Recensione Lords of the Fallen

Era l’ormai lontano ottobre 2014 quando CI Games ha rilasciato Lords of the Fallen, sviluppato in collaborazione con Deck 13. Disponibile su PlayStation 4, Xbox One e PC Windows (via Steam), questo “clone” di Dark Souls aveva lasciato ben sperare in un RPG tutto occidentale e che potesse reggere il confronto con i pilastri del genere. Il tentativo non si è concluso nel migliore dei modi, con un prodotto qualitativamente altalenante sotto vari punti di vista ma che nonostante tutto non delude completamente regalando, anzi, anche dei momenti più che interessanti.

Versione testata: PC Windows

 

Il codice Steam utilizzato per riscattare Lords of the Fallen e che ci ha permesso di scrivere questa recensione è stato gentilmente offerto da Kinguin.net, a cui vanno i nostri ringraziamenti.
È tempo di spaccare qualche Rhogar

Lords of the Fallen avrà inizio con il protagonista, un ex detenuto di nome Harkyn, intento a combattere contro una bestia di notevoli dimensioni. La trama del gioco è incentrata su questo personaggio che si batterà rischiando la propria vita per contrastare l’invasione dei Rhogar, creature demoniache provenienti da un’altra dimensione e che minacciano l’umanità. Il tutto si svolgerà in un’ambientazione fantasy medievale ed eliminando boss e non per un tempo totale di circa 16-20 ore, a seconda del vostro stile di gioco e capacità. Nel proseguire con la vostra avventura, farete la conoscenza di alcuni “importanti” personaggi che, sebbene abbiano una certa rilevanza in termini di trama, non riescono a lasciare il segno in alcun modo, restando semplicemente di contorno. Lo stesso discorso si applica poi al protagonista, che ugualmente non riesce ad “imporsi” con la sua personalità, diventando così un mero esecutore senz’arte né parte. Per queste ragioni, a cui si aggiunge una narrazione costantemente sottotono, dal punto di vista della trama Lords of the Fallen non riesce a convincere praticamente per nulla, cercando di recuperare punti su un combat system sicuramente riuscito meglio.

Un Soulslike a tutti gli effetti

Le meccaniche di gioco di Lords of the Fallen riflettono ampiamente il suo aggettivo di Soulslike, ma andiamo con ordine.

In fase di creazione del personaggio, sebbene non sia possibile modificarne l’estetica in alcun modo, ci sarà data la possibilità di scegliere tra tre classi, ossia Guerriero, Ladro e Chierico, delle quali ciascuna partirà con un lieve vantaggio in determinate statistiche. Va poi scelto un ramo magico tra Rissa, Inganno e Conforto, ognuno dei quali offre differenti tipologie di incantesimi. Sebbene la scelta della classe non è rilevante se non nelle primissime ore di gioco (in quanto è possibile aumentare le statistiche in tutt’altra direzione ed equipaggiare qualsiasi tipo di arma), lo stesso non si può dire degli incantesimi, obbligando il giocatore a dover avviare una nuova partita (o un NG+) per poter modificare la propria scelta. Il nostro personaggio avrà a disposizione tre barre, una per la salute, una per la stamina, utilizzata per effettuare gli attacchi, e una per il mana, utilizzata per lanciare gli incantesimi e gli attacchi a distanza, obbligando il giocatore a porvi una certa attenzione.

 

Le meccaniche non differiscono troppo da quanto si è visto con i vari Souls, nonostante le novità che cercano comunque di differenziare Lords of the Fallen. Partendo dall’equipaggiamento, di cui si dovrà tenere conto del peso per non avere problemi negli spostamenti e nelle schivate, il personaggio potrà indossare un intero set di armatura, più un ciondolo, uno scudo, un’arma per la mano principale e un guanto che, sfruttando il mana, permette di eseguire attacchi a distanza. Avremo anche in questo caso un tasto dedicato agli attacchi leggeri, uno per quelli pesanti, un altro per la parata, un altro ancora per la schivata e così via sino a ricoprire tutte le azioni possibili. Il nostro protagonista sarà poi dotato di un numero inizialmente limitato di pozioni che ci permetteranno di recuperare salute. Nel corso dell’esplorazione, inoltre, sarà possibile trovare vari scrigni disseminati lungo la mappa di gioco, nonché una serie di audio che costituiscono i collezionabili del gioco e che sono utili a sviscerarne il background storico che vi si nasconde dietro.

Novità più o meno riuscite

Da quanto detto fino ad ora, Lords of the Fallen sembra non offrire nulla di troppo diverso rispetto alla concorrenza, ma in realtà non è esattamente così. Si riscontrano novità sin dal sistema di sviluppo del personaggio che ora descriveremo più nel dettaglio. Eliminando i vari nemici che ci sbarreranno la strada, si otterranno dei punti esperienza più un bonus legato al numero della successione a cui siamo arrivati che potranno essere spesi, o messi al sicuro, all’interno dei checkpoint. Fare ciò permette l’acquisizione di punti statistica o di punti incantesimo, utilizzabili per incrementare le varie stats del nostro eroe (che sottolineiamo essere presenti in maniera molto più semplificativa rispetto ad un Dark Souls) e per acquistare e/o potenziare una delle varie spell a disposizione. Tuttavia, utilizzare un checkpoint fa ricominciare da zero la sequenza di uccisioni, portando quindi a ricompense minori. Con questo sistema il giocatore può decidere se rischiare sempre di più in cambio di una quantità di esperienza sempre maggiore, o se andare sul sicuro, facendo però i conti con la necessità di grindare di tanto in tanto. Inoltre, in Lords of the Fallen sarà possibile inserire delle rune all’interno dell’equipaggiamento, ammesso ci siano degli slot liberi, che porteranno ad un aumento delle capacità del nostro personaggio. A ciò si aggiunge poi la presenza di alcuni portali, che permetteranno al giocatore di accedere ad un’altra dimensione. In questi luoghi, esplorabili solo dopo aver eliminato il boss corrispondente, sarà possibile trovare delle sfide da affrontare e/o delle ricompense, non necessariamente “gratuite”.

Anche in Lords of the Fallen, com’era prevedibile, una volta terminata l’avventura, è possibile dare inizio al New Game+ (NG+), in cui si ricomincia il gioco conservando i propri ottenimenti. In NG+ si troveranno equipaggiamenti prima inaccessibili e si potrà sbloccare un ulteriore ramo per gli incantesimi, senza considerare il “level up” di mostri e boss. In questo modo, gli sviluppatori hanno cercato di incrementare la purtroppo bassa longevità del titolo, offrendo nuovi contenuti e un livello di sfida un po’ più alto.

E questo lo chiami difficile?

Il livello di difficoltà di Lords of the Fallen è decisamente variabile. Nelle prime ore di gioco in particolare bisognerà prestare un’eccessiva attenzione nel proseguire per non incombere in morte certa. Tuttavia, con lo svilupparsi del nostro personaggio, l’ansia di morire che ci perseguitava agli inizi è man mano svanita, grazie anche ai nemici che si lasciano abbattere sempre più facilmente. Nel corso della nostra esperienza di gioco, non appena abbiamo appreso la spell Terremoto (del ramo Rissa), tutto è diventato eccessivamente semplice. Questo incantesimo, infatti, portato al massimo livello, è più che sufficiente per eliminare in un solo colpo buona parte dei nemici presenti, senza considerare il suo ampio raggio d’azione. Abbiamo poi avuto costantemente la sensazione che i boss fossero più facilmente affrontabili degli avversari incontrati durante l’esplorazione. Questo è probabilmente dovuto alla presenza di checkpoint situati a pochi passi dagli scontri, dai pattern di movimento/attacco fin troppo semplici, intuitivi e facilmente aggirabili. Già dopo un solo tentativo andato male, sarà semplicissimo capire come evitare ogni mossa e rispondere di conseguenza, con in più il vantaggio di “arene” dalle dimensioni generose e che concedono ogni spazio di manovra possibile. Nonostante ciò, il livello di sfida riesce ad essere comunque appagante, seppur meno punitivo rispetto a quanto ci hanno abituati i Souls.

Una realizzazione tecnica buona ma non eccellente

Da un punto di vista puramente tecnico, il team di sviluppo di Lords of the Fallen ha compiuto un lavoro più che buono, nonostante qualche difettuccio sparso qua e là. Spesso ci siamo ritrovati a fare i conti con bug legati all’intelligenza artificiale o al “mirino” che segnala l’obiettivo, ma in generale questo non ha minato eccessivamente l’esperienza di gioco.

I movimenti e le animazioni dei modelli poligonali sono stati ben realizzati e su PC si può ammirarne appieno le potenzialità. Le aree che si visiteranno, inoltre, riescono facilmente ad affascinare il giocatore grazie alla bellezza delle ambientazioni proposte e ad una colonna sonora di rilievo. Peccato però che l’eccessiva linearità delle mappe, fatta eccezione per una particolare macro-area, finisca con il rovinare in parte l’esperienza legata all’esplorazione del mondo di Lords of the Fallen.

Con la nostra configurazione, riportata qui in basso, siamo riusciti a giocare tenendo ogni impostazione al massimo, nonostante il consiglio di utilizzare 6GB di vRAM (contro i nostri 3GB).

Configurazione della redazione:
  • OS: Windows 10 Pro 64bit
  • Processore: Intel Core i7-3770K
  • Memoria RAM: 16GB RAM @1600MHz
  • Scheda Video: GeForce GTX 580 3GB
Requisiti minimi:
  • OS: Windows Vista (SP2), Windows 7 (SP1) o Windows 8 (esclusivamente a 64bit)
  • Processore: Intel Core 2 Quad Q8400 @ 2.66Ghz o AMD Phenom II X4 940 @ 3.0Ghz
  • Memoria RAM: 6GB RAM
  • Scheda Video: GeForce GTX 460 o superiore
  • DirectX: Versione 11
  • Hard Disk: Almeno 25GB di spazio disponibile
  • Scheda audio: Scheda audio compatibile con DirectX 9.0c
Requisiti consigliati:
  • OS: Windows Vista (SP2), Windows 7 (SP1) o Windows 8 (esclusivamente a 64bit)
  • Processore: Intel Core i7-3770 @3.5 GHz o AMD FX-8350 X8 @ 4 GHz
  • Memoria RAM: 8GB RAM
  • Scheda Video: GeForce GTX 560ti o superiore
  • DirectX: Versione 11
  • Hard Disk: Almeno 25GB di spazio disponibile
  • Scheda audio: Scheda audio compatibile con DirectX 9.0c

Non è stato certamente possibile mantenere i 60fps costanti con la nostra configurazione, ma siamo riusciti a restare tra i 30 e i 40fps in modo più che stabile, con cali evidenti soltanto a seguito del cast di alcuni incantesimi in specifiche zone. Questo lo si deve probabilmente ad una particolare cura posta nell’ottimizzare il prodotto, caratteristica ormai sempre più rara.

Verdetto
7.5 / 10
Un Dark Souls senza Souls
Commento
Lords of the Fallen è quel titolo in cui tutti noi amanti del genere avevamo riposto le nostre aspettative. In parte siamo stati certamente ripagati dal momento che abbiamo messo le mani su un prodotto con un combat system solido e comunque appagante nonostante il calo costante di difficoltà. Purtroppo il confronto con la serie Souls era inevitabile, così come lo erano i continui paragoni tra una parte e l'altra. Da questo "scontro" Lords of the Fallen, purtroppo, non riesce ad uscirne vincitore, ma non per questo non è stato in grado di dire la sua, perché complessivamente si tratta un buon RPG di stampo occidentale, con qualche difetto sparso un po' ovunque ma anche con elementi meglio riusciti rispetto al suo avversario. Potrà non essere un titolo da day one o uno su cui porre l'attenzione in vista di Dark Souls 3, ma rientra sicuramente nell'elenco di quei giochi da recuperare appena se ne presenta l'occasione.
Pro e Contro
Artisticamente suggestivo
Buona realizzazione tecnica
Alcune interessanti novità
Buona rigiocabilità
Non è facile...

x ...ma nemmeno troppo difficile
x Longevità bassa
x Qualche bug sparso
x Narrazione sottotono
x Personaggi facilmente dimenticabili

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