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Recensione Bravely Second: End Layer

A poco più di due anni di distanza dall’ottimo Bravely Default, titolo che avevamo salutato con piacere come un ritorno alle origini per la casa di Final Fantasy, Square Enix torna finalmente alla carica con Bravely Second: End Layer, sequel diretto che ci reimmerge di peso nelle magiche atmosfere della terra di Luxendarc e consolida la posizione della serie come love letter agli amanti dei JRPG dell’epoca a 16 Bit. Dal precedente episodio sono cambiate alcune cose nel team di sviluppo. Se la manodopera è ancora una volta fornita da Silicon Studio ed il character design da Akihiko Yoshida (Final Fantasy Tactics, Tactics Ogre, Vagrant Story), gli impegni professionali del compositore Revo hanno costretto un avvicendamento con Ryo del gruppo giapponese Supercell, mentre un team di sceneggiatori interni ha sostituito Naotaka Hayashi di 5pb. alla scrittura del titolo. Come avranno influito queste sostituzioni sulla qualità di Bravely Second? Riuscirà il titolo a mostrarsi all’altezza del celebre predecessore? Scopriamolo insieme.

 

Eravamo quattro amici al bar (di nuovo)…

Bravely Second è ambientato due anni dopo gli eventi di Bravely Default. I quattro eroi della luce, Tiz Arrior, Edea Lee, Agnès Oblige e Ringabel hanno risvegliato i cristalli, fermato la guerra tra il ducato di Eternia e l’Ortodossia e salvato la terra di Luxendarc da una terribile minaccia. Una rapida introduzione ripercorre le gesta degli eroi e ci svela il loro destino: Agnés è diventata papessa dell’Ortodossia mentre Edea ha deciso di accettare il suo ruolo di erede al trono di Eternia. Ringabel è tornato al suo mondo mentre Tiz Arrior è sprofondato in un coma misterioso e senza risveglio. Grazie all’amicizia nata tra compagni d’avventura, Ortodossia dei Cristalli e ducato di Eternia sono vicine come non mai a seppellire una volta per tutte le loro divergenze e ad instaurare una pace duratura, quando una nuovo potente avversario giunge a minacciare Luxendarc. Proprio mentre le due fazioni stanno per siglare un trattato di pace, il Kaiser Oblivion dell’Impero Glanz sferra un attacco volto ad annientare entrambe le parti ed a rapire la papessa Agnès. Yew Geneologia, giovane capitano della Guardia dei Cristalli e nuovo protagonista, si metterà quindi in viaggio per salvare Agnès e fermare le macchinazioni del perfido Kaiser. Nelle prime ore di gioco faremo rapidamente conoscenza con alleati e compagni di viaggio di Yew: dal precedente episodio ritorneranno tanto Edea quanto Tiz, mentre l’altra new entry del team sarà Magnolia Arch, una misteriosa ragazza proveniente dalla Luna in cerca dei Ba’al, entità spaziali portatrici di morte e distruzione, responsabili di aver devastato l’avamposto lunare da cui Magnolia proviene. La trama di Bravely Second si articola in decine di ore di gioco attraverso molteplici colpi di scena, alcuni prevedibili, altri meno. Rispetto al precedente episodio è abbastanza evidente il cambio di sceneggiatori. Il tono della narrazione è diverso, più leggero e scanzonato. Andando un po’ a stridere con la gravità della situazione, il team di eroi ed i personaggi comprimari si va spesso a perdere in conversazioni frivole e poco pertinenti. Ciò avveniva anche in Bravely Default, è vero, ma nel sequel questo aspetto è notevolmente più evidente. Molti elementi dei dialoghi risultano spesso poco credibili: nessuno appare sorpreso od incredulo di fronte ad una ragazza che sostiene di provenire dalla Luna, personaggi anche importanti muoiono e nessuno batte ciglio, nessuno sembra mai chiedersi chi sia o da dove venga il famigerato Kaiser. Nonostante queste stonature il writing di Bravely Second resta comunque piacevole: le vette del primo capitolo non vengono mai raggiunte, ma al tempo stesso vengono evitati anche quegli scivoloni che pur erano presenti nel primo episodio.

Bravely… Second!

Il sistema di gioco di Bravely Second riprende con quasi nessuna modifica quello di Bravely Default. Ci troviamo di fronte ad una originale interpretazione di un JRPG con combattimenti a turni. L’innovazione della serie consiste nell’introduzione del sistema Brave/Default. In sostanza il giocatore è libero, usando il comando Brave, di attaccare più volte in un turno, consumando punti BP. I punti BP possono essere stati accumulati in precedenza con il comando Default, rinunciando ad attaccare per un turno e restando in parata, ma c’è anche la possibilità di andare in debito di PB, in questo caso costringendo il personaggio a recuperare rinunciando ai turni successivi. Il sistema permette l’attuazione di dinamiche di battaglia basate sul rischio estremamente soddisfacenti per il giocatore: è possibile effettuare Brave consecutivi sperando di annientare il nemico in un sol turno, tenendo a mente che in caso di fallimento dovremmo subire indifesi i suoi attacchi per alcuni turni, così come è invece possibile un approccio più metodico e ponderato, magari più utile contro i Boss che non con i comuni nemici. Il gioco implementa un elaborato sistema di classi. Ciascun personaggio può interpretare una qualsiasi classe, a patto di essere in possesso di determinati oggetti, chiamati Asterischi. Bravely Second presenta una buona metà di classi inedite, sempre più bizzarre e particolari, ottenibili completando la storia principale. Le classi del precedente episodio saranno invece sbloccabili completando le side quest. Mentre in Bravely Default tutte le classi erano ottenibili in una partita, in Bravely Second potremo ottenere solo metà delle classi opzionali, costringendo il giocatore ad un minimo di pianificazione. Per ottenere le classi rimanenti sarà infatti necessario attendere il New Game+. Le classi influenzano il gameplay in maniera radicale, rivelandosi spesso più determinanti del livello dei personaggi o del loro equipaggiamento. Bravely Second consente di equipaggiare le abilità di una classe secondaria assieme a quella attualmente in uso, e di selezionare abilità passive da tutte le altre classi. Il giocatore ha una libertà di azione pazzesca nel ricercare e scoprire le combinazioni vincenti per ogni situazione. Completano il quadro altre tre caratteristiche mutate da Bravely Default: la possibilità di chiamare in supporto in battaglia i personaggi di altri utenti che hanno il gioco, quella di fermare il tempo per attacchi opzionali usando Sleep Points (punti accumulati tenendo la console in Sleep Mode o acquisiti con microtransazioni) e quella di utilizzare attacchi speciali. Questi ultimi sono completamente personalizzabili dal giocatore, che ne può decidere nome, condizione d’attivazione ed effetti, a patto di aver ottenuto i materiali necessari. Un aspetto molto interessante di Bravely Second è la possibilità da parte del giocatore di memorizzare ed automatizzare sequenze di attacco da ripetere e di liberamente customizzare la velocità di battaglia e la frequenza degli incontri casuali. A patto di spendere un po’ di tempo per comprendere il funzionamento delle molteplici feature, il sistema di battaglia del gioco è profondo ed estremamente appagante, consente di limitare al massimo il fastidioso grinding, e così come nel prequel è il punto di forza maggiore del gioco.

Déjà vu

Sul fronte audiovisivo Bravely Second attinge a piene mani dal predecessore. La stragrande maggioranza degli ambienti è infatti riciclata da Bravely Default, comprese città e dungeon. Se da un lato ciò può essere visto come una forma di pigrizia del team di sviluppo dall’altro è un’occasione per ammirare ancora una volta le splendide ambientazioni realizzate a mo’ di acquerello, rese ancora più spettacolari da un effetto 3D stereoscopico tra i migliori visti sulla console portatile Nintendo. Lo stile grafico adottato è stato ripreso anche nelle poche location inedite, donando un grande senso di coerenza a tutto il mondo di gioco. Per quanto riguarda le musiche il cambio di compositore passa quasi inosservato: Bravely Second ricicla gran parte dei brani di Bravely Default e le nuove composizioni, poche in realtà, mantengono lo stesso stile. A ciò si aggiunge un doppiaggio inglese di ottima fattura, accompagnato da sottotitoli in tutte le principali lingue, Italiano compreso. Il risultato complessivo è quello di un gioco estremamente piacevole da vedere ed ascoltare, anche se per chi ha già giocato Bravely Default la sensazione di déjà vu potrebbe essere eccessiva. Sul fronte della longevità siamo su altissimi livelli, con decine di ore di storia, condite da minigiochi e da una modalità New Game+.

Verdetto
8.5 / 10
Leggermente meno "brave" del prequel
Commento
Con questo secondo episodio la serie di Bravely si conferma come una delle saghe JRPG più interessanti su 3DS e su ogni piattaforma moderna in generale. Se il primo gioco ci aveva stupito per la somma di grandi qualità artistiche e di un gameplay ricercato e profondissimo, Bravely Second decide di non stravolgere queste basi e di usarle per raccontare una nuova storia. Una storia dal tono differente, che forse non raggiunge le vette di quella del predecessore ma che almeno ne evita i brutti scivoloni. Alcuni potrebbero non gradire il tono eccessivamente spensierato delle conversazioni e la generale mancanza di senso di urgenza, ma resta ammirevole lo sforzo fatto nella costruzione di personaggi simpatici e ben caratterizzati. Il sistema di combattimento è ancora una volta il vero punto di forza del gioco, promettendo ai maniaci della pianificazione e customizzazione pane per i loro denti. Al netto delle evidenti scorciatoie usate dal team di sviluppo (il massiccio riciclo di assets dal primo episodio ne è esempio), Bravely Second è ancora una volta un titolo che gli appassionati di JRPG non dovrebbero lasciarsi scappare per nessun motivo.
Pro e Contro
Sistema di combattimento vario e profondissimo
Livello artistico altissimo
Tante ore di gioco
Personaggi davvero piacevoli

x Tono dell'avventura stravolto rispetto al primo episodio
x Massiccio riciclo di assets da Bravely Default