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Questa nuova pubblicazione di Romancing SaGa 2 è una piccola capsula criogenica grazie alla quale è sopravvissuto fino ai giorni nostri quel sentimento infantile e ingenuo che contraddistingueva i videogiochi di un tempo. L’avventura era il centro di tutto e le prime console, come dei vascelli elettronici in miniatura, permettevano ai ragazzi di imbarcarsi in viaggi verso mondi a 16 bit, vestendo i panni dell’eroe di turno. La serie SaGa era una delle tante che permetteva di fare ciò e una delle tante frecce nella faretra della fu SquareSoft, oggi conosciuta come SquareEnix, che in quegli anni vantava titoli del calibro di Final Fantasy e Chrono Trigger.

Romancing SaGa 2, quinto capitolo della serie, venne rilasciato nel lontano 1993 per SNES e fino al 2016, anno in cui è stato pubblicato worldwide per iOS e Android, è sempre stato confinato al mercato giapponese. A Dicembre di quest’anno, il titolo è stato finalmente pubblicato in tutto il mondo per PlayStation VITA, PlayStation 4, PC, Xbox One e Nintendo Switch al prezzo di 24,99 euro, scontato del 20% fino all’8 Gennaio.

 

Versione testata: Nintendo Switch

 

In viaggio nel tempo

L’inizio di Romancing SaGa 2 non tradisce minimamente il titolo che porta il gioco e che richiama le romanze medievali. In una taverna, un bardo canta un poema che narra del Regno di Avalon, terra di conflitti, governata dall’imperatore Leon con i suoi due figli, Gerard e Victor. La vicenda inizia quando Leon porta con sé suo figlio Gerard a ripulire una miniera infestata dai mostri e da allora si estenderà nel tempo, attraverso svariate generazioni, durante le quali i vari sovrani che si susseguiranno dovranno affrontare e sconfiggere i Sette Eroi, personaggi che un tempo salvarono il mondo, ma che ora sono schierati dalla parte del male. Il gioco ruota intorno ad uno scopo, piuttosto che a dei personaggi, infatti nessuno di questi è importante, nemmeno l’imperatore, e quando comparirà la schermata di game over, si riprenderà dalla generazione successiva, che raccoglierà i frutti e i disastri di quella precedente. Questo concetto è esplicitato in senso ludico dalla meccanica della morte permanente (permadeath). Ogni personaggio, oltre ai Punti Vita (HP) ha un valore che prende il nome di Life Points (LP), che se scenderà a 0, comporterà la morte permanente del personaggio. A differenza degli HP, ripristinabili in battaglia con delle pozioni, i LP possono essere ripristinati un punto per volta con delle rare e costosissime pozioni, proprio per rimarcare al giocatore l’importanza dell’avventura rispetto ai personaggi che la intraprenderanno.

 

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Le particolarità del gioco

 

Sebbene sia a tutti gli effetti un JRPG, Romancing SaGa 2 presenta delle caratteristiche aliene al genere e che lo distinguono da altri titoli che all’apparenza possono sembrare simili. Se poi si inquadrano queste caratteristiche nel periodo di uscita del gioco, l’originalità di queste acquisisce maggiore ampiezza e ci si chiede se non fosse proprio questa sua componente sperimentale che ha spinto il publisher a confinare il gioco nel mercato giapponese, per il timore che non potesse attecchire tra i giocatori.

La prima delle unicità di Romancing SaGa 2 è come detto poco fa, il sistema delle generazioni, che ci permette di vivere la storia di un impero nel corso del tempo, piuttosto che quella di personaggi specifici. Dopo determinati eventi, o dopo la morte dell’imperatore attuale, bisognerà scegliere un nuovo sovrano e assemblare un nuovo party attorno a lui.

L’eredità di quanto fatto durante una linea temporale verrà tramandata alla successiva, permettendo ai nuovi personaggi di apprendere incantesimi, tecniche di combattimento o imbracciare armi e indossare armature della precedente generazione.

 

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Il combattimento è basato su turni, un classico dei JRPG, ma anche in questo ambito, Romancing SaGa 2 mostra una forte personalità. I vari personaggi guadagneranno efficienza in un’arma, nelle arti marziali (si può combattere anche a mani nude) o in una magia semplicemente usandola. Una meccanicha vista ai giorni nostri in un titolo come Skyrim e che invece già quasi vent’anni prima compariva in JRPG. Inoltre, usando sempre una determinata arma si ha la possibilità di apprendere direttamente sul campo di battaglia una nuova tecnica per questa.

Altro elemento importante del sistema di combattimento è la tattica, necessaria per portare a termine uno scontro in modo positivo. I cinque membri del party possono essere disposti in varie formazioni, ognuna delle quali darà dei bonus ai personaggi a seconda della loro posizione. Tuttavia, se un membro della squadra andrà al tappeto, i bonus verranno persi fin quando i suoi HP non saranno ripristinati. Sarà quindi fondamentale scegliere la formazione ideale a seconda della composizione del proprio party, i cui membri possono appartenere ad un numero elevatissimo di classi disponibili. Se ad esempio avete in squadra un mago con una vitalità bassa e scarse difese, vi converrà posizionarlo in una posizione dove difficilmente verrà attaccato dai nemici. Sarà possibile equipaggiare i personaggi con quattro armi e tre oggetti difensivi. Armi, armature e altri oggetti, sono presenti in gran numero e possono essere ottenuti in vario modo, per esempio forgiandoli o esplorando per bene i dungeon.

Anche i nemici sono di svariata natura e il loro livello salirà man mano che li sconfiggeremo, andando ad aumentare la difficoltà del gioco. Un modo poco carino per tenere lontano i giocatori dal grinding sfrenato, e costringerli a dosare sapientemente il combattimento.

Il gioco racchiude al suo interno anche una piccola vena strategica-gestionale. Con i fondi dell’impero, sarà per esempio possibile ordinare la costruzione di università per lo studio e la scoperta di nuovi incantesimi magici.

Come si è potuto evincere, la non linearità è uno degli aspetti chiave ed è traslata anche nell’ambito della progressione nel gioco. Il giocatore non avrà sempre punti di riferimento chiari, anzi sarà invogliato a guardarsi attorno, a parlare con le persone e ragionare per scoprire quest nascoste e via alternative al raggiungimento di un obiettivo.

 

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Bene ma non benissimo

La ripubblicazione di Romancing SaGa 2 porta con sé nuove classi, un New Game Plus e dei dungeon nuovi, oltre ad una nuova veste grafica. I personaggi appaiono ancora a 16 bit, mentre i fondali sono stati ridisegnati e ancora oggi risultano evocativi, se non fosse per una leggera monotonia della direzione artistica. Su Nintendo Switch risulta piacevole soprattutto se giocato in modalità portatile, mentre su uno schermo più grande la resa grafica va un po’ in affanno nel tentativo di stare al passo coi tempi. Questa versione del gioco altro non è che quella per iOS e Android, semplicemente riproposta su console, con menù arcaici e un input lag enorme, il vero problema del gioco, che renderà l’esplorazione dei dungeon e il tentativo di evitare gli scontri una vera sofferenza

In conclusione...
7.5
“SquareEnix in a nutshell”
Romancing SaGa 2 è un gradito tuffo nel passato che saprà allettare gli amanti del genere. Il gioco dimostra di essere fruibile ancora oggi, nonostante i tanti anni passati dalla sua prima pubblicazione, grazie alle varie sperimentazioni al suo interno, come il sistema generazionale, le meccaniche stratificate del combat system e la non linearità generale. Resta comunque l'amaro per le scelte di un publisher svogliato, che si è limitato ad un banale porting della versione mobile, per di più affetto da un grave problema di input lag.
Diverso dai classici JRPG
Meccaniche di combattimento interessanti
Progressione non lineare
x Poche novità
x Input Lag
x Prezzo di vendita eccessivo
x Non per tutti i palati

due parole sull'autore
Vive in un appartamento sudicio di un grande complesso residenziale nella periferia della megalopoli di Neo Caserta. Passa il suo tempo a videogiocare e a guardare film, di ogni tipo, tranne i giochi sportivi e i cinecomic, che sono stati proibiti dal governo per perseguire il "Progetto per il Perfezionamento dell'Uomo".
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