Recensione
di
il

Amate il modellismo? Amate Gundam? Vi piacerebbe avere tra le mani centinaia di Gunpla differenti al prezzo di un videogioco? Bene, New Gundam Breaker fa al caso vostro.

In Giappone la saga di Gundam Breaker è molto apprezzata, tant’è che viene definita come una delle migliori interazioni videoludiche dedicate al robottone più famoso di sempre. Adesso la saga sbarca finalmente anche in occidente grazie a New Gundam Breaker, ma i risultati non solo quelli sperati, tutt’altro. 

 

Versione testata: PlayStation 4

Gunpla innamorati

La modalità storia di New Gundam Breaker ci mette nei panni di un protagonista senza nome (scelto dal giocatore) che si è appena trasferito nella Gunbre High, un istituto superiore dove i Gunpla sono la materia di studio principale. Dopo averci presentato alcune delle eroine principali, veniamo a sapere che la scuola è governata dal malvagio consiglio studentesco, che applica la legge del più forte e non da pace ai più deboli. Compito del giocatore e del suo gruppo, quindi, quello di fermare il nemico di turno per riportare la pace nella scuola. Non bisogna però lasciarsi ingannare da questa premessa narrativa: la storia di New Gundam Breaker non è altro che quella da classica visual novel con la possibilità di scegliere la ragazza che preferiamo. Insomma, quello che in giappone definisco “Galge”.

La scelta di una narrazione simile di per sé è discutibile ma forse è l'unico punto leggermente positivo di un gioco che presenta un'assurda mole di difetti sia a livello tecnico che di gameplay 

Condividi

New Gundam Breaker, infatti, è un gioco realizzato davvero male, talmente male che risulta difficile scegliere da dove iniziare a elencarne i difetti. A partire dalla pochezza delle sue modalità, che si limitano a quella storia e multiplayer, quest’ultima completamente deserta per cui è stato impossibile testare il gioco online. Detto questo il gioco offre scontri con due squadre formate da team composti da 3 giocatori ciascuno, o 2 nel caso di alcuni missioni storia. Il giocatore potrà controllare solamente il suo gunpla, con gli altri guidati da un IA tutto sommato sufficiente. I mostri modellini hanno a disposizione una serie di abilità di battaglia, ognuna diversa in base al frame interno scelto che può essere offensivo, difensivo, bilanciato, fuciliere e altri. Lo scopo del gioco è quello di portare a termine una missione, cosa che si rivela molto semplice: basta solo completare i vari obiettivi che ci verranno dati e ottenere più punti dell’avversario nel tempo limite, oppure ottenere più punti prima di completare l’obiettivo principale.

I punti missione si ottengono in base al numero di obiettivi completati mentre quelli giocatore ci verranno dati in base alle nostre gesta in battaglia, dal numero di nemici sconfitti e via dicendo. Il segreto per vincere le battaglie è quello di aprire i forzieri presenti nelle mappe per salire di livello il più in fretta possibile, cosa che faciliterà di molto il nostro compito. Il giocatore Ovviamente una parte del titolo è focalizzata sulla creazione del nostro Gunpla, da assemblare con i vari pezzi raccolti in missione o acquistabili con i crediti in game ma il grado di personalizzazione resta molto basso, addirittura peggiore rispetto ad altri capitoli della serie. Assemblare un Gunpla in New Gundam Breaker si limita solo a prendere dei pezzi per formare un mech a caso, senza ottenere particolari abilità speciali, per chi lo preferisse, invece, si può costruire un modello completo tratto da una serie ma il discorso  non cambia anche qui, il giocatore non avrà altri bonus o skill, cosa che viene determinata esclusivamente dal frame interno.

Questo è tutto quello che il gioco ha da offrire in termine di gameplay

 

Modellismo di bassa fattura

Come se non bastasse la pochezza delle modalità di gioco, a rovinare ulteriormente il titolo ci pensa un disastroso comparto tecnico. Il gioco che soffre di un framerate a dir poco instabile che arriva addirittura a zero in svariati momenti dell’azione, e questo calo persiste per almeno 3-5 secondi. Tantissimo. Immaginate quindi di trovarvi in battaglia, circondati da decine di nemici e di non sapere quello che accade perché su schermo è tutto immobile mentre in sottofondo continuiamo a sentire quello che succede. Ma non è finita qui, perché oltre ai pesantissimi cali di framerate, ci si mette anche una gestione della telecamera penosa, dal mirino che inquadra il bersaglio in automatico, facendoci perdere di vista il nostro gunpla, ad inquadrature che si muovono lente, anche il mirino ci mette del suo, rivelandosi inutile in quanto è posizionato male e mettere un bersaglio al centro non risulta in un colpo, anzi lo vedremo andare in tutt’altra direzione. Ma i problemi non finiscono qui, perché oltre al basso livello tecnico, abbiamo un estrema pochezza di varietà di mappe, quasi sempre spoglie e poco dettagliate. Le uniche note positive sono i gunpla, riproduzioni a dir poco perfette dei vari mech che abbiamo modo di ammirare nel corso degli anni e delle varie serie animate e una buona traduzione in lingua italiana. Un vero peccato che gli sviluppatori si siano lasciati andare così tanto.

 

In conclusione...
5.5
“Appuntamenti e modellismo”
È davvero difficile spendere qualche parola positiva su New Gundam Breaker. Nonostante l'idea di inserire una componente romantica nello story mode sia buona tutto il resto è alquanto scadente, dalla realizzazione al gameplay. Un netto passo indietro rispetto ai capitoli passati e che segna l'arrivo in occidente della saga per la prima volta come negativo. Che siate appassionati di Gundam o no, il gioco è vessato da problemi tecnici così evidenti che rovinano l'intera esperienza e nonostante siano state programmate delle patch da qui ad Agosto, difficilmente queste riusciranno a migliorare un gioco che anche senza i citati difetti è, e resta, mediocre.
La parte "romantica" della storia
Tantissimi Gunpla da collezionare
x Tecnicamente scadente
x Gameplay da rivedere
x Poche modalità a disposizione
x L'online è deserto

due parole sull'autore
Grande appassionato di JRPG, ma non dice di no se si tratta di altri generi. Ha iniziato a giocare all'età di 5 anni con la sua prima console portatile, il GameBoy e poi passato al mondo PlayStation, ma il primo amore non si scorda mai e dura tutt'oggi. Stufo di aspettare in eterno localizzazioni di giochi che non si vedranno mai in occidente ha intrapreso la via dell'import, causa di grandi sofferenze al suo portafogli
Commenta con:
Seleziona il sistema di commenti cliccando sull'icona


Torna su