri diversi, chi mansueto, chi irascibile; hanno le proprie virtù, essere ligi al dovere e allo Sceriffo, e i propri vizi, come avere problemi di alcolismo e presentarsi a lavoro ogni mattina ubriachi o coi postumi della sbornia. Ebbene, si dovrà tenere conto di tutto questo: ci saranno agenti che non sempre sono disposti a fare ciò che gli viene ordinato, altri hanno dei malus che possono compromettere la riuscita delle loro azioni, altri con una serie di storie quasi surreali e grottesche non si presenteranno a lavoro per uno o più giorni.

 

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Quando inizierà la giornata per prima cosa bisognerà dotare i nostri agenti di un equipaggiamento. Non è un’azione gratuita e scontata, dato che le risorse sono limitate e bisognerà acquistare pistole, taser elettrici, granate stordenti e così via. Se la gestione del dipartimento non sarà ottimale non si avranno crediti a sufficienza (rappresentati dalle linguette di lattine di birra) e di conseguenza le risorse scarseggeranno.

Equipaggiati i nostri agenti siamo pronti per affrontare la giornata lavorativa.

Il dipartimento riceverà delle segnalazioni dai cittadini e dovremo decidere quali e quanti agenti inviare entro un limite di tempo. Quando gli agenti arriveranno sul posto, attraverso una schermata testuale dovremo decidere come agire; ciò va fatto tenendo conto delle caratteristiche degli agenti mandati sul posto (come la mira, la capacità di negoziare, la forza, la velocità e così via) e della situazione.

Per esempio se vi trovate davanti un ubriaco che sta minacciando una persona con un coltello e decidete di sparargli sarà meglio che scegliate l’agente con la capacità di mirare migliore; se il sospetto fugge via scegliete il vostro uomo più veloce; se volete immobilizzare un bersaglio scagliategli contro l’agente più forzuto. Le scelte da fare risultano abbastanza ovvie e il più delle volte si tratta, come ho detto, di scegliere il miglior accoppiamento tra le caratteristiche dei vostri uomini e l’azione che dovete svolgere.

 

Nel caso tutto vada per il verso giusto gli agenti saliranno di livello, otterranno delle abilità attive (da utilizzare durante la fase strategica del gioco, ma ci arriveremo dopo) e un aumento di quelle passive.

Nel caso invece le cose non vadano come sperato o prendiate decisioni errate – per esempio decidete di dare dello stronzo ad un tizio che tiene in ostaggio un commerciante – i risvolti negativi possono essere di vari tipi; il criminale fugge, il civile resta ferito o ucciso, e così vostri agenti che possono rimetterci la pelle o finire in ospedale per svariati giorni.

Ciò si ripercuoterà anche sulle casse del dipartimento; qualunque sia l’esito negativo verranno sottratti dei crediti alla fine della giornata.

Oltre a fronteggiare le emergenze, possiamo sbrigare dei favori – alcuni legali altri non proprio limpidi – ai cittadini di Sharpwood, in modo da guadagnare qualche soldo extra.

 

Quando la giornata lavorativa volge al termine potremo vedere quante linguette di lattina abbiamo guadagnato e quante ce ne vengono tolte per tutte le operazioni fallite; con questo credito possiamo assoldare nuovi agenti, comprare equipaggiamento; infine sceglieremo gli agenti che lavoreranno il giorno seguente.

In generale la parte strategica risulta abbastanza appagante, complice anche la discreta varietà di situazioni, le varie casualità da fronteggiare – un agente ubriaco che può causare un’incidente stradale – e la scrittura sopra le righe che va a creare scenari molto bizzarri. Tuttavia la ripetitività è dietro l’angolo; le meccaniche gestionali sono abbastanza semplici il che porta ad una certa meccanicità nelle azioni.

 

Alcune emergenze non sono però risolvibili scegliendo semplicemente cosa fare, ma vanno giocate.

Qui entra in azione l’anima da strategico a turni (simile a X-COM) del gioco; le meccaniche sono quelle classiche del genere: dobbiamo muovere le nostre “pedine” su una griglia in un sistema a turni, durante i quali scegliere l’azione – o le azioni – dei nostri agenti. Prima di scendere in campo dobbiamo elaborare un piano per soddisfare gli obiettivi dell’operazione. Alcuni cittadini, in cambio di oggetti (guadagnabili durante la parte “gestionale”), ci riveleranno delle informazioni – come un passaggio nascosto nello scenario – necessarie per elaborare al meglio una strategia di azione; e ovviamente bisognerà equipaggiare i nostri agenti.

Una volta in campo potremo agire nel modo che più ci aggrada. Possiamo stordire i nemici con un taser o col manganello per poi arrestarli o possiamo ingaggiarli in uno scontro a fuoco e ucciderli. La linea da seguire è dettata dal buon senso e dagli obiettivi che ci chiede la missione. Se i criminali hanno un ostaggio non è una buona idea mettersi a sparare, anche perché in tal caso bisognerà fare i conti con le munizioni disponibili e con la possibilità di vedere un agente ferito o ucciso. I nostri uomini hanno anche delle abilità attive, come la possibilità di scassinare una porta senza fare rumore, o intercettare le comunicazioni nemiche ordinando di posticipare la detonazione di un ordigno e guadagnare turni preziosi prima che la missione fallisca miseramente.

Non è possibile salvare dopo ogni turno, ma nel caso sbagliate strategia si può sempre iniziare la missione da capo senza penalitàPad alla mano queste missioni sono molto interessanti e divertenti da affrontare, peccato che costituiscano una minima parte dell’intero gioco.

 

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Il compito della polizia non è solo quello di rispondere alle emergenze, ma anche quello di indagare e risolvere casi.

Quando ce ne viene presentato uno, dobbiamo innanzi tutto raccogliere prove e testimonianze scegliendo quali agenti dovranno lavorare al caso. Quando – e se – avremo tutto l’occorrente bisognerà ricostruire attraverso delle immagini l’intera vicenda e accusare un sospettato. Una volta arrestato – se riuscirete a farlo – questo subirà un processo e se la vostra accusa è credibile verrà condannato.

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La storia viene presentata attraverso pagine di fumetto dall’estetica particolare.

Come detto all’inizio, ci troveremo a seguire di nuovo le vicende dell’agente corrotto Jack Boyd, fuggiasco e ricercato dall’FBI, e del dipartimento di polizia di Sharpwood, guidato da un agente inesperto a seguito della morte dello sceriffo. La storia, come il resto della scrittura del gioco, è sopra le righe, a tratti grottesca ed esagerata, così come i personaggi e le loro azioni (da qui più di una similitudine con Fargo dei fratelli Coen). In generale risulta abbastanza interessante grazie anche all’ottimo doppiaggio dei personaggi.

Tecnicamente il gioco si presenta abbastanza solido. Lo stile grafico è piacevole e curato, l’interfaccia è agevole da navigare anche con un pad, i caricamenti sono quasi assenti e non batte ciglio a livello di performance.

In conclusione...
7.5
“Poliziotto buono: è un bel gioco. ”
This is the Police 2 è un buon gioco che presenta diverse anime al suo interno: abbiamo una parte gestionale, una strategica e una simile ad una visual novel. Nonostante la prima sia un po' carente a livello di varietà e di complessità, mentre la seconda non emerge quanto dovrebbe, il gioco risulta molto interessante e divertente da giocare, complice anche una storia ben scritta e recitata.
Storia interessante
Vario da giocare
Doppiaggio e recitazione molto buoni
x Poche situazioni giocabili direttamente
x La parte gestionale può scadere nella ripetitività

due parole sull'autore
Appassionato di videogiochi sin dalla tenera età. Cresciuto a pane e PC, negli ultimi anni ha scoperto che le console, in fondo, non sono solo dei soprammobili di dubbio gusto.
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