Recensione Monochroma

Nel 2010 Limbo stupì con delle atmosfere che facevano della monocromia il proprio punto a favore, e da allora molti studi indie si sono basati sul titolo di Playdead per offrire un comparto stilistico simile. NowhereStudios, gruppo di sviluppatori turchi, propongono dal prossimo 28 Maggio, Monochroma, esclusiva su PC e appartenente a quella grande fascia di titoli portati sulla piattaforma di Valve tramite Greenlight.

Il potere del silenzio

La trama di Monochroma è lasciata completamente all’intuito del giocatore. I due fratelli protagonisti del titolo, si troveranno a dover fuggire da una strana organizzazione, in una metropoli disabitata ma al contempo piena di enigmi e di Robot. Attraverso le quattro grandi zone in cui è diviso il titolo, verranno fornite sotto forma di immagini (durante le schermate di caricamento) alcune informazioni sul passato dei protagonisti. Il titolo di NowhereStudios è infatti privo di qualsiasi forma di parola, scritta o parlata che sia, e il tutto ci viene narrato solo tramite suoni e musiche (ma ne parleremo dopo). Durante le circa sei ore in cui è possibile completare il titolo, verrà proposto il tema dell’amore fraterno, l’impotenza dei bambini di fronte al potere degli adulti, il coraggio che può aiutare a superare le avversità, il tutto porterà ad un finale imprevisto e decisamente atipico per un titolo con protagonisti due ragazzini. Mentre scorrono i titoli di coda il giocatore ripenserà a tutti gli ostacoli superati dai fratelli, a come la loro esperienza possa averli fatti crescere, e al risultato di questo viaggio senza aver mai letto o sentito un dialogo.

Saltando per sbaglio

Monochroma è un platform ricco di enigmi, che andranno svolti tutti utilizzando il fratello maggiore e facendo tesoro di ciò che metterà a disposizione l’ambiente di turno. Lo scopo del gioco è che i due fratelli raggiungano contemporaneamente la fine del titolo, per farlo, il protagonista dovrà caricarsi sulle spalle il fratellino e risolvere enigmi conscio del fatto che il piccoletto sarà più un peso che un aiuto. Il minore dei due potrà infatti scendere dalle spalle solo alla luce di lampioni, perchè spaventato dal buio, e dovrà essere ripreso una volta che la via sarà libera. Senza il fratellino sulle spalle, il protagonista salterà più in alto, raggiungendo leve, scatole ed interruttori altrimenti impossibili da azionare. Se alcuni rompicapi risultano ben congegnati e divertenti (come muovere a tempo una Gru per rompere un vetro) altri enigmi sembrano essere stati creati apposta per far arrabbiare il giocatore, con una difficoltà eccessiva e una fisica mal calibrata nel maggiore dei casi ( il più eclatante è sicuramente quello della cisterna d’acqua, dove la scatola di legno si ribalterà più volte affongando i due protagonisti).

 

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La difficoltà in un platform non dispiace mai, purtroppo se questa è dovuta a controlli sfasati e alla fisica degli oggetti calcolata male, vi troverete ben presto a maledire tutta la turchia. L’osticità degli enigmi succitati non è infatti l’unico difetto nel gameplay di Monochroma: il protagonista più volte non risponderà ai comandi di salto, oppure non si appenderà alle sporgenze rimbalzando contro l’ostacolo e precipitando, causando una morte prematura e la ripartenza dal check-point per un errore del titolo e non del giocatore. Chiude il cerchio dei difetti la tempistica di sollevamento del fratellino: molti enigmi richiedono infatti un lasso di tempo limitato in cui agire e, a dar ulterior fastidio oltre alla precisione millimetrica degli ostacoli, troverete l’animazione ingessata e lunghissima con cui il fratello minore dovrà salire sulle spalle del maggiore. Tutti questi difettucci tecnici affossano le belle atmosfere di gioco mettendo, è proprio il caso di dirlo, in ombra i pregi di Monochroma.

Bianco, nero e un po’ di rosso

Lo stile grafico di Monochroma ricalca quello di Limbo, ma offre ambientazioni ed enigmi in 2.5D, coprendo tutta quella gamma di tonalità che vanno dal bianco al nero, aggiungendo il rosso di molti elementi chiave come la sciarpa del protagonista, le enormi M sparse per il mondo di gioco e i fiori collezionabili nascosti nei livelli. Tutto il resto del comparto visivo è monocromatico (ed entro la fine del titolo il giocatore scoprirà anche il perchè), luci e ombre si alternano in un’altalena che pende sempre di più verso l’oscurità: causando più di una volta uno sforzo della vista per capire l’ambiente circostante. Le animazioni ingessate dei personaggi invece, fanno storcere il naso e risultano fuori posto rispetto ai curatissimi sfondi. La colonna sonora risulta invece ben studiata e riesce a trasmettere tutta l’atmosfera del titolo, sia per quanto riguarda i brani incalzanti che fanno da sfondo, sia per i suoni veri e propri, come i passi nella pioggia dei due fratelli o i rumori industriali della seconda parte del titolo.

Verdetto
7 / 10
Un po' Limbo, un po' no.
Commento
Se da un lato ci troviamo di fronte ad un comparto stilistico e sonoro molto riuscito, dall'altro Monochroma soffre di alcuni difetti imperdonabili per un platform. I difetti della fisica e dell'imprecisione dei comandi, minano l'esperienza di gioco rendendola tediosa e frustrante; difetti forse dovuti più al budget che all'esperienza di NowhereStudios. Come in altri casi analoghi, speriamo che anche lo studio turco faccia esperienza dagli errori e ci presenti un nuovo lavoro al più presto.
Pro e Contro
Comparto audio che trascina tutto il gioco
Stilisticamente intrigante

x Comandi talvolta imprecisi
x Alcuni enigmi frustranti

#LiveTheRebellion