Recensione Mount & Blade: Warband

È evidente come, tra i principali motivi del successo di Game of Thrones, non sia presente la componente fantasy, ma spicchi senza ombra di dubbio il perfetto mix tra un’atmosfera ricca di intrighi e tradimenti e il continuo susseguirsi di colpi di scena. Ma come ci comporteremmo noi all’interno della saga ambientata a Westeros? Prenderemmo le stesse scelte degli Stark se al comando di un intero regno, oppure preferiremmo assecondare i desideri della casata Lannister? Nonostante il titolo di questa recensione abbia poco a che fare con la celebre serie scaturita dalla penna di Martin (esclusa qualche mod presente nella versione PC), possiamo tranquillamente affermare che Mount & Blade: Warband sembra pensato appositamente per rispondere a queste domande. Uscito nel 2010 su PC, il titolo è sviluppato dalla compagnia turca TaleWorlds Entertainment e, grazie a Koch Media, può ora vantare una versione rimasterizzata per PlayStation 4 e Xbox One, uscita il 16 settembre 2016 al prezzo ridotto di circa 20 euro (19.90 €, per la precisione). Riuscirà Mount & Blade: Warband a conquistare il pubblico, come fece in passato, anche a distanza di 6 anni? Scopritelo nella nostra nuova recensione!

Versione testata: Xbox One

Una soap opera medievale
Le possibilità offerte da Mount & Blade: Warband sono davvero molte

Mettiamolo in chiaro sin da subito: in Mount & Blade: Warband non è presente una vera e propria trama, ma saremo noi che, tramite le nostre azioni e le nostre scelte, andremo a delineare il futuro del nostro personaggio nel mondo di Calradia. Dopo averne modellato la fisionomia e il background storico, il nostro eroe sarà quindi proiettato nel bel mezzo di sei Regni in continuo mutamento politico. Starà quindi a noi decidere come muoverci: potremmo cominciare con qualche piccola quest nella speranza di venire notati dal signorotto locale, oppure vagare per i villaggi per raccogliere uomini e diventare dei briganti temuti in tutta la regione. Le possibilità offerte da Mount & Blade: Warband sono davvero molte e si avrà spesso la sensazione di star giocando ad un simulatore di vita medievale, con tanto di scelte di dialogo capaci di inimicarci persone nel giro di poche parole. Per questo motivo siamo costretti a sottolineare come il titolo sia sconsigliato ai non anglofoni, in quanto sono presenti solo i sottotitoli in lingua Inglese e crediamo che scatenare una guerra tra due Regni per aver preso una decisione non ponderata potrebbe andare a danneggiare gravemente il divertimento insito nel lavoro degli sviluppatori turchi. Mount & Blade: Warband, infatti, contiene centinaia e centinaia di linee di dialogo che non solo accompagnano ogni nostra interazione con i personaggi del mondo di gioco, ma che si presentano ad ogni accampamento/villaggio/castello raggiunto, risultando una parte fondamentale di tutta la produzione.

La spada ferisce più della penna
Mount & Blade: Warband è un titolo vecchio di sei anni, ma che riesce ancora oggi a portare una ventata d’aria fresca nell’industria videoludica

Il gameplay di Mount & Blade: Warband è un perfetto mix tra generi diversi. Abbiamo la parte gestionale, costituita da tutte le scelte “morali” che saremo costretti a prendere e che ci permetteranno di scalare la vetta sociale o, in caso scegliessimo di andare contro i regnanti, di farci temere in tutte e sei le regioni. Abbiamo elementi caratteristici dei giochi di ruolo, in quanto, di livello in livello, dovremo suddividere i punti guadagnati nella varie statistiche del nostro personaggio e del nostro esercito (nel caso ne avessimo uno). Come nel più classico dei GDR, inoltre, ogni oggetto nel nostro inventario avrà delle statistiche che si riveleranno fondamentali per affrontare le numerose battaglie all’interno del titolo. Battaglie che, invece, saranno affrontate sotto forma di action in terza persona, con un combat system solo all’apparenza semplicistico, ma che ad uno sguardo più approfondito si dimostra solido e capace di gettare le basi anche per le produzioni più attuali (come, ad esempio, For Honor). Nel corso della nostra avventura dovremo decidere anche in quale arma specializzarci, in quanto la scelta cambierà sostanzialmente il nostro stile all’interno degli scontri con i nostri avversarsi che, nonostante un’IA non particolarmente sviluppata, si dimostrano talvolta molto impegnativi e capaci di metterci fuori combattimento in poche mosse. Mount & Blade: Warband, infatti, non è sicuramente un titolo semplice e, soprattutto durante le prime ore, ci si troverà spesso sconfitti e fatti prigionieri, perdendo tutte le truppe guadagnate e, come in un Roguelike, costretti a iniziare da zero il nostro percorso. Al di là della campagna single player, possiamo impiegare il nostro tempo nel mondo di Calradia anche attraverso la simulazione di grandi battaglie (con un editor di scontri tanto semplice quanto efficace) e in feroci partite online grazie alla modalità multigiocatore che, pur senza rivoluzionare nulla, riesce ad intrattenere coloro che non riusciranno più a staccarsi dalla propria vita medievale. Nonostante la moltitudine di cose presenti nel lavoro dei TaleWorlds Entertainment, bisogna però evidenziare come i sei anni di distanza dall’uscita originale si sentano e come le animazioni dei personaggi risultino legnose e talvolta rendano un azione semplice estremamente complessa. In una delle nostre partite, ad esempio, abbiamo provato a specializzarci nel tiro con l’arco e nell’utilizzo della balestra, ma siamo stati costretti a desistere per la scomodità dei controlli e a ripiegare violentemente sul più classico utilizzo di spada e scudo. Questa legnosità, anche se per problematiche diverse, è riscontrabile anche all’intero dei menù di gioco che fanno sentire notevolmente la mancanza dell’utilizzo del mouse. Gestire la moltitudine di statistiche, schierare/gestire le proprie truppe e viaggiare all’interno dei menù di gioco muovendo la classica “punta del mouse” con lo stick analogico risulta non solo scomodo, ma anche fastidioso in più di una situazione, andando a pesare gravemente sulla fluidità e sull’immediatezza del gioco. Inevitabile sottolineare come, in questa conversione per le console di attuale generazione, sia evidente la mancanza del supporto alle mod (tra le quali spiccano quelle legate al Signore degli Anelli e quelle del succitato Trono di Spade) e delle due espansioni dedicate al popolo vichingo e alle guerre napoleoniche.

Un comparto tecnico medievale
Tecnicamente, Mount & Blade: Warband è un titolo vecchio sotto tutti i fronti

Da un punto di vista esclusivamente tecnico, Mount & Blade: Warband è un titolo vecchio sotto tutti i fronti. Ovviamente la modellazione poligonale dei personaggi è rimasta quella di 6 anni fa, ma sono le animazioni legnose il vero problema della produzione. I movimenti dei personaggi risultano spesso lenti e fastidiosi, rendendo l’azione degli scontri davvero snervante in certe situazioni (soprattutto quelle che necessitano di una certa rapidità di esecuzione). Discreto il lavoro su alcune texture, ma che, purtroppo, non basta a risollevare la produzione sotto l’aspetto grafico. Buono, invece, il comparto sonoro che mescola suoni realistici (anche se talvolta troppo ripetitivi) con una colonna sonora dalla forte derivazione medievale che immedesima pienamente il giocatore nel mondo di gioco. Durante la nostra prova non abbiamo riscontrato bug di alcun genere e il frame rate ci è sempre parso stabile, rendendo le azioni di gioco fluide sotto questo punto di vista. Ricordiamo, come già anticipato negli scorsi paragrafi, come tutto il lavoro targato TaleWorlds Entertainment sia sottotitolato in lingua inglese e come, nonostante non si tratti di un linguaggio particolarmente elaborato, ci sentiamo di sconsigliarne l’acquisto ai non fruitori della lingua britannica.

Verdetto
7 / 10
The Sims Medieval 2.0
Commento
Mount & Blade: Warband è senz'ombra di dubbio un prodotto interessante. Interessante perché, oltre ad offrire un gameplay vario e divertente, riesce ad essere "innovativo" anche a distanza di 6 anni dalla sua release per PC. È innegabile, però, come il passare del tempo abbia reso la produzione dei ragazzi di TaleWorlds Entertainment inevitabilmente lontano dalle vette tecniche raggiunte negli ultimi anni. Ecco che, quindi, ci troviamo di fronte ad un prodotto legnoso e incapace di dare il massimo sulle console di attuale generazione a causa di una conversione poco curata che, tra le altre cose, fa sentire notevolmente la mancanza dell'utilizzo del mouse, rendendo anche navigare tra i menù di gioco eccessivamente scomodo. L'assenza delle mod presenti nella versione originale, di una localizzazione in italiano e dei due contenuti aggiuntivi rilasciati ormai tempo addietro vanno a completare il quadro di un prodotto che, per quanto di qualità, ci sentiamo di consigliare ai fan della serie e a coloro che non vedono l'ora di intraprendere una propria vita nel medioevo, nonostante tutto.
Pro e Contro
Possibilità di plasmare il proprio futuro nel medioevo
Potenzialmente infinito
Gameplay tanto semplice quanto vario

x La mancanza di mouse e tastiera si fa sentire
x Combattimenti troppo legnosi
x Comparto grafico preistorico
x Assenza di mod e dei DLC

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