DLC #2: Pokémon Sputo&Spada

L’ inverno sta arrivando…

E con qualche giorno di anticipo rispetto al cambio di stagione, il 14 Dicembre approderà su Pc, Xbox One, PlayStation 4 e Switch, Big Crown: Showdown, titolo sviluppato da Hyper Luminal Games.

Si tratta di un titolo platform  ad ambientazione medioevale che consente unicamente sfide multiplayer tra due sino a un massimo di quattro giocatori sia online che in locale: obiettivo del gioco è completare i vari livelli raggiungendo il traguardo, evitando il più possibile eventuali cadute dal percorso e i vari ostacoli e trappole disseminate lungo il tragitto.

 

Ma cosa sarebbe ad esempio un gioco di gruppo come Uno! senza la possibilità di infierire sull’ avversario con una carta +4?

Versione Testata: PlayStation 4

Ecco quindi la caratteristica su cui si basa il gameplay di Big Crown Showdown: la possibilità di spingere e ostacolare gli avversari.

Si potrà quindi, premendo l’ apposito comando, colpire l’ avversario con un attacco semplice o caricato, in grado di spingerlo fuori dal percorso o contro i vari ostacoli presenti.

A dare un minimo di profondità in più alla meccanica di gioco, interviene però la possibilità di difendersi con uno scudo: in tal modo si eviterà di venire spostati dalla propria posizione, e contemporaneamente l’avversario subirà un contraccolpo sufficiente ad allontanarlo, con il rischio di finire vittima del proprio attacco. La difesa inoltre, grazie alla stabilità che acquisisce il nostro personaggio utilizzando lo scudo, diventa per i più smaliziati un’occasione per ostacolare gli avversari rendendo più ostico il superamento di piattaforme e ostacoli da sfruttare a nostro vantaggio.

 

 

Punto debole dello scudo è però la quasi impossibilità di muoversi durante la difesa, motivo per cui buona parte della strategia di gioco deriva dalla capacità di alternare i momenti di attacco e difesa al superamento delle fasi platform, che dovranno essere superate senza troppi indugi dato che la telecamera del gioco di muove per tutto il percorso a velocità costante senza mai fermarsi: uscire dalla zona “a video” per troppi secondi comporta quindi una penalità al pari di una caduta dalla mappa.

 

Nulla di particolarmente complesso comunque, in quanto a conti fatti la lista dei comandi appare ridotta all’ osso: levetta analogica per spostarsi, e tre tasti che controllano il salto e i precedentemente citati spinta e scudo.

 

 

I livelli su cui è possibile sfidarsi sono in totale quindici.

Cinque per ognuna delle tre ambientazioni che compongono il titolo: Shivershire, ambientata tra i ghiacci, Kasseltoon, una città volante emule della Columbia di Bioshock Infinite, mentre infine sabbia e piramidi faranno da contorno a Zoggysand.

 

Nonostante il titolo risulti graficamente gradevole da vedere grazie allo stile cartoonesco e alla buona pulizia dell’ immagine, i vari livelli racchiusi all’interno di ogni “macro-area” hanno il difetto di assomigliarsi un po’ tutti nonostante ogni percorso sia dotato di ostacoli e fasi platform abbastanza originali. Probabilmente a tal fine avrebbe giovato l’ aggiunta di una quarto stage tematico per diversificare maggiormente i percorsi.

Abbastanza ridotta è anche la scelta dei personaggi, quattro, che si differenziano sostanzialmente per il tipo di colorazione dell’ armatura e del tipo di copricapo indossabili (acquistabili nell’apposita sezione di gioco tramite “moneta” che è possibile accumulare durante le partite)

 

 

Il difetto più grande del titolo è però rappresentato dalla mancata implementazione di qualsiasi tipo di avversario artificiale sia per le sfide con altri utenti o in solitaria. Se si può chiudere un occhio sul non poter giocare in singolo anche al solo scopo di esercitarsi sui vari percorsi, ben più grave è l’impossibilità di aggiungere avversari controllati dal computer alle sfide in locale e online. Se tale difetto tende a non venir poco o per nulla notato in sfide tra tre o quattro giocatori, è nelle sfide a due che è possibile percepire una sorta di “mancanza di azione a schermo”, con partite che diventano a conti fatti una sfida uno contro uno, togliendo enfasi e divertimento al gioco.

 

Abbastanza inspiegabile è anche l’ assenza di qualsiasi avviso prima dell’ inizio delle partite sul come si ottengono i “punti” che servono a vincere le sfide: se grazie agli indicatori a schermo si capisce velocemente che per vincere si debbano realizzare venti punti, occorre qualche partita di prova per capire il funzionamento dell’ assegnazione degli stessi e della perdita delle vite a seguito di cadute o scontri.

 

 

Verdetto
6 / 10
Two player is megl' che one. Ma in tre o quattro ancora meglio
Commento
Big Crown: Showdown esce in un periodo che lo rilega inevitabilmente a quel parco titoli pensati per dare il meglio di sè durante i periodi di festa, quando è più facile ritrovarsi in più persone davanti alla console. La natura dei comandi, semplici ma che garantiscono comunque quel pizzico di complessità adeguata per non annoiare nel breve periodo, lo rende adatto soprattutto a un pubblico più giovane e con meno pretese. A penalizzare fortemente il titolo interviene a gamba tesa l' assenza di eventuali Bot controllati dal computer: se nelle sfide online trovare quattro partecipanti umani non dovrebbe essere un problema insormontabile, più difficile risulta "in locale" disporre di tre amici (e altrettanti controller) allo scopo di riempire la griglia di partenza.
Pro e Contro
Comandi semplici e alla portata anche dei più piccoli.
Livelli belli da vedere e ognuno con meccaniche uniche.
Divertente multiplayer online e locale...

x ... limitato dall' assenza di bot
x Mancanza di tutorial e spiegazione delle regole