Lunediscord #1: Je suis Valve

Recensione Persona 4: Arena

La serie di Persona, nata come spin-off di Shin Megami Tensei, ha raccolto negli anni migliaia di proseliti, tanto da diventare un filone a se stante nel variegato universo creato da Atlus. L’importanza che la casa nipponica ha riservato alla serie l’abbiamo nel numero di prodotti legati a Persona. Oltre ai capitoli principali, troviamo versioni enhanced con numerosi contenuti aggiuntivi (Persona 3 Fes o più recentemente Persona 4 Golden su PS Vita), serie anime e concerti che fanno sold-out ad ogni data del tour. Vista l’enorme risonanza mediatica della serie, Atlus ha pensato bene di sfruttare a dovere il franchise di Persona 4 realizzando un picchiaduro in collaborazione con gli autori di Blazblue e Guilty Gear, gli Arc System Works. Se certi esperimenti vengono visti dai fans come rischiosi, perché non sempre snaturare un prodotto vincente porta a buoni risultati, questa partnership con Arc System Works ha fatto ben sperare fin dall’annuncio di Persona 4 Arena, essendo di fatto dei veterani nell’ambito dei beat’em up.

Versione Testata: Xbox 360

Reach out to the truth!

L’approccio scelto per P4 Arena è stato quello di creare una nuova storia che proseguisse la storyline di Persona 4 continuando da dove si era interrotta nel JRPG, con protagonista lo stesso Yu Narukami che insieme ai suoi amici e compagni di scuola dovrà far luce su un nuovo mistero che aleggia sulla ridente cittadina di Inaba, dopo i tragici omicidi verificatisi nei mesi precedenti. Tornato a visitare i suoi compagni dopo il trasferimento avvenuto alla fine di P4, Yu Narukami scoprirà tristemente che il Midnight Channel, un mondo alternativo popolato da aberranti creature chiamate Shadows, è ancora in attività e che è in atto un un bizzarro torneo chiamato P-1 Grand Prix, che vede come stelle dello show proprio Yu e i suoi amici. Senza pensarci troppo il team investigativo di P4 torna al lavoro cercando di far luce su questo nuovo caso.
La struttura dello story mode, che di per se è anche abbastanza corposa tanto da tenere occupato il giocatore per diverse ore, viene articolata come una visual novel. Avremo quindi a che fare con numerose schermate statiche dove le silhouette più o meno animate dei protagonisti interagiranno fra di loro o proporranno lunghi soliloqui esprimendo i loro stati d’animo o le proprie riflessioni sull’avvenimento di turno. Solo di tanto in tanto verremo messi di fronte ad alcune scelte multiple che in alcuni casi modificheranno l’andamento della storia, mentre a fine capitolo sarà necessario affrontare un combattimento per poter proseguire. Essendo un seguito diretto degli avvenimenti di Persona 4, P4 Arena contiene numerosi riferimenti al gioco originale, spesso solo accennati che fanno si che chi non vengano colti o apprezzati da chi si trova a che fare con la serie per la prima volta, apparendo talvolta pure noiosa. Purtroppo lo story mode non brilla né per originalità né per qualità narrativa, risultando soltanto piacevole per chi ha apprezzato il “primo capitolo” senza però toccarne l’eccellenza.

PEEEERSOOONAAAAA!!!

Decisamente meglio sul piano ludico dove P4 Arena riversa su schermo tutta l’esperienza di Arc System Works offrendo al giocatore un sistema di gioco che riesce a coniugare tecnica ed immediatezza, aprendosi anche a quel pubblico non avvezzo ai picchiaduro, senza però scendere troppo a compromessi con i puristi del genere. Prima di andare nel dettaglio del gameplay è doveroso parlare dell’attacco automatico attivabile tramite la pressione di un unico tasto e che eseguirà una combo predefinita, la quale terminerà con una special basata sulla quantità di energia presente nella barra speciale, con esiti più o meno efficaci. Questa possibilità è stata appunto inserita per avvicinare tutta quell’utenza amante di Persona ma ben distante dal campo dei beat’em up. Fortunatamente però a sostegno di un pubblico più hardcore si trova un battle system piuttosto articolato che per essere sviscerato nella sua interezza richiede ore di allenamento e dedizione.
Tutto inizia dai quattro tasti dedicati all’attacco, due per il nostro personaggio e altri due per il proprio Persona, l’avatar che accompagna e aiuta il nostro lottatore. Come in ogni picchiaduro che si rispetti la combinazione di questi tasti, uniti alla pressione della croce direzionale apre tutta una serie di possibilità e combinazioni letali. Maggiore sarà la vostra abilità nel giocare ed inanellare più combo, migliori saranno i risultati. Ovviamente la chiave di tutto il gioco sarà il tempismo con il quale eseguire le mosse. Capire il timing e le varie finestre d’attacco e di difesa sarà di estrema importanza per sopravvivere ad un match, affinando le abilità di base per accedere a mosse più tecniche e vitali quali le schivate e le cancel, che se eseguite in maniera errata si riveleranno un arma a doppio taglio. Ogni mossa vanta una versione potenziata che andrà a sottrarre energia alla Gauge Bar posta in basso allo schermo, che in caso di necessità, una volta raggiunto un livello critico nella barra vitale si potenzierà permettendoci di sfruttare le ultime risorse e ribaltare le sorti dell’incontro. I vari Persona possono essere usati non solo per attaccare ma anche strategicamente come elementi di difesa, andando ad assorbire i colpi nemici. Questo sistema però ha delle limitazioni che prevengono l’abuso di questa tecnica e mettendo fuori gioco il nostro companion con la necessità di aspettare qualche secondo prima che possa tornare a combattere con noi.

Welcome to the Velvet room

Vista la natura da JRPG di Persona, i programmatori hanno ben pensato di andare ad inserire alcuni elementi ruolistici all’interno del gioco. Piuttosto che affrontare questo aspetto inserendolo nella parte dello story mode hanno deciso di intaccare il gameplay, buttando nelle meccaniche di gioco attacchi elementali, status alterati e malus tipici dei giochi di ruolo. Questa è un altra sfaccettatura del variegato sistema di gioco e a conti fatti un aspetto da tenere bene a mente durante gli scontri, che per loro natura saranno frenetici e caotici, lasciando poco tempo alla pianificazione, chiedendo al giocatore di agire in maniera immediata.
Tornando a parlare della combo automatica, introduzione che potrebbe non andare giù a molti, questa in realtà si rivela un pagliativo per i meno esperti ed incentivo per migliorarsi, un punto di partenza per capire ed apprendere le dinamiche di base, ma che da solo si rivela incapace di rivaleggiare contro i giocatori più navigati.
Eredita invece dal DNA di Arc System Works una combo “instant kill” che se usata nel momento giusto e una volta riempita l’apposita barra, permette di terminare immediatamente l’incontro attivando una breve e scenografica sequenza animata. Questo è forse l’aspetto più blando di P4 Arena, in quanto la combinazione da realizzare sarà molto semplice, senza grosse varianti fra i vari personaggi e senza limitazioni da parte del gioco, permettendo di eseguirla non appena ci saranno tutte le condizioni a favore. L’abuso di questa mossa, specialmente negli incontri online porta ad match poco piacevoli con giocatori che concentrano il loro stile di lotta semplicemente nel riempire la barra delle special. E nonostante sia facilmente evitabile così come è facile eseguirla, alla lunga certi atteggiamenti diventano piuttosto monotoni causando l’effetto contrario di quello che dovrebbe essere lo spirito del gioco, il divertimento.
Uno degli aspetti che invece convince a pieno di P4 Arena è l’ottimo bilanciamento dei personaggi grazie all’impegno da parte di Arc System Works e dei suoi anni di esperienza in questo campo di mettere su un roster con lottatori estremamente equilibrati, ognuno con i suoi punti di forza, abilità speciali e difetti, capaci di offrire a qualunque giocatore uno strumento perfetto e adattabile al proprio stile di lotta.
E se proprio volessimo trovare un difetto potremmo dire che il cast dei personaggi soffre un po’ nel numero proponendo una quindicina di lottatori, disponibili fin da subito, ben lontani nel numero rispetto alla concorrenza di titoli analoghi (Capcom e SNK su tutti). Oltretutto trovano spazio anche tre “intrusi” appartenenti al cast di Persona 3 e che qua hanno una loro collocazione all’interno della storia (seppur slegati i due titoli condividono alcuni elementi nella trama e del mondo di Persona).

I’m a shadow…the true self…

Dopo aver sviscerato la modalità allenamento ed appreso i fondamentali del gioco grazie a semplici ma esaustive lezioni potremo continuare ad allenarci con il Training o completando le varie sfide presenti per ogni personaggio e che serviranno per apprendere il complesso sistema di gioco e che si faranno man a mano sempre più difficili da realizzare. Inutile dire quanto in questo caso l’uso di un arcade stick faccia la differenza e in molti casi determinare un gap rispetto al solito pad. Presente anche la modalità competitiva online che mette a disposizione partite classificate o match del giocatore esenti da ranking online. Chi ha seguito lo sviluppo travagliato del gioco o meglio, il suo iter che l’ha portato ad uscire al di fuori dei confini giapponesi saprà bene che Persona 4 Arena arriva in Europa dopo quasi un anno dall’uscita giapponese, dopo aver toccato qualche mese fa il territorio americano. Questo non sarebbe un grosso problema se non fosse che ogni versione presenta un region lock sui server rendendo di fatto impossibile giocare con i giocatori di tutto il mondo. Questa discutibile scelta, che a conti fatti non porta nessun vantaggio (se non minimo sulla qualità delle connessioni, ma di questo ne parleremo a breve) limita l’esperienza di gioco, segando di fatto l’utenza che è possibile trovare, specie su un titolo di nicchia come questo rendendo difficoltosa la ricerca anche solo di una partita nonostante il gioco sia uscito da poco tempo. A questo ci si aggiunge la solita qualità ballerina dei server, che nonostante la chiusura dei server vede connessioni instabili e difficoltà nel garantire partite esenti da latenza, che si concentra maggiormente nei primi istanti di gioco per poi assestarsi, ma senza quella pulizia necessaria per fruire a pieno il gioco, rendendo ancora una volta questo genere preferibile nella sua versione offline giocato con amici.

Thou art I and I am Thou.

Sul versante artistico Persona 4 Arena fonde insieme Bellissimi personaggi realizzati in 2D ed animati in maniera eccelsa su fondali ricreati grazie all’imprego di elementi tridimensionali che ricalcano i luoghi già visti e amati in Persona 4. Ricchi di dettagli e componenti animati, gli stage sono vere e proprie arene pulsanti di vita, con molti richiami alla serie e camei inseriti qua e la con maniacale fan service. Su schermo, durante i vari match, si assiste ad esplosione di colori ed effetti speciali, senza che questo incida minimamente sulla fluidità del gioco che si assesta sempre su alti livelli, garantendo partite veloci e frenetiche. La qualità del titolo si assesta sullo stesso piano delle ultimi lavori di Arc System Works ed è paragonabile in termini di produzione a quello di Blazblue, che nell’ambito dei picchiaduro bidimensionali rappresenta lo stato dell’arte per quanto riguarda la realizzazione tecnica. Stesso discorso può essere fatto alla colonna sonora, che pesca a piene mani dagli ultimi due capitoli riproponendo versioni remixate dei brani creati da Shoji Meguro & Co., oltre a trovare spazio per due nuove tracce, destinate alla opening ed ending del gioco. Assente la localizzazione italiana dei testi, in questo caso presenti solamente in Inglese mentre degna di nota la presenza del doppiaggio originale selezionabile dall’apposito menù.

Verdetto
8 / 10
Beat the iron 'till is hot
Commento
Che dire di Persona 4 Arena? E' un titolo di ottima fattura dal gameplay pregiato ed appagante, capace di dare grandi soddisfazioni agli appassionati del genere che cercano un titolo profondo e ricco di sfumature. Certo, essendo uno spin-off/seguito di Persona 4 ne rende poco godibile lo story mode specialmente a chi non conosce Persona 4 visti i numerosi richiami alla storia originale. Uno dei migliori beat'em up 2D degli ultimi tempi che purtroppo arriva in Europa quasi dopo un anno dalla sua prima release e che viene castrato nella componente online per colpa dei blocchi regionali apportati sui server che rendono difficile trovare compagni di gioco.
Pro e Contro
Sistema di combattimento versatile e tecnico
Graficamente sublime
Colonna sonora sontuosa, raccoglie il meglio di Persona 4

x Story mode privo di interesse per chi non conosce la serie
x Modalità online castrata
x Roster limitato