Recensione Story of Seasons

 

“Scrivi cosa pensi della vita in fattoria, e vincine una tutta per te !”

Non so quante altre persone abbiano partecipato a quel concorso, ma il fatto di aver ricevuto una lettera di risposta contenente un biglietto del treno, e la copia di un contratto per la proprietà di un terreno agricolo, mi fa proprio credere che qualcosa di quello che ho scritto nella mia lettera debba aver suscitato il loro interesse. Solo un breve messaggio di congratulazioni accompagnava il premio, e mi si invitava a raggiungere celermente la mia nuova proprietà a Oak Tree Town in modo da poter sfruttare l’inizio della primavera per ambientarmi meglio nelle mie nuove “mansioni”. Non so bene cosa mi aspetti da questa nuova attività, ma i racconti agricoli che mio nonno mi narrava quando ero piccolo mi hanno sempre affascinato, ed è probabilmente grazie al seme della passione agricola che ha piantato dentro di me, che è fiorita questa spinta alla riscoperta della natura, una natura che la gente di città sembra quasi aver dimenticato tra le sue mura di cemento…

Ma basta perdersi nei pensieri, dopo questa galleria c’è la mia fermata, è tempo di prepararsi !

 


 

Harvest Moon o non Harvest Moon ? 

Prima di iniziare questa recensione, per evitare di citare Story of Seasons come un plagio, è necessario chiarire il rapporto tra questo gioco e la famosa serie di simulatori di fattoria “Harvest Moon”, senza dimenticare il suo spin-off fantasy “Rune Factory”.
Il nome giapponese di questo gioco è “Bokujō Monogatari: Tsunagaru Shin Tenchi“.
Come i più esperti di voi avranno già riconosciuto, “Bokujō Monogatari” (Ranch Story) non è altro che il nome giapponese del primo e storico Harvest Moon, tuttavia, il titolo “Harvest Moon” non è stato registrato direttamente dagli sviluppatori del gioco, bensì da Natsume Inc., la compagnia che per lo scorso ventennio ha provveduto a localizzare e distribuire il gioco al di fuori del giappone. Quindi il gioco che ci troviamo di fronte è nel suo spirito, ma non nel nome, un vero e proprio seguito della famosa saga di simulatori di fattoria. Story of Seasons è disponibile per 3DS dallo scorso 31 Dicembre, sia in versione fisica che in digitale tramite eShop.

 

Imparare il mestiere

Dopo aver finito di personalizzare leggermente il nostro personaggio (solo dettagli minori, come sesso e colore di occhi e capelli), ma prima di iniziare il gioco vero e proprio, verremo affidati per un’intera settimana alle cure dell’anziana contadina del paese, che accogliendoci sotto la sua ala protettrice, ci assegnerà ogni giorno dei compiti da portare a termine in cambio di una generosa paghetta. Per quasi ogni azione che compiremo, verrà consegnato alla nostra libreria un “manualetto” riassuntivo, funzionalita decisamente comoda, ma sfortunatamente la spiegazione dei diversi tutorial non è sempre approfondita da giustificarne la consultazione. Alla fine dell’addestramento ci verrà consegnata ufficialmente la nostra nuova fattoria con tanto di piccola casetta, che proprio come primo compito dovremo espandere e sistemare tramite il recupero dei materiali necessari, ciocchi piccoli tagliando alberi o pezzi di legno raccolti per strada e pietre piccole facendo lo stesso con un martello a dei sassi trovati per strada o contro dei massi. Questa semplice operazione ci fà immediatamente notare una delle cose peggiori della parte iniziale del gioco: la stamina, che viene in questo caso rappresentata da 5 cuori, che diminuiscono molto rapidamente di intensità ad ogni azione effettuata, fattore che facilmente ci costringerà, soprattutto nelle prime settimane, a mandare a dormire il personaggio principale mentre è ancora mattina. Il miglioramento del nostro rango e l’acquisizione di attrezzi migliori sarà l’unico modo di ridurre l’enorme consumo iniziale, fino ad allora l’unica possibilità per non lasciare dei compiti per il giorno dopo sarà quello di nutrirsi, mangiando potremmo infatti migliorare marginalmente la nostra esigua stamina.

Il difficile è cominciare !

Tra problemi di consumo di stamina e gli alti prezzi di alcuni degli oggetti, all’inizio del gioco le coltivazioni, con i loro tempi di crescita e lo scarso guadagno che offrono tra il costo dei semi ed il loro guadagno tratto dalla loro vendita, fanno ricercare al giocatore altre forme di remunerazione aggiuntiva. A questo proposito sono presenti gli insetti, che possono venire raccolti da terra o dagl’alberi in diverse fasi della giornata, e che possono fornire, nel tempo di crescita di una coltivazione, un guadagno persino migliore. Allo stesso modo immergendosi nel fiume è possibile recuperare pesci, oggetti di scarto (stivali, lattine aperte) ma anche materiali per migliorare gli strumenti e gemme preziose.

Dopo un inizio lento i progressi si vedono

Sono proprio queste gemme a fornire per svariate settimane la maggiore fonte di guadagno, lasciando in ombra i normali compiti agricoli iniziali e portando il giocatore ad avere più interesse nel farsi il bagnetto nel fiume rispetto a qualsiasi altra azione.  Fortunatamente col passare dei mesi la situazione viene riequilibrata dallo sblocco non solo di nuove coltivazioni, ma anche dall’aggiunta di un’area “Safari” composta da diverse nuove aree provviste di nuovi insetti, pesci, gemme e persino animali, che fornisce una variante a quella che a quel punto sembra essere diventata la solita routine.

L’arte del commercio e dell’amicizia

Importante introduzione di Story of Seasons sono i commerci con i paesi esteri.
Mentre nei precedenti capitoli si possedeva una cesta in casa in cui la merce una volta posta al suo interno veniva automaticamente venduta, è stato scelto di introdurre una piazza del mercato dove, in alcuni giorni, verrà a far visita un mercante estero, che ci proporrà merci esclusive del suo territorio e che talvolta si offrirà di pagare qualcosina in più per i materiali di suo interesse. Sfortunatamente questo comporta che in assenza del mercante ci troveremo sprovvisti di una fonte di guadagni che potrebbe risultare fondamentale per acquisti urgenti nel caso, ad esempio, ci trovassimo in necessita di una medicina per uno dei nostri animali. Un’altra introduzione è il comparto multiplayer, è possibile invitare un altro giocatore nella propria fattoria per farsi dare una mano, e non ci si limita alle faccende di tutti i giorni, dato che l’ospite in visita riceve una bacchetta magica in grado di aumentare leggermente la qualità delle varie coltivazioni.

Ritorno dell’Amore e dell’Odio

Come in altri capitoli di questa serie, ritorna la possibilità per il personaggio principale di sposarsi con un abitante del villaggio di sesso opposto, e come al solito, la scelta è limitata solamente ad alcuni di loro, facilmente riconoscibili dalla presenza di un fiore vicino al loro nome. Continuando a corteggiarle ed offrendogli svariati regali di loro gusto sarà possibile portarli all’altare, ritrovandosi così ad avere un paio di braccia in più su cui contare nella nostra fattoria. Similmente, ritornano alcuni degli aspetti negativi presenti, fortunatamente solo in pochi capitoli della serie, tra cui il limite di caratteri: tutti i nomi di protagonista, fattoria ed animali devono essere lunghi al massimo 6 lettere, limite ridicolo per un gioco dove la fantasia dovrebbe poter essere libera. Alcune mappe dell’area di gioco, oltre a sembrar essere fatte in modo da dare il maggior fastidio possibile, soffrono di evidenti e costanti cali di frame-rate, avrei anche accettato questa eventualità in mappe in cui per colpa del giocatore fossero state presenti troppi oggetti, ma questo avviene regolarmente in una delle mappe di passaggio tra la fattoria ed il paese, e questo evidente problema tecnico si nota con una media di 2 volte al giorno di gioco. E ancora, nei menù, i progressi del personaggio non sono chiaramente rappresentati, vi è dunque la mancanza della possibilità di verificare le proprie abilità ed i propri progressi personali. Infine le animazioni dei personaggi sono molto poche, in generale il protagonista quando parla esegue sempre la stessa sequenza di gesti, che viene molto facilmente a noia. Stesso problema per la colonna sonora, che offre una scarsa varietà di brani.

Verdetto
7 / 10
Più bastoni e meno carote !
Commento
Story of Seasons è sicuramente un degno figlio della serie creata dal primo "Bokujō Monogatari", tuttavia alcune introduzioni inserite allo scopo di espandere l'utenza sono state contrastate da un generale e costante senso di lentezza iniziale, ma proseguendo nel gioco, grazie alle seppur lente nuove introduzioni, il gioco inizia a prendere forma nella sua completezza. Il vero problema a questo punto è domandarsi quante persone siano disponibili a spendere 10 ore di gioco prima ritrovarsi tra le mani quella che inizia finalmente a sembrare una vera fattoria ?
Pro e Contro
Rispecchia lo spirito della serie
Bella grafica e stile originale
Buona quantità di tutorial...

x ...ma a volte non molto esaustivi
x Inizio MOLTO lento
x Sensazione che si potesse fare di più

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