Recensione
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10 anni. Questo è il lasso di tempo che ci è voluto per vedere un nuovo capitolo della serie di Shining in occidente e finalmente Sega ha esaudito i desideri dei suoi fan.

In realtà non sarebbero neanche 10 anni, questo perché Shining Resonance è già uscito in Giappone quasi 4 anni fa su PS3, ma è grazie a Shining Resonance Refrain che anche i giocatori occidentali possono finalmente mettere le mani su questo gioco. Nel mondo videoludico  un arco temporale così grande fa paura, specie andando a vedere i risultati ottenuti da certi titoli dello stesso genere, quindi è lecito chiedersi: valeva la pena di aspettare tutto questo tempo per un RPG? La risposta la scoprirete solo leggendo la nostra recensione. 

 

Versione testata: PlayStation 4

La leggenda del Drago Splendente

Shining Resonance Refrain ci racconta di una serie di avvenimenti nella terra di Alfheim, dove prima dei fatti del gioco vi fu una grande guerra tra un entità malvagia nota come Deus, aiutata da draghi chiamati Dragomachina e il popolo degli elfi, aiutati dal Drago Splendente (Shining Dragon). Questa guerra è conosciuta col nome di Ragnarok e ha visto trionfare lo Shining Dragon, che è riuscito a sigillare Deus ma per lo sforzo la sua anima è andata perduta,così come quella di tutti i draghi esistenti sulla terra, o almeno così si crede. Secoli dopo l’Impero di Lonbardia, sotto la guida della Principessa Excella Noa Aura e i suoi Dragomachina riportati in vita, è in procinto di conquistare Alfheim ma le cose sono destinate a cambiare quando un ragazzo viene salvato da una prigione dell’impero: il suo nome è Yuma Illvern, protagonista del gioco, che all’interno del suo corpo custodisce l’anima dello Shining Dragon. Nonostante la paura di usare il potere che ha in dono, Yuma accetterà il compito di fermare una volta per tutte l’impero insieme all’aiuto dei Dragoneers, individui in grado di usare la magia del suono e delle armi speciali chiamate Armonics, create dallo stesso Shining Dragon durante il Ragnarok.

Shining Resonance Refrain non solo racconta la storia di un ragazzo che dovrà superare le sue paure per salvare il mondo, ma da anche la possibilità di vivere intense storie d'amore.

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Come appena detto, grande risalto alla parte narrativa del gioco è data alla componente romantica del gioco. In Shining Resonance Refrain sono presenti 4 eroine principali: Sonia, principessa del regno di Astoria Kirika, sacerdotessa col titolo di Diva Magic e in grado di utilizzare la magia del suono, Marion, amica stretta di Yuma durante la sua prigionia e Rinna, amica di Kirika e maga. Esiste anche una quinta ragazza che si rivela essere Excella nella modalità Refrain.  Il gioco offre l’opportunità di frequentare le ragazze, tra appuntamenti romantici al chiaro di luna o in giro per la città, con lo scopo di conoscerle meglio fino ad arrivare ad una dichiarazione d’amore in grande stile. Lo stesso si può fare anche con i personaggi maschili: Lestin, comandante dell’esercito degli elfi e fratello di Kirika, lo scalmanato Agnum e il misterioso Jinas, quest’ultimo disponibile solo nella modalità Refrain. Per quanto riguarda  i personaggi maschili non è possibile avviare una relazione sentimentale che va oltre l’amicizia, ma in ogni caso questo sistema permette di approfondire la trama e conoscere meglio l’ottimo cast del gioco. Per finire, due parole sulla Modalità Refrain, che non è altro che il gioco normale ma con l’aggiunta di Excella e Jinas come personaggi giocabili ed eventi e appuntamenti a loro dedicati ma che contiene dei risvolti particolari che portano a consigliare di giocare a questa modalità solo dopo aver finito quella originale. 

Un signor action RPG

Il titolo di Sega e Media Vision si presenta come un buon action RPG. Il giocatore è in grado di controllare il personaggio che preferisce e può cambiarlo in qualsiasi momento tramite il menù principale, richiamabile in qualsiasi momento, anche durante gli scontri. Quest’ultimi sono in tempo reale e avvengono nel luogo esatto in cui si trova il nemico in quel momento. Particolarità del sistema di combattimento di Resonance è la barra degli AP, che limita il numero di attacchi che possiamo portare e che una volta esauriti non danno la possibilità di compiere azioni finché npn si ricarica a sufficienza. Per sopperire a questo “tempo morto” possiamo usare le abilità in possesso ai nostri personaggi, le Force che altro non sono se non le classiche skill e magie da utilizzare consumando MP. Ogni personaggio è specializzato nell’uso di particolari abilità: Yuma è il classico elemento del party equilibrato, Kirika è un ottimo supporter, con le sue magie curative e attacchi dalle retrovie con l’arco, Rinna predilige magie di vario tipo, Sonia, Jinas ed Excella attacchi fisici e Agnum e Lestin attacchi elementali. Considerando che in combattimento si possono utilizzare solo 4 personaggi, formare un gruppo adatto a tutte le situazioni si rivela fondamentale, complice la difficoltà del gioco che inizialmente non propone un livello di sfida altissimo ma che aumenta gradualmente, di pari passo con il livello del giocatore.

Oltre alle sue abilità, Yuma è in grado di trasformarsi nello Shining Dragon. Il drago splendente in battaglia è a dir poco devastante se utilizzato negli scontro contro dei nemici normali, ma con quelli di taglia grande o i boss, il nostro drago sarà vitale per portarci alla vittoria. Questo però non vuol dire vincere facile. Innanzitutto l’utilizzo della trasformazione è a tempo e consuma gli MP di Yuma, terminati gli MP finirà anche la trasformazione. Nella prima fase di gioco, inoltre, può capitare che il Drago vada in Berserk e si rivolti contro il party, con un game over quasi assicurato.

Tra un saggio utilizzo delle azioni a disposizione alla trasformazione in drago, Shining Resonance Refrain offre un gameplay di qualità elevata

Il titolo non offre solo combattimenti, ma anche una serie di attività secondarie derivanti dalle quest secondarie e dai grimorie. Per quanto riguarda le quest, bisogna dire che sono uno dei pochi punti deboli del gioco, praticamente sempre uguali e che si ripetono all’infinito per ottenere la stessa ricompensa. I grimorie sono un discorso più complesso. Si tratta di dungeon segreti accessibili dalla città di Astoria, questi offrono ricompense di base che variano in base al dungeon stesso e tramite l’applicazione di speciali sfere rilasciate dai mostri durante i combattimenti. Utilizzando le sfere potremo mettere condizioni aggiuntive nei dungeon per aumentarne numero di nemici, tipologia degli stessi, ricompense e così via. Alcuni grimorie permettono anche di sbloccare eventi speciali dedicati ai personaggi, eventi che nell’originale versione PS3 erano stati inseriti come DLC, mentre in questo remaster troveremo tutto già accessibile semplicemente avanzando con la storia.

L’importanza della musica

Un altro elemento importantissimo nel gioco è la musica, come se termini come Armonics, Diva Magic, Tuning (ovvero le tipologie di armi a disposizione) non fossero già sufficienti a farlo capire. La musica è molto importante sia a livello narrativo, dove le canzoni delle Diva Magic giocheranno un ruolo chiave in certi avvenimenti, sia a livello di gameplay tramite l’uso del B.A.N.D system. Questo funziona in maniera piuttosto semplice, innanzitutto dovremo scegliere la figura centrale del nostro quartetto musicale, ogni personaggio può essere scelto come centro e ognuno di essi porta effetti diversi anche con la stessa canzone ma solo con le Diva Magic la canzone scelta sarà effettivamente cantata dalla ragazza. Una volta attivato assisteremo ad una scena e avrà inizio la canzone selezionata che porta con sé una serie di benefici che vanno da danni inflitti aumentati a danni subiti ridotti, consumo minore di AP, immunità a status alterati e quant’altro. Come con l’utilizzo della trasformazione di Yuma, anche il B.A.N.D è soggetto ad un limite di tempo, calcolabile in base all’apposita barra a lato sinistro dello schermo. Ultima particolarità del B.A.N.D è che se utilizzato insieme allo shining dragon e con una Diva Magic al centro del quartetto, potremo utilizzare un colpo speciale in grado di infliggere pesantissimi danni a qualsiasi nemico. 

Shining Resonance Refrain ha il pregio di non sembrare un gioco della scorsa generazione di console e a livello tecnico non sfigura rispetto ad altri JRPG recenti.

Il merito di tutto ciò va certamente attribuito agli sviluppatori, che già su PS3 avevano cercato di spingersi ai limiti di quello che poteva offrire il cel shading ai tempi. Su PS4, la versione dai provata, la resa grafica è nettamente migliore con colori più vividi e a trarne vantaggio non sono solo i personaggi ma anche gli ambienti, che possono vantare una certa varietà tra foreste, paludi, montagne e deserti. Vi è anche il meteo variabile, che cambia in maniera casuale di giorno in giorno e può offrirci condizioni come pioggia, forte vento, nebbia, tempeste di sabbia o neve a seconda del luogo in cui ci troviamo. Tra le pecche del gioco c’è il framerate, di norma a 60fps ma che in certe occasioni, in particolare nelle battute finali del gioco, subisce drastici cali, anche inferiori ai 20fps se si raggiungono certe condizioni come utilizzo delle magie, B.A.N.D e trasformazione in drago insieme. Su PS3 il gioco girava a 30fps fissi, quindi questi cali sono da imputare al lavoro svolto sul remaster, dove probabilmente gli sviluppatori hanno cercato di portare questo miglioramento complice la potenza delle console di attuale generazione, ma senza riuscirci. Per il resto, il lavoro di localizzazione di Sega è eccellente, con una traduzione davvero ottima anche se solo lingua inglese e un buon doppiaggio anglofono, sebbene ci sia anche la possibilità di giocare con le voci originali in giapponese.

In conclusione...
8
“Draghi musicali”
Quando passano 10 anni per vedere un nuovo capitolo di una serie ed è questo il risultato è impossibile non restarne soddisfatti. Shining Resonance Refrain non è solo un ottimo RPG, ma anche un ottimo gioco in generale che, nonostante sia un remaster di un gioco PS3, non sfigura minimamente sulle console attuali e soprattutto con altri esponenti del genere, entrando di prepotenza nella stretta cerchia dei migliori tra quelli usciti negli ultimi anni. La trama ben narrata e i suoi risvolti romantici, un cast eterogeneo che cresce man mano che il giocatore avanza unito ad un gameplay mai banale e le aggiunte di questa edizione che includono una mole spropositata di contenuti extra completamente gratuiti, fanno del gioco un acquisto quasi obbligato per chi ha fame di RPG e di titoli di un certo livello,
Trama molto piacevole
Gameplay divertente
La difficoltà si adatta al lv del giocatore
Il character design
x Framerate instabile
x Quest sempre uguali
x Backtracking eccessivo

due parole sull'autore
Grande appassionato di JRPG, ma non dice di no se si tratta di altri generi. Ha iniziato a giocare all'età di 5 anni con la sua prima console portatile, il GameBoy e poi passato al mondo PlayStation, ma il primo amore non si scorda mai e dura tutt'oggi. Stufo di aspettare in eterno localizzazioni di giochi che non si vedranno mai in occidente ha intrapreso la via dell'import, causa di grandi sofferenze al suo portafogli
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