Recensione
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E’ ormai sempre più evidente come la narrazione caratteristica dei titoli realizzati da Telltale Games la si ami o la si odi. Dopo due primi ottimi episodi dedicati alla serie di Game of Thrones (potete trovarne le recesioni qui e qui), ecco arrivare sul mercato digitale anche The Sword in the Darkness, terzo capitolo ambientato nel crudele mondo ideato da George R.R. Martin. Sarà riuscito a colpirci anche questo terzo atto oppure la qualità dell’opera non sarà all’altezza delle altre produzione Tellatale? Scopritelo nella nostra recensione del tutto priva di spoiler.

Versione testata: PlayStation 4

Emozioni fuori controllo
Ancora una volta la trama risulta affascinante, cruda e coinvolgente

La trama di questo terzo episodio di Game of Thrones, come per i precedenti due capitoli, risulta sin da subito di enorme qualità grazie a nuove situazioni intriganti e capaci di mettere alla prova qualsiasi giocatore tramite alcune tragiche decisioni. Le storyline di tutti i personaggi riescono ad evolversi e a conquistare il videogiocatore che, sin da subito, non tarderà ad immedesimarsi con i protagonisti. Bisogna evidenziare, inoltre, come la narrazione di questo capitolo risulti maggiormente cupa e ricca di un’atmosfera di tensione costante che raramente è possibile trovare in altre opere videoludiche. La caratteristica maggiore che emerge dal lavoro dei ragazzi di Telltale è quella di riuscire a far emergere alcune emozioni in modo decisamente marcato e naturale. In questo capitolo, infatti, difficilmente potremo evitare di provare una forte rabbia che, in determinati punti, ci porterà a prendere alcune decisioni in modo impulsivo (per poi pentircene poco dopo). In definitiva siamo rimasti ancora una volta sorpresi dalla qualità della sceneggiatura e dei dialoghi, capaci di coinvolgere ed emozionare tanto i fan della celebre serie targata Martin quanto un qualsiasi giocatore alla ricerca di una trama complessa e ricca di carisma.

 

Una scelta vale l’altra?
Un gameplay sempre più scarno per lasciare spazio alla narrazione

Con il migliorare dell’esperienza narrativa della serie, Telltale sta però lasciando sempre più in disparte il gameplay all’interno delle proprie opere. Ancora una volta, infatti, ci troveremo di fronte ad una serie di dialoghi a scelta multipla, a qualche Quick Time Event per le sezioni action e a dei vuoti corridoi da percorrere per arrivare da un punto A ad un punto B. L’esplorazione, come anche l’interazione con l’ambiente, è limitata ormai al minimo, rendendo The Sword in the Darkness un vero e proprio film interattivo. Nonostante la maggior parte delle scelte vada a modificare anche in modo sostanziale l’intera trama, ci sentiamo di evidenziare come siano presenti un paio di soluzioni che, noncuranti delle vostre decisioni, porteranno allo stesso sviluppo narrativo. Ovviamente stiamo parlando solamente di un paio di casi, ma uno di questi, se il trailer del prossimo episodio dice il vero, potrebbe risultare abbastanza fastidioso. Per quanto in maniera molto superficiale e non di particolare importanza, ci teniamo a sottolineare come questa volta alcuni degli oggetti raccolti nel corso dell’avventura possano essere utilizzati per ricorrere a dialoghi aggiuntivi e a soluzioni narrative differenti. Nulla di esaltante, sia chiaro, ma sicuramente qualcosa di nuovo rispetto allo scorso episodio.

 

La bellezza di Westeros
Un comparto grafico non esaltante, ma una colonna sonora di qualità

Ancora una volta il comparto tecnico di Game of Thrones non riesce a stupire e mette in evidenza alcune notevoli imperfezioni. I modelli poligonali dei personaggi, per quanto riprodotti con uno stile caratteristico, non possono essere definiti particolarmente curati e mostrano il fianco ad alcune animazioni decisamente non esaltanti. Stesso discorso anche per gli ambienti che, con texture non sempre rifinite, non riescono a convincere appieno (anche a causa di un effetto blur davvero poco gradevole). Sono stati rilevati anche un paio di cali di frame nelle situazioni più concitate; nulla di particolarmente fastidioso, ma crediamo che si tratti di difetti che dovrebbero essere assenti in un titolo caratterizzato da un motore grafico tanto datato. Ottimo lavoro, invece, sulla colonna sonora che riesce a colpire sin da subito e ad affascinare il giocatore trascinandolo all’interno del mondo di gioco. Di buona qualità anche il doppiaggio (totalmente in inglese) che regala ai personaggi una discreta qualità recitativa, bilanciando in questo modo le poche espressioni dei loro volti.

In conclusione...
8.5
“Un gioco che insegna a controllare la rabbia”
Ancora una volta Game of Thrones è riuscito a convincerci grazie ad una trama sempre ottima e a personaggi e dialoghi di grande qualità. Come anticipato all'inizio della recensione, i lavori Telltale o si amano o si odiano, rendendo perciò difficile consigliare questi titoli ad occhi chiusi. Il nostro consiglio è quello di dare comunque un'occasione a questa serie che, per tutti i primi tre episodi, è riuscita a mantenere il ritmo e l'attenzione del giocatore sempre alta, facendolo entrare in un mondo crudo e dove una semplice parola al momento sbagliato può fare la differenza tra la vita e la morte.
Narrazione sempre esaltante
Atmosfera al top per la serie
Gran parte delle scelte cambiano radicalmente la trama
Ottima colonna sonora
x Alcune decisioni portano allo stesso risultato
x Gameplay quasi del tutto assente
x Comparto tecnico datato

due parole sull'autore
Il Luca è quell'animale mitologico a metà tra un nerd ed un videogiocatore, ma con la testa di Ca***. Dall'animo tranquillo, pare che questa creatura sia stata vista solamente poche volte in modalità berserk (con ATK+3 e danno da fuoco), ma si narra che, in quei casi, la bestia cambi colore e ripeta solamente una cosa: LUCA SPACCA!
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