Recensione The Stanley Parable

Questa è la storia di un uomo chiamato Reeder.

 

Reeder aveva una vita come tante altre, una vita ricca di elementi che solo lui poteva definire “speciali”. Le sue giornate passano svelte, con la testa china su una tastiera di computer, leggendo libri o di fronte lo schermo di una TV; ma Reeder aveva anche una viva, bruciante passione che, occasionalmente, si vergognava di rivelare ai suoi simili: la passione per i videogiochi.

Un giorno come gli altri, mentre cercava un po’ di svago nella sua fonte di informazioni preferita, Reeder si imbatté nella storia di un uomo molto simile a lui, che ben presto avrebbe sentito vicino a sé. Reeder non lo sapeva ancora, ma quella storia lo avrebbe catturato a tal punto da spingerlo a leggere fino alla fine, grazie a un retrogusto distopico e inusuale che non si sarebbe mai aspettato di leggere su quelle pagine. Il titolo della storia, che era stata scritta da Galactic Cafe, lo incuriosì immediatamente: The Stanley Parable, una serie di curiosi eventi relativi all’impiegato di una grande compagnia, disponibile su Steam per €14,99.

Reeder scorse un video che sembrava voler presentare la misteriosa storia, che iniziava già a solleticare il suo palato. Incuriosito, Reeder lo saltò; e iniziò la lettura.

 

 

Cosa stai facendo, Reeder?!
Hai cliccato sul video, non è vero? Spero che sarai soddisfatto, adesso. Sei andato contro il Narratore, hai provato ad imporre la tua personalità. Immagino ti renda felice.

Forse non è ancora troppo tardi; proviamo a riprendere.

 

*si schiarisce la voce*

 

L’apparenza non conta affatto in The Stanley Parable. Ma Reeder lo avrebbe letto presto.
Stanley non sapeva di essere il prodotto di un team di sviluppatori indipendente, che aveva lavorato sull’engine “Source” di Half Life 2 per creare una nuova Mod incentrata principalmente sulla storia e sulla narrazione. Per questo motivo, gli occhi di Stanley non erano abbastanza sviluppati da poter vedere una serie di ambienti ad altissima definizione e con un gran numero di dettagli; data la natura della storia, tuttavia, Reeder avrebbe saputo ben presto che, in The Stanley Parable, l’apparenza non contava affatto.

 

The Stanley Parable

 

Reeder fu incuriosito da quell’affermazione così azzardata. Cosa avrebbe potuto significare? Forse la storia di Stanley era più importante dei luoghi in cui si muoveva? Forse le azioni che poteva compiere, le scelte che poteva effettuare, erano più rilevanti di un ufficio in cui anche il più insignificante foglio di carta poteva far impallidire, per la perfezione dei suoi dettagli grafici?

Reeder non lo sapeva ancora. Ma, presto, avrebbe saputo molte altre cose sulla vita di Stanley.

 

Una cosa, in ogni caso, è certa: un giorno, Stanley si ritrovò completamente da solo all’interno dell’ufficio dove lavorava, in cui il suo unico compito era quello di premere pulsanti su una tastiera seguendo istruzioni sullo schermo di un computer. Una voce descriveva tutte le sue scelte e i suoi percorsi all’interno dell’ufficio deserto; Stanley, tuttavia, non poteva sentirla, e continuava a proseguire all’interno dell’ufficio facendo le sue scelte autonome e volontarie. O, almeno, così credeva.

 

A quel punto, la lettura aveva ormai suscitato l’interesse di Reeder, che era estremamente curioso di sapere come sarebbe continuata la storia di Stanley. Impaziente e carico di attesa, Reeder scelse autonomamente di passare al capitolo successivo. O, almeno, così credeva.

 

Il Narratore disse:
Quando Stanley giunse a un set di due porte, guidato da un istinto con la voce di Kevan Brighting, decise di prendere la porta a sinistra, proprio come Reeder decise di leggere il capitolo successivo della storia. Continuando a seguire la voce nella sua testa, Stanley si avviò verso un finale inaspettato; tuttavia, nessuno dei due sapeva che le cose sarebbero potute andare in modo molto diverso.

 

The Stanley Parable

 

Che ci fai qui? Ho detto che Stanley scelse la porta a sinistra.
Ma cosa sarebbe successo se Stanley avesse preso la porta a destra? Avrebbe potuto farlo? La scelta avrebbe cambiato qualcosa? Cosa c’era dietro quella porta di così terribile? Forse un segreto nascosto agli occhi di chiunque, forse qualcosa che avrebbe cambiato la sua vita? E, in fondo, seguendo la voce del Narratore, Stanley non stava forse obbedendo ad altre istruzioni? Dove stava la vera scelta di Stanley: nell’obbedire, o nel disobbedire?

Improvvisamente, Reeder si ricordò di aver sentito parlare della Quarta Parete, un muro immaginario che sta tra il pubblico e un’opera culturale, e che generalmente tiene le distanze tra “chi guarda” e “chi agisce”. Una sorta di certezza gli percorse l’intera spina dorsale, dall’osso sacro al nervo cervicale: forse il Narratore stava rompendo la Quarta Parete con Stanley?

No, peggio: forse il Narratore stava rompendo la Quarta Parete anche con lui?

 

The Stanley Parable

 

Spaventato, Reeder si arrestò per un istante. Dopotutto, The Stanley Parable era solo una storia come tutte le altre e all’apparenza “mal realizzata”, con pochissime azioni e un aspetto non troppo accattivante; com’era possibile che gli causasse così tanti dubbi, così tante paure?

Poi, fra tutte le incertezze, una terribile verità si fece strada nella mente di Reeder. Il Narratore stava giocando anche con lui. Il Narratore si stava insinuando nella sua mente come in quella di Stanley, cercando di spingerlo a fare delle scelte che non voleva compiere. Decise di non fare come Stanley; decise di disobbedire. Non voleva più leggere quella storia.

Reeder chiuse la storia di The Stanley Parable, impaurito, e passò ad altro.

 

*Ehm-ehm*. Reeder CHIUSE la storia di The Stanley Parable, impaurito, e PASSÒ AD ALTRO.
D’accordo, questo è troppo. Pensi di essere migliore di Stanley, non è così? Pensi di avere più scelta di lui, di poter guidare la tua giornata e la tua vita in un modo migliore di quanto avrebbe mai potuto fare lui stesso? Magari pensi di poter incidere una storia migliore.

Forse dovresti scrivere la tua versione di The Stanley Parable. Forse dovresti provare a fare le tue scelte, provare a essere Stanley tu stesso, vagando per quei corridoi e seguendo il percorso che tu stesso hai deciso di percorrere. Nulla ti vieta dal diventare Stanley.

Ma cosa ti fa credere che tu non lo sia già?

 

The Stanley Parable

 

A quel punto, Stanley vagò sulla pagina web di I Love Videogames ancora per un po’. Diede una veloce occhiata al voto finale, appena sotto questa frase e oltre la galleria di immagini. Cercò di ribellarsi al Narratore ancora una volta, ma senza successo: alla fine, Stanley chiuse la pagina, e tornò alla sua vita.

 

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Verdetto
Si
Non c'è fine.
Commento
Se stai leggendo questo, probabilmente hai disobbedito al Narratore un'ultima volta. Il che non è necessariamente un male, stai tentando di scrivere la tua storia; The Stanley Parable è un "racconto" interattivo che non richiede nient'altro che questo. Seguire o non seguire il Narratore, in fondo, non fa differenza: Stanley giungerà sempre e comunque a una conclusione, e potrebbe non essere come se l'aspetta chi sta al di là dello schermo. L'opera dei Galactic Cafe spinge al massimo il problema della "scelta", in un racconto a bivi multipli con un retrogusto distopico che soddisferà tutti gli amanti della letteratura e delle storie "non convenzionali". Ma, se è vero che si ha sempre una scelta, in che misura una tale scelta è realizzabile?
Pro e Contro
Distopia dominante
Problema della "scelta"
Splendida recitazione di Kevan Brighting
Rottura della Quarta Parete "da brividi"

x Gameplay quasi assente
x Decisamente non adatto a tutti

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