Recensione The Legend of Korra

Quando, qualche mese fa, venne annunciata la trasposizione videoludica di The Legend of Korra in un action game targato Platinum, una buona parte (me compreso) della fanbase dell’universo creato da Brian Konietzko e Michael Dante DiMartino esultò di gioia: l’accoppiata sembrava perfetta, un team esperto nella realizzazione di giochi d’azione e combattimenti frenetici, associata all’esperienza narrativa degli sceneggiatori originali della serie.

E le prime reazioni anche da parte degli addetti ai lavori non fecero altro che rafforzare quest’impressione: The Legend of Korra, prodotto da Activision, venne descritto a più riprese come un eccellente esempio di fedeltà al materiale originale, dal punto di vista dell’animazione, e con un’ottima realizzazione tecnica, in grado di rendere al meglio la commistione tra arti marziali e controllo degli elementi narrata in Avatar.

Al momento della prova finale, tuttavia, i sorrisi che hanno accompagnato lo sviluppo di quello che sembrava il miglior videogame dedicato al cartoon di Nickelodeon, hanno iniziato ad incrinarsi, sebbene non manchino anche aspetti positivi.

Versione testata: PC (tramite controller Xbox 360)

Benvenuti a Republic City!

Ad accoglierci, all’avvio del gioco, ci attende una familiare sequenza introduttiva: l’intera sequenza d’apertura del cartoon, infatti, è stata trasposta integralmente nel gioco, rafforzando l’impressione di essere davanti ad un nuovo episodio della serie animata più che ad un tie-in in un media differente.

L’IMPRESSIONE È DI ESSERE DAVANTI AD UN NUOVO EPISODIO DELLA SERIE ANIMATA

A contribuire a tale sensazione, dal punto di vista grafico, è la scelta del cel shading per realizzare la grafica di gioco, abbinata alle sequenze d’intermezzo create da Titmouse Inc (uno degli studi d’animazione dell’originale The Last Airbender), che nel complesso lavorano in maniera eccellente. Anche le animazioni di gioco risultano curate e immersive, dando in maniera piuttosto precisa quella che è la sensazione di manipolare i vari elementi, così come descritto nella serie animata: lo stile marziale associato all’acqua è composto da combo e movenze fluide senza grossi tempi morti tra un attacco e l’altro, mentre l’earthbending è fatto di mosse lente ma potenti, così come le tecniche di firebending consistono in colpi rapidi e a corto raggio, e quelle di airbending in attacchi leggeri ma dalla notevole ampiezza.

Purtroppo, la cura nelle animazioni è controbilanciata da una trama poco consistente, e da un nemico decisamente sottotono rispetto agli avversari carismatici a cui sono abituati i fan del cartoon: il vecchio Hundun resta in disparte per la quasi totalità del gioco, rivelando i propri retroscena solo negli ultimi minuti della parte finale, lasciando sia il giocatore che la stessa Korra con molti dubbi durante il resto della storia. Allo stesso modo, l’assenza quasi assoluta del resto del cast della serie, benchè effettivamente poco necessario alla trama narrata, lascia con l’amaro in bocca: Bolin e Mako, i due amici e compagni di squadra di Korra, restano relegati alla modalità pro-bending, mentre Jinora sotto forma di proiezione astrale è l’unico altro collegamento (a parte tre elementi della gang criminale Triple Threat Triad) con i personaggi amati dai fan.

Purtroppo non è solo la trama a risentire di alcuni aspetti negativi, come dimostra una serie di difetti minori a livello di gameplay che rendono la curva di difficoltà di Legend of Korra decisamente elevata, per i motivi sbagliati.

 You gotta deal with it!

All’inizio del gioco, dopo una breve sequenza introduttiva nel mondo degli spiriti e un piccolo ma piacevolissimo accenno della modalità pro-bending (un misto tra palla avvelenata, lotta libera e controllo elementale a squadre), ci ritroveremo privati della possibilità di dominare i quattro elementi. Il che, fortunatamente, è giustificato a livello di trama: il ritorno delle truppe equaliste della saga di Amon, con tanto di chi-blockers in grado di privare temporaneamente i dominatori elementali delle proprie abilità, serve da espediente per familiarizzare con i vari stili di combattimento. Nei panni di una Korra limitata alle sole arti marziali, saremo quindi chiamati a riconquistare le nostre abilità una ad una, non senza fatica.

Tale recupero, tuttavia, è spalmato all’interno dell’intero gioco, con il risultato che alcuni elementi (fuoco e aria) sono disponibili solo verso le battute finali, quando ormai il grosso degli eventi si è già compiuto. Da una parte, ovviamente, tale scelta incrementa la difficoltà, ma dall’altra, specie per i fan della serie, si traduce in un’esperienza di gioco castrata rispetto alle aspettative.

In aggiunta, le meccaniche di gioco sembrano essere studiate appositamente per massimizzare la frustrazione del giocatore. Molti dei nemici, in particolar modo i vari dominatori elementali, tendono ad attaccare in gruppo da varie angolazioni, e la mancanza

ALCUNE MECCANICHE SEMBRANO STUDIATE PER MASSIMIZZARE LA FRUSTRAZIONE

di tempi di recupero, in combinazione con una telecamera capricciosa che spesso e volentieri tende a inchiodarsi su inquadrature scomode nonostante la possibilità di regolazione da parte del giocatore, risulta nella fastidiosa ripetizione ad oltranza di molte sezioni di gioco. Stesso dicasi per i pattern d’attacco dei nemici: in molti casi avremo dalla nostra la possibilità di contrattaccare gli avversari durante dei quick time event, e imparare ad utilizzarli in ogni occasione possibile si rivelerà essenziale. Il problema, però, sorge quando i tempi di reazione richiesti dal gioco diventano al limite delle capacità umane, variando di volta in volta senza un apparente criterio logico. Allo stesso modo, diversi colpi (in particolar modo quelli elementali caricati e quelli elettrici) non possono essere contrastati, e con un numero di schivate in sequenza limitato, fronteggiare orde di nemici diventa un’impresa piuttosto sbilanciata…

Mentre tre quarti del gioco cadono sotto questa logica, al momento del recupero dell’airbending, Legend of Korra improvvisamente assume tutto un altro volto: la velocità degli attacchi d’aria, in combinazione con il numero elevato di nemici nelle ultime fasi di gioco, si traduce nel mantenere fisso lo stile d’aria per l’intera ultima sezione, e in uno spam incessante di attacchi forti in grado di fare piazza pulita senza sforzo di qualsiasi cosa appaia a schermo. Ovviamente, l’idea di fondo (come nel cartoon originale, in effetti) è che un Avatar in grado di padroneggiare completamente tutti gli elementi è una forza praticamente inarrestabile, ma l’inserimento di uno stile di combattimento così sbilanciato rispetto agli altri tre stona non poco con il resto della difficoltà. Decisamente sarebbe stato preferibile un equilibrio maggiore nelle varie parti, piuttosto che una prima fase di frustrazione seguita dall’onnipotenza pressochè assoluta…

Fire Ferrets & co.

Fortunatamente, Legend of Korra ha anche fattori di riscatto, rispetto alle mancanze del gameplay principale: la modalità pro-bending, ad esempio, è un’esperienza di gioco particolarmente piacevole fatta di combattimenti frenetici ma anche di tattica, con la necessità di scegliere oculatamente i propri bersagli, di fare attenzione a schivate e counter, e di pianificare se arrivare allo scadere del tempo, guadagnando un round, o di tentare l’eliminazione diretta dei tre avversari.

Altro esempio, meno piacevole ma altrettanto frenetico, sono le sezioni nelle quali potremo cavalcare Naga, il cane-orso polare che funge da animale guida e compagno di Korra (più o meno lo stesso ruolo che, nella serie originale, era ricoperto dal bisonte volante Appa per Aang). Svicolare da una strada all’altra, evitando ostacoli e crepacci,

I minigiochi sono una piacevole distrazione dal gameplay principale

accelerando costantemente e sfruttando in maniera alternativa le abilità di bending di Korra, benché ripetitivo alla lunga, è un piacevole fattore di distrazione per staccare dal gameplay principale. Anche in questo caso, come nella modalità pro-bending, il fattore frustrazione delle meccaniche di gioco è estremamente limitato, sia per la frequenza dei checkpoint, sia per la frenesia del gameplay stesso: gli schianti saranno frequenti, ma altrettanto frequenti saranno le ripartenze dai checkpoint, pronti a ripercorrere velocemente gli stessi percorsi (o strade alternative, vista la presenza di bivi nelle sezioni avanzate).

Al di fuori dell’ambito prettamente ludico, è inoltre piacevole notare la natura palesemente citazionistica del titolo di Platinum. Molti dei collezionabili (purtroppo fini a sé stessi, per la maggior parte), sono basati su vari oggetti e artefatti delle due serie di Nickelodeon, come la maschera dello Spirito Azzurro di Zuko, un cavolo del simpatico (e sfortunato) mercante involontariamente vessato da Aang & Co. o il guanto elettrico di Asami Sato.

Stesso dicasi per l’ambito musicale: le tracce audio sono tratte direttamente dalla serie animata, remixate in alcuni punti per meglio adattarsi alle situazioni, ma mai fuori luogo. Un esempio lampante è la zona dell’Air Temple Island, o i segmenti cittadini dedicati a Naga, in cui il ritmo della colonna sonora contribuisce alla frenesia dell’azione senza distrarre né imporsi eccessivamente, ma restando un piacevole sottofondo d’atmosfera.

Verdetto
6.5 / 10
"Almeno gli effetti sono decenti"
Commento
Così come per il cartoon, a cui Nickelodeon sembra volontariamente voler negare un trattamento favorevole nonostante la risposta più che positiva dei fan, anche per il videogame The Legend of Korra poteva essere fatto qualcosa di più. A partire da una maggior attenzione alle meccaniche di gameplay, che per tre quarti del gioco risultano altalenanti tra la frustrazione e la mediocrità, passando per una trama più consistente (soprattutto visto che è targata Tim Hedrick, sceneggiatore per The Last Airbender e Legend of Korra, su supervisione diretta di Konietzko e DiMartino). Purtroppo, Legend of Korra sembra risentire di un'attenzione parallela data da Platinum ad altri progetti (in primis Bayonetta 2), e di alcuni errori grossolani nella calibrazione della difficoltà, lasciando la sensazione che la parte di gioco vera e propria sia sacrificata alla realizzazione delle sequenze animate in modo da costruire un episodio canonico della serie. Fortunatamente, da quest'ultimo punto di vista, la realizzazione tecnica è impeccabile: cutscene animate create dallo studio d'animazione dell'originale The Last Airbender e lo stesso cast di doppiaggio di Legend of Korra, riescono a risollevare decisamente l'atmosfera e a mitigare la frustrazione del gameplay, perlomeno per i fan. Di certo il titolo non rappresenta un punto d'ingresso per nuovi fan della serie, ma può tranquillamente essere apprezzato dalla fanbase già affermata grazie a Nickelodeon, a cui è evidentemente mirato il gioco. Visto nel suo complesso e tenuto conto del prezzo contenuto, The Legend of Korra non è un'esperienza di gioco completamente da buttare, anzi merita almeno un'occhiata anche solo per la modalità Pro-Bending. Tuttavia ci saremmo di certo aspettati qualcosa di più...
Pro e Contro
Animazioni e cutscene d'eccellenza
Colonna sonora tratta dal cartoon originale
Minigame divertenti e coinvolgenti

x Gameplay principale frustrante
x Curva di difficoltà poco equilibrata
x Poco adatto a chi non segue il cartoon

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