Lo scorso 2 luglio è stata rilasciata la quarta espansione di Final Fantasy XIV: Shadowbringers, portando con se una grande quantità di cambiamenti ai Job esistenti ed alcune nuove interessanti aggiunte sia in termini di ruoli che in termini di razze giocabili. L’espansione ha promesso fin dal suo change log per la patch 5.0 e 5.01 l’intenzione di aggiornare significativamente l’esperienza di gioco, alleggerendo alcune meccaniche stantie e lente in favore di un gameplay vagamente più frenetico e movimentato. Con i suoi ormai 6 anni di vita Final Fantasy XIV è uno degli ultimi baluardi del genere MMORPG, un titolo che dovrebbe procedere verso il declino o diretto verso una nuova primavera inaspettata?

No More Mr./Mrs. Warrior of Light
Senza troppi giri di parole la trama di Shadowbringers è forse uno dei suoi punti di forza e la dimostrazione che la saga di Final Fantasy ha ancora del potenziale dopo gli ultimi controversi titoli in single player. Il giocatore da sempre interpreta il Guerriero della Luce di Eorzea, questa volta a seguito di alcuni avvenimenti al termine di Stormblood (prima di poter giocare a Shadowbringers sarà necessario giocare tutti i capitoli precedenti o acquistare un kit di level up istantaneo sulla mogstation) verrà catapultato in una delle varianti del mondo principale (detto Source, sorgente) in cui la luce ha sbaragliato interamente l’oscurità portando l’umanità sull’orlo dell’estinzione in un mondo in cui la luce genera dei mostri noti come sin eaters, una visione piuttosto distorta dei soliti angeli, e avvolge il mondo in una cortina luminosa che ha privato tutti della notte. Per salvare il mondo è necessario l’intervento di un prescelto che possa epurare il mondo dalla luce e ridare l’oscurità agli uomini in ginocchio.

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Fin qui niente di strano, ma l’aspetto interessante è dato dal modo in cui i dialoghi tra i personaggi e gli intrighi che instaurano tra loro giochino in qualche modo con lo spettatore insinuando dubbi e costruendo risposte in grado di disattendere perfino qualche aspettativa in un continuo gioco delle parti in cui il Guerriero della Luce dovrà essere anche portatore di oscurità. Rispetto ai capitoli precedenti è stato dato leggermente maggior risalto alle risposte del giocatore nelle scelte multiple, portando a vedere differenti porzioni di dialogo e scoprire qualche piccolo dettaglio in più, nulla di eccezionale ma corregge una lieve lacuna di vecchia data.

La trama porta il giocatore a confrontarsi con i temi non solo del bene e del male, ma anche di giusto e sbagliato o l’autodeterminazione degli individui forgiati dai contesti più assurdi, di come le difficoltà possano far brillare l’ingegno umano o portare l’umanità sul baratro della disperazione in un carpe diem traviato dall’idea di morte imminente. Molti spunti interessanti inseriti con abile maestria nel tessuto di gioco, al punto di renderlo forse il capitolo migliore di questo MMO, se fosse stato realizzato come titolo classico, forse sarebbe potuto essere un buon Final Fantasy XVI.

Forse il capitolo migliore di questo MMO Se fosse stato realizzato come titolo classico sarebbe potuto essere un buon Final Fantasy XVI.

Tecnicamente abbiamo a che fare con una semplice espansione del capitolo precedente, ottime colonne sonore che alternano basi orchestrali ad assoli di chitarra elettrica andando così a comporre il giusto sottofondo fondendosi in un tutt’uno tra ambiente circostante ed azione di combattimento al punto che rimuoverle è quasi un delitto. Per la prima volta dal suo arrivo su PC è stata rimossa la compatibilità con DirectX 9, una scelta che probabilmente si è rivelata necessaria dal momento che la libreria comincia ad essere ritenuta obsoleta. Tale scelta potrebbe far storcere il naso a coloro che, in possesso di computer non proprio performanti, sfruttavano la versione 9 per avere quei 5-10 FPS in più. Nella nostra prova su strada il portatile su cui abbiamo testato le impostazioni di base è passato da 30 FPS a 23-27 FPS, rendendo il titolo giocabile ma con qualche rallentamento notevole in presenza di forti giochi di luci e un gran numero di personaggi a schermo (specie nei giorni immediatamente a ridosso del rilascio del titolo). Non è stata riscontrata alcuna differenza percepibile su PC di fascia medio – alta o alta.

Il doppiaggio è molto valido anche in lingua inglese, ma per come sono gestite alcune scene e dopo aver provato il voice over sia in inglese che in giapponese, a costo di essere scontati, suggeriamo il secondo. Se non altro per l’intonazione che sa essere molto più drammatica laddove necessario.

Parole, parole, parole…
Shadowbringers è una piccola gemma videoludica sia per gli standard di Final Fantasy XIV sia per gli standard del genere MMORPG degli ultimi 5-6 anni. Sebbene la trama parta da un lungo preambolo che accompagna il giocatore per i primi 7 livelli dei 10 presenti nell’espansione, questa decolla definitivamente dal livello 78 all’80 in un crescendo di colpi di scena, dialoghi arguti in una sceneggiatura che permette a tutti i personaggi, anche i comprimari, di brillare di luce propria mostrando carattere e permettendo di empatizzare con loro. Il tutto culmina nello scontro finale che grazie a meccaniche ben studiate ed un’ottima colonna sonora sarà certamente una boss fight memorabile. Tuttavia, al di là delle scene doppiate che nella stragrande maggioranza dei casi meritano il prezzo del biglietto e che consigliamo fortemente di seguire senza mai saltarle, l’epicità del titolo viene lievemente offuscata da una serie di difetti congeniti in quella che è l’impostazione stessa di Final Fantasy XIV. Primo tra tutti, le quest secondarie e le scene non doppiate sono una sequela di dialoghi scarsamente utili e ripetitivi, dove per chiedere una cosa spesso tocca parlare con un intero villaggio prima che con il diretto interessato. Fortunatamente molte di queste sezioni, prive di doppiaggio, si possono saltare tranquillamente senza rovinare in alcun modo l’esperienza di gioco.

Altro potenziale “difetto” alla fruibilità del titolo è la qualità dell’inglese. Abbiamo di fronte un inglese colto di stampo vagamente britannico nella localizzazione europea, oltre che tedesco e francese. Parlando della lingua “universale” per antonomasia coloro che hanno una scarsa conoscenza dell’inglese potrebbero avere qualche problema nel comprendere alcuni dialoghi rischiando di rovinare in qualche modo l’esperienza, costituendo di fatto un potenziale limite alla fruibilità del titolo, anche se trattandosi di un titolo multigiocatore online la conoscenza almeno minima dell’inglese .

Final Fantasy VIII mon amour
Final Fantasy XIV: Shadowbringers è letteralmente una dichiarazione d’amore a Final Fantasy VIII. Se la presenza del Gunbreaker e relativo Gunblade con tanto di Revolver di Squall (disponibile per i possessori della collector edition) era già di per se un indizio eloquente, molti altri elementi rafforzano questa tesi. Di fatto faranno la loro comparsa alcuni celebri G.F., oltre alla colonna sonora di alcune mappe e scontri che è stata ripresa in versione strumentale leggermente rivisitata proprio dall’ottavo capitolo della serie. Insomma, se avete giocato ed amato Final Fantasy VIII avrete voglia di rigiocarci.

Letteralmente una dichiarazione d'amore a Final Fantasy VIII

Patch 5.0, la vera rivoluzione
Come precedente detto, le patch iniziali di Final Fantasy XIV: Shadowbringers (la 5.0 e la seguente 5.01) hanno introdotto molti interessanti cambiamenti atti a modificare sensibilmente l’esperienza di gioco. La prima cosa che è possibile notare è la rimozione dei TP, punti tecnica che venivano consumati per compiere tutte le azioni non magiche e che, utilizzando l’abilità di scatto (sprint), venivano azzerati costringendo il giocatore ad attendere prima di eseguire una qualunque tecnica (a meno che non fosse un Summoner o un Black Mage). Questa modifica permette di effettuare azioni evasive e di sfruttare liberamente tutto il potenziale di attacco delle classi DPS.

Sono state rimosse anche le tecniche di supporto per recuperare gli MP, ora la statistica Piety influenzerà direttamente il tempo di ricarica dei punti magia piuttosto che incrementare il loro numero rendendo finalmente utile una statistica che all’atto pratico non è mai stata particolarmente soddisfacente.

Sono state introdotti alcuni attacchi a cariche che, in modo simile a quanto già visto in altri MMORPG, permettono al giocatore di eseguire ripetutamente una determinata azione fintanto che ha cariche disponibili. Queste hanno un loro tempo di ricarica indipendente, per cui se usate tutte bisognerà attendere che si ricarichino una ad una.

All’interno della patch è stato applicato un sostanziale bilanciamento tra le classi dei vari ruoli rimuovendo al contempo alcune tecniche di dubbia utilità, alleggerendo così le barre degli attacchi e semplificando parzialmente alcune combo. Purtroppo non è tutto oro quel che luccica e laddove molte classi hanno tratto giovamento da questo nuovo bilanciamento, altre hanno subito tagli forse un po’ eccessivi: laddove un mago bianco è in grado di fare grandi quantitativi di danno ed applicare ingenti cure senza praticamente mai terminare la sua riserva di MP, un altro healer come lo Scholar o l’Astrologian faticano maggiormente a svolgere i medesimi compiti. Trattandosi di un gioco online è plausibile che Square Enix si appresti a rilasciare prossimamente ulteriori aggiornamenti di bilanciamento, piuttosto prevedibili quando si applicano modifiche globali di questa portata all’intero sistema di gioco.

Il Machinist è stato modificato profondamente, divenendo quasi un nuovo Job. In particolare la rimozione della meccanica a 5 proiettili, e delle relative abilità per ricaricaricarli, la semplificazione della combo principale e la grande quantità di modifiche sostanziali alle tecniche già esistenti hanno contribuito a rendere una classe originariamente frustrante, divertente ed unica. Conservando la sua estetica e definendo una sua identità propria che non fosse unicamente una versione minore del Bard. Al momento alla classe è stata aggiunta una nuova barra chiamata Battery Gauge che si va a sommare alla già presente Heat Gauge, la prima si ricarica con poche tecniche e concludendo con successo la combo principale, la seconda si ricarica con gran parte dello skill set rimanente, solitamente le due barre vengono caricate di pari passo giocando normalmente la classe. Sfruttando la Heat Gauge è possibile sovraccaricare per qualche secondo l’arma potendo così accedere ad una serie di tecniche temporanee oltre ad aumentare il danno in uscita di tutti gli attacchi a bersaglio singolo, mentre è possibile consumare la batteria per mettere in campo una torretta o un vero e proprio golem che combatta al fianco del party.

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Per quanto concerne le nuove aggiunte la patch ha introdotto due Job il Gunbreaker ed il Dancer, rispettivamente nei ruoli di Tank e DPS.

Come già anticipato, il Gunbreaker è in tutto e per tutto una sorta di omaggio a Final Fantasy VIII , l’arma è il gunblade e prevede una meccanica che sfrutta combinazioni di attacchi diretti in modo simile ad un DPS per gestire la enmity e tenere l’attenzione del nemico su di se, oltre all’abilità Royal Guard che provoca ulteriormente il nemico per ogni attacco portato a segno. Ha a disposizione due combo principali indipendenti tra loro, una classica che permette di recuperare proiettili (per un totale di due cartucce visibili nella relativa barra a schermo) che possono essere spesi per lanciare abilità specifiche o avviare la seconda combo.

Il Dancer è un Job molto dinamico che si basa su una combinazione di attacchi base che possono abilitare casualmente le relative versioni “reverse” dotate di maggiore potenza. Pur essendo un Job a lungo raggio prevede anche una serie di attacchi ravvicinati oltre ad alcuni potenti attacchi ad area. Danzando è anche possibile conferire un potenziamento al danno di un membro della squadra designato come dancing partner. Per supportare la squadra può inoltre rilasciare uno scudo ed una piccola cura, il cui effetto sul partner risulta raddoppiato. I passi di danza riprendono la terminologia del ballo classico e si chiamano rispettivamente Emboite, Entrechat, Jete e Piroutte. Grazie alla skill En Avant può anche muoversi velocemente sul campo di battaglia con un grazioso scatto in una direzione ripetibile fino a tre volte.

Infine parliamo dell’ultima interessante aggiunta: il Trust System. Si tratta della possibilità di reclutare alcuni PNG per affrontare alcuni Duty (i dungeon di Final Fantasy XIV), questi avranno un’intelligenza artificiale molto ben definita che permetterà di affrontare la storia e la fase di leveling anche in solitaria senza troppi impedimenti. Questo permette di risolvere, o quanto meno limitare, alcuni problemi:

Tuttavia nulla è gratis nella vita, quindi anche questi interessanti vantaggi portano con se un paio di svantaggi:

Il maggior merito del Trust System è la possibilità di provare nuovi ruoli senza l’interferenza di altri giocatori per imparare le strategie da attuare nel corso del Duty o gli schemi di gioco di un nuovo Job mai provato prima. Giocare a Final Fantasy XIV grazie alle modifiche globali e retroattive portate da Shadowbringers sarà un’esperienza molto diversa, molto meno frustrante e maggiormente dinamica. Una patch decisamente da promuovere che porta con se una ventata di aria fresca in un battle system che cominciava ad essere stantio.

Verdetto
9 / 10
C'è ancora speranza per Final Fantasy
Commento
Final Fantasy XIV: Shadowbringers è un capolavoro, talmente ben riuscito registicamente che avrebbe potuto vivere di vita propria. Una dichiarazione d'amore a FInal Fantasy VIII da cui riprende alcuni temi della colonna sonora così come alcuni mostri ed il concept del Gunbreaker. I bilanciamenti apportati ai vari job contribuiscono a snellire e rivitalizzare l'esperienza di gioco, se siete stati o siete tutt'ora giocatori di Final Fantasy XIV recuperate l'espansione il prima possibile. Non ve ne pentierete.
Pro e Contro
Ottima revisione del battle system
Classi bilanciate
Gunbreaker e Dancer convincenti
Final Fantasy VIII nel cuore

x Audio inglese sottotono
x Quest secondarie spesso tediose e ripetitive

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