Recensione Sorcery! 3

Dopo il gradevolissimo intermezzo costituito da 80 Days, lo sviluppatore inglese Inkle torna finalmente alla carica con Sorcery! 3, nuovo episodio della saga di adattamenti tratti dalla omonima serie di librogame scritta da Steve Jackson. Nello scorso episodio avevamo lasciato l’Analander, il nostro eroe/eroina, alle prese con Kharé, la città delle trappole, mentre con questo terzo capitolo esploreremo le terre maledette di Baklands, muovendoci sempre più vicini al confronto finale col temibile Arcimago.

VERSIONE TESTATA: Android

Il viaggio continua

Sorcery! 3 prende il via esattamente dove il precedente episodio ci aveva lasciato. L’Analander, eroe incaricato di recuperare la mitica Corona dei Re e di sconfiggere le macchinazioni del perfido Arcimago ha superato la porta magica di Kharé, e si dirige verso Xamen, il centro di potere dell’Arcimago. Sulla sua strada si trovano però le Baklands, terre sconvolte da una temibile maledizione, nonché i Sette Serpenti, servi della nostra nemesi giurata. I Sette Serpenti hanno avuto notizia della nostra missione, e si stanno precipitando a Xamen per avvertire l’Arcimago del nostro arrivo. L’obbiettivo stavolta non sarà soltanto quello di attraversare indenni i pericoli delle Baklands, ma anche quello di cercare e sterminare i Sette Serpenti prima che possano portare a destinazione il loro messaggio. In caso di fallimento, le nostre chance di successo nel futuro quarto ed ultimo capitolo sarebbero infatti drasticamente ridotte. Al primo avvio del gioco avremo la possibilità di caricare il salvataggio del precedente capitolo, importando ogni equipaggiamento in nostro possesso, ma anche svariate scelte effettuate nei primi due episodi. In alternativa è presente la possibilità di iniziare l’avventura anche senza importare precedenti salvataggi, per permettere ai neofiti di avvicinarsi a Sorcery! 3 senza troppe remore, anche se la conoscenza dei primi due giochi è ad avviso di chi scrive fortemente consigliata.

Così Sorcery! 3 rivoluziona un genere

La sensazione di familiarità dei primi momenti, immutato è l’aspetto grafico, così come l’interfaccia ed il sistema di gioco, lascia però presto spazio alla più grande novità introdotta in questo terzo capitolo. Se in Sorcery! l’avventura era piuttosto lineare ed in Sorcery! 2 si iniziava ad intravvedere un inizio di approccio a percorsi alternativi, Sorcery! 3 è il primo librogame della storia completamente “Open World”. Questa volta avremo infatti la possibilità di spostarci quasi del tutto liberamente, non più su binari prefissati. Allo stesso modo eventi ed incontri con personaggi ed antagonisti non saranno più così fortemente scriptati come in passato, ma potranno avvenire in momenti e luoghi diversi. Questa modifica alla struttura dell’avventura incentiva al massimo livello l’esplorazione e la sperimentazione da parte del giocatore, che dovrà dare fondo a tutta la propria inventiva ed a tutte le abilità nell’arsenale dell’Analander per scoprire location e debolezze dei serpenti. Gli sviluppatori di Inkle stavolta hanno pesantemente rimaneggiato il materiale di origine, introducendo una componente di viaggio temporale ed aggiungendo un gran numero di eventi e personaggi non presenti nei libri originali. Tutte le aggiunte si integrano perfettamente nel mondo e nella storia di Sorcery!, e contribuiscono a trasformare quella che inizialmente era una saga anche generica e banale in un universo dal lore e dai retroscena ricchi ed affascinanti. Ritornano pressoché inalterate le meccaniche legate al combattimento, al gioco d’azzardo con le “swindlestones” e alla magia, anche se, mentre nei precedenti episodi più della metà del grimorio magico del giocatore era inaccessibile per mancanza di oggetti chiave, in Sorcery! 3 saremo finalmente liberi di utilizzare alcuni degli incantesimi più bizzarri e potenti della serie. Questo, unito alla struttura fluida dell’avventura, permette al giocatore di sperimentare un gran numero di soluzioni differenti ai vari ostacoli presenti nelle Baklands. È letteralmente impressionante il grado di libertà concesso al giocatore, soprattutto se confrontato con altri titoli del genere. Restano chiaramente tutti i limiti del caso, con un gameplay che è si interattivo, ma che prevede la lettura di grandi quantitativi di testo, ed una localizzazione solamente in lingua inglese, che difatti impedisce la fruizione del titolo a tutti coloro che non hanno adeguata confidenza con la lingua anglosassone. Ciò rende Sorcery! 3 un titolo non per tutti, e potenzialmente ancora più di nicchia rispetto ad 80 Days, visto che la conoscenza dei precedenti episodi è sì non richiesta, ma comunque fondamentale per apprezzare appieno l’incredibile ricchezza e profondità dell’ambientazione e del lore.

Un’avventura infinita?

L’enorme libertà di gioco concessa da Sorcery! 3 si traduce in una rigiocabilità pressoché infinità. Non una singola avventura è identica ad un’altra, e con ogni successiva partita il giocatore scopre sempre nuove informazioni e misteri delle Baklands. Riprendendo l’idea alla base di 80 Days, Sorcery! 3 tiene traccia dei giorni necessari al giocatore per raggiungere la conclusione, e ciò rappresenta un ulteriore stimolo alla rigiocabilità. È da notare un grado di difficoltà piuttosto impegnativo: sconfiggere tutti e sette i Serpenti in un’unica passata non è esattamente semplice: sarà necessario un discreto impegno nell’esplorazione per carpire tutti i loro segreti, raggiungere le loro location ed affrontarli in duelli avvincenti. È possibile completare l’avventura anche senza portare a compimento lo sterminio delle sette bestie, ma verremo notificati del fatto che l’Arcimago è ora a conoscenza del nostro arrivo, quindi il giocatore più perfezionista sarà spronato a fare di meglio ed esplorare ancora ed ancora il magico e terribile mondo delle Baklands. Dal punto di vista tecnico ci troviamo di fronte ad una realizzazione perfettamente in linea con i precedenti episodi. Lo stile è ancora una volta quello da illustrazione di libro fantasy: il nostro personaggio, realizzato come una sagoma disegnata, si sposterà su di una mappa poligonale, che la visuale dall’alto farà quasi sembrare bidimensionale. Se a prima vista il titolo non colpisce particolarmente il giocatore, sono presenti tante piccole chicche che i più attenti noteranno: ad esempio le transizioni e gli effetti grafici quando una determinata area passa da una zona temporale ad un altra. Di pregevole fattura sono le illustrazioni che accompagnano il tutto, con un gradevole feeling anni ’80. Per quanto riguarda il comparto sonoro, mentre gran parte del titolo fa affidamento su suoni e rumori ambientali, si fanno notare alcuni brani creati da Laurence Chapman, acclamato compositore di 80 Days, oltre al sempreverde tema principale di Sorcery!, ripreso dai precedenti episodi.

Verdetto
9 / 10
Stregati da Sorcery!
Commento
Combinando insieme i punti di forza dei primi due Sorcery! e di 80 Days, Inkle è riuscita nell'impresa di dare alla luce il miglior gioco-librogame di sempre. Open World, interattivo come non mai, ricco di scelte, possibilità, opzioni, così come di retroscena e lore, Sorcery! 3 è una delizia da giocare e leggere. La sua stessa struttura incentiva innumerevoli replay, con situazioni sempre nuove e diverse. Non ci sono reali punti deboli nell'offerta ludica di questo terzo episodio, solo l'avvertimento che si tratta di un titolo ovviamente non adatto a tutti i palati. Ma se amate i librogame, il fantasy di qualche decennio fa, o semplicemente se siete il tipo di giocatore che adora leggere ogni singola nota, esplorare ogni singolo centimetro ed immergersi nel lore, Sorcery! 3 è il titolo che fa per voi. Sarà difficile per Inkle superarsi ancora una volta con il prossimo e conclusivo episodio.
Pro e Contro
Il primo librogame Open World
Infinite possibilità
Mondo affascinante e dal lore profondissimo
Rigiocabilità elevatissima

x È un titolo molto di nicchia
x Obbligatoria un'ottima conoscenza dell'inglese

Hai altre domande, bisogno di aiuto o semplicemente ti va di parlare di videogiochi? Ci trovi anche al Baretto Videoludico, a cercare di portare il nostro medium preferito oltre le regole.

#LiveTheRebellion