Gameromancer 27: il videogioco come viaggio atrale/sega mentale

Recensione Crysis 3

Nel 2007 Crytek stupì il mondo videoludico con il suo Crysis, sia per la potenza che per l’innovazione portata con il suo CryEngine che per il gameplay. Come in Far Cry, le missioni di Crysis (in particolare quelle ambientate all’aperto) davano un senso di libertà di azione, ed era possibile sviluppare tattiche di attacco differenti a seconda della volontà del giocatore. Il protagonista era – ed è tutt’ora – dotato di una tuta all’avanguardia, un prototipo denominato “Nano Muscle Suit” da qui in poi chiamato “Nanotuta”. Nell’anno 2011 l’arrivo di Crysis 2 su PC e console lasciò i videogiocatori basiti, purtroppo in gran parte in negativo, sia per la maggiore linearità dell’ambientazione che per un livello tecnico decisamente scadente, per non parlare della totale assenza dell’editor di mappe multiplayer (presente invece nel primo capitolo): un capitolo che sembrava più una demo tecnica per console che un prodotto a tutti gli effetti. Crytek sarà riuscita ad andare incontro ai feedback degli utenti e ad ascoltare le loro richieste? Crysis 3 è stato, fin dalla sua presentazione, una sorgente di dubbi e di critiche; sarà riuscita Crytek a fugare i primi e smentire le seconde? I suggerimenti dei videogiocatori saranno stati seguiti?

VERSIONE TESTATA: PlayStation 3

Prophet: un eroe in Nanotuta

New York, anno 2043, la città è sotto quarantena ed è stata imprigionata da una cupola chiamata Liberty Dome che contiene il fulcro dell’impero mondiale instaurato dai Cell. Prophet è imprigionato, ma verrà liberato dalla sua vecchia conoscenza Psycho, che lo aiuterà nella sua battaglia contro i CELL, che non saranno gli unici nemici, infatti tramite le sue visioni Prophet è a conoscenza di un futuro ancora più buio, ancora peggiore del dominio dei CELL. Sin da subito, ci si trova davanti ambienti più aperti rispetto al predecessore che il giocatore potrà affrontare in diversi modi – malgrado esse non tornino ai fasti del primo storico capitolo, ma fortunatamente le opzioni tattiche non sono più “disponibili”- si potrà infatti scegliere tra diversi tipi di approccio, a discrezione del giocatore: un approccio stealth per arrivare a destinazione silenziosamente oppure la forza bruta sfruttando la Nanotuta e diventare delle macchine da guerra. Nel primo caso ci verranno incontro le due più importanti aggiunte al gameplay del brand, l’hacking, già incontrato in altri titoli (come Deus Ex: Human Revolution, n.d.r.) consente di violare porte, depositi di rifornimenti, unità nemiche o torrette difensive per poterle sfruttare a nostro vantaggio o per neutralizzarle, mentre in seconda battuta abbiamo l’Arco, arma per eccellenza del “cacciatore” Prophet (adatto all’ambientazione in cui ci troviamo, ovvero la giungla che ormai ha preso il sopravvento sulla città) che consente di colpire i nemici senza consumare la barra occultamento della tuta e che, tramite diverse configurazioni e tipi di frecce, si può adattare a diverse situazioni e nemici.

Riscoprire il passato per guardare al futuro

Prophet, in questo capitolo, potrà anche interfacciarsi con le armi dei Cef o sovraccaricare la tuta usando le loro fonti di energia ed entrare quindi in uno stato di invincibilità. L’attenzione da porre ai nemici sarà necessaria, poiché la loro IA è studiata adeguatamente, infatti se non faremo attenzione i nemici potranno rilevarci e comunicare la nostra posizione agli altri alleati nella zona oltre ovviamente a chiamare rinforzi. Il tutto condito da una trama che vedrà il nostro Prophet lottare contro il nemico di turno, sia esso composto da CELL o da Cef per portare a compimento il proprio destino ed arrivare a comprendere cosa lui e la Nanotuta stessa sono diventati. Se a tutto ciò si aggiunge l’arsenale di armi standard e la modalità di potenziamento della tuta, in questo capitolo basata su speciali Kit di Potenziamento, ecco che le molteplici possibilità e cambiamenti di gameplay avuti titolo precedente portano alla luce un capitolo del brand migliorato sotto tutti i punti di vista.

Ad armi pari

Conclusa la vostra avventura nella storia del titolo Crytek, viene l’ora di confrontarsi contro altri videogiocatori a colpi di Nanotuta, tra la Corazza e l’Occultamento c’è solo l’imbarazzo della scelta anche nel multiplayer sull’approccio da adottare, la personalizzazione delle classi ed il potenziamento delle armi ci permettono inoltre di equipaggiare il nostro soldato con diverse abilità e moduli che possono porci in posizione di vantaggio rispetto ad alcuni nemici piuttosto che su altri. Le modalità presenti sono quelle che oramai formano l’ossatura di ogni modalità multigiocatore che si rispetti per un FPS: Deathmatch, Tutti Contro Tutti, Cattura la Bandiera e la new entry degli ultimi anni ovvero la modalità “Caccia” (simile ad Infetto di MW3 o Flood di Halo4) insieme ad altre modalità che permettono scontri senza l’uso della Nanotuta.
Analizzando le mappe ne ricaviamo delle arene che ricalcano l’ambientazione “giungla cittadina” già presente nella modalità giocatore singolo, i molti passaggi e la decisione da parte degli sviluppatori di posizionare in giro per la mappa armi aliene che possono essere raccolte da terra o veicoli che spawnano in giro per la mappa portano i giocatori a dover considerare di avere un controllo della mappa superiore rispetto ad altri titoli dello stesso genere.

Nanovisione attiva

CryEngine 3 in tutta la sua potenza espressiva porta su PC l’esperienza di Crysis 3 vicina al fotorealismo, ciò non toglie che il risultato su console sia di altissimo livello (peccato per qualche piccolo bug riguardante le texture ed il lancio di frecce, n.d.r.); ogni elemento dell’ambientazione è ben realizzato, si correla a dovere con gli altri e tutti insieme formano un’ottima ambientazione, la giungla di New York è infatti molto suggestiva e riesce a dare in alcuni fasi il senso di esplorazione ed in altre invece quello di oppressione schiacciando il giocatore nella sua fitta vegetazione, infatti si rivelerà essere un arma a doppio taglio: la vegetazione fitta -gestita ed illuminata con un uso degli Shader ottimale- ci porterà ad alternare il ruolo di predatore e di preda. Dulcis in fundo: gli effetti particellari, realizzati alla perfezione, risultano essere realizzati con una cura maniacale.
Il vero punto debole di Crysis 3 è il comparto sonoro, passi per la colonna sonora che in alcuni – pochi – casi particolari rende alla perfezione l’angoscia di combattere in posizione di svantaggio, gli effetti sonori risultano essere ripetitivi, ed i rumori di sottofondo invece sono totalmente assenti impedendo quindi di avere la sensazione di trovarsi in una zona di battaglia.

Verdetto
7.5 / 10
L'arco è l'arma del 2013
Commento
Crysis 3 risulta essere decisamente un passo in avanti rispetto al secondo capitolo, Crytek ha sicuramente ascoltato i consigli dei fan dando una maggiore libertà d’azione ed ha aggiunto alcune varianti tattiche interessanti, purtroppo però anche nel 2013 non si riesce a vincere il confronto con il primo capitolo della serie; l’evirazione dell’editor di mappe nel multiplayer, il sonoro scadente e la sempre presente linearità pone il confronto sempre a favore del capolavoro del 2007 targato sempre Crytek.
Pro e Contro
Interessanti aggiunte al gameplay
Grafica di altissimo livello
Multiplayer ben studiato

x Ma libertà esplorativa che non torna ai fasti del primo capitolo
x Effetti sonori e sottofondo scadenti
x Ma l’editor che fine ha fatto?