Recensione SUPERHOT VR

1 anno fa ci siamo domandati quanto un titolo del genere, che sembrava nato e pensato per la realtà virtuale viste le tematiche che porta con sé, potesse funzionare proprio in quell’ambito. Oggi abbiamo la risposta.

SUPERHOT è stato senza ombra di dubbio uno dei titoli indie più interessanti dello scorso anno, che univa un gameplay innovativo ad una narrazione metareferenziale di buon livello, dando vita a qualcosa di unico nel suo genere prendendo in prestito le dinamiche da FPS classico, destrutturandole e influendo su fattore tempo, in una sorta di puzzle game in prima persona, dove ogni singolo errore significa game over. Ad un anno e poco più dal suo rilascio su Steam e Xbox One, SUPERHOT approda finalmente anche su console Sony, portando con sé anche una piacevole sorpresa, SUPERHOT VR, versione rivista e corretta dell’originale, pensata per i dispositivi di realtà virtuale, in questo caso PlayStation VR.

 

Disponibile dal 19 Luglio al prezzo di 24.99 € (o in un ben più conveniente bundle con il titolo originale) scopriamo insieme questa nuova avventura virtuale del Team SUPERHOT.

Versione Testata: PlayStation VR 

Are You REDy?
SUPERHOT è un titolo che affacina per la sua essenzialità

Quando ci siamo trovati a provare per la prima volta SUPERHOT, siamo rimasti affascinati dalla sua essenzialità. Un titolo concettualmente semplice che rifletteva questa semplicità su un gameplay altrettanto basilare ma funzionale al suo scopo. Ogni singolo movimento del nostro personaggio rappresenta un’azione dei nostri nemici, muoversi significa far scorrere il tempo, dare vita all’ambiente che ci circonda, portare a compimento la nostra missione. 1 anno fa, soddisfatti del risultato ottenuto dal Team SUPERHOT ci siamo però domandati quanto un titolo del genere, che sembrava nato e pensato per la realtà virtuale viste le tematiche che porta con sé, potesse funzionare proprio in quell’ambito. E oggi abbiamo la risposta.

SUPERHOT VR non è una semplice riproposizione dello stesso gioco, ma un’attenta rielaborazione di quelle meccaniche per sposarsi a dovere con le gioie e i problemi della VR. Lo scendere a compromessi rappresenta quindi uno dei primi passi di questa operazione, e per farlo vanno tenuti a mente diversi aspetti quali l’immedesimazione nel gioco o i fastidi legati alla chinetosi. Sebbene di base Superhot fosse un titolo riflessivo e dai movimenti limitati, la scelta del team di sviluppo è stata quella di eliminarli in toto, scongiurando fin da subito ogni effetto spiacevole legato allo spostarsi in ambienti virtuali. Via i movimenti, via il pad, scegliendo la strada del doppio PS Move, per immedesimare ancora di più il giocatore nella parte. Adesso in Superhot VR dovremo completare delle sequenze restando fermi sul posto, con la possibilità di controllare il nostro corpo spostandolo per evitare i proiettili nemici e rispondere al fuoco nemico imbracciando le armi che troveremo nell’ambiente circostante. Anche a livello di storia troviamo forti cambiamenti, laddove l’originale offriva una traccia narrativa semplice ma efficace, qua ci troviamo di fronte ad un titolo sfacciatamente arcade, che decide di sacrificare certi valori produttivi in favore di altri. Cambia la forma quindi, ma non la sostanza. Anzi.
Questa nuova visione di SUPERHOT riesce a colmare quello che mancava al capostipite: l’immedesimazione totale.

Una volta indossato il casco di PS VR non staremo più giocando ad una simulazione, ma saremo direttamente all’interno della simulazione.

Di fronte a noi si aprirà il bianco e asettico mondo di SUPERHOT, dal quale dietro ogni angolo si nasconde uno dei nemici del gioco pronti a farci fuori, ma solo ad un nostro movimento. Come prima le azioni andranno calcolate al millimetro, e sarà necessario prenderci il nostro tempo prima di decidere cosa fare, pena il ricominciare da capo l’intera sequenza. Le munizioni saranno sempre poche, e dovremo ragionare rapidamente sulla strategia da usare, chi far fuori per primo, imboccando la giusta sequenza senza finire vittime delle nostre stesse azioni. Adesso siamo alla stregua di uno sparatutto su binari, sebbene la transizione fra le varie aree del livello verrà effettuata solamente quando avremo ucciso tutti i manichini rossi di fronte a noi. I PS Move diventano un’estensione del nostro corpo, le nostre mani virtuali, e con esse saremo in grado di afferrare gli oggetti a noi vicini e che saranno visualizzati con un pattern differente, ad indicarci che potremo prenderli.

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Le sequenze si trasformano in una specie di tributo al genere action, con momenti che ricordano alcune delle più famose pellicole hard boiled o, meglio ancora, figlie di Matrix e degli ex Fratelli Wachowski. Sebbene sia difficile da descrivere in quanto è una sensazione molto personale, immaginatevi di trovarvi al centro di uno stallo alla messicana. Davanti a voi un nemico che vi sta tenendo sotto mira, e tutto intorno altri nemici pronti a crivellarvi. Il tutto completamente immobile, fermo saldamente nel tempo. Non appena farete la prima mossa la vostra nemesi non esiterà a esplodere il primo colpo, e noi sposandoci lentamente di lato saremo in grado di evitarlo, vedendolo passare in slow-motion davanti ai nostri occhi e sentendo il fischio del proiettile sibilare nell’orecchio. La scena continua con noi che agguantiamo un coltello, tagliamo in 2 qualche proiettile pronto a colpirci e facciamo fuori il nemico, per poi afferrare in volo la pistola che prima teneva in mano, puntandola rapidamente contro i restanti e facendo fuoco. Ogni singola azione vi farà esaltare, vi farà sentire quel Keanu Reeves (di Matrix, o di Jhon Wick a voi la scelta) che nella vita di tutti i giorni non saremo mai.

In poche parole una “fot**ta” macchina da guerra.

Enter The Matrix
I primi momenti all’interno di SUPERHOT VR sono stranianti

I primi momenti all’interno di SUPERHOT VR sono stranianti e trovarsi in questo nuovo mondo obbligherà il giocatore a sottostare a tutte le sue regole. Non solo saremo nuovamente schiavi del tempo ma in questa nuova veste virtuale dovremo rispondere anche alla fisica relativa agli oggetti da lancio, come stelle ninja o bottiglie. Se in SUPERHOT questa azione avveniva in maniera abbastanza automatizzata, prendendo l’oggetto in questione, puntandolo contro un nemico e lanciandolo con la pressione di un semplice tasto, qua le cose si complicano in quanto il giocatore dovrà replicare con precisione millimetrica il gesto, sperando che una volta scagliato arrivi a destinazione colpendo il bersaglio. La fisica quindi, così come il saper gestire le proporzioni nello spazio 3D, è una delle limitazioni del gioco e forse, di questa tecnologia che ancora necessita di studio e sperimentazione, rendendo in alcuni casi questa azione frustrante e controproducente ai fini del gioco stesso.
Un’altra problematica nasce sempre dalle limitazioni della tecnologia. SUPERHOT VR richiede parecchio spazio per essere giocato come si deve, e la PS Camera, indispensabile per mappare la stanza e l’area di gioco, spesso non riesce sempre nel compito causando fastidiosi sfarfalli dell’immagine nel tentativo di risincronizzare il gioco con l’ambiente o rendendo difficile la raccolta di alcuni oggetti, lasciandoci inermi sotto il fuoco nemico mentre si cerca di afferrarli.

Nel complesso però, se si escludono queste sbavature SUPERHOT VR è un titolo che funziona alla perfezione in questa nuova veste riuscendo a non lasciare spazio, in qualche modo, a quella monotonia ciclica che si verificava nell’originale, e una volta portati a compimento i 19 Livelli disponibili (il tutto in circa 2/3 ore) sentirete sicuramente il bisogno di volerne di più.
In questo aiutano le opzioni di gioco che sbloccheremo una volta completata l’avventura principale e che ricalcano quelle presenti nella versione “normale”: modalità Endless, nella quale affrontare nemici ad oltranza, Speedrun per mettere alla prova i vostri nervi cercando di battere i record proposti, una di precisione dedicata agli headshot e un’altra dove dovremo stare attenti a non morire mai.

 


Per approfondire:
Superhot
Slow hands
Il mondo lowpoly di Superhot trova una seconda vita in questo spazio virtuale

Come abbiamo detto, pur non essendo lo stesso gioco, SUPERHOT VR ne riprende in toto tutti (o quasi) gli aspetti principali. Eliminati gli spostamenti nell’ambiente, i movimenti verranno effettuati tramite il corpo (più precisamente attraverso l’head tracking id PS VR), e recepiti dal gioco in maniera impeccabile, così come le nostre mani virtuali, qua rappresentate dai PS Move, ci consentiranno di afferrare in maniera intuitiva le armi e di lanciare oggetti, quasi sempre senza problemi.
Sempre tramite il visore potremo ammirare le varie location, sfruttando in vari casi anche alcuni elementi strutturali come riparo dai colpi nemici. È possibile ritrovare alcune delle ambientazioni già visitate nel primo titolo, adesso in situazioni ben più scomode che in passato. Il mondo lowpoly di SUPERHOT trova una seconda vita in questo spazio virtuale grazie proprio alle ambientazioni fredde e spoglie, così come ai nemici composti da una manciata di poligoni. Visto attraverso i nostri occhi adesso le scie di proiettili o le esplosioni degli oggetti frantumati si arricchiscono di un valore scenico che in passato mancava, e spesso e volentieri rimarrete a fissarli a bocca aperta, così come vi esalterete da matti completando una sequenza senza il minimo errore ondeggiando per la stanza e sbracciando nel replicare tutte le azioni del caso.

Rispetto a SUPERHOT, qua l’abbassamento di risoluzione dovuto all’uso del PS VR comporta la presenza di fastidiose scalettature, presenti sia sui modelli 3D dei nemici che del livello. In generale l’immagine è più sporca, quasi granulosa, ma dopo qualche minuto l’occhio si abituerà a questa nuova veste e penserete ad altro.
Ottimo il supporto dell’audio 3D che contribuisce anche lui a immergere completamente il giocatore nel mondo di SUPERHOT VR. L’assenza quasi totale di musiche, in favore di suoni ambientali non rappresenta assolutamente un contro, anzi, contribuisce ulteriormente a farci sentire parte del gioco.

Verdetto
8.5 / 10
SUPERHOT a fine Luglio è uno spoiler del caldo che proverete giocando con il VR
Commento
Con SUPERHOT il Team SUPERHOT riesce nel compito di reinterpretare il loro "classico" in una nuova e funzionale formula che abbraccia il mondo della realtà virtuale. Una volta indossato il casco sarà come vestire i panni di un novello Neo, compiendo azioni capaci di appagare il vostro ego con risultati scenici in grado di rivaleggiare con lo stesso "prescelto" delle pellicole di Matrix. SUPERHOT VR in qualche modo migliora il suo essere in questa nuova forma, e nonostante qualche problema legato più alla tecnologia che sta dietro, piuttosto che a vere e proprie scelte di gameplay, rappresenta una delle esperienze in realtà virtuale più convincenti ad oggi. Forse il prezzo non aiuta per le poche ore che saprà intrattenervi, ma se siete dei verginelli di SUPERHOT, il bundle contenente il primo titolo è l'acquisto che fa per voi, valendo ogni singolo euro richiesto.
Pro e Contro
Nuova reinterpretazione di SUPERHOT
Immedesimazione totale
Esperienza perfetta per la VR

x Dinamiche di lancio da rivedere
x Necessita di 2 PS Move
x Prezzo alto per il singolo pacchetto

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