Recensione Halo: Reach

Con il fardello del capitolo finale della trilogia gli sviluppatori hanno avuto il duro compito di non deludere i tantissimi fan della saga. Come nello spin off ODST, in Halo: Reach non avremo come protagonista l’ormai iconico Master Chief ma una intera nuova squadra di coraggiosi Spartan pronti a tutto pur di fermare l’avanzata Covenant. Reach infatti è un prologo degli eventi di Halo dove rivivremo gli ultimi attimi dell’omonimo pianeta distrutto dalla inesorabile avanzata Covenant. La mancanza dell’epicità dei capitoli precedenti è stata coperta più che sufficientemente dallo scenario bellico più evoluto e dal fattore umano dei personaggi.

Pronti per la fine

A differenza dal suo predecessore Halo ODST, il gioco si presenta in modo più famigliare ai fan. L’elemento di squadra che aveva distrutto l’idea di soldato perfetto in ODST è stato modificato, lasciandone i fattori chiave ma focalizzandosi di più sul nostro personaggio. Infatti il nostro compito sarà di sostituire un membro deceduto della squadra Noble, una squadra elitè di Spartan 2 (soldati potenziati in seguito e non dalla gioventù come Chief) dispiegata sulla importante colonia terrestre di Reach. Quello che ci farà ricordare le vecchie glorie è il background del nostro personaggio, che ha sempre combattuto da solo mostrando abilità  fuori dal normale sul campo di battaglia. A parte una piccola introduzione, il gioco è un continuo susseguirsi di azione in grado di divertire sempre, anche grazie alle interessanti nuove aggiunte. Parlando infatti di nuove aggiunte, i ragazzi di Bungie hanno rimpolpato il gameplay con nuove armi e gadget davvero ben ideati. I vecchi oggetti di Halo 3 sono stati sostituiti con dei potenziamenti per l’armatura che donano un’abilità diversa ciascuno, come per esempio il Blocco Armatura che ci renderà invulnerabili per qualche secondo. Potenziamento che apre ulteriormente il gameplay è il Jetpack, che ci farà volare per il campo di battaglia sia in modalità singleplayer che multi. Gli sviluppatori hanno anche rinfrescato l’armeria aggiungendo alcune armi esclusive come il DRM o cambiando armi già esistenti, come la Carabina Covenant con il Fucile ad aghi. Ottima scelta per variare lo stile gioco, ma molto in contrasto tecnologicamente parlando con la cronologia che pone Halo: Reach prima di Halo Combat Evolved. Per quanto riguarda i nemici, in questo capitolo potremo confrontarci con le stesse tipologie di alieni già viste, alcune modificate sotto il punto visivo (come per esempio i Brute). Infatti, per rendere il tutto più fresco, la grafica dei Covenant è stata aggiornata con nuove armature e colori che differiscono in base al rango dell’avversario. I nemici saranno anche più reattivi e spietati di prima, grazie all’intelligenza artificiale migliorata.

Remember Reach

Fin dall’inizio, conoscete la fine, questo è lo slogan dell’ultimo Halo che ci porta a combattere invano le forze Covenant come ultimo baluardo dell’umanità . Il nostro ruolo infatti sarà di rivivere gli ultimi attimi della Squadra Noble che si sacrificò per il bene dell’umanità.
La storia del gioco riserva abbastanza colpi di scena pur sapendone già la fine e riesce a far affezionare il giocatore ai suoi compagni di squadra. Il carisma dei personaggi è ben designato e ognuno di loro si colloca perfettamente nel suo ruolo. I ragazzi di Bungie hanno infatti deciso di mettere il fattore umano più in primo piano rispetto ai giochi precedenti, rendendo il tutto più realistico.
Il gameplay è lo stesso dei vecchi titoli, scontri a piedi lineari contro armate di nemici e frenetici livelli a bordo di veicoli. Interessante aggiunta è la possibilità in un livello di pilotare un caccia spaziale per attaccare le navi Covenant in orbita sul pianeta.
Per i fan di Halo, il gioco mostrerà i fatti chiave della storia fin ora solo visti nei vari libri ma, anche per coloro che entrano per la prima volta in questo universo, il gioco saprà divertirli visto che a parte qualche scena dedicate agli aficionados, il gioco non necessita di conoscenze precedenti. La grafica ovviamente (visto che Halo 3 è stato uno dei primi titoli Xbox 360) è la migliore della serie, nitidezza generale davvero ottima, effetti particellari rivisti appositamente e un motore fisico in grado di reggere una gran mole di dati.

MASSACRO!

Il multiplayer è sempre stato parte fondamentale di Halo e anche in questa nuova incarnazione stupisce e diverte. L’aggiunta più interessante e profonda è l’Armeria, menù che ci permette di personalizzare completamente il nostro personaggio Spartan o Elite con moltissimi oggetti sbloccabili, man mano che saliremo di grado. Le modalità storiche di Halo ci sono tutte, più qualche nuova interessante aggiunta come il ritorno della Sparatoria Co-op già vista in ODST e della modalità Invasione che metterà a confronto squadre di Spartan contro squadre Elite. Le mappe sono ben costruite, per lo stile di gioco su cui si basa Halo, la frenesia del combattimento è sempre presente e le nuove animazioni di assassinio corpo a corpo rendono il tutto più aggradante. Anche se Bungie si è distaccata da questo brand continuerà ad aggiornare l’online con nuovi contenuti (modalità, gradi e armature) e DLC rendendo l’esperienza sempre nuova.

Verdetto
9 / 10
Master Chief un po' ci manca
Commento
Possiamo dire che Bungie ha finito egregiamente il lavoro su questa splendida saga, riuscendo a ovviare al problema della mancanza di Chief con un gioco accattivante e moderno. Per i fan sarà una nuova e interessante avventura, ma anche per tutti gli amanti degli FPS Halo Reach sarà un titolo da avere nella propria collezione.
Pro e Contro
Multiplayer teoricamente infinito
Storia degna per la serie
IA nemica ottima
Modalità di gioco ben bilanciate

x Qualche bug di sorta
x Alleati non sempre svegli

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