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Recensione Batman Arkham Origins: Blackgate

In questa generazione videoludica, l’uomo pipistrello protagonista di gran parte dei fumetti DC Comics, è tornato alla ribalta anche nei videogiochi: grazie alla serie Arkham, ideata da Rocksteady e presa poi in mano da Warner Bros. Games Montréal, Batman ha saputo incantare sia gli amanti del fumetto che quelli dei film, con giochi ricchi d’azione e adrenalina.
In contemporanea con il terzo capitolo della serie (Batman Arkham Origins) che fa da prequel ai due precedenti (Arkham Asylum e Arkham City) viene pubblicato uno spin-off portatile, per PS Vita e 3DS, a cura di Armature Studio, che vanta al suo interno tre ex-membri di Retro Studios, artefici della trilogia di Metroid Prime per Game Cube e Wii.
Batman Arkham Origins Blackgate (d’ora in poi solo Blackgate) esce dal gameplay classico della serie e presenta le avventure dell’uomo pipistrello in un metroid-vania ricco di sorprese.

VERSIONE TESTATA: PSVITA

Prima del manicomio…

Tutti gli eventi di Blackgate si collocano temporalmente tre mesi dopo le vicende narrate in Arkham Origins, quindi anche questo capitolo portatile è da considerarsi un prequel ai due giochi di Rocksteady.
Blackgate narra il primo incontro tra Batman e Catwoman, giostrando l’intero titolo sul rapporto tra i due, ambientando tutta l’avventura del pipistrello nel carcere di Blackgate, per l’appunto.
Maschera Nera, Pinguino e Joker, hanno preso possesso ognuno di un’ala della prigione, causando sommosse e mettendo in pericolo le brave guardie di Gotham: toccherà al nostro crociato incappucciato salvare gli ostaggi e fermare i loschi piani dei tre boss, nell’ordine che vorrà il giocatore, sbloccando la bellezza di tre finali diversi, a seconda di quale nemico affronteremo per ultimo.
Non mancheranno gli scontri con altri personaggi DC Comics, come il gargantuesco Solomon Grundy, o il letale Deadshot, che si metteranno in mezzo tra Batman e il suo obiettivo.
Blackgate è completabile in circa sette ore, la maggior parte delle quali passeranno correndo da un punto all’altro della mappa e perdendosi nelle aree di gioco; la linfa del titolo è sicuramente il backtracking, che aumenterà la durata e la rigiocabilità di Blackgate: per sbloccare i costumi bonus dell’uomo pipistrello, dovremo infatti raccogliere i diversi collezionabili sparsi per la prigione; ci saranno inoltre anche degli indizi per dei casi detective che faranno da contorno alla vicenda principale.
L’intera trama non ha grandi colpi di scena ma resta godibile, con l’immancabile cliffhanger finale dopo i titoli di coda che farà contenti i fan DC Comics più incalliti.

…C’era la prigione

Come accennato all’inizio della recensione, Blackgate si discosta dal gameplay classico della serie Batman, per tuffarsi nel Metroidvania, ovvero quel genere inaugurato dai Metroid 2D e dai Castlevania post-Symphony of the Night che permettevano al giocatore di esplorare una vasta mappa di gioco e ritornare sui propri passi dopo aver ottenuto nuovi poteri per sbloccare strade non disponibili precedentemente.
In Blackgate dovremo cercare i gadget di Batman per farci strada nelle quattro grandi aree di gioco, incontrando nel frattempo degli scagnozzi privi di qualsiasi forma d’intelligenza, che ci vedranno solamente se ci piazzeremo ad un palmo dal loro naso.
Il sistema di combattimento è simile a quello della serie principale, sebbene ridotto all’osso e privato di qualsivoglia combo: con quadrato attaccherete e con triangolo potrete contrattaccare gli avversari, cerchio servirà a stordirli, mentre premendo due volte X Batman schiverà, rotolandosi sul pavimento.
Pur accumulando diversi colpi nella nostra catena, non avremo a disposizione le molteplici finisher della serie principale, riducendo dunque le risse a puro buttonsmashing.
Ancora meno rosea la parte stealth, dove avremo a disposizione solo tre scelte, appendere al cornicione lo sventurato criminale, sferragli un calcio volante o eseguire un K.O. Silenzioso alle spalle: come già detto, i nemici sono di una stupidità quasi letale, e vi scopriranno solo nel caso vi mettiate a ballare davanti ai loro fucili.
Una facilità eccessiva che poteva essere calibrata meglio, ma che fortunatamente è meno presente negli scontri con i boss, che risultano sì semplici ma non elementari quanto il resto del gioco.

Detective Tocca-Tutto

Come nei capitoli casalinghi, anche in Blackgate è presente la modalità detective con una piccola aggiunta: toccando il touch screen, potremo analizzare l’ambiente, trovando indizi per i casi secondari o elementi sensibili ai gadget di Batman.
Se basterà analizzare una volta per tipo le tre categorie di oggetti dei criminali, per averli sempre evidenziati quando userete il bat-arang per distruggerli, lo stesso non accadrà con gli elementi ambientali come muri, porte o grate; questi andranno analizzate quando entreremo nell’area per la prima volta, in modo da poter utilizzare il gadget adatto e proseguire nella missione del pipistrello.
L’intera trafila risulta alla lunga noiosa, soprattutto nelle fasi finali a tempo, dove ogni secondo potrebbe rivelarsi prezioso. Un piccolo difetto che non distrugge il titolo ma ne mina il divertimento e la varietà.
Per trovare gli indizi dei casi secondari, dovrete aguzzare la vista e toccare tutto quello che vi sembra sospetto, fortunatamente gli oggetti con cui interagire saranno mostrati con colore diverso in modalità detective.
Tutti i collezionabili, casi secondari compresi, sono riportati sulla mappa del carcere: purtroppo questa risulta confusa e caotica, difficile da decifrare finché non si impareranno a memoria i percorsi di Blackgate, diventando infine solamente un modo per confermare la direzione che stiamo intraprendendo.

Il verso del pipistrello

Il comparto grafico di Blackgate presenta modelli poligonali curati per i personaggi principali, e skin riarrangiate dai capitoli casalinghi per gli scagnozzi secondari; tutta la mappa di gioco, invece, si struttura in 2.5 D permettendo di muovere Batman solo a destra e a sinistra, ma allo stesso tempo il crociato incappucciato si sposterà in tutte le altre direzioni, grazie ad una telecamera attiva che cambierà inquadratura.
Prima di ogni evento importante ci verrà mostrata una scena animata con disegni da fumetto, sequenze che risultano piacevoli ed il vero intrattenimento di tutto il titolo per i fan del cavaliere oscuro; il tutto completamente doppiato in inglese e sottotitolato in italiano, anche se certe scelte dell’adattamento non rispettano i termini ufficiali italiani.
La colonna sonora di Blackgate ricalca invece i temi più famosi della serie Arkham e li ripropone con qualche nuova sfaccettatura; purtroppo, per quanto questi risultino suggestivi mentre accompagnano le avventure di Bats, isolati dal resto del gioco si rivelano facilmente dimenticabili.

Armature Studios ci presenta un buon metroid-vania ed un divertente spin-off della serie Arkham, un ottimo tappabuchi nell’attesa del nuovo capitolo principale della serie, ma che può essere ancora migliorato sotto diversi aspetti.

Verdetto
7.5 / 10
Ehm sì scusi, mi sono perso
Commento
Batman Arkham Origins: Blackgate ci presenta una buona variante al gameplay classico di una delle migliori serie della generazione, e sebbene non sia esente di difetti, come la poca longevità e una mappa completamente da rivedere, risulta apprezzabile per i fan del genere e per coloro che amano il cavaliere oscuro.
Pro e Contro
Ottimi intermezzi animati

x IA nemica sotto la media della serie
x Mappa “indecifrabile”
x Sistema d'interazione con l'ambiente da rivedere