Ep. 31: Scoprimi 'sta cippa

Recensione Hyper Light Drifter

Hyper Light Drifter è un titolo che inizialmente è passato in sordina. Certo, c’erano molte aspettative per questo titolo, come per molti altri che riescono a raggiungere il loro obiettivo kickstarter in meno di 24 ore, ma nelle prime fasi non si sapeva molto del gioco, e col tempo l’interesse si sopì. Passano due anni, si avvicina la data d’uscita, e i backers e fan del titolo sono entusiasti per questo RPG action 2d descritto dai suoi sviluppatori, gli esordienti di Heart Machine, come “un titolo ispirato dai classici 8-bit e 16-bit, con meccaniche moderne e un design su una scala più grande”. L’obiettivo era senza dubbio ambizioso: replicare le emozioni di titoli dell’epoca NES e Master System senza restare vincolati al fattore nostalgia come unica nota di merito. Approfittando dell’uscita console fissata per oggi 26 Luglio su PlayStation 4 e Xbox One, è giunto il tempo di dare un giudizio sul lavoro di Heart Machine.

 

Versione Testata: PC

 

Drifting in the nineties

Hyper Light Drifter è stato spesso descritto come un titolo “alla Dark Souls”, addirittura come un Souls-like 2D. Da una parte questa menzione non è del tutto priva di merito: appena entrerete nel mondo di gioco vi accorgerete subito che la narrazione di Hyper Light Drifter riprende il modello del “racconto silenzioso” caro agli sviluppatori From Software. Tuttavia, dopo aver provato il titolo, si capisce che questo paragone era più un tentativo di elogiare il titolo che di rappresentarlo accuratamente: accostarlo a Dark Souls convincerà molti giocatori moderni, portandoli ad associarlo ad un titolo molto amato, ma il cuore di questo gioco batte al ritmo di titoli ancora più datati, come il primo The Legend of Zelda per NES o Alundra, piccolo gioiello dell’era PlayStation 1. Hyper Light Drifter, hub centrale

Dopo aver visto un criptico filmato introduttivo, che si limita a presentare gli elementi e i luoghi della storia, ma non il perché si trovi lì e il motivo della missione, il gioco ci affida il controllo del personaggio in un breve tutorial delle principali meccaniche di gameplay. Seguiremo l’eroe, chiamato genericamente dai fan Drifter (vagabondo), e gli unici elementi che potremo carpire inizialmente saranno due: è in viaggio, come testimonia l’inizio dell’avventura presso un falò, ed è molto malato, tanto da sputare sangue e avere allucinazioni di strane creature geometriche pronte ad attaccarlo. Dalla sua carta Steam, sappiamo anche che è stato associato dagli sviluppatori all’arcana maggiore del Mago, (logica, abilità ed intelletto), e che viene descritto come “un cercatore, che aspira a trovare una cura”. Questi saranno gli unici elementi di testo che avremo sul titolo, ed il resto potrà essere estrapolato solo da un’osservazione attenta del mondo di gioco. Subito dopo questa breve introduzione, ci ritroveremo in un hub centrale, una città vista poco prima dalla distanza e in cui saremo trasportati dopo aver perso i sensi.
Qui il gioco rivela candidamente la sua eredità da classici come Zelda, soprattutto il primo capitolo: ci sarà affidata piena libertà su cosa fare e su quale percorso proseguire, o quasi. La città in cui ci ritroveremo, che farà da hub centrale dove acquistare power up per potenziare il personaggio ha infatti quattro strade principali che si dipanano nelle direzioni cardinali. Di queste, solo quella sud ci sarà inizialmente preclusa, in quanto avremo bisogno di completare le altre tre zone per poterla sbloccare.

l’obiettivo del giocatore è vago ma sufficientemente definito

Nessuna fatina e nessun deus ex machina ci rivelerà la strada da seguire: gli unici aiuti che riceveremo nel gioco saranno piccoli suggerimenti da viandanti nelle zone che visiteremo che ci segnaleranno, molto approssimativamente, dei punti di interesse sulla mappa. Il mondo di Hyper Light Drifter non è certo dei più accoglienti, ma per fortuna il viaggiatore non è impreparato. Inizialmente, l’obiettivo del giocatore è vago ma sufficientemente definito: trovare e sbloccare dei “core”che si trovano nei quattro punti cardinali, assieme ad altri nuclei principali protetti da boss delle aree. Una meccanica classica e ben consolidata, con una citazione abbastanza esplicita al primo Zelda nella forma triangolare dei collezionabili minori minori.

Hyper Light Drifter, gigante

Uno dei misteriosi scheletri giganteschi che ritroveremo nel mondo di Hyper Light Drifter

 

Drifting in the 2k16

Nel breve tutorial, l’unico momento in cui il gioco ci tenderà la mano, verranno mostrate le meccaniche fondamentali, necessarie sia nella fase esplorativa che in quella del combattimento, ovvero come attaccare, sparare, curarci, e usare il compagno, un esserino svolazzante, per attivare porte o congegni. Le abilità di attacco serviranno infatti, oltre che per il combattimento, a eliminare ostacoli e attivare interruttori fuori portata.

Il sistema di controllo è quindi molto semplice e intuitivo. Tuttavia, è evidente la cura di Heart Machine nel realizzare un mondo di gioco adeguato perfettamente al gameplay. Il lavoro di alta sartoria cuce dei livelli ben designati su di un sistema di controllo fatto apposta per esplorarli, e che permette un approccio poliedrico senza imporre uno stile o un percorso forzato, grazie anche alla struttura aperta delle zone già accennata. Ciascuna di queste abilità può essere ulteriormente potenziata spendendo delle monetine quadrate chiamate gearbits, che possono essere trovate nelle aree di gioco. Queste abilità sfruttano in genere una risorsa secondaria simile alla stamina, che ne limiterà l’utilizzo , e ci obbligherà ad un approccio più tattico e ponderato sul come sfruttarle: nel caso di una particolare abilità che potenzia i dash (permettendoci di superare il limite di tre dash consecutivi), un potenziamento della spada ci permetterà di respingere proiettili, un’altra ci permetterà di eseguire uno slash dash, ovvero un colpo eseguito lungo la traiettoria del dash. Altri potenziamenti invece ci permettono di sbloccare granate, munizioni extra per il personaggio, o un numero maggiore di Health Kit. Potrete quindi raffinare il vostro stile di gioco in base alle vostre preferenze.
La limitazione della barra stamina, necessaria per bilanciare il gameplay e non renderlo triviale, non si impone prepotentemente, in quanto non ha effetto sulle azioni standard del personaggio, ma solo sulle abilità più potenti (ad eccezione delle granate, che hanno un timer dedicato). In maniera interessante, queste abilità non si limitano ad essere un crudo aumento di potenza del personaggio, in quanto ciascuna di esse potrebbe anche ritorcersi contro di noi. Un colpo caricato infatti limita fortemente la  velocità di movimento mentre lo stiamo preparando. Uno slash dash potrebbe farci cadere se il bersaglio si trova sul bordo di un burrone.  Deviare i proiettili con la spada o lo scatto è esaltante(oltre che utile), ma a volte lascia scoperti ad attacchi di nemici in mischia che nel frattempo si avvicinano. Il chain dash sarà croce e delizia, alternando lunghe e consecutive schivate al fulmicotone a rovinose capocciate nei muri seguite da un breve periodo di stordimento.
È stata anche riservata un’attenzione inaspettata al combattimento a distanza: la pistola infatti potrà ricaricare proiettili persino nelle boss fight, permettendo di sfruttare attacchi a distanza durante le fasi in cui dovremo allontanarci dal pericolo. L’arsenale di armi da fuoco sarà inoltre ampliato da altre cinque armi, alcune nascoste dietro delle sfide, ciascuna con la sua utilità.
In definitiva, Hyper Light Drifter è un titolo all’apparenza semplice ma che nasconde una profondità di gioco studiata con lucidità e meccaniche estremamente soddisfacenti da imparare a sfruttare. Superato l’imbarazzo iniziale con la velocità di gioco, vi ritroverete a balzare tra file di nemici mentre sparate, schivate, e attaccate nuovamente. O vi chiederete dove diamine è finito il vostro personaggio. Nelle prime fasi capiterà principalmente la seconda.
Anche le mappe di gioco contribuiscono a mantenere alta l’ attenzione del giocatore, sia per la loro complessità che per il discreto numero di segreti e passaggi nascosti che contengono.

 

Hyper Light Drifter, lago

Il lago di Hyper Light Drifter mostra ancora cadaveri titanici ch- ehi, che è successo ai vestiti?

Raccontare in silenzio

Affilate la lama e caricate le armi, cominciamo a parlare del mondo di gioco di Hyper Light Drifter. Come già detto in precedenza,  è ermetico, e può essere compreso solo tramite osservazione, esplorazione accorta e un piccolo lavoro di decifrazione. Tuttavia, la dovizia di particolari che caratterizzano questo universo misterioso e inusuale sopperisce (parzialmente) a questa mancanza di narrazione.
È estremamente difficile collocare questo titolo in un genere:abbiamo creature pelose da universo fantasy, accompagnate da divinità egizie, portali e strutture decadenti ma estremamente digitalizzate.
Sebbene sia difficile parlare di grafica sbalorditiva per un titolo 16-bit, è innegabile che l’estetica e la

il 16-bit esercita un certo fascino

coerenza dei temi nel mondo di gioco contribuiscano a esercitare un certo fascino, e riescano nel difficile compito di far immedesimare il giocatore in un universo astratto e imperscrutabile e con un personaggio dalle non ben chiare motivazioni. L’utilizzo sapiente di una ristretta paletta cromatica invaghisce il giocatore con questa alternanza di colori caldi e freddi, talvolta disorientante ma mai sgradevole. Il design dei personaggi e dei nemici di gioco può lasciare inizialmente a desiderare, soprattutto per le creature più comuni, ma avanzando nelle aree sarà possibile trovare nemici ben caratterizzati e distinti. Anche i boss e mini-boss riescono a lasciare una buona impressione, soprattutto dopo averli sconfitti al termine di combattimenti abbastanza impegnativi, ma anche ben strutturati e diversi tra loro. Tuttavia, tutti questi elementi non rimpiazzano una narrazione tradizionale, e per quanto coerente e coeso sia il mondo di gioco, spesso vi troverete a chiedervi il perché di determinati luoghi o fazioni. E non ci sarà una risposta ufficiale: la storia del gioco è aperta a numerose interpretazioni, con gli unici indizi in alcuni monoliti (scritti in codice) piazzati in zone del mondo di gioco ben nascoste.
La colonna sonora che accompagna il titolo è intenzionalmente lenta e poco ritmata, salvo per alcuni scontri concitati, con suoni sintetici che cercano di rafforzare quella sensazione di etereo e digitale che permea il mondo di gioco. Tuttavia, a parte alcune tracce memorabili e di impatto, tra cui quella che potete ascoltare nel trailer del gioco, alcune sono relativamente anonime e pensate evidentemente per accompagnare il giocatore senza occupare “spazio audiovisivo”.

Hyper Light Drifter laboratorio

Almeno non è a gettoni

Un’ultima nota riguarda la difficoltà del gioco. Come già accennato, il combattimento del gioco è abbastanza veloce, e sarà necessario un piccolo “crash course” per ambientarsi alle dinamiche del combat system. Inoltre, anche la fase di esplorazione concederà numerose soddisfazioni, con segreti ben nascosti ma rintracciabili facendo particolare attenzione ad alcuni indizi nelle mappe. Riuscire a trovare un’area segreta, o sopravvivere a imboscate nemiche in una zona opzionale, ci permetterà di ottenere gearbits, le monete del gioco scambiabili con power up e abilità. Ancora più rare da trovare saranno le chiavi, che permettono di accedere a particolari sfide con ricompense molto intriganti, come costumi alternativi (che conferiscono bonus passivi), o armi da fuoco secondarie per aumentare la versatilità dell’ arsenale. Complessivamente, il titolo non risulta eccessivamente impegnativo, ma va fatto notare che alcune sezioni del gioco, specialmente le fasi finali delle boss fight risultano particolarmente concitate e frenetiche. Non ci sarà molto spazio per gli errori, in quanto la barra della salute risulta composta da soli cinque blocchi, ed alcuni attacchi dei boss potrebbero farne perdere due e raramente anche tre. I game over non sono molto punitivi, e si limitano a riportare il personaggio all’inizio della stanza o fuori dalla boss room, soluzione ben gradita in un titolo come questo. Le sfide, accennate in precedenza, sono gli unici momenti in cui la difficoltà del gioco comincia a provocare frustrazione, ma sono giustificabili data la loro natura opzionale.

L’ unico rimpianto è che è già finito

Se si volesse trovare un vero difetto ad Hyper Light Drifter, oltre ai suoi sporadici picchi di difficoltà nelle aree opzionali, è la sua ridotta longevità.
Il tempo per completare l’avventura di gioco dipenderà dall’abilità, dalla curiosità e dalla tenacia del giocatore, ma l’avventura principale del gioco si esaurisce piuttosto rapidamente. Andare a caccia di segreti, con l’esperienza e l’abilità di chi ormai conosce le zone di gioco può essere estremamente gratificante, ma non riesce ad aumentare sensibilmente la durata del titolo, che, per inciso, risulta comunque nella media, (forse anche di più) di un generico titolo indie.

Nonostante questo, il titolo supera decisamente le aspettative, e se avete amato titoli 2d di azione avventura come Zelda o Alundra, o se semplicemente siete fan di titoli action ben fatti e con una solida direzione artistica, non dovreste perdervi questa perla del 2016. Heart Machine viene promossa ed entra di diritto nel radar degli sviluppatori indie di talento.

Verdetto
8.5 / 10
Derapare alla velocità dell'iper-luce
Commento
Hyper Light Drifter centra il bersaglio e ci porta indietro nel tempo con un action rpg 2D divertente, interessante, e dall' estetica decisamente piacevole. Nonostante l' ispirazione palese a grandi classici, il titolo è originale sia nelle meccaniche di gioco che nella storia. Il gameplay è veloce, a tratti anche troppo, ma anche semplice, e non scade nella ripetitività grazie ad una buona caratterizzazione dei nemici. Alcune scelte, riguardo la difficoltà e il tipo di narrazione adottata, potrebbero scoraggiare alcuni giocatori. Complessivamente, la qualità del lavoro svolto dagli sviluppatori di Heart Machine è alta, ma rimane il problema della longevità del titolo, che lascia un po' a desiderare.
Pro e Contro
combat system veloce e coinvolgente
estetica originale e ben riuscita
anima old school, (macchina) cuore pulsante

x la longevità non è un punto forte
x può rivelarsi leggermente ostico
x mancanza di una narrazione tradizionale