Recensione Dante’s Inferno

Luca Melloni, nato e cresciuto in Veneto, è da sempre appassionato di videogame e birre. Dopo aver iniziato a giocare con Diablo, col passare delle generazioni videoludiche, ha iniziato ad informarsi su come poter lavorare all’interno del settore che da sempre lo ha accompagnato nella vita. Particolarmente appassionato di giochi di ruolo di ogni genere e di titoli prettamente narrativi, non disdegna comunque una partita a qualsiasi altra tipologia videoludica. Purché si tratti di qualcosa di divertente, ovviamente. Studente del corso di Game Design della Scuola Internazionale di Comics, Luca è qui alla sua prima prova come recensore.

La Divina Commedia è un’opera italiana che sicuramente ha lasciato un’impronta importante per quanto riguarda la cultura del nostro Paese e non solo, ma la trasposizione videoludica da parte dei Visceral Games sarà in grado di rendere l’inferno un’ambientazione terrificante e interessante da visitare e vivere? Prima di scoprirlo nella nostra recensione, vi ricordiamo che Dante’s Inferno è disponibile per PlayStation 3 e Xbox 360, grazie alla distribuzione da parte di EA Games.

Versione testata: Xbox 360

L’abito non fa il monaco.
Una ferita mortale ci farà affrontare la Morte e, per sconfiggerla, Dante gli ruberà la falce

All’inizio del nostro viaggio vestiremo i panni di Dante, crociato mandato ad Acri per massacrare gli infedeli, che, dopo un violento assalto da parte degli abitanti di Acri alle prigioni dei crociati, verrà ferito alle spalle da un nemico. Questa ferita mortale ci farà affrontare la Morte e, per sconfiggerla, Dante gli ruberà la sua falce, permettendoci così di guadagnare l’arma principale del gioco. Dopo lo scontro con il Triste Mietitore torneremo a casa, solo per venire a conoscenza che la nostra amata Beatrice è stata uccisa e la sua anima rapita da Lucifero in persona. Dante quindi partirà alla ricerca dell’anima di Beatrice e solo dopo essersi purificato dai suoi peccati riuscirà a trovarla. Nonostante la trama non sia niente di particolarmente elaborato, alcuni tratti del passato del protagonista risultano essere interessanti e a donare un determinato carisma alla figura di Dante Alighieri, meno puro ed etereo di quanto si possa immaginare. Dante’s Inferno si può completare in circa 8 ore, risultando nella media (forse leggermente sotto) rispetto alle produzioni videoludiche di questo genere.

Una falce per estirpare il male.
Il gameplay action è in grado, con le sue combo spettacolari, di offrire un sadico piacere nel vedere i proprio nemici fatti a pezzi

Il Dante di Visceral Games, armato di Falce, croce e diversi incantesimi, dovrà scendere e affrontare i gironi dell’inferno per purificare la propria anima dai peccati e per salvare l’anima della sua amata. Il gameplay action è in grado, con le sue combo spettacolari, di offrire un sadico piacere nel vedere i proprio nemici fatti a pezzi dal nostro armamento, che con un po’ di pratica riesce ad offrire soddisfazione a tutti gli amanti dei più classici e blasonati action game, a cui Dante’s inferno si è palesemente ispirato. Utilizzeremo la falce sia per affrontare gli abitanti dell’inferno che per poter proseguire nelle aree di puro platforming; quest’ultime vengono utilizzate per dare un po’ di respiro al giocatore tra un combattimento e l’altro. La croce benedetta donataci da Beatrice durante il tutorial ci permetterà di avere attacchi per punire nemici alati o lontati, fungendo da vero e proprio attacco a distanza. Entrambe sono potenziabili tramite un albero delle abilità che ci permetterà di ottenere mosse aggiuntive e di potenziare i nostri danni. Nel corso della prima partita si è tranquillamente in grado di potenziare tutti e due i rami disponibili, chiamati rispettivamente uno Empietà (la Falce) e Santità (la Croce). Questi due rami di potenziamento hanno una barra di progressione che è possibile aumentare con le esecuzioni dei nemici. Nel corso dei vari scontri, infatti, saremo costretti a scegliere attraverso dei QTE se punire i dannati o perdonarli per i loro peccati, permettendoci di guadagnare dei punti del rispettivo ramo delle abilità. Durante il nostro percorso sarà anche possibile trovare dei personaggi storici e dopo averci parlato assieme sarà possibile affrontare un minigame dove, ancora una volta,saremo portati a decidere se salvarli o meno, permettendoci di ottenere premi differenti in base alla nostra scelta. Gli incantesimi li sbloccheremo tramite l’abbattimento dei boss, mentre sarà possibile avere degli accessori, recuperabili attraverso l’interazione con un particolare personaggio (che non vogliamo fare spoiler) e che influiranno sulle azioni che compiremo.

L’Inferno è posto molto vario.
Il titolo fa della scelta artistica uno dei suoi punti forti

Il titolo fa della scelta artistica uno dei suoi punti forti, i vari livelli dell’inferno riescono ad essere vari tra loro e non stonano con il livello precedente. L’ambientazione è sempre piena di dettagli visivi azzeccati e riescono nell’intento di immergere il giocatore nell’atmosfera voluta. Le cutscene sono diverse fra loro, alcune realizzate con grafica disegnata (quando riguardano il passato di Dante, e Beatrice) mentre altre con grafica in CGI (per gli eventi che accadranno nel presente). Purtroppo però la qualità tecnica delle texture non riesce ad eccellere quanto i particellari di cui il titolo è pieno e che a volte occupano tutto le schermo, risultando un fastidio nelle situazioni più concitate. Il comparto audio risulta essere orecchiabile nei momenti più tranquilli anche se il mix audio fa si che i suoni in background sovrastino la colonna sonora, infatti il più delle volte non ci si accorge che ci sia una vera e propria soundtrack. Un doppiaggio che non sorprende, e il più delle volte lascia il tempo che trova, va a completare un panorama sonoro caratterizzato da alti e bassi. Dentro l’inferno sarà un piacere per il giocatore sentire le urla dei condannati e i loro lamenti che risulteranno sempre alti più del dovuto, una scelta che può risultare discutibile che però dona all’atmosfera un qualcosa in più.

Verdetto
7.5 / 10
Recensione di Luca Melloni in occasione del corso di Game Design 2016/2017
Commento
Dante's inferno risulta essere un action che si distingue dalla massa sia grazie ad un gameplay solido (già stato collaudato da altri titoli) che per una scelta artistica per quanto riguarda l'ambientazione e i personaggi che riesce a lasciare il segno. Nel suo complesso il titolo sviluppato da Visceral Games riesce a divertire e ad offrire una sfida superiore alla media per gli amanti del genere. Graficamente il titolo riesce a difendersi egregiamente e, nonostante qualche sbavatura tecnica, possiamo tranquillamente ammettere che un'inferno così dettagliato e pieno di particolari non lo si vede tanto spesso.
Pro e Contro
Art Design di altissimo livello
Boss abbastanza originali
Riesce sempre a regalare qualche soddisfazione

x Eccessivamente ripetitivo
x Scarsa rigiocabilità
x Effetti particellari fastidiosi nelle situazioni più caotiche

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