Con Disgaea ho sempre avuto un rapporto complicato, li ho giocati tutti e non credo di averne mai finito uno. Anche arrivando ai titoli di coda, si può dire di aver “finito” un titolo come Disgaea? Questo rapporto di amore-odio nasce dalla natura incredibilmente dispersiva del brand. In Disgaea ci sono dozzine di classi, mostri che si trasformano in armi, si può disporre a torre il proprio party e muoverlo come singola unità, ci sono assemblee di demoni da corrompere e dungeon infiniti dentro gomme da masticare. E ognuno di questi elementi ha regole proprie, eccezioni, postille e clausole, il gioco sembra espandersi in continuazione e aggiungere elementi ogni cinque minuti. Eppure, tutto questo lo rendeva coerente con il taglio estroso della scrittura e il design dei suoi personaggi. Insomma, l’intricata follia delle meccaniche di Disgaea, è diegetica.

I walked with a Zed

Evidentemente, il team di Nippon Ichi Software, è mediamente conscio di quanto il cuore denso ed “extra-grindoso” della serie possa risultare tedioso e sconclusionato agli occhi del giocatore. In Disgaea 6 pertanto moltissime meccaniche sono state smussate o completamente eliminate. Defiance of Destiny si presenta quindi come un nuovo punto di partenza, soprattutto per chi si avvicina per la prima volta alla serie. Meno arzigogolato, meno convoluto, meno prolisso, meno istrionico. Insomma: meno. Anche la storia appare più trattenuta, non manca l’umorismo da gag manga e nemmeno il nonsense, ma al tempo stesso è in qualche modo tutto più “sobrio”. Zed è un protagonista abbastanza interessante, l’idea di rendere uno zombie “comune” un personaggio principale è indovinata. Rende inoltre più centrale e chiara la meccanica della reincarnazione, ora più funzionale che mai. Il resto del cast però raramente convince e in generale la narrazione perde molta della sua verve.

Disgaea 6: Defiance of Destiny Review (Switch) - Kaiju Gaming

Togliere per aggiungere

E così, diamo addio al Magi-Change, la meccanica che permetteva alle classi mostro di trasformarsi in armi per per i personaggi umanoidi. Salutiamo anche le abilità da sfruttare nella formazione a torre, gli squad attack, il revenge meter e gli overload. Dimentichiamoci metà della classi e le abilità delle armi. La lista sarebbe più lunga ma non è necessario specificare ogni taglio apportato ai meccanismi di gioco, così come non è necessario stilare ogni cambiamento apportato ma alcuni sono determinanti nell’analisi di Disgaea 6. Per esempio, considerato che ora i mostri non possono più diventare armi da impiegare in battaglia, gli stessi potranno ora usare i comandi Lift e Throw. Opzioni prima impossibili per i mostri, questa aggiunta arricchisce sì le opzioni di queste unità ma al tempo stesso appiattisce enormemente la differenza con gli altri personaggi. Prinny, Succubi e Zombi ora sono “semplicemente” classi aggiuntive.

Disgaea 6 doesn't look good on the switch

Considerato che in passato molte classi erano quasi re-skin di altre già giocabili, l’idea di diminuirle è più che azzeccata. Al tempo stesso, lo stravolgimento adottato sui mostri appare assolutamente fuori luogo, in quest’ottica di snellimento il Magi-Change poteva venir ricalibrato ma non eliminato. Lo stesso discorso vale per le già citate torri, così per molte delle altre meccaniche di combattimento ora assenti. Rendere più caratterizzate le classi ha perfettamente senso, ma togliere le abilità delle armi e degli oggetti trivializza un po’ tutto il discorso legato all’equipaggiamento.

Di conseguenza, anche l’Item World perde il suo fascino. La possibilità di “esplorare” ogni pezzo di armatura o consumabile con l’obiettivo di potenziarlo è sempre stata intrigante ma appare molto meno divertente da giocare, i livelli al suo interno sono spesso privi di un level design o meccaniche interessanti.

2D VS 3D

L’intuizione del team su un Disgaea più coeso è sicuramente azzeccata, anzi, era auspicabile, ma il modo in cui si esprime in game non convince. Se Defiance of Destiny avesse mantenuto lo stile grafico dei capitoli passati, le sbavature di game design sarebbero state più digeribili. Purtroppo però Nippon Ichi si presenta con un nuovo set di modelli 3D super-deformed poco convincenti, sostituendoli ai classici sprite 2D. Una scelta davvero poco comprensibile, poiché anche in ottica di un risparmio economico sarebbe stato preferibile vedere sprite presi di peso da Disgaea 5. Del resto, i nuovi personaggi non sono così tanti e non riesco a credere che sia stato più pratico creare nuovi, per quanto blandi, modelli poligonali.

Disgaea 6 Defiance of Destiny: demo ora disponibile in Giappone |  GamesVillage.it

Stesso discorso per le animazioni, in gran parte eliminate (nessuna animazione per gli attacchi in combo o in formazione torre, per esempio) e quelle degli attacchi speciali sono rimaste invariate ma eseguite dagli insipidi modelli 3D. Oltretutto, ritengo che la maggior parte dei giocatori sceglierà di disattivare le animazioni per questi attacchi. Legate a inspiegabili cut-scene che rallentano gli scontri e annoiano dopo un paio di visioni. L’utilizzo di modelli poligonali si ripercuote anche sulla leggibilità del campo di battaglia, ora non è più possibile scegliere l’utilissima visuale a volo d’uccello infatti. Defiance of Destiny perde tutto il mordente visivo degli scontri e questo è probabilmente il suo più grande difetto.

Disgaea 6: Defiance of Destiny – La nostra prova prima della recensione

Andando a stringere

Sarebbe ingiusto però non dare atto che Disgaea 6 riesca in parte nel suo intento. L’aggiunta dell’Auto-Battle così come dela Demonic Intelligence – un sistema molto simile al gambit di FFXII – riescono efficacemente a rendere l’esperienza più scorrevole e aiutano agilmente sia completisti che giocatori alle prime armi. Potersi affidare a battaglie automatizzate in un conteso così legato al grinding è decisamente rinfrancante. La possibilità di non dover esplorare sempre l’Item World in prima persona, mandando in missioni squadre di unità al posto nostro, è particolarmente indovinata, anche al netto dei problemi sopra citati. In generale, aver dato un obiettivo più chiaro al giocatore e aver reso più “digeribile” la tonnellata di informazioni in cui incorre, fornendo un’esperienza complessivamente più godibile per chiunque riesca a passare sopra ai difetti tecnici e visivi.

Disgaea 6: Defiance of Destiny Review – GameSpew

Purtroppo, sotto il fronte tecnico c’è davvero poco da dire, e non mi viene modo più elegante per definirlo se non: un cacciavite in un occhio. Non avrei mai pensato di vedere opzioni grafiche che permettono di scegliere fra Performance e Grafica su Disgaea, eppure l’hardware di Nintendo Switch stupisce ancora una volta. Prediligendo l’aspetto grafico, il gioco sarà molto più pulito ma il frame rate cola a picco sotto i 30 frame al secondo. Selezionando invece le performance il titolo si trasforma in un simulatore di astigmatismo, rendendo l’immagine così blurrata e ricca di aliasing da sembrare quasi arte impressionista. Fortunatamente ci viene in soccorso una terza opzione, che bilancia i due aspetti, scontentando su entrambi i fronti ma comunque accettabile.

Voto e Prezzo
6.5 / 10
20€ /60€
Commento
Disgaea 6 - Defiance of Destiny è un'occasione non completamente sfruttata. Ottime le intenzioni del team ma il risultato lascia a desiderare. Disgaea 6 cerca di tagliare i rami secchi che appesantivano ma il brand ma finisce per liberarsi di molti dei suoi punti di forza. Al netto di sbavature e scelte non indovinate, e di una scrittura sottotono, Defiance of Destiny mantiene parte del fascino della serie. Chi è sempre stato incuriosito dalla serie ma intimorito dalle mole di meccaniche e sfaccettature può affrontare l'avventura di Zed senza problemi, avvicinandosi così a una delle serie più particolari e interessanti del genere. Per tutti gli altri, converrà probabilmente aspettare il prossimo capitolo.
Pro e Contro
Un punto di partenza per i neofiti
Meno dispersivo e complicato

x La scelta di usare modelli 3D
x Il cast non all'altezza
x "Semplificazione" delle meccaniche non vuol dire "omicidio preterintenzionale".

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