Ep. 36: Ma ce li ricordiamo gli anni ’90?

Recensione Ratchet & Clank (2016)

Ai tempi della prima PlayStation, erano due le mascotte più blasonate e ora rimpiante dai giocatori del tempo: Crash Bandicoot di  Naughty Dog e Spyro the Dragon di Insomniac Games. Col passaggio a PlayStation 2, entrambi i team raddoppiarono i protagonisti delle loro nuove IP, dando vita gli uni a Jak & Daxter, e gli altri a Ratchet & Clank. Due coppie molto simili ma all’inizio altrettanto diverse, sia per il genere trattato, sia per il destino a cui andarono incontro. Se la coppia di fuggitivi di Naughty Dog venne abbandonata dai propri creatori e lasciata in mano ad altri sviluppatori (con risultati dimenticabili) il Lombax e il Robodifetto furono più fortunati: tra capitoli principali, spin-off e versioni portatili, nel corso di quei 14 anni passati da quel lontano 2002 Ratchet & Clank ne hanno viste di tutti i colori, fino a sfiorare perfino un capitolo annuo (se non di più).  Dopo Ratchet & Clank: Nexus (2014) che  concludeva in un ottimo modo la seconda trilogia (composta in realtà da quattro capitoli se contiamo il brevissimo Caccia al Tesoro) il Lombax si è preso una pausa di circa due anni, facendo comunque parlare di se grazie ad un film in CGI in uscita il prossimo 29 Aprile negli Stati Uniti (e a Giugno, salvo imprevisti, da noi) ma Insomniac non si è fermata, offrendo dapprima ai giocatori Xbox One Sunset Overdrive e poi annunciando un nuovo capitolo per Ratchet & Clank, che avrebbe rivisitato, e rimodernizzato, quel lontano esordio del 2002. Mero remake o qualcosa di più? Dopo aver salvato la galassia di Solana (per quasi due volte, contando le ore spese anche in Modalità Sfida n.d.Guido) negli scorsi dieci giorni, siamo pronti a decidere le sorti del ritrovato dinamico duo.

Remake vs Reboot

A quattordici anni di distanza da quella prima avventura su PlayStation 2, Insomniac Games ripropone in una nuova veste la storia dell’incontro tra il Lombax e il robot, rinarrando e approfondendo (seppur non troppo) quanto i fan della serie già conoscono da tempo. Ratchet & Clank comincia con il Capitano Qwark che narra del primo incontro tra i due protagonisti, e di come hanno salvato la galassia diventando man mano gli eroi di cui tutti parlano. Ed è proprio Qwark il principale punto di distacco da quel capitolo del 2002, l’eroe pieno di muscoli narrerà tutte le vicende come voce fuori campo, andando a commentare anche le azioni fuori storia del giocatore (distruggere casse, saltare troppe volte sul posto e così via) con l’umorismo che da sempre caratterizza la serie. Ratchet & Clank utilizza le scene in CGI del film omonimo, divenendo quindi “un gioco basato su un film basato su un gioco”, e rappresentando un ottimo punto di inizio pure per quei giocatori che per un motivo o per l’altro non si sono mai avvicinati alla serie.

Proprio per questi fattori non è corretto parlare di remake dato che, in molti punti del gioco infatti, vi sono citazioni di svariato tipo ai precedenti episodi della serie (escludendo l’Insomniac Museum che è a tutti gli effetti una sala della memoria sulle avventure del Lombax) e non solo: come abbiamo già accennato la trama subisce una ripulita e propone personaggi e situazioni che in passato non erano presenti nel classico PlayStation 2. Ratchet & Clank è un vero e proprio reboot per il Lombax, le parti simili all’originale ci sono e fanno da scheletro a tutto il viaggio nella galassia di Solana, ma in aggiunta ci sono pezzi di ricambio presi da tutte le migliorie apportate alla serie nel corso degli anni.
Visitando tutti i pianeti il titolo vi impegnerà per una decina d’ore, che andranno ad aumentare esponenzialmente qualora vogliate affrontare la Modalità Sfida (che è a tutti gli effetti il Nuovo Gioco +) in cui manterrete tutti i collezionabili e tutte le armi potenziate fino ad allora (dell’arsenale di Ratchet ne parleremo tra poco). Il punto di forza di Ratchet & Clank è divertire genuinamente, pur nella sua semplicità di gameplay, regalando ore di divertimento passando a sterminare orde di Blarg, esplorando i vari ecosistemi o affrontando i riuscitissimi (sebbene si contino sulle dita di una mano) Boss del titolo di Insomniac.

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Gadgetron, la marca migliore che esista

Se nel corso degli anni molte delle serie platform storiche hanno tentato altri approcci, gettandosi in altri generi, Ratchet & Clank è sempre rimasto fedele a se stesso (spin-off esclusi) offrendo ad ogni nuova uscita un buon mix tra gioco di piattaforme (seppur essenziale) e sparatutto in terza persona (l’anima del brand), andando ad aggiungere ad ogni uscita qualche nuovo gadget che avrebbe aiutato Ratchet ad esplorare luoghi nefasti o non affini alla sua visione del mondo.

Un gameplay semplice ed intuitivo ma soprattutto adatto a tutti.

Tra Magnescarponi, Grindoscarponi, Jetpack, Respiratori subacquei e quant’altro utili per arraffare il maggior numero di collezionabili sparsi per la galassia, spiccano però quelle che da sempre sono le protagoniste incontrastate del gameplay della serie: le armi. Le meccaniche di gameplay restano le stesse,  oltre al classico X per il salto, Quadrato per l’enorme chiave inglese (e dunque l’attacco fisico) e triangolo per la selezione dell’arma, basterà premere L2 per mirare e R2  per crivellare i nemici di colpi o lanciargli le più svariate diavolerie Gadgetron. Un gameplay semplice ed intuitivo ma soprattutto adatto a tutti. Insomniac ha voluto aggiungere anche un selettore veloce dell’arsenale basato sulla croce direzionale: se all’inizio dell’avventura di Ratchet con poche armi in spalla sembrerà comodo, man mano che i nemici aumenteranno, e di conseguenza anche la scelta dei modi con cui distruggerli, diventerà sempre più complicato scegliere in tempo reale che strumento utilizzare, causando errori che potrebbero costare cara la pelliccia del nostro Lombax. Fortunatamente si può ovviare a questo problema utilizzando triangolo anche se spezzerà l’azione e il caos generato dalle ondate più numerose di nemici.

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In Ratchet & Clank non solo sono presenti alcune delle migliori armi viste in azione negli scorsi 14 anni (Il discotron capace di far ballare perfino astronavi e carri armati, oppure Mr. Zurkon, il robot killer che farebbe di tutto per proteggere il Lombax e per macchiarsi di sangue o olio i circuiti) ma anche nuova linfa mortale come il Pixelatore, che oltre a danneggiare i Blarg nemici li trasformerà in personaggi 2D a 8 bit. Ogni arma è originale nel concept e, a differenza del primo capitolo per PS2, è presente l’accumulatore di esperienza per il proprio arsenale (introdotto solo in seguito nella serie): si potrà potenziare liberamente tutto grazie al Raritanium (rilasciato dagli avversari o trovato sui pianeti) e al quantitativo di nemici uccisi; una volta raggiunto il livello cinque, e collezionate le tre olo-carte relative all’arma in questione (anche queste ottenute dai nemici o nel corso della storia), si avrà accesso alla variante Omega nella modalità sfida. Ogni arma Omega costa un quantitativo maggiore di Bolt, ma permette di potenziare ulteriormente lo strumento di morte fino al livello dieci, sbloccando al contempo nuove caratteristiche grazie al già citato Raritanium.

Oltre alle già citate olo-carte e agli immancabili Bolt dorati, torna anche il Ryno, il macchinario di distruzione più potente della serie in una nuova versione divisa in nove carte commemorative da trovare nella galassia e riportare a Slim, il trafficante d’armi sempre pronto a fornire a Ratchet lo strumento definitivo. Anche in questo Ratchet & Clank il Ryno rappresenta l’asso nella manica che vi può tirare fuori in un baleno dalle situazioni più ostiche anche in modalità Sfida, rendendo le avventure del Lombax una tranquilla passeggiata all’aria aperta.

Rumore, silenzio ed ingranaggi

Un altro segno che contraddistingue la serie è l’alternarsi di fasi estremamente caotiche a momenti più leggeri e tranquilli, in questo remake/reboot non mancano le gare di Hoverboard (due, divise in tre round ciascuna) lo sport ufficiale del mondo di Ratchet & Clank; delle fasi di volo create ex novo che richiameranno in maniera più o meno velata Star Fox, con i nostri eroi intenti a sparare e abbattere navicelle nemiche; delle stanze raggiungibili solo grazie al Trapassatore, uno speciale gadget che avvierà un mini-gioco d’ingegno basato su laser e anelli.
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Oltre queste attività collaterali il titolo mette obbligatoriamente il giocatore in alcune situazioni più calme durante il corso della trama principale: in alcune fasi sarete chiamati al controllo di Clank, in fuga dal cattivissimo Victor Von Ion (primo ufficiale robotico dell’esercito di Drek) o risolve puzzle ambientali grazie ad altri servobot: questi enigmi non rappresentano mai una vera sfida per i giocatori più maturi, ma risultano un ottimo intermezzo tra le caotiche avventure  di Ratchet  in giro per la galassia. Contrariamente a questo troviamo una delle ultime fasi del gioco, in cui saremo costretti a procedere in maniera stealth, pena la morte immediata del Lombax. In questa parte inedita, si sente  a tutti gli effetti un calo di ritmo, e un voler mettere a tutti i costi a tacere anche solo per un attimo il caos causato dal dinamico duo. Fortunatamente al termine della sessione Insomniac offre due ottime boss battle, andando a consolare lo stupefatto giocatore.

Sembra un film ma è un gioco

Graficamente Ratchet & clank è sicuramente tra le migliori esclusive PlayStation 4 finora: ogni pianeta visitato offre degli scorci riusciti e durante le battaglie, che siano concitate o meno, non arranca neanche per un attimo, risultando solidissimo. A fare da contorno dei filmati presi direttamente dalla pellicola cinematografica, da cui non si nota lo stacco durante il giocato. Il doppiaggio è affidato a praticamente tutto il cast dei precedenti capitoli, a cui si affianca Alessandro Rigotti (voce di Ratchet dai capitoli PlayStation 3) regalando un’ottima interpretazione, anche grazie ad un adattamento italiano riuscito. La colonna sonora è di Michael Bross (già compositore in quel di Nexus) ed è composta da brani accattivanti ed orecchiabili ma meno d’impatto rispetto agli originali di David Bergeaud. L’insieme  di tutti questi fattori, offerti al pubblico ad un prezzo budget (39,90€) rendono Ratchet & Clank un’esclusiva immancabile per i possessori di PlayStation 4.

 

Verdetto
9 / 10
Hanno fatto un'Olo-Gioco, sull'Olo-Film basato sulla mia vita?
Commento
Insomniac Games riesce a rinfrescare il brand senza cambiarne nulla. Lo spirito della serie è ancora intatto in Ratchet & Clank, pur con le dovute rifiniture alla trama (che ne guadagna) econ l'implementazione di tutti i fattori positivi aggiunti nel corso degli anni. Questo reboot, remake, o re-immaginazione della serie, che dir si voglia, è riuscito in tutti i sensi regalando l'atmosfera cacionara e confusionaria che da sempre contraddistingue le avventure dei due improbabili amici. Un divertimento genuino ad un prezzo contenuto, che ogni appassionato del genere e possessore di PlayStation 4 non può lasciarsi sfuggire.
Pro e Contro
Ottimo mix di meccaniche
Novità presenti e contestualizzate
Genuinamente divertente
Visivamente eccezionale

x Sequenza stealth sotto-tono
x Selezione rapida delle armi da rivedere