Recensione Darksiders: Warmastered Edition

Sebbene la tragica sorte toccatagli nel 2013, THQ fu sicuramente uno dei publisher più prolifici della scorsa generazione, con proprietà intellettuali del calibro di Saints Row (ora sotto Deep Silver) e i giochi dedicati alla WWE (ora sotto 2K) si ritagliava una fetta di mercato che abbracciava diverse tipologie di giocatori. Tra questi titoli vi era anche la serie Darksiders, sviluppata da Vigil Games e che nel primo capitolo ormai datato 2010, univa diverse idee mettendo il giocatore nei panni di Guerra, uno dei quattro Cavalieri dell’Apocalisse. Con il fallimento di THQ, le avventure dei cavalieri sembravano non aver più speranza, lasciando orfani i giocatori  di un tanto agognato finale fino almeno allo scorso anno, quando Vigil tornò a farsi sentire e vedere con la Deathnitive Edition del secondo capitolo portando nell’attuale generazione la serie. Di quest’estate invece l’annuncio dell’acquisizione di THQ e di numerose sue ip (tra cui per l’appunto Darksiders) da parte di Nordic Games, che in quell’occasione ha cambiato nome in THQ Nordic ed ha in seguito annunciato Darksiders: Warmastered Edition, una remastered del capitolo dedicato a Guerra, in uscita sia  in edizione fisica che digitale per PlayStation 4 , Xbox One da oggi 22  Novembre (mentre è previsto su PC il 29 e solo in Digitale su Wii U in una data ancora non specificata). Come saranno invecchiate le avventure di Guerra? 

Versione Testata: Xbox One

 


Per approfondire:
Darksiders
 
Non è la Morte che devi temere
Trama riuscita e ancora d’effetto

Come ovvio che sia, l’unico aspetto a non essere stato intaccato minimamente nel rimaneggiamento è la trama, e ritroveremo di nuovo Guerra ingannato da una falsa rottura del settimo sigillo, ed invischiato quindi in una faida tra angeli e demoni dove ognuna delle due controparti vuole la sua pelle. Il Cavaliere caduto dovrà affrontare i quattro eletti e sconfiggere il temibile Distruttore per ravvedersi agli occhi dell’Arso Consiglio. Dove sono i suoi fratelli? Perchè Samael, demone oscuro, imprigionato dallo stesso Consiglio gli sta dando una mano? Ad alcune di queste domande troveremo ovviamente risposta nel corso della ventina d’ore necessarie per portare a termine Darksiders, ad altre ci è stata data una soluzione nel secondo capitolo, ed altre ancora sono tuttora irrisolte, nell’attesa di un terzo episodio che proceda le vicende. La trama di Darksiders è uno dei punti forti dell’intera produzione di Vigil Games, e lo è anche  a sei anni di distanza, grazie a personaggi ben caratterizzati e a dialoghi ad effetto tipici dei film d’azione. La rilettura del libro della Rivelazione, e della battaglia dell’Armageddon, è tuttora efficace ed in grado di ammaliare anche coloro che si sono persi la serie per strada, sfortunatamente il titolo non vive di sola trama.

Armato… di pazienza

Lato gameplay, è indubbio che il lavoro di Vigil Games sia l’ennesimo frutto nato dalla costola di God of War, specialmente nelle fasi di combattimento. Guerra avrà a disposizione tre armi principali, che aumenteranno di potenza  sconfiggendo gli avversari, una serie di poteri e combo acquistabili da Vulgrim (il mercante del gioco) e sei  strumenti extra con cui non solo infliggere danno minore al nemico, ma risolvere i numerosi enigmi ambientali in maniera simile a quanto succede in The Legend of Zelda, seconda serie da cui i ragazzi di Vigil pescarono a piene mani. Se Darksiders si ispirasse solamente alla saga di Santa Monica e alla serie di Nintendo, non ci sarebbe alcun tipo di problema, avrebbe guadagnato l’identità di Hack ‘n Slash o di gioco d’avventura, e l’avrebbe difesa anche discretamente, nonostante qualche incertezza sulla parata. Invece l’avventura di Guerra mischia un po’ tutti i generi senza abbracciarne a pieno neanche uno: dal metroidvania allo sparatutto sui binari, dall’action al tps, il Cavaliere caduto pesca da tutto un po’ ed il risultato finale è un’esperienza che non si riconosce in neanche uno dei generi menzionati, a differenza del sequel che pur mischiandone alcuni riesce a ritagliarsi un’identità coesa.

 


Per approfondire:
Darksiders II

 

L’altro difetto che Darksiders si è trascinato nel corso degli anni è sicuramente la curva di difficoltà in discesa che attanaglia tutta la prima avventura di Guerra: se all’inizio sarà facile cadere sotto i colpi nemici, man mano che acquisirete armi ed esperienza inizierete a far piazza pulita di demoni, angeli e  di qualsiasi cosa si piazzi davanti al cammino del Cavaliere e del suo focoso cavallo. Questo squilibrio si ritrova anche nell’ottenimento di anime e punti salute, con scrigni spesso mal posizionati e monete di gioco in eccesso. Fortunatamente Vigil Games ha invece corretto numerosi bug che minavano tutta l’esperienza della scorsa generazione: dai minori che affliggevano i comparti audio e video, fino a quello che non mostrava i collezionabili sulla mappa. L’avventura di Guerra quindi, difficoltà a parte, è invecchiata bene ed è tuttora giocabile senza intoppi.

Tutti pazzi per Maddy

Dal lato tecnico i passi avanti fatti dalla Warmastered Edition sono notevoli: il gioco supporta  i 1080p  e viaggia solido sui 60fps salvo rari casi dove l’azione è troppo concitata, fluido e pulito, a giovarne sono soprattutto i modelli poligonali dei personaggi, basati sul character design ottimo e praticamente impeccabile di Joe Madureira. La colonna sonora dalle tinte epiche rimane fortemente ispirata alla saga di Santa Monica, sebbene destreggiandosi tra brani orchestrati e voci da tenore. Darksiders è completamente in italiano ed il doppiaggio è ovviamente lo stesso del 2010, con doppiatori del calibro di Ivo de Palma, Marco Pagani e Oliviero Corbetta.

Verdetto
8 / 10
Lo faccio per MAD
Commento
Darksiders: Warmastered Edition è una rimasterizzazione riuscita, che va a mettere una pezza a molti dei bug presenti nel capitolo originale della saga di Vigil Games. Sebbene mantenendo l'assenza di identità dovuta ad un miscuglio di generi forse troppo diversi tra loro, l'avventura di Guerra risulta tutt'oggi giocabile senza infamie e senza lodi. Un ottimo modo per potersi avvicinare alla serie nell'attesa di un tanto bramato annuncio per il terzo capitolo. Non sia mai che THQ Nordic ci presenti finalmente gli ultimi due cavalieri rimasti.
Pro e Contro
Character design ottimo
Idea di base ancora indovinata
Miglioramenti grafici visibili

x Assenza di un'identità solida rispetto al secondo capitolo
x Curva di difficoltà discendente