Avete mai sognato di diventare scrittori? Avete mai provato a prendere in mano una penna per dare luce a una storia, la vostra storia? Se la risposta è sì, allora potrete ben capire cosa prova Izzy, la bambina protagonista di questo racconto. E se invece la risposta è no, potrete provare a capirlo insieme a lei. È il compleanno di Izzy, e la sua amata nonna decide di regalarle un diario: la nonna sa che il sogno della nipotina è quello di diventare una scrittrice. Vuole quindi sostenerla, e spera che il suo dono aiuti Izzy a intraprendere il primo passo verso una carriera da scrittrice.

Tutto inizia con un diario

Un mondo di parole…

Il gameplay si divide in due parti, che si alterneranno durante tutto il gioco. Inizialmente ci troveremo a impersonare una Izzy in miniatura, che si muove all’interno delle pagine del proprio diario spostandosi tra le parole che lei stessa scrive.

Le frasi dell’aspirante scrittrice compaiono in tempo reale davanti ai nostri occhi, parola per parola. Questo rende il viaggio tra le pagine di questo diario molto dinamico. Ma in concreto cosa bisogna fare? Di solito bisogna semplicemente aspettare che Izzy finisca di scrivere per poterci spostare alla pagina successiva. Spesso, però, il racconto di Izzy non andrà avanti, a meno che non raggiungiamo alcune parole sbrilluccicanti: una volta toccate (basta salirci sopra), ci permetteranno di conoscere i pensieri ancora inespressi della bambina, per poi proseguire.

In qualche caso, invece, avremo alcune parole fluttuanti che potremo spostare in giro per il diario. Potremo usarle sia come piattaforme per raggiungere frasi altrimenti irraggiungibili sia, a volte, per sbloccare alcune parole o disegni nascosti. Ogni tanto, ma più raramente, dovremo anche completare alcune frasi, scegliendo il corretto ordine in cui disporvi le parole.

… e un mondo di fantasia

Quando giochiamo tra le pagine del diario, Izzy ci racconta ciò che succede nella sua vita. La bambina usa però il regalo della nonna anche per scrivere il suo primo racconto: un fantasy ambientato in un regno incantato, chiamato Estoria. E quando Izzy parla di Estoria, il gameplay cambia. Veniamo infatti catapultati nel mondo immaginario creato dalla piccola scrittrice.

Narrazione Un particolare che rende il gioco davvero bello, è che tutte le parole che Izzy scrive vengono da lei anche narrate. Abbiamo quindi non solo la scrittura, ma anche la narrazione in tempo reale della storia che stiamo vivendo. Un plauso poi alla doppiatrice, davvero brava.

Anche in questo mondo avremo su schermo le parole scritte in tempo reale da Izzy, che porteranno avanti la storia. Qui però impersoniamo Robin (O Georgia, o Grace, a seconda del nome che sceglieremo quando impersoniamo la mini-Izzy nel diario). Robin è una ragazzina amante della lettura, e vive in un villaggio protetto da alcune lucciole magiche. Ben presto Robin scoprirà di essere stata scelta come nuova guardiana delle lucciole. Se leggendo “guardiana delle lucciole” vi siete immaginati qualcosa tipo un pappone che deve proteggere le sue prostitute, sappiate che vi dovete vergognare.

Essere una guardiana significa avere il potere di usare alcune parole magiche. Niente incantesimi in stile Harry Potter, quando dico “parole magiche” intendo una cosa piuttosto letterale. Immaginate di scrivere “Luce” su un foglietto ed essere improvvisamente illuminati come se aveste una torcia: il potere di una guardiana funziona più o meno così. Non appena ottenuto il titolo di guardiana, succede una catastrofe: un drago riduce in cenere il villaggio di Robin, facendo anche scappare tutte le lucciole che lo proteggevano. Robin giura quindi di recuperare tutte le lucciole (qualcuno ha detto “collezionabili”?) e di vendicarsi del drago. Inizia così il suo viaggio. Nel mondo di Estoria, il gameplay è fondamentalmente quello di un puzzle game, anche se a mio parere non si può parlare davvero di “puzzle”, vista la semplicità degli “enigmi”.

Un gioco, due grafiche

Una musica che unisce Nonostante i due stili grafici differenti, nel gioco sono presenti alcune musiche davvero bellissime, che aiutano a unificare l’esperienza di gioco tra i due diversi mondi.

Normalmente non faccio mai gran che caso alla grafica, è proprio una cosa che per me passa in secondo piano. Qui però mi sembra doveroso parlarne, visto che ognuno dei due gameplay ha una grafica diversa (cosa che, se non avete qualche serio problema di vista, dovreste aver già notato dalle immagini messe sopra). In particolare, tra le pagine del diario avremo una grafica che ricorda quella di un vero diario (sorprendente, vero?).

Come accennato prima poi, ogni tanto potremo vedere anche qualche disegno mentre scorriamo le pagine. Più precisamente, avremo dei disegni in stile acquerello davvero stupendi.Sicuramente la parte nel diario è stata la mia preferita.In Estoria invece la grafica è fondamentalmente in stile 3D, molto “videogiocosa”.

Un gioco troppo semplice?

Lost Words è un gioco semplice? Sì. Nelle parti del diario, molto spesso, dovremo semplicemente saltare qua e là tra le parole. Ad Estoria invece dovremo usare le parole magiche per proseguire e superare ostacoli ed “enigmi”, che sono però troppo semplici per essere definiti tali. Si capisce immediatamente quello che si deve fare, il percorso è davvero lineare. Persino le lucciole da recuperare, cioè i collezionabili del gioco, ci vengono sparate in faccia il 90% delle volte. In certi casi è difficile riuscire a NON prenderle.

Lost Words è un gioco troppo semplice? Dipende. Se vi interessa il gameplay allora decisamente , è troppo semplice. Un bambino che ha appena imparato a leggere sarebbe in grado di finire senza problemi questo gioco. Se vi interessa la storia, allora direi di no. Personalmente ho visto il gameplay più come un mezzo che altro: è il mezzo che ci permette di conoscere la storia di Izzy, avendo in essa una partecipazione attiva. È quasi come leggere un libro interattivo, la cui storia per altro è molto bella: si parla di perdita, senso di colpa, accettazione. Il tutto visto con gli occhi di una bambina.

La traduzione italiana

In un gioco il cui fulcro sono le parole, che per altro appaiono su schermo costantemente, penso sia doveroso fare almeno un accenno alla traduzione. In generale la traduzione italiana non è male. A volte, però, seppur raramente, ci sono degli errori che fanno perdere completamente il senso di quanto viene detto. In un caso o due è perfino capitato che la traduzione riportasse l’esatto opposto di quanto detto in originale. Il consiglio quindi, se lo conoscete abbastanza bene, è di giocarlo in inglese, per avere la migliore esperienza possibile.

Qualche critica

Mouse, oh mouse Il gioco è disponibile, oltre che per PC, per svariate console. Io posso dirvi che, se avete l’occasione, è meglio giocarlo da PC: spesso bisogna trascinare delle parole per lo schermo, e farlo con un controller è davvero scomodo.

Una cosa che ho apprezzato poco è il ritmo di gioco: passi il gameplay semplice, che visto il tipo di gioco può anche essere considerato un pregio. Però il ritmo, soprattutto a Estoria, è lento. Per me, troppo lento. Più che una critica poi, una cosa che mi ha un po’ dispiaciuta: penso che la storia sarebbe potuta essere più approfondita. La parte del diario, in cui conosciamo la “vita vera” di Izzy, è in realtà piuttosto ben fatta.

La parte di Estoria però mi sembra quasi incompleta, come se avessimo solo “grattato la superficie” del mondo ideato dalla piccola scrittrice: personaggi che appaiono e di cui non viene spiegato quasi nulla, idee interessanti che non vengono sviluppate ma solo accennate. Probabilmente lo scopo del gioco non era creare una storia così approfondita, anche perchè quello che vediamo ad Estoria è in realtà qualcosa che fa parte della vita di Izzy. Ma se il gioco avesse approfondito meglio la parte ad Estoria, penso sarebbe potuto diventare un piccolo capolavoro.

Considerazioni finali

Lost Words: Beyond the Page è sicuramente un gioco che vale la pena di essere giocato, ma per la storia, più che per il gameplay. Penso sia adatto per qualsiasi età, ma tenendo conto proprio della facilità del gameplay, penso che chi potrebbe usufruirne al meglio siano i bambini. Si tratta infatti di un gioco che è un quasi-libro, con una storia che aiuta a riflettere su temi importanti, facendolo però con gli occhi di un bambino, come già accennato prima.

Voto e Prezzo
7.5 / 10
10€ /15€
Commento
Più che un gioco si tratta di una storia: il gameplay è completamente in secondo piano rispetto al racconto, vero protagonista di questo titolo.
Pro e Contro
Ottima storia
Bellissime musiche
Gameplay molto semplice

x Gameplay molto semplice
x Ritmo di gioco lento

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