In molti avranno probabilmente sentito parlare di Steins;Gate, magari anche grazie all’adattamento animato. Oggi però non sono qui per parlavi di quello. Al contrario, voglio farvi conoscere meglio la saga di cui fa parte. Di recente Spike Chunsoft ci ha graziato con una collection contenente due titoli, cioè Robotics;Notes Elite e Robotics;Notes DaSH, facenti parte della stessa serie di Steins;Gate. I titoli sono disponibili su PlayStation 4, Steam e anche Nintendo Switch e vi sto per spiegare come mai dovrebbe interessarvi così tanto farne la conoscenza.

Partiamo dal presupposto che la serie delle SciAdv sia ancora poco conosciuta, visto che molte persone conoscono solo Steins;Gate e non si sono mai avventurate oltre. E lo capisco dato che si tratta dell’unico adattamento animato della serie, che ha riscosso un successo strepitoso. Purtroppo Chaos;Head, Chaos;Child e Robotics;Notes non hanno riscosso altrettanto successo con i rispettivi adattamenti, motivo per cui tocca fare questa breve digressione iniziale.

Robotics;Notes Elite – Realizzare un sogno

Robotics;Notes Elite è il primo titolo presente in questa collezione e non è altro che una versione migliorata di Robotics;Notes, visual novel mai arrivata prima d’ora in occidente. Spike Chunsoft ci ha graziato con la versione più recente, per evitare di mettere sul mercato qualcosa che risultasse troppo vecchio. Tendo ad essere molto scettico quando un videogioco riceve grandi elogi, e dal momento che molti amici ne hanno tessuto le lodi dopo averlo giocato in giapponese ero sull’attenti proprio per questo motivo. Alla fine è venuto fuori che avevano ragione da vendere.

Robotics;Notes Elite seduce il lettore con un inizio abbastanza ambiguo, partendo dalla passione di due ragazzi, Yashio e Akiho, per i robot. Non si tratta di un espediente narrativo casuale, sin da subito veniamo a conoscenza del perché abbiano maturato questo hobby e del perché per loro sia così interessante. A questo aggiungete anche la passione del protagonista verso il videogioco “Kill Ballad” (un picchiaduro con i robot) e otterrete un mix devastante di ossessione per i mecha.

I primi 4 capitoli sono la solita grossa introduzione, pensata per fare conoscere i personaggi e il setting, ma senza risultare affatto pesanti. Non sono mancati i momenti in cui mi sono sentito letteralmente in hype, curioso di sapere cosa sarebbe accaduto dopo. E stiamo parlando dell’inizio del gioco, la parte più “noiosa” in teoria.

La progressione è abbastanza interessante, ho adorato l’alternanza tra momenti spensierati e tesi, che caratterizza positivamente tutti gli esponenti delle SciAdv. D’altro canto, sia in Chaos;Head che Steins;Gate si fa molto leva sull’effetto “rollercoaster” per creare un solido ritmo narrativo. Nel caso di Elite mi ritengo molto soddisfatto, con un incalzare continuo di eventi verso la fine che vi farà sicuramente battere molto forte il cuore.

È soprattutto merito delle OST che pompano moltissimo, ma sono anche capaci di creare atmosfere tetre e malinconiche. Senza questo magistrale comparto sonoro probabilmente l’esperienza di lettura sarebbe peggiore o comunque più monotona.

A dirla tutta, ogni titolo della serie è più o meno così, ma questo capitolo in particolare offre delle emozioni davvero uniche anche grazie alla presenza dei mecha. La passione per i robot non è solo un pretesto, è l’intera cornice della trama, la ragion d’essere degli eventi e il motivo per cui dovreste giocarlo.

Anche il più accanito tra gli hater proverà sicuramente qualcosa durante una partita a Robotics;Notes Elite. Ed è per questo che il titolo è così speciale: rispetto agli Steins o ai Chaos tratta una tematica apparentemente più banale che riesce ad incastrarsi divinamente con altre più mature introdotte più avanti nella trama.

Robotics;Notes DaSH – Il contatto con Steins;Gate

Robotics;Notes DaSH riprende direttamente dal finale di Elite e aggiunge un nuovo protagonista, Daru da Steins;Gate. Il famoso hacker è infatti anche conosciuto come DaSH sul web e si unirà al team di Tanegashima per indagare su un nuovo mistero che si infittisce sempre di più. Parto subito col dire che questo titolo è mainline, quindi non è secondario ed anzi, è un punto molto importante all’interno della serie. Capirete perché giocandoci.

Anche qui ci sono diversi punti di vista, ma spiccano quelli dei due protagonisti, Yashio e Daru, un’accoppiata davvero vincente. I toni sono abbastanza diversi da quello che mi aspettavo, con un inizio molto fanservice e comico che si addice benissimo al personaggio di Daru. Onestamente l’inizio non mi ha convinto molto, mi sarei aspettato dei toni più seri e un setting più cupo. Dopo avere ottenuto i primi finali non sono rimasto troppo colpito Ne avevo sentito parlare meglio, ma continuando a giocare e ho cambiato totalmente idea.

Robotics;Notes DaSH fa un ottimo lavoro nel cambiare ritmo ad un certo punto nella trama, mantenendo i momenti comici ma incastrandoli bene nella narrazione, per poi ritornare ai momenti drammatici. Insomma, uguale a quanto vi ho detto sopra con Elite ma molto, molto più accentuato. Il cast rimane lo stesso ed è per questo motivo che possiamo vedere come molti problemi vengano risolti nelle varie route.

Ho davvero gradito molto l’evoluzione del rapporto tra Yashio e Aki, ma anche tra Subaru e suo padre. Questi elementi slice-of-life sono una manna dal cielo anche per gente come me che non apprezza molto quel filone. I veri eroi li vediamo ogni giorno, anche nei rapporti interpersonali. Non serve creare una storia di soli combattimenti o momenti seri se poi i personaggi sono poco caratterizzati o non esiste interazione.

DaSH fa un ottimo lavoro nel risolvere tutti i conflitti irrisolti del prequel e anzi, lo fa grazie alla presenza determinante del saggio Daru. In realtà, Rbotics;Notes è ricolmo di riferimenti a tutti gli altri capitoli della serie, ma non vi dico altro, sappiate solo che vi piacerà vedere alcuni nomi!

Le solite sviste delle SciAdv

Al solito molte persone si potrebbero lamentare del comparto tecnico, ma penso vada messo in secondo piano. Nelle visual novel servono solo una buona UI e dei buoni modelli, il resto sono solo chiacchiere. I modelli di entrambi i titoli sono ottimi per il budget e per il tipo di giochi, anzi, mi sono piaciuti molto anche a livello espressivo.
Le uniche note negative riguardano, al solito, la localizzazione, come sempre con qualche imprecisione a causa dei tempi di lavorazione ristretti. DaSH è superiore sotto questo versante, anche se ha la sua quota di imprecisioni che i giocatori più attenti possono sicuramente notare. Gli errori più gravi sono quelli di Elite, visto che ci sono forti discrepanze con lo script originale in giapponese.
Al giocatore più casual probabilmente non interesserà ma, considerando che si tratta di giochi di nicchia, i fan della serie potrebbero rimanere delusi della notizia.

Ok ma perché proprio la localizzazione?

A quanto pare Elite è stato localizzato da più di un traduttore, motivo per cui ci sono capitoli impeccabili e altri abbastanza discutibili. In altri tipi di giochi non avrei dedicato un paragrafo intero a questo problema, ma stiamo parlando di visual novel, quindi l’esperienza passa quasi esclusivamente attraverso il testo. Purtroppo la caratterizzazione dei personaggi risente di queste imprecisioni sparse, anche se gli errori più gravi riguardano Tweepo, la versione in game del nostro Twitter. Molti messaggi sono stati tradotti male e comunque si nota il minore interesse nell’editing.

Se vi siete appena introdotti al genere o non siete fiscali potete ignorare tutto questo e godervi il gioco. Se al contrario siete già fan o volete la versione corretta dei fatti sappiate che purtroppo Elite è pieno di imprecisioni qua e là!

La situazione Steam vs console

Non ha affatto senso che su Switch manchi il supporto touch e che su PC manchi il supporto mouse, non nel 2020. Per alcuni può risultare abbastanza frustrante e posso anche capirli, ma alla fine consiglio di comprare le versioni per console. Giocare su PC per molti è la scelta di riferimento in questi casi, purtroppo però le versioni Steam presentano questi e altri problemi tecnici. C’è anche da ribadire che questi giochi appartenenti a generi di nicchia non hanno mai avuto chissà quali pretese come budget, motivo per cui non me ne lamento troppo.

In ogni caso, ho giocato la versione Switch ma ho potuto constatare gli errori palesi della versione Steam. Quindi vi consiglio di andare per la versione Nintendo o anche quella Sony, anche per il supporto ai trofei.

Due giochi ma infiniti riferimenti

Il vero cavallo di battaglia delle SciAdv sono i riferimenti, che in questo caso riguardano principalmente il genere mecha e JoJo (avete letto bene). Mamma mia, i riferimenti a Gundam sono davvero pazzeschi e vi faranno immedesimare ancora di più se ne siete fan, specialmente in qualche route del gioco dove questi riferimenti hanno un significato abbastanza importante. Steins;Gate pullulava di riferimenti vari, tra cui anche quelli al predecessore Chaos;Head, se ben ricordate.

I due Robotics;Notes sono un raccoglitore di riferimenti velati o palesi a tutti gli altri titoli mainline della serie, motivo per cui dovete necessariamente avere un bagaglio culturale non indifferente per coglierli tutti.

L’ordine ideale sarebbe: Chaos;Head, Steins;Gate, Steins;Gate 0, Robotics;Notes Elite, Chaos;Child e infine Robotics;Notes DaSH. Purtroppo il primo titolo è l’unico non recuperabile legalmente, ma potete benissimo limitarvi ai due Steins;Gate e Child e guardare l’episodio 0 di Child che riassume Head. Non guardate l’anime di Chaos;Head perché è orribile, molto meglio il riassunto OAV che almeno è stato realizzato decentemente. Vi sconsiglio molto Steins;Gate Elite, ma nel caso consultate la recensione qui sopra.

Robotics;Notes Double Pack non si rivolge quindi ai novizi ma a chi conosce già la serie e vuole continuare questo percorso. Se state leggendo questa recensione e non avete giocato il resto, fermatevi subito e correte a recuperarli! È inutile giocare questi due titoli se non conoscete il resto della serie- Tuttavia, il punto di forza di questa offerta sta proprio nella forza della serie, una volta dentro il rabbit hole non se ne esce facilmente.

Il mondo delle SciAdv è affascinante e vi rapirà, Steins;Gate ne rappresenta solo la punta dell’iceberg. Robotics;Notes ne è a suo modo il sequel spirituale, riprendendo anche elementi dai Chaos.

Non vorrei dare un voto numerico perché reputo che tutti i titoli di questo livello debbano essere giocati a prescindere, senza il bisogno del numerino a sostegno. Che dire, recuperatevi tutti gli altri titoli se non lo avete fatto, a meno che non vogliate perdere alcune delle migliori trame nel mondo dei videogiochi. Se volete rischiare e vi piace avventurarvi in terre ancora inesplorate allora le visual novel e in particolare le SciAdv fanno proprio al caso vostro.

Non vi lamentate se poi non riuscirete più ad uscirne, io vi ho avvisato…

Verdetto
9.5 / 10
Un pack con due esponenti importantissimi delle SciAdv e delle visual novel: must buy
Commento
Detesto inserire il numerino per convincervi, ma Robotics;Notes Double Pack riassume tutti i sogni e le speranze dei fan della serie che hanno sempre desiderato avere questi titoli portati in Europa. Con delle trame e dei cast da paura, i due titoli dentro la collection si qualificano a mani basse come altre visual novel da giocare assolutamente prima di morire. Purtroppo è difficile sconfiggere la disinformazione di chi ancora si ostina a considerare la serie Steins;Gate-centrica, ma questi due titoli vi faranno ricredere sui vostri standard.
Pro e Contro
Trame molto coinvolgenti e ricche di twist
Cast memorabile e ben caratterizzato
Ost atmosferiche

x La localizzazione di Elite
x Troppe funzioni mancanti su PC

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