Recensione The Bureau: XCOM Declassified

La serie XCOM è ormai una vera e propria pietra miliare del mondo videoludico e con Enemy Unknown, penultima incarnazione uscita lo scorso anno, è riuscita di nuovo a portare il gameplay e l’atmosfera unica degli shooter a turni in voga tra i giocatori. 2K Marin, seguendo il ritorno della serie, ci propone quest’anno uno spin-off decisamente insolito che ci immergerà nell’ennesima invasione aliena, stavolta in chiave retrò. Lo sviluppo del gioco è stato a dir poco travagliato: più volte rinominato, modificato e totalmente stravolto, è infine arrivato a trasformarsi in uno shooter tattico in terza persona. I fan della serie staranno già digrignando i denti all’assenza della definizione “a turni”, vera e propria firma di XCOM, ma il gioco si pone come spin-off della serie e riesce in molte cose a proporre la classica esperienza di gioco in chiave differente.

Versione Testata: PlayStation 3

Magari non vogliono che andiamo sulla Luna?

In The Bureau vestiremo i panni dell’agente Carter, assodato membro della CIA che vive in un’America degli anni 60 piena dei classici clichè e stereotipi come cittadine suburbane, squadre di football e la Guerra Fredda a tenere sotto scacco il futuro della nazione. Ma l’Unione Sovietica è l’ultimo dei problemi per la Nazione nordamericana: a minacciare la pace arriverà infatti un’avanzata specie aliena che metterà subito a ferro e fuoco tutto quello che gli si parerà davanti. Se nei giochi precedenti il tutto si svolgeva quasi dietro le quinte, in The Bureau avremo invece una guerra su larga scala che non risparmierà nemmeno la più remota cittadina. Entrati a far parte del leggendario gruppo XCOM toccherà a noi e al nostro team capire le intenzioni degli invasori e fermarli una volta per tutte. La classica miscela della serie, come avete potuto leggere, è sempre presente e la cosa che la rende un pizzico più interessante è però l’atmosfera del gioco; saremo infatti immersi in un mondo retrò che affascina e riesce a interessarci sin da subito. Il design delle strutture e dei personaggi va a braccetto con la classica concezione di servizi segreti di altri tempi e riesce a rendere curioso ogni tipo di giocatore. La base XCOM sarà infatti totalmente esplorabile e presenterà diversi tributi alla serie come l’hangar degli skyranger e i laboratori. Tutte le apparecchiature e le tecnologie sono state adattate ai tempi e per gli amanti del genere viaggiare di battaglia in battaglia a bordo di un elicottero sperimentale con le più disparate armi aliene sarà davvero una goduria. Lo svolgimento del gioco sarà simile a quello dei titoli precedenti e ci permetterà di studiare le tecnologie aliene per utilizzare le loro armi o costruire potenziamenti ibridi per potenziare il nostro team. Come nei giochi precedenti toccherà a noi scegliere i due agenti che ci seguiranno nel campo di battaglia decidendo tra diverse classi che potranno essere più o meno utili rispetto alla situazione in cui ci troviamo. I compagni saranno molto utili se non essenziali durante le battaglie. Punto dolente è purtroppo la loro intelligenza artificiale che non brillerà proprio in tutti i casi. Purtroppo anche se caratterizzati abbastanza bene i personaggi non avranno mai l’opportunità di svilupparsi caratterialmente, rimanendo anche verso la fine del gioco un po’ piatti. La trama è infine una delle caratteristiche nuove di The Bureau: nei giochi precedenti la storia era infatti creata dalle nostre azioni mentre in questo nuovo capitolo seguiremo invece i nostri eroi in una disperata corsa contro il tempo per salvare la Terra.

La parola d’ordine è gioco di squadra

Durante la nostra avventura non saremo mai soli. Nelle prime ore di gioco incontreremo infatti alcuni dei personaggi chiave che ci accompagneranno fino alla resa dei conti, ricordando molto un’altro titolo sci-fi, il celeberrimo Mass Effect. Sia nell’uso della squadra, sia nelle meccaniche di gameplay con poteri, sia nella caratterizzazione dei livelli il gioco richiama molto il prodotto Bioware, senza però raggiungere quel livello di immersione che potevamo trovare con Shepard e compagni. Prima di ogni missione dovremo infatti scegliere la squadra che ci seguirà in azione. Il team necessiterà di due agenti XCOM selezionabili tra quelli che abbiamo sbloccato. Come nei giochi precedenti i nostri compagni d’armi saliranno di livello diventando sempre più potenti e specializzati nelle loro abilità, cosa che ci farà scegliere con cura in base alla tipologia di missione che ci aspetta. Sin dai primi minuti di gioco possiamo infatti constatare come i movimenti e il sistema di combattimento di base siano molto approssimativi e non sviluppati a dovere, cosa che cambia una volta che ci saranno presentati i poteri e i compagni di squadra. Quello su cui si distingue The Bureau è infatti il dover pensare prima di agire. I giocatori abituati agli shooter con poche caratteristiche tattiche dovranno infatti abituarsi a calcolare con perizia le proprie mosse per riuscire a tornare alla base sani e salvi. A rendere il tutto più semplice e dinamico sarà presente la possibilità di rallentare il tempo per impartire gli ordini alla squadra tramite un comodo menù a ruota. L’utilizzo di zaini che riescono a conferire bonus specifici insieme alle varie tipologie di classi aggiunge alla gestione di squadra ulteriore personalizzazione. Una ulteriore particolarità del gameplay è infatti la permadeath (ossia la morte irreversibile) dei propri compagni di squadra, che renderà necessario avere sempre una tattica e degli ordini pronti per ogni evenienza. Il nostro personaggio, come anche i compagni di squadra, sarà totalmente personalizzabile, passando dai poteri e dalle armi sbloccabili per ogni livello fino al colore dei vestiti che indosseremo. Come detto precedentemente l’unione dei vari poteri della squadra ricorda molto Mass Effect e in alcune situazioni spinose sparare e basta non servirà a niente. Sotto questo lato il gioco è stato ben sviluppato, le possibilità di combo tra i vari poteri sono abbastanza elevate e ci permetteranno di gestire ogni battaglia secondo il nostro gusto personale. Per quanto riguarda i movimenti, il gioco ci permetterà di usare ogni sorta di copertura ed in questo caso il movimento automatico tra le diverse zone protette è congegnato bene e deluderà poche volte anche grazie alla varietà di coperture presente durante i livelli. Parlando dei livelli il gioco condivide il classico stile a corridoio dei suoi simili, proponendo poche se non nessuna possibilità di esplorazione. Durante le missioni ci muoveremo infatti semplicemente da un punto A ad un punto B passando al massimo alcune volte vicino a qualche luogo più nascosto contenente munizioni e rifornimenti.

Tecnicamente Terrestre

Per quanto riguarda il comparto grafico, The Bureau si presenta abbastanza bene. La grafica e ben curata e la rappresentazione degli scenari nella loro interezza fino ai dettagli riesce ad intrattenere. Anche se graficamente il gioco non è di certo superiore ai suoi simili, riesce comunque a rivaleggiare con altri titoli del genere. Nella versione Playstation 3 provata possono però occorrere in alcuni casi dei problemi di rendering, sia durante il gameplay che nelle sequenze d’intermezzo. Il comparto audio è invece buono e riesce a proporre una soddisfacente immersione nel gioco. I nemici che ci troveremo dinanzi avranno una buona IA, che nelle difficoltà maggiori riuscirà a metterci in seria difficoltà senza l’utilizzo di una tattica dinamica. L’esistenza all’interno del gioco di diversi nastri e contenuti interattivi allunga la longevità del titolo permettendo di scoprire parti inedite della trama. Sempre parlando della longevità, la possibilità di scegliere missioni secondarie dalla mappa tattica ci permetterà sia di potenziare ulteriormente la nostra squadra che anche evitare di arrivare rapidamente alle fasi finali della trama. In generale il gioco si presenta quindi abbastanza bene dal punto di vista tecnico e riesce a competere con gli altri titoli del genere.

Verdetto
7.5 / 10
Chiamate Mulder e Scully
Commento
The Bureau: XCOM Declassified è la prova di come una serie possa assumere anche altre forme riuscendo allo stesso tempo a mantenere salde le proprie origini. Anche se contornato da diversi problemi tecnici come il rendering e i livelli un po' troppo lineari, il gioco si pone come un'ottimo shooter tattico. La necessità di un costante studio tattico e l'atmosfera anni 60 del gioco sono i punti di forza del titolo, elementi che riusciranno a soddisfare e interessare gli amanti dei giochi strategici anche in questa nuova versione in tempo reale. In poche parole, se volete giocare ad uno “shooter col cervello” che allo stesso tempo vi riesca ad affascinare e intrattenere, The Bureau è di certo il gioco adatto a voi.
Pro e Contro
Ambientazione affascinante
Uno shooter con il cervello

x Diversi difetti di rendering
x IA degli alleati non perfetta
x Livelli troppo lineari